capitolo

50 (e… giù giù giù…)

Un gabbiano diretto a ovest sfreccia sopra la “Macchina da scrivere” sganciando una goccia di “bianchetto” su una pagina di questa storia.
Poi attraversa il fiume e atterra su un balcone al terzo piano di un palazzo d’epoca a Trastevere. Fermo su un angolo della ringhiera si guarda intorno, si sofferma sulla finestra, attraversa il vetro col suo sguardo da volatile senza vedere un granché. Non è certo di ciò che accade dall’altra parte, ma di sicuro sente il verso di un altro animale. Niente a che vedere con lui… un altro timbro, un altro suono, altri codici. È una donna che parla a suo figlio. Il Gabbiano li guarda senza vederli. Lo sciabordio dell’acqua è l’unico suono che riconosce.
“Eccolo, il cucciolotto di mamma!”
“Uaigh sciafiuhllée…aiuàh!”
“Ma chi è… chi è…?
…Ettore e sua madre fanno il bagnetto.
“È il piccolo Teto… ecco chi è! Lo sai chi è Ettore? Lo sai? Sì che lo sai, altroché se lo sai, altroché… sai che facciamo adesso? Ci facciamo un bel bagnetto! Vieni qui, amore di mamma! Ti piace fare il bagno con la mamma, non è vero? Eccolo qui il mio piccolo palombaro… vuoi fare un po’ di pesca subacquea per la mamma? E uno… e due… e… giù giù giù…”
“Blurghl!”
… ed è il loro momento…
“Ahi! Cosa… ? Oh, amore di mamma, sai che non dovresti… cosa ha fatto alla mamma, il nostro pupattolo bello, eh? Se solo sapessi cosa pensi dietro quegli occhioni blu…”
Ma il pranzo è a tavola e la nonna chiama…
“Ehi, voi due bricconcelli, avete finito là dentro? Qua è tutto pronto!”
“Arriviamo! Hai sentito la nonna, amore di mamma? È tutto pronto. Ti piace la pappa della nonna? Dai, via quel broncio, e vieni qui dalla tua mammuccia! Che c’è… che sei rosso rosso rosso, che c’è??? Ma che dici, che brontoli? Lo so io che c’è… vuoi fare l’ultima immersione, piccola canaglia… vero?”
“Blurghl!”
“…Giù giù giù… ahi… eeehi! Ma allora sei proprio un… uhmm… mascalzone…! Ahns… sì… sìiii… cazzo Ettore mi fai maaale… nessuno… ha mai fatto niente di… così…audace, prima! Sei proprio… l’amore di mamma, tu…”
E poi c’è il papà che ha molta fame…
“Alloraa…?”
E non è carino farlo aspettare…
“Si amore arriviamo! Avanti… tutti fuori dall’acqua, una asciugatina come si deve e via!”
Così finalmente ecco la famigliola riunita attorno alla sbobba della nonna.
“Sentitelo, sentitelo, quanto parla il nostro campione…
è stato Luca a scioglierti la lingua, non è così amore mio?”
Ma il papà è nervoso e non bisogna chiedersi il perché, capita, di tanto in tanto…
“Luca??? Ma quale Luca, spero davvero che tu non creda che quel drogato fosse un babysitter vero. Era il solito disadattato senza futuro, non gli abbiamo fatto altro che elemosina! In quanto a Ettore, è sempre stato un gran chiacchierone, non ci voleva certo l’intervento di un giovane punk per fargli cacare il doppio delle stronzate!”
Ma la mamma è la mamma, e checché ne dica Ettore, di mamma ce n’è una sola!
“Non fare l’idiota, è il suo modo di comunicare…”
“Comunicare???, Questa è bella. Rassegnati, tesoro, in questo momento tuo figlio non sa fare che due cose: produrre grandi stronzi e dire grosse stronzate!”
“Ma che ti prende???, Al lavoro è andato storto qualcosa?”
“Magari… il lavoro è una favola, è qui che va tutto a puttane…!”
“Ti proibisco di parlare così davanti a mia madre!”
“Invece voglio che tua madre senta tutto. Anzi, perché non le racconti con chi parlavi poco fa al telefono?”
“Poco fa…?”
“Poco fa e ogni volta che ti chiudi in bagno a lavare tuo figlio…”
“Ma che cazzo t’inventi cretino, parlo con Ettore, con chi vuoi che parli???”
“Certo, vi ci vedo. Lui che ti lava il culo e tu a impazzire di piacere…
È da tempo che mi apposto dietro la porta per ascoltare i tuoi mugugni osceni!”
La nonna poveretta direbbe qualcosa, ma è quasi completamente sorda e non interviene anche se è chiaro che litigano.
“Ma bravo ora mi spii pure!”
“Ti spio, sì, e non ti ci provare neppure a ribaltare la frittata! Ah… ma io ti mollo, sai? Te e questo stronzetto capriccioso!”
“Non osare toccarlo.”
“Guardalo lì, il tuo campione, che non sa tenere un cucchiaio da zuppa. E tu? Quando la smetterai di sbavare e cacarti sotto, eh?”
Il papà fa un passo di troppo verso il seggiolone e Ettore gli si scaglia contro deciso a conficcargli il cucchiaino in un occhio.
Ma la coordinazione non è ancora perfetta e lo manca di un niente.
Sua madre e sua nonna rimangono zitte e immobili per qualche secondo. Poi però applaudono e ridono con le lacrime. Il padre invece è pallido, spaventato, disarma dolcemente il figlio, posa il cucchiaino sul tavolo e lo prende in braccio.
“Scusa… tesoro…” questo gli dice, mentre lo guarda come fosse un ufo. Dà una rassettata ai suoi capelli sottili con le mani che gli tremano. E lo sistema di nuovo sul suo seggiolone.
Ed è proprio in quel momento che Ettore smette di fissarlo e prende a urlare e a sbattere i pugni sul suo piatto mandandolo in frantumi.
“Komarsh… chioshiolìl… Luca majeheeiji!”, strilla, con gli occhi iniettati di sangue e i capillari che affiorano sulle guance uno per volta, come fuochi d’artificio.
Se in quella stanza ci fosse stato qualcuno carico di quell’amore che non lascia spazio a nient’altro, non avrebbe avuto difficoltà a capire che il piccolo aveva detto:
“E ora portatemi la testa di Luca, razza di idioti!”50 Ritratto di famiglia

