capitolo

47 (Deja vu)

 

Dopo alcuni minacciosi clic la luce in metro si stabilizza. Sul buio totale. Per me è una raffica di deja vu, una smitragliata di lampi impossibili da disinnescare. Il nuovo interruttore ce l’ho in testa, accende e spegne la realtà ponendo la paranoia quale unica alternativa possibile. Se non fosse per Nico che mi tiene la mano non me ne accorgerei. É lei il mio lampeggiante. Il contatto con la sua mano intrecciata alla mia scompare e riappare in continuazione. So esattamente cos’è: la paura della paura. Il cervello che casca nel tranello e tenta di disattivare tutte le connessioni con la realtà per dare il massimo dell’attenzione al lato speculativo della mia mente. Quello che ha come unico hobby, la costruzione della paranoia. Devo calmarmi, ma non faccio le mosse giuste. Mi tocco la giugulare col pollice per verificare la frequenza cardiaca. Avrei dovuto evitarlo. Se pure ogni cosa stesse andando per il meglio, il mio dito sul collo, la mia mente sul collo e nel cuore comunicano un’aspettativa. “Il cuore accelererà”, è un timore, dalla tachicardia al panico il passo è sempre breve.

Il risultato è una tachicardia al trotto che minaccia il galoppo. Non c’è più niente, l’udito va a farsi fottere in un niente e almeno elimino il fiato corto dei miei compagni di sventura. Il naso brucia. Mi dico che devo tornare a sentire le sue mani, la sua presa. Ed eccola. In qualche modo Nico deve aver intuito ciò di cui ho bisogno e ora stringe la mia mano destra dolorosamente e in maniera intermittente. Mi tiene impegnato, mi tiene presente. Ma non è tutto. Anche il suo respiro è pesante. Stacco la presa per controllare se il suo cuore passeggia o corre all’impazzata, se la sua fronte suda freddo, ma non me lo permette, la sua mano riafferra la mia muovendosi frenetica contro la mia spalla.

Nicoletta, che c’è?”

Niente…”

Hai paura?”

Sì.”

Non ce n’è alcun motivo, hai accanto a te il più grande esperto di Panico dell’emisfero boreale, ok?”

Sì”

La cosa ti tranquillizza?”

Sì… così così…”

Mi accontenterò del tuo mezzo scetticismo…”

Lì per lì sono troppo impegnato per accorgermene ma i miei sintomi scompaiono, la mia paura scompare, soppiantata dalla paura che Nico possa avere una crisi di panico. Sapere che il mio cervello abbia chiare le priorità anche a mezzo servizio mi riempie di fiducia che mi riempie di buon umore che mi riempie di speranza. Utilissima in casi come questo.

Per prima cosa evitiamo che vada in “iperventilazione” senza dirglielo, non è un termine tranquillizzante. Proprio sopra di noi e/o sul soffitto dovrebbe esserci una bocchetta d’areazione. L’informazione bisogna dargliela nel modo giusto. Sottrarre i “se” e i “forse” e darla per certa. Non è proprio un bluff. La bocchetta c’è di sicuro ma non saprei dire dove.

Nico, ascoltami bene, mi senti?”

Ma perché non ci muoviamo?”

Perché stanno lavorando al guasto, tra un po’ ripartiamo, ora pensa solo che devi riprendere il controllo, dai.”

Sì… ma perché nessuno ci parla con gli altoparlanti, perché non ci dicono che va tutto bene?”

Perché la loro priorità è riparare il guasto, capito?”

E però io così muoio soffocata…”

Nico, tu non muori soffocata. È solo una sensazione e fartelo capire, fartela passare è la mia priorità. Ok, Nico? Ora lascia perdere il resto e concentrati sulla mia voce, fai quello che ti dico e fra un minuto andrà già molto meglio…”

Sì ma io non respiro, Luca…”

Sì che respiri, non farti fregare Nico, respiri benissimo.”

E mentre le parlo mi chino a slacciarle le scarpe.

Che fai Luca…?”

Ti mando sul soffitto, sta’ tranquilla… sali piano piano, e cerca di non dare calci alla gente… ecco… ci sei?”

Sì”

Come va lassù?”

Fa caldo…”

Certo, l’aria calda tende a salire, no?”

…”

Ma è aria, Nico, capito? Non stai soffocando è un’impressione.”

Sì… grazie Luca…”

Le accarezzo la mano.

Ora concentrati un attimo, da qualche parte contro il soffitto c’è un punto da cui esce aria fresca. È molto probabile che tu lo stia toccando o coprendo col corpo, deve essere sotto di te… uno sbuffo d’aria fresca, lo senti?”

