capitolo

Dopo tutto. Il boccone della vergogna.

Il mio scooter ha ssmesso di correre, quando lei mette i piedi sulle sue alette laterali tiene un’andatura uniforme, allunga i tragitti come un tassinaro disonesto. Disegna curve così lievi che sembra andare diritto. Ma non sono io, è lui. Lei mi cinge la vita e mi irrigidisco.
“Che c’è?”, dice.
“Se ti alzi in volo mentre guido non so se riesco a tenerti, e se cadiamo ‘sta volta ci facciamo male.”
Sembra che non abbia sentito. Incrocia le braccia attorno ai miei fianchi e stringe. Mi si appoggia sulla schiena, sporge la testa da un lato e sussurra.
“Anch’io ho le scarpe speciali, oggi. Voglio stare un po’ con te. A terra.”
Lascio l’acceleratore e le afferro una mano, lo scooter rallenta tanto bruscamente che lei è tutta su di me. Mi porto la sua mano sul petto e la accarezzo con forza come potessi darle la forma che voglio, ma la forma che voglio è la sua.
L’ultima svolta a sinistra e siamo arrivati. Lo scooter esaurisce la sua inerzia a pochi metri dal ristorante.
È la seconda volta che la porto a cena, ma stavolta è diverso. Quando entriamo, la signora che ci accoglie ha le manine minuscole tutte pieghe e tremolii, la pelle bianca di un cadavere e fitti intrecci di vene turchesi.
“Siete voi due?”
La sua voce è più piccola delle sue mani, e mentre parla la nuvola azzurra di zucchero filato che ha sui capelli ondeggia e profuma di vaniglia.
“Siamo noi due…”, dico io, stringendo la mano di Nico.
Ci addentriamo nel locale stretto e lungo e sinuoso come il ventre di un serpente. Lo spazio è poco ma i tavoli sono fittissimi e passare tra la gente è un continuo scusarsi, ma qui sorridono tutti come se ci conoscessero e forse ci conoscono, alcuni volti li ripesco, altri credo di conoscerli ma forse non è vero. Di sicuro c’è quella ragazzina che non rideva la sera del reading, allora l’avevo presa per una zingarella, credevo stesse facendo l’elemosina, ma devo essermi sbagliato. Ora è diversa però, ora ride. Mi guarda e ride. Poi Nico mi tira per la manica e me la lascio alle spalle ma non la dimenticherò mai.
Le pareti sono gialle, di un giallo uniforme e profondo che a fissarlo diventa arancione o rosso. Il tratto successivo invece è celeste e sui muri ci sono dei rampicanti che arrivano al soffitto, la gente è sempre di più ed è sempre più giovane, l’ultima sala è piena di bambini e i rampicanti hanno invaso ogni dove, per un attimo ho l’impressione che alla mia destra pascoli un cervo ma è solo un dipinto sul muro. La vecchietta si ferma e alza il dito tremolante.
“Siete voi due…!”, dice.
“Scusi…?”, forse non ho capito.
Alza la voce.
“Il vostro tavolo. È quello.”
Spingo lo sguardo oltre il suo indice stropicciato e vedo un tavolo per due occupato da una coppia dai connotati comuni, lui le parla e gesticola così lentamente che sembra fermo, e lei sorride e lo guarda o forse guarda in giù e ha le guance rosse. Nicoletta sembra aver capito e mi tira verso il tavolo. Mentre la seguo mi guardo intorno, la vecchietta è sparita. Una volta arrivati il mio cuore salta un colpo. È libero, la coppia di fidanzatini che parla amabilmente è solo dipinta sulla parete, lei ha le guance arancioni e gli occhi puntati in basso. Ho un capogiro ma non lo dò a vedere, ci sediamo. Dall’altra parte della sala una porta di legno ordinario con i due omini stilizzati e la scritta W.C. è la mia ancora di salvezza.
“Siamo vivi”, penso, “è tutto vero…”, e sto subito meglio e mi viene da ridere.
Nico è bellissima, è emozionata e non riesce a guardarmi.
“Mi dispiace”, dico, “avevo chiesto un tavolo all’aperto…”
“E un tavolo all’aperto avrà…”, fa una vocina sottile alla nostra destra. La vecchietta raggiunge lentamente il cervo sulla parete, afferra una delle due corna con tutte e due le mani e la fa ruotare, lentamente e con un piacevole scricchiolio. Su di noi la luce cambia improvvisamente. Alziamo la testa a guardare il soffitto tutti e due e vediamo le stelle. Lassù s’è aperta una botola. Un quadratino di cielo.
“Carino, no?”, dico. Nico arrossisce.
Qui non c’è il menu, e la vecchietta alla vaniglia, porta quello che vuole e le cose che vuole lei sono le cose che vogliamo noi e al momento del dolce per un attimo temo ci offra un ciuffo a testa dei suoi capelli turchini. Invece ci porta un creme caramel delizioso e il conto. Ci alziamo leggeri e felici e andiamo via mano nella mano con i piedi ben saldi al suolo.