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69 thoughts on “50 (e… giù giù giù…)

  1. Quel gabbiano che entra nel capitolo e osserva mi ricorda tanto l’amatissima fauna di Mary Poppins. Delizioso.

    (PS: ma soltanto io ogni volta che leggo di Ettore mi scopro aspirante infanticida?! 🙂 )

  2. Incredibile, la mia foto è stata scattata sull’Altare della Patria ma non sapevo che il monumento venisse chiamato “Macchina da scrivere” dai romani, ho imparato un’altra cosa! Cordialissimi saluti e complimenti per il bel “Ritratto di famiglia” scelto. per la penultima puntata. Ciao a Ben.

  3. Simonetta says:

    Ho la triste sicurezza, di stare salutando un amico. Ogni qualvolta che sto per finire di leggere un libro, mi succede, ma questa volta non sto perdendo solo Luca, Gabri, Ettore…sto salutando tutti gli altri che ho conosciuto attraverso i loro commenti e che mi hanno tenuto, insieme a benapfel,compagnia.

    • benapfel says:

      Ciao, cara Simonetta, spero che non succederà, ma pare si stia per organizzare un incontro romano con i cari lettori della medusa se dovesse farsi di certo un sakto al famoso emporio alla pace non ce lo impedisce nessuno 🙂
      Baci e abbracci!

      Ben

  4. Per Cris che vuole un parere professionale. Consolati, oggi possiamo dare la colpa alla tastiera e al dito della mano che ha premuto un tasto al posto di un altro, al dannatissimo correttore automatico degli smatphone … non solo, ma i dubbi sui vari plurali irregolari assalgono tutti! Quando scrivo in francese ho decisamente meno incertezze; non è la mia lingua madre ma avendola usata praticamente tutti i giorni parlando a scuola (con i miei alunni pochissimo italiano!) a volte mi capita di pensare in francese. Pensa un po’ tu!!
    Posso solo dirti, da ex prof esigente, che sei molto severo con te stesso.
    Ma forse non è poi un male.
    Abbraccio a tutti i medusiani 🙂
    Primula