No…”

Questa non ci voleva.

Sì!”

Bravissima, Nico. Ora avvicina la boccuccia alla bocchetta…”

La mia voce sorride, come me. E lei lo sente. E la sua voce ha smesso di tremare e un po’ sorride anche lei.

Sono già qui con la… boccuccia sulla bocchetta e respiro benissimo!”

Fiuu… fantastico, non posso crederci. Ho come l’impressione di essere fiero di me. Ma è solo un’impressione…

Ottimo Nico, sta’ lì quanto vuoi e quando vuoi scendere devi solo dirmelo, o da’ uno strattone alla mano… Nico ci sei?”

Sto benone, Luca, che ne dici di smettere di parlarmi come la torre di controllo a un pilota improvvisato?”

Ma senti questa…

Inoltre mentre mi salvi la vita…”

non esageriamo…”

Non mi interrompere! Mentre mi salvi la vita che ne dici di passare dall’abbreviazione al vezzeggiativo? Potresti chiamarmi…”

Nicoluccia???”

…tesoro.”

Come?”

O se ti senti all’altezza… amore…”

… Credevo non ti piacesse. cioè…”

Ora tirami giù.”

E mentre la tiro a me il conducente urla all’altoparlante.

Chiedo scusa per l’inconveniente…”

La gente batte le mani fino a spellarsele, almeno l’aria si muove un po’.

…signore e signori. Ho il piacere di annunciarvi che non v’è alcun guasto. Il treno è perfettamente funzionante…”

Come sopra, più strilli, fischi e palate d’isterismo.

… e l’arresto del locomotore non è stato casuale. Io, ho tirato il freno, io, ho spento le luci solo perché aveste paura…”

La platea congela.

… perché foste più docili, perché foste disperati. Siete bellissimi, sapete? Più a lungo assaggiate il gioco della disperazione e più siete belli, l’ho imparato anni fa, e una volta verificata la cosa, ne sarete entusiasti. Luccicanti d’oro e diamanti. La forza no invece, non vi dona. Non vi dona la gioia , non l’amore. L’umiliazione… quella sì che fa per voi… la veste definitiva, amici miei. Il terrore stimola gli ormoni e gli ormoni l’accoppiamento. L’oscurità fornisce l’opportunità ed io e il mio revolver, l’alibi perfetto. Ora smetterò di parlarvi, abbandonerò la cabina di comando e passerò tra di voi. Vengo a guardarvi, ad ammirare la vostra bellezza. Spero la cosa vi ecciti, ok? Quindi spogliatevi e datevi da fare, ragazzoni. Io… eh… eh, Arrivo!”

Il vagone sale di un paio di gradi in un attimo, e il malodore si fa insopportabile. Il ronzio del microfono aperto è insopportabile ma Nico sembra tranquilla.

Tesoro, tutto ok?”

Sì.”

Mi fa paura.

E… perché?”

Perché ci sei tu…”

Lo dice come fosse ovvio e in effetti anch’io sono piuttosto tranquillo. Ma non saprei dire perché.

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45 thoughts on “47 (Deja vu)

  1. Nico, che al principio appariva troppo sicura di sè, mentre Luca era insicuro, bisognoso degli altri, ora è fragile, ma felice di essere protetta e guidata.
    Un’esperienza improbabile ha messo a fuoco come il rapporto si sia evoluto e come davvero l’uno siano parte dell’altro. Luca ha un’intelligenza lucida, organizzativa e anche se dentro di sè trema, dimentica ogni paura per proteggere Nico, parte di sè stesso.

    • benapfel says:

      Riflettendo su quanto scrivi capisco come sia emersa pretotentemente la mia visione della donna come sesso forte, anzi fortissimo.
      è inspiegabile come la cosa non sia palese per chiunque. Retaggi culturali priettano credenze e poi convinzioni obsolete, scadute…

  2. Caro Ben, ti ringrazio per l’invito. Belle e divertenti le foto che ho visto su Facebook. E piacevole è l’idea di ritrovarsi, tutti gli amici della Medusa, per un pomeriggio o una serata da trascorrere assieme. Già so che non potrò esserci, e mi dispiace, ma mi auguro che l’incontro possa rinnovarsi soddisfacentemente sul web per nuove avventure di Nico e Luca o altri eroi che usciranno dalla tua penna.
    Ti saluto con sempre uguale affetto e amicizia.

    • benapfel says:

      Accidenti, è un vero peccato Noel