 

Mentre Luca e Nico lasciano la sala la cameriera sta sparecchiando. Non si volta a guardarli, non lo fa nessuno, e poi deve impilare i piatti, quelli del primo vanno con quelli dell’antipasto, sopra ci stanno quelli del creme caramel perché così vogliono in cucina, e deve fare come vogliono se vuole mantenere questo lavoro. Ne fa cinque, di lavori, ne ha presi tanti perché le consentissero di avere abbastanza denaro per fare le cose che di volta in volta le fosse venuta voglia di fare, ma non ha più tempo adesso, vorrebbe trasformare i sogni in progetti, i progetti in realtà ma non ha tempo, non ce l’ha per sé, né per gli amici, né per un uomo che le piace ma non sa se è quello giusto e non lo saprà mai se non lo frequenta, e non ha tempo per frequentarlo e se non ha tempo, pensa, non è quello giusto e lascia perdere, ma anche se non era nulla quando poi lui non c’è più, nemmeno per telefono, nemmeno per email, nemmeno nel sonno… lei sente un vuoto e ogni sera fa più freddo e allora sente che ha bisogno di qualcosa e una sera che piove si porta a casa un gatto e lo chiama Spugna e sta meglio e adesso che sta meglio capita che scambi due parole con i clienti, che sia premurosa con loro, che sia sorridente.
Quando torna dalla cucina con le mani sgombre va dritta al tavolo di Luca e Nico. Ora è il tavolo di Gianni e Marta ma lei non sa mai i nomi delle persone che serve. Gianni e Marta sono giovanissimi e divorano pretzel alla velocità della luce. È normale che facciano così perché i pretzel di questo posto sono i migliori della città e i loro cestini sono sempre molto generosi. Quando raggiunge il tavolo però hanno smesso di pescare dal cestino, hanno smesso anche se ne è rimasto uno, di pretzel.
Il boccone della vergogna, pensa lei e ride da sola… si sporge a recuperarlo, ma prima di andarsene chiede loro:
“Porto via?”
Lui balbetta qualcosa di incomprensibile e la ragazza ride.
Lei decide che le piacciono e che sarà gentile, che farà quel che si fa quando va così. Prende il biscotto e lo spezza in due, poi lo rimette nel cestino e ripone il tutto sul tavolo.
“E adesso…”, dice, “porto via…?”
Gianni e Marta abbozzano un sorriso e si avventano sul cestino.
Mentre il pretzel sparisce nei loro corpi pensa che quei biscottini sono a forma di cuore, che non se n’era mai accorta, e che l’amore all’inizio è come il boccone della vergogna, ognuno vorrebbe tuffarcisi dentro ma aspetta che sia l’altro a fare la prima mossa, che però non si può aspettare all’infinito, perché se aspetti resta lì, l’amore, dentro il cestino.farefuorilamedusa_ il boccone della vergogna

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67 thoughts on “Dopo tutto. Il boccone della vergogna.