  5. ammesso che questa possa essere considerata una cosa positiva??? Starai scherzando, questa è una cosa che non ha prezzo! (sì lo ammetto, mi sono ispirato a uno spot, dev’essere il raffreddore che ha intasato anche i fragili collegamenti fra i miei neuroni…)
    E poi a dirla tutta non hai fatto “solo” quello, ma quando controllando quel che era rimasto nella rete che avevi gettato ti sei accorto che c’era un’essere strano e un po’ ripugnante come me, che fra l’altro provava goffamente a ribellarsi (sì, ancora mi vergogno per come mi sono comportato allora 🙁 ), non l’hai ributtato in mare e lo hai trascinato in questo luogo incredibile… te l’ho già detto grazie? Beh, te lo dico ancora: grazie. Però non garantisco niente per il dopo-fine di FFLM (e su questo nessuna spiegazione verrà qui fornita, solo ti dico che non ha niente a che vedere con tutti voi)… comunque saluti e ogni bene

  6. comunicazione di servizio la cui diffusione potrebbe nuocere alla reputazione apfeliana (?), perciò te la porgo già accartocciata, pronta per essere gettata nel cestino: un mio commento notturno è rimasto intrappolato nel limbo della moderazione, niente di che, però risponde a Eteroclito-Cristian, perciò non sarebbe male riesumarlo, tu che ne dici? 🙂 saluti

  7. Come in tutte le storie importanti è giunto il momento del congedo.

    Attendo con trepidazione l’ultimo capitolo del tuo blomanzo, caro Ben, che vivrà in eterno nel mondo virtuale della Rete.

    Grazie per averci dilettato con la tua creatività.

  8. Intervengo per rassicurare Ben, che nel frattempo, bravo com’è, avrà anche già controllato. Il litigio tra Luca ed Ettore esiste, lo ricordavo perfettamente (ma sono sincera, prima di scriverlo qui sono andata a verificare ;-)) ed è il capitolo che conclude la prima parte. Anzi, Luca dà addirittura un ceffone ad Ettore. Belle pagine anche quelle come tutte del resto.
    Comunque Ben, se hai bisogno di un’assistente, me voilà! 🙂 Anche PR volendo. 🙂
    Caro Cris, la questione dei romanzieri è molto semplice: sono quelli che raccontano storie banali facendole sembrare profondissime solo perché infarciscono la loro narrazione di espressioni forbite e grevi, riferimenti colti a gogo che per leggere un romanzo serve un’enciclopedia. I tracotanti insomma. La cultura, vera, si regala in modo lieve, che non significa superficiale, e in modo chiaro. Non faccio nomi perché non è il caso, qui. Questa è almeno l’immagine che ho io, non so se Ben sia d’accordo o meno, ma ne riparleremo.
    Un abbraccio a entrambi 🙂
    Primula

    • Sì, avevo ricontrollato anch’io, cosa che mi ha permesso di estrapolare da un mio commento la poesia sugli “scrittori” 😉
      Cavolo, ne riparleremo sì: questa è un’altra discussione che sarebbe d’uopo far di persona!
      D’uopo penso non si usi più dal ’34, ma mi suona bene 😀
      Saluti smemorati

  9. per eteroclito-cristian: capitolo 22 (quanhoin…?) dove Luca non solo dà una bella sberla a Ettore ma gli dice anche che dell’ “operazione cespuglio” non se ne fa più niente…
    per Ben: Ettore se la cava anche da solo e forse aveva ragione quando diceva che era più che altro Luca ad avere bisogno di lui… ma quando armato di cucchiaino attenta all’occhio del padre la mia mancanza di immaginazione non me lo può mostrare che così: Stevie Griffin, Ettore per me ha e avrà sempre la faccia e la testa ovoidale di Stevie Griffin, e anche un po’ della sua cattiveria…
    Un solo capitolo ancora? Davvero ti basterà a mettere la parola fine? Rimarrò deluso, lo so già. Saluti, buonanotte (o meglio: buongiorno) e ogni bene

    • benapfel says:

      Grazie, Ivano, per aver fatto il punto alla tua certosina maniera. 🙂 E certo, stewie è uno dei padri di ettore. Ma la sua testa a forma di pallone da football americano lo rende nettamente superiore. la sua conoscenza è enciclopedica e non specializzata come quella di ettore. 🙁
      Spero davvero di non deluderti ma male che vada so che quanto meno t’ho regalato qualche bel momento e un po’ di scene fuori di testa. (ammesso che questa possa essere considerata una cosa positiva)… 🙂
      Un caro, caro saluto e un abbraccio.
      Grazie, Ivano.