  1. Noëlle says:

    Ciao Ben Apfel, vorrei salutarti, è da un po’ che non ci sentiamo.
    Posso chiederti notizie su “Farefuorilamedusa”, il bloromanzo che ha tenuto desta l’attenzione di noi lettori per tanti mesi e che si trova sempre tra i miei ‘preferiti’? Non ho più saputo nulla sulla sua pubblicazione. E il nuovo bloromanzo?
    Se passi di qua, ricevi i miei affettuosi saluti, Noëlle

    • benapfel says:

      Ciao Cara Noëlle,
      Che bella sorpresa. Dunque Come hai visto farefuorilamedusa è giunto alla fine della storia, ma sto lavorando duramente alla preparazione del secondo blomanzo. Non ci vorra molto. Si tratta di una storia diversa con personaggi diversi, la solita inclinazione per il surreale. Le modalità di pubblicazione saranno le stesse, salvo un accorciamento dei tempi d’attesa tra una puntata e l’altra (credo saranno due puntate a settimana).
      Il Blog sarà lo stesso con alcuni accorgmenti visuali più adatti alle atmosfere del secondo blomanzo. Ho comunque in programma una email collettiva a tutti i lettori di FFLM.
      CRedo sia tutto. Grazie mille per aver fatto questa richiesta di notizie. Non esitare a chiedere o a dire quel che vuoi, al riguardo. E sappi che Fare fuori la medusa sta per tornare ad arricchire con i suoi nuovi personaggi quest’inverno, per lo meno.
      Un caro carissimo abbraccio!

      Ben

    • benapfel says:

      Ah Noëlle, naturalmente, ma questo l’avevo già detto, il primo blomanzo diventerà a breve un e-book. molto probabilmente anche in inglese, ed eventualmente anche di carta!
      Ma i tempi editoriali sono sempre (usiamo un eufemismo), incerti. Quindi tocca pazientare 🙂
      Un abbraccio!

      Ben

      • Noëlle says:

        Che meraviglia! Pensavo che ti fossi dimenticato di noi lettori! Sono proprio contenta e aspetterò pazientemente. A presto, allora e il più affettuoso saluto per te. Noëlle

    • benapfel says:

      Ciao Vivienne, grazie grazie e grazie per l’entusiasmo. è una botta adrenalinica che si sente anche a 50 gradi.
      Non posso che ricambiare con una promessa: il nuovo, imminente blomanzo (che racconta le vicende di nuovi personaggi in nuovi ambienti e situazioni è farina dello stesso sacco, forse più onirico del primo forse più notturno, ma di certo, all’altezza. Persino migliore, dal mio punto di vista. Ma avremo modo di discuterne, spero, tra le nuove pagine-commenti dello stesso blog. Aspetto dunque te e le tue impressioni, cara Vivenne.
      Un grande abbraccio e grazie infinite!
      Ben 🙂

    • benapfel says:

      Ciao Aliceee!
      è ormai solo una questione tecnica. Cerco di trovare il modo migliore di far partire il nuovo blomanzo. A breve sulla pagina FB di Farefuorilamedusa comparirà Il titolo e un conto alla rovescia 😀
      la nuova storia mi sembra folle al punto giusto. spero di renderle giustizia (de) scrivendola come si deve. l’attesa sta finendo, come l’estate 🙂 carissima, Alice. Credi in me!
      Abbracci e baci!!!

      Ben

      • benapfel says:

        E sia!
        Obiettivo 2015:
        Collezionare stalkers e stilarne classifiche aggiornate per gratificare i più talentosi 🙂
        Naturalmente con alicebianconiglio a capo di tutto!
        A proposito del tuo nick…
        Il nuovo blomanzo avrà più di un’affinità con Alice, il bianconiglio e l’allegra straordinaria brigata del meraviglioso paese che abitano… 😀

      • OMG. Non dovevi dirmi questo. Adesso mi troverai sotto casa.

        Forse il nickname inganna: sembra un interesse o qualcosa del genere, una di quelle spinte interiori per cui su Alice ci scrivi una tesi di laurea (che poi l’ho anche fatto, ma questo è un altro discorso).

        Chi mi conosce arriva a parlare di ossessione e invece ancora non ci siamo, è qualcosa di ben più sotterraneo, intimo, irrinunciabile. Non riesco a ricordare quando ho incontrato il Bianconiglio o, meglio, non ricordo un “prima”. Rende l’idea?