      Ben

    • Grazie Ivano!
      Purtroppo leggo il tuo commento solo ora, e la mia natura curiosa mi ha portato a rileggere parecchi capitoli passati per trovare la scena del litigio…
      Ma siccome Ben è bravo, la ricerca è stata un bel piacere!
      Sulla questione ultimo capitolo ti capisco (io stesso, pensando fosse questo, stavo per arrabbiarmi non poco con il vecchio Ben) ma per fortuna mi son sbagliato: ho letto che si è riservato i fuochi d’artificio per il gran finale, e così mi son tranquillizzato (la rima è per Luca) 😉

      Dalle cose belle non ci si vorrebbe mai allontanare, e sebbene la vita non sia eterna bisogna avere un approccio positivo: io ad esempio conto nel rendez-vous e nella reincarnazione di questo spazio in nuove forme apfeliane!

  10. Cazzocazzocazzo.
    Ho commentato prima di leggere gli altri commenti.

    Penultimo capitolo! Pen-ultimo capitolo?!

    E ce lo dici così? Una stilettata nel cuore tra una battuta e l’altra?

    Mi sto per dare all’alcolismo, sappilo!

    • benapfel says:

      Non lo fareeeee
      Intendiamoci, non che l’alcol sia una sostanza da condannare, anziiii.
      Ma bando alla disperazione. La fine di qualcosa è l’inizio di mille altre. Il blog vivrà in eterno e la medusa di Madrigal sarà il bollino di qualità!
      La vostra garanzia che quanto indicato è distillato dello stesso gruppo di sinapsi che ha vomitato la storia di Luke!
      Quindi No Panic e prepariamoci a festeggiare!!!
      😀

      Grazie ALiceeee!

      Ben

      • Però io a questa vecchia storia che ogni fine è un nuovo inizio non ho mai creduto troppo. O, meglio, posso anche seguirne la logica e abbracciarne l’ottimismo (con la mano libera dal bicchiere), ma la sento una cosa teorica e distante. Non la sento, in pratica. Mi è molto più vicina la nostalgia di ciò che non c’è più, la percezione dell’assenza, ls malinconia che rimane dopo la scritta “fine”…

        (Ora che vi ho depressi tutti posso andare a dormire) 😛

      • benapfel says:

        Ma che depressi!
        Alice, io sono già gasato al pensiero di nuovi personaggi, e nuove reazioni e… 🙂

        Ben

      • Noi (io e il Bianconiglio) attendiamo fiduciosi! 😀

        Però mi piacerebbe non perdere Luca di vista: ogni tanto facci sapere come sta, o digli di passare a bersi una birra da me… 😉

      • benapfel says:

        Passerògli il tuo messaggio, Alice, chissà che non riasca a a fare un salto! 🙂
        E voi non disperate… 🙂
        Superabbraccioni.
        Ben

      • Ben, qui ci vuole un gruppo di sostegno, siam tutti depressi per la fine della “Medusa”: gente visivo-sconosciuta, dopo aver riletto e ripassato ancora cento volte ogni capitolo che hai scritto, farà migliaia di chilometri semplicemente per chiedertene conto 😉
        A parte gli scherzi, scusa Alice se intervengo così sul tuo commento, ma mi sembra di capire che tu non sia la sola a provar nostalgia per qualcosa che non è neppure giunta al termine: sono onesto, la provo anch’io, ma allo stesso tempo sono attratto dall’ignoto che rappresenta il futuro, e dalle nuove e mirabolanti gesta che ci vorrà raccontare il nostro Ben!
        (Detta così però sembra quasi la voce fuori campo dell’ultimo episodio di Star Trek… Doh!)

        P.S. Per darsi all’alcol, quale occasione migliore del rendez-vous medusiano? Dove tra un bicchiere e l’altro potresti pure riuscir a convincere Ben a scrivere il seguito di FAREFUORILAMEDUSA lol

      • benapfel says:

        Ah sì, al rendez-vous si può chiedermi di tutto e io che non reggo bene certe bibite gasate e scriverò non salto certo di gioia nello scrivere “Fine” vedrò di rendermi corruttibile 🙂
        Quindi tutti al rendez-vous!!!