      • benapfel says:

        Cacchio!
        Non consideravo i rischi a cui andavo incontro… ho incasinato tutto, ho alzato a dismisura l’asticella “aspettative”… ma tu dimentica per favore, tutto quello che ho detto. Che poi non sono stato io a dirlo ma alcuni fidàti amici… e io non ho mai pensato ad alice mentre organizzavo la nuova storia, sono stati loro, giuro! E poi siccome a me alice… è uno dei libri più potenti che abbia mai letto, anzi due dei libri… capisci vero? Alice…! No ansia da prestazione pliis
        rendo l’idea?

      • benapfel says:

        Alice, l’idea di incontrare chi ha letto FFLM c’era, ma s’è rivelata più complicata del previsto e forse prematura. E poi vengo in Italia due volte l’anno per un paio di settimane, insomma la cosa è tanto complicata quanto più impegno devo profondere nel progetto editoriale 🙂 Ma niente è impossibile quando verrò giù per presentare un libro o incontrare l’editore lo saprete. Prometto 😀
        Ti abbraccio.

        Ben

  2. bitchorwise says:

    ma no che scopro ora questa appendice!?
    ma ci hai presentato la nuova protagonista? 😀
    cmq attendo pazientemente il nuovo blomanzo!
    a presto… 😉

    ps. i Rolling stones, un sogno! 🙂

    • benapfel says:

      Ciao mia cara, arriverà una seconda appendice, di natura leggermente diversa. Prima del nuovo capitolo 0 🙂
      Ma pur nel silenzio della siesta estiva il blog brontola come una buona minestra 😀
      PS
      Eh sì, i R.S. sono ancora uno spettacolo, invece io non sono andato a vedere i pearl jam qui a berlino e me ne pento ogni giorno. 🙁
      Abbacci e baci!

      Ben

  3. Aster1103 says:

    Con un ritardo imperdonabile ho finito di leggerlo tutto! Che dire, meraviglioso, se fosse um libro sarebbe sicuro sulla mensola…dicci come possiamo fare e noi proveremo a chiedere a gran voce un’edizione cartacea!! 🙂

    • benapfel says:

      Ciao Aster, grazie mille. Le tue parole sono già un enorme gratificazione! 🙂
      L’idea di una “petizione” per vederlo in carta e colla è carina, divertente, e a portata di mano.
      Se sei davvero intenzionata a provarci, però ti avviso che sarà una faticaccia raccogliere tutti i lettori. Forse potreste davvero aprire una petizione attraverso i siti di petizioni come “avaaz” e “credo”… ma non ho idea di come si faccia nella pratica. Io non posso certo far partire alcunché sarei ridicolo, ma se ci provi ti posso aaiutare con la scrittura dei contenuti. Chissà. Forse è davvero un’idea geniale 😀
      Grazie per l’idea e per la voglia di spendere il tuo tempo in un’impresa di questo tipo (folle nuova libera). Grazie anche se cambiassi idea. Come dicevo il solo pensiero è un regalo straordinario che fai a me 😉
      Ti abbraccio, Aster. Fammi sapere!

      ATTENZIONE!!!
      Nel giro di qualche mese il libro sarà un e.book stracolmo di extra, dettagli e cuoriosità d’ogni genere, ivi compresa una corposa sezione dedicata a commenti e reazioni di voi magnifici lettori 🙂 E poi chissà, se le vostre voci si faranno sentire potrebbe uscire anche in versione cartacea 😉
      Infine. Su questo stesso blog, per chi vive l’inevitabile sindrome d’abbandono post lettura, arriverà tra un po’ il secondo blomanzo. Nuova storia, stesso blog!
      Auguro a tutti un vita colma di meraviglia!

    • benapfel says:

      Cara Laica, grazie mille per il supporto. Non solo è apprezzatissimo ma è vitale! 🙂

      Ben

      ATTENZIONE!!!
      Nel giro di qualche mese il libro sarà un e.book stracolmo di extra, dettagli e cuoriosità d’ogni genere, ivi compresa una corposa sezione dedicata a commenti e reazioni di voi magnifici lettori 🙂 E poi chissà, se le vostre voci si faranno sentire potrebbe uscire anche in versione cartacea 😉
      Infine. Su questo stesso blog, per chi vive l’inevitabile sindrome d’abbandono post lettura, arriverà tra un po’ il secondo blomanzo. Nuova storia, stesso blog!
      Auguro a tutti un vita colma di meraviglia!

    • benapfel says:

      Grazie, redawahbi, è davvero bello scrivere per voi. Un abbraccio!
      Ben

      ATTENZIONE!!!
      Nel giro di qualche mese il libro sarà un e.book stracolmo di extra, dettagli e cuoriosità d’ogni genere, ivi compresa una corposa sezione dedicata a commenti e reazioni di voi magnifici lettori 🙂 E poi chissà, se le vostre voci si faranno sentire potrebbe uscire anche in versione cartacea 😉
      Infine. Su questo stesso blog, per chi vive l’inevitabile sindrome d’abbandono post lettura, arriverà tra un po’ il secondo blomanzo. Nuova storia, stesso blog!
      Auguro a tutti un vita colma di meraviglia!

  4. Carissimo Ben, pensandoci bene, devo aver letto che ci sarebbero state ogni tanto delle appendici al tuo bloromanzo ma l’avevo dimenticato e non mi sono resa conto, non ho visto che già era apparso un nuovo titolo.
    Bene, bene, dov’è questo cestino con l’ultimo boccone? Quello che è lasciato è perso, si dice.
    A parte questo, d’ora in poi starò più attenta a non lasciarmi sfuggire ogni nuova puntata dato che ormai sono troppo affezionata ai due innamorati e spero, anche se troverò nuove storie, di vederli ogni tanto, Luca e Nico, volare su nel cielo, felici, oppure scorazzare per la città in scooter.
    Ciao, Ben.

    • benapfel says:

      Ciao Velia!
      è bello anche questo, no?
      aver memorizzato e archiviato una notizia e poi ricordarsene all’improvviso o ritrovarsi per caso davanti a un’ “appendice” di cui s’era dimenticata la presunta, eventuale esistenza.
      Questo per dire che “ogni lasciata è persa” è un detto che non teneva conto dei social. Giusto?
      Mille abbracci e un bacione. E Grazie!

      Ben

  5. Bivrakha says:

    Mai assaggiato i pretzel, solo ora sono giunta a conoscere l’esistenza di questo prodotto, le varianti del nome, la storia, il metodo di preparazione, tutte cose di cui non sapevo assolutamente nulla. Bene, sono in tempo per colmare le mie lacune in fatto di cibi.
    Ben Apfel, è veramente incredibile, siamo ancora qui, i tuoi lettori, a commentare, ed è una cosa che mi fa molto piacere. Sicuramente ci risentiremo, dico solo “a presto” per ascoltare ancora nuove appassionanti storie. Un affettuoso saluto da Bivrakha

    • benapfel says:

      Grazie, mia cara Bivrakha, a prestissimo, con appendici di ogni genere e forma. Fino all’inevitabile secondo bromanzo 😀
      Un super Abbraccio e, sì, certo, a presto. Vivan i Pretzel!

      Ben

  6. Simansheela says:

    Ben, che sorpresa! Ritrovare i protagonisti della Medusa in un’altra puntata, in questo splendido, surreale finale in cui il narratore prende nelle sue mani il filo della narrazione. E pensare che me lo stavo perdendo: i due nostri amici stretti sul motorino! E poi in pizzeria, e poi via nel cielo.
    Sperando che non debbano mai cadere, Ben, mostraceli ogni tanto, sempre così, teneri e felici, in volo.
    E che l’amore non rimanga mai in fondo al cestino. A risentirci, Ben, ti abbraccio.

    • benapfel says:

      Grazie carissima Simansheela, prometto che li rivedrai, qualche volta!
      Ma prometto anche che tra non molto altri meravigliosi personaggi animeranno i tuoi giovedì!
      Ti abbraccio forte.