    • benapfel says:

      Se io posso scrivere prima di dormire, riempiendo la medusa d’imperdonabili errori, tu puoi anche commentare appena sveglio, Cris. Mi pare… equo 😀

      • No, bisogna esser severi invece! Dovresti farmi un cazziatone, perché è così che se ne va in malora l’italiano!!! 😉
        Uno inizia a scrivere un po’ senza apostrofo (o peggio con l’accento!), un altro si dimentica il congiuntivo, poi sparisce il punto e virgola, e ci ritroviamo a capirci sempre di meno!
        Se la mia maestra delle elementari fosse stata un po’ più severa, a quest’ora non dovrei usare google per risolvere i dubbi amletici sui plurali irregolari come mi capita con ciliegia e valigia (per poi finire in forum che per questi due paventano l’accettazione di entrambe le forme).
        Forse qui servirebbe un parere professionale da parte di una professoressa: che dici Primula, son troppo integralista? 😉

  11. Simansheela says:

    Mamma mia! che bisticci, per fortuna la nonna non sente! Ma devo dire che neppure io ho compreso molto di quello che sta accadendo. Tuttavia non mi preoccupo granché, ormai ho capito che, in un modo o nell’altro, la situazione si sbroglierà presto tra sonorissime risate, aspetto solo di sapere come.
    Un saluto affettuoso a Ben che tiene sempre in sospeso la nostra attenzione e ci lascia con l’ansia di conoscere il seguito degli avvenimenti. Simansheela

  12. labloggastorie says:

    Niente giochi di parole parole oggi. Siamo quasi alla resa dei conti e il richiamo alla realtà è forte. Il volo (che si addice ai piumati più che ai piombati) sta per terminare…
    Tra amare delusioni e illusioni d’amare sta arrivando l’epilogo e mi chiedo: Luca è pronto a “riflettere”?
    Consueto abbraccio e affettuosa stima gorgoniana!

    • benapfel says:

      Come si dice a Roma, “stima gorgoniana”, nun se batte! 😀
      Volo /non volo come hai dedotto è un tema cruciale…
      E la stima non può salire oltre a meno d’inventare nuove unità di misura… (non che non si possa fare, eh!)
      Ciao carissimissima!

      Ben

  13. Bivrakha says:

    Mi piace…il gabbiano, mio concittadino, anch’io sono un gabbiano di Roma, precisamente abito sull’Altare della Patria e guardo i turisti dall’alto, a volte mi offrono buoni bocconi. E mi piace vedere il mio simile mentre scende su un balcone e osserva attraverso i vetri la famiglia di Ettore. Finalmente il piccolino è tornato! Mando il mio saluto cordiale prima al Gabbiano del romanzo, poi a Ettore e ai suoi litigiosi familiari e, dulcis in fundo, a Ben.

  14. Secondo commento … e il trio si ricompone! 🙂
    Da tempo aspettavo il ritorno di Ettore, mitico!! A quanto pare è riuscito nel suo progetto, galeotto il bagnetto con la mamma. 😉 Ettore palombaro non è niente male! 🙂
    La “goccia di bianchetto” sta per cancellare questa storia? O il Gabbiano è l’ennesima metafora per prendere le distanze dall’inettitudine e incapacità di certi romanzieri? Infatti qui vede qualcosa che non ha niente a che fare con lui …
    Questa volta forse sto davvero andando oltre, ma (e non so dirti il motivo) leggendo le prime righe ho avuto un flash: ho immaginato il gabbiano di Svevo. Francamente non ricordo a che punto del romanzo, ma in “Una vita” Macario paragona Alfonso Nitti a un gabbiano dicendogli cha ha le ali quando fa dei voli poetici. Sono complicata; normalmente quando si parla di un Gabbiano in letteratura il pensiero va immediatamente a Jonathan … Misteri della mente, la mia! 😉
    Attendo ora l’incontro tra Luca ed Ettore.
    Ma davvero è il penultimo capitolo? Sigh!!
    Un abbraccio Ben e anche a Cris.
    Seguirà mail in questi giorni.
    Primula

    • benapfel says:

      Priiiimula!
      Meraviglioso commento tanto per cambiare.
      sempre sul pezzo, tu, anche quando ti credi pindarica 🙂
      “Non sei sola!”
      Dillo, alla tua mente. 🙂

      Ps
      mercoledì è davvero l’ultimo. ma ho comprato i fuochi d’artificio!!!
      Besos

      Ben

      Ben

      • Ciao cara Primula!
        Non avendo le tue conoscenze a me la scena del gabbiano (che per inciso mi è piaciuta) ha fatto pensare a Ben che scrive in terrazza, cercando Ispirazione: un tocco di realismo, ma anche una velata volontà di allontanarsi dal blomanzo, che se già è difficile per noi lettori, figurarsi per Ben!
        Ma cos’è questa storia che ce l’avete con altri romanzieri?!
        Va beh, in caso ne parliamo via mail 😉
        Abbracci a tutti e due, e viva i voli pindarici!!!

      • benapfel says:

        Carissimo, approfitto del tuo commento per dire una cosa probabilmente inutile. Pensa che cafone. Perdonami!
        “Macchina da scrivere” a Roma è la maniera denigratoria con cui viene chiamato l’Altare della patria
        per via della sua forma come dire… non esattamente “leggiadra”. Aggiungo anche se un po’ a sproposito che però a me il razionalismo piace.
        Viva il pindarismo e anche il pindaresimo!
        Grazie Cris!

        Ben

      • Ah vedi, questa non la sapevo!
        Ci voleva la nota a piè di pagina ehehehehe
        Sul realismo la questione è aperta, nel senso che ai giorni nostri è diventato un concetto alquanto labile, quasi quanto il conformismo!
        Ad esempio, tu, sei reale? Ed io lo sono? E Primula? E tutti i medusiani?
        So che è una visione estremista, ma penso potremmo confutarla solo attraverso il rendez-vous 😉

      • benapfel says:

        effettivamente questo potrebbe essere il vero movente del nostro rendez vous, cioè noi diciamo che ci farebbe piacere incontrarci e ci organizziamo al meglio solo per il gusto di scoprire chi tra di noi non è che un’identità virtuale. 🙂

        Ben

      • Ma tu dimmi! Non sapevo che i romani chiamassero “macchina da scrivere” l’altare della Patria. E io che ho pensato a Svevo!! D’accordo che non l’ho fatto razionalmente, mi è venuto spontaneo, però … E poi non faccio voli pindarici?? Ahah! 🙂
        In ogni caso ho fatto un favore al Vittoriano. Oggi poi che è il 25 Aprile, sarà contento tutto l’apparato, Napolitano e Renzi in testa, e il Milite Ignoto avrà un sussulto di gioia nella sua tomba. Detto con profondo rispetto, sia chiaro.
        Bisous
        Primula

  15. Nella speranza che il mio non sia il primo commento, ti chiedo solo una cosa Ben: sei sicuro di voler finire il blomanzo con questo capitolo?!
    Se non ho capito male questo è l’ultimo, oppure ho sbagliato i conti?

      • Meno male 😉
        Sarà un pensiero stupido, ma arrivato alla fine, pensando fosse quella con la F maiuscola, mi son chiesto se avevi perso il lume della ragione! Per fortuna ho fatto male i conti 🙂
        Penso comunque di star passando un periodo “lento”, in quanto non capisco molti particolari: com’è che Ettore ce l’ha con Luca, dal momento che il piano che gli aveva imbastito è andato a buon fine? E come mai, da bravo Edipo, non sfrutta a suo vantaggio la litigata tra i suoi, lasciando che suo padre se ne vada?
        Ettore dovrebbe essere un neonato come tanti, lo so, ma qui ha assunto un’aurea da semi-dio, e forse le aspettative sono andate oltre la realtà…
        Un abbraccio aspettando i fuochi d’artificio!

        N.B. La paura di esser il primo a commentare nasceva dalla mole d’improperi che avrei potuto scriverti; e spero si capisca che sarebbero arrivati solo per la grande stima verso quello che hai scritto finora 😉

      • benapfel says:

        Grazie ancora cris, ora mi viene il dubbio che io abbia saltato, un capitolo. Cristo, ma Luca non aveva litigato con Ettore, io non mi ricordo più e a sto punto nn ho la forza di verificare. siccome sono certo di aver scritto il loro litigio, nel caso in cui per un motivo o per l’altro sia saltato, velo piazzo lì con in probabile appiccicaticcio flashback, di meglio non saprei fare. e neanche di peggio, cosa che rende evidente quanto questa sia davvero la cosa da fare. Spero comunque di aver pubblicato il litigio e spero fortemente in un tuo ammanco mnemonico!

        Ben

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