      Ben

  7. Ciao Ben! 🙂
    Rileggerti è meraviglioso e quello che ci hai regalato qui non è un semplice racconto, è un inno all’amore. Luca e Nico sembrano muoversi in un’atmosfera quasi onirica, innamorati davvero. La tenerezza con cui si toccano e si parlano è emozionante! E nel leggere vedo proprio la scena, immagino il locale, il tono delle voci che intuisco sommesso e dolce.
    La cameriera è un capolavoro, una sintesi tra realismo e sogni, quasi una metafora della ricerca di una vita degna e dignitosa che comprenda ovviamente l’amore.
    Mai lasciarsi scappare il pretzel, potrebbe non ricomparire più preso da qualcun altro o lasciato indurire nel cestino del pane. Cosa ce ne facciamo di un cuore indurito? Di un eccesso di ragionamento o di timore?
    Hai ragione, all’inizio l’amore è proprio come “il boccone della vergogna”, è una sfida, nel senso positivo del termine, e se non l’affrontiamo senza troppa esitazione come sapremo se è valsa o no la pena fare il primo passo?
    Domande esistenziali che i tuoi scritti mi hanno sempre sollecitato, lo sai. E mi mancavano.
    Un abbraccio Ben, alla prossima appendice … per il momento! 🙂
    Primula

  8. Ma che sorpresa! Milioni di punti meraviglia… L’ultima frase poi…. Ho le lacrime agli occhi e il cuore che batte fortissimo per la valanga di tenerezza che mi è arrivata! Grazieeeee!

    • benapfel says:

      Potrei scrivere un milione di pagine e regalarti miliardi di punti meraviglia ma sarò sempre in debito con te, Stè 😉
      Un grandissimo caloroso abbraccio!

      Ben

  9. labloggastorie says:

    L’amore è un’offerta della vita, bisogna coglierla e gustarla. Lasciarla intatta non ci farà avere un conto meno salato anzi è proprio quando ne attingiamo a piene mani, quando con il dito ne afferriamo anche le briciole, quando non abbiamo paura di strozzarci che potremo trovare scritto sul conto “offre la casa”!
    Felice di stringerti nel consueto abbraccio Ben!

    • benapfel says:

      Bello rileggerti, carissima. Le tue frasi dense, intense e cristalline sono ormai un marchio di fabbrica. Le riconoscerei tra tremila commenti 🙂
      Consueto abbraccio e rinnovato stimetto! 😀

      Ben

  10. Caro Ben, mi sembra passato un secolo dall’ultimo capitolo, e non ti nascondo di aver provato un po’ di disorientamento nel leggere la prima parte…
    Non lo so, forse per la distanza che si è creata coi personaggi, forse perché avevo interiorizzato serenamente la parola “fine”, o magari perché vivo in un tempo dilatato, fatto sta che non mi tornavano i conti.
    Poi però è cambiata l’inquadratura, la voce narrante, i protagonisti: mi ha dato l’impressione di trovarmi in un film composto da più cortometraggi, legati tra loro da medesime scenografie di passaggio, e mi è sembrato un buon “inizio” 😉
    Ciao e ben tornato!

    P.S. L’amore come “boccone della vergogna” è spettacolare 😉

    • benapfel says:

      Ehi Cris!
      Le sensazioni che descrivi perfettamente qui sono precisamente quelle che ho provato io (lato scrittura).
      ed è vero, potrebbe essere un buon inizio 😀
      bentrovato, carissimo, e un grande abbraccio.

      Ben

      • Intendi dire che potrebbe esserlo se il capitolo non si chiamasse appendice A! 😉
        Ma hai cambiato qualche script sul sito? Nei commenti ho problemi di visualizzazione (testi sovrapposti) che un tempo non avevo! (per la cronaca, uso Chrome)

      • benapfel says:

        Sì, intendo proprio questo, Cris, 🙂
        E sì,(ormai ne so un po’), prob di visualizzazione possono dipendere dal browser… un’amica che seguiva da mac usando u browserdiverso da safari aveva gli stessi problemi. So che su pc explorer e firefox funzionano bene ma non ho info su chrome. Fa’ qualche prova e fammi sapere se risolvi. 🙂

      • Con explorer stessa cosa (a meno che non usi il “visualizza compatibilità”, che però sballa tutta l’impostazione grafica) mentre con firefox non ti so dire perché l’ho disinstallato. Comunque fino a questo capitolo con crome non ho mai avuto problemi, per questo ti ho chiesto se hai cambiato qualcosa!
        Misteri della tecnologia 😉

      • benapfel says:

        Niente cambiamenti, mi sono limitato ad installare sempre gli aggiornamenti di WordPress come ho sempre fatto. In molti mi hano detto che è molto importante… boh…
        ad ogni buon conto, ora faccio qualche ricerca anch’io 🙂

    • benapfel says:

      Grazie a te, fede. Dici bene, sono davvero tornato sul luogo del “delitto”. Dovevo questa appendice a Luca e Nico Ma anche a voi lettori e a me… Nel pensare come iniziare la nuova “stagione” letteraria sul mio blog, voglio lasciarmi indietro un po di briciole del primo blomanzo come fa chi cammina per strada mangiando crackers, giusto per fare un esempio… ma la verità è che questi personaggi mi mancano… 🙂
      Ti abbraccio!

      Ben

    • benapfel says:

      Ciao Stella, bentrovata!!!
      Hai trovato un refuso che correggo immantinente!
      Grazie mille è splendido sapere di potervi rileggere numerosi anche se in un “fuoriprogramma”!
      Grazie grazie infinite. 🙂

      Ben

  11. Quasi quasi mi strappi una lacrima, ma stonerebbe troppo con il mio personaggio.

    Accidenti, Ben, quella vecchietta mi suona tanto di fantasma del Natale futuro, mentre leggo il capitolo in un venerdì sera appena tornata a casa da tipo 50 ore di lavoro settimanali, mi guardo intorno e tutto è da sistemare, rassettare, organizzare. Un micromondo intero da rimettere in piedi, io e io sola, con le forze che vengono meno e la sensazione che sia ben altro a mancare.

    Un altro blomanzo su questo tema e ti addebito l’infinito conto dello psichiatra da cui finirò in cura. 😛

    • benapfel says:

      Alice cara, gli psicologi sono sottovalutati e un po’ demonizzati in italia, ma ciò non vuoldire che ci si debba andare a priori… le sensazioni sonon spesso ottimi indicatori, ma omettono di raccontare la verità alternativa che auspicano, nei dettagli. Non so quale opzione sceglieresti, in quel caso.
      E comunque io sono qui anche per alleggerire la vita a chi serve. Dunque sfruttami a dovere! 🙂
      Abbraccio.

      • Ti ho letto, eh.

        È che sto pensando a questa cosa dell’omissione della realtà alternativa a cui si aspira. Mi chiedo se forse quello che non ho adesso è il risultato di un processo cominciato, per esempio, con il piccolo dettaglio che quando lo ho avuto mi sa che non mi ci son sentita proprio a mio agio: tutto bello, tutto forte, tutto immenso eppure troppo ingombrante, troppo impegnativo, troppo non-me.

        Alla fine il paese delle meraviglie sembra un gran bel posto rispetto alla noia di studiare in un pomeriggio primaverile, ma Alice ne è scappata via di corsa, per salvarsi, no?

        L’abbraccio a te. 🙂

      • benapfel says:

        Oppure, carissima, è il tuo nome ad essere impegnativo. Troppo per non farne profezia! 😀
        Grazie d’essere stata al gioco e se vuoi la mia, scherzi e giochi a parte, perdersi è impagabile, a patto di farsi “guidare” da chi sa sempre, perfettamente, chi è, da chi sa far finta di saperlo, ma molto bene, e da chi, pur avendo così saggio, ti concede volentieri di “fare a cambio”, ogni tanto…
        Ma che ho detto?
        Bacio e notte.

        Ben

  12. Susitrope says:

    Ancora una volta, inaspettatamente, sei lo specchio del mio attuale flusso di pensieri. Non so come fai ma ci riesci da chilometri di distanza… La cosa è piacevole e al contempo inquietante 🙂 Comunque non smetterò mai di dirti… Che meraviglia leggerti Ben! un abbraccio immenso!

    • benapfel says:

      Silvia, non sai, come non lo sapevo io, quanto mi mancava questo non luogo di dialogo. Leggerti vale sempre qualche migliaio di punti meraviglia e Non inquietarti per le cose emozionanti, accettale e prendile tutte. Sono tue!

      Ben

    • benapfel says:

      Ehilà, Gaia!
      Felicissimo io perché sei comparsa in un istante e per quelli che, d’ora in poi, saranno, per noi, “i fatti di siviglia” 🙂
      Grazie, carissima Gaia, mille abbracci.

      Ben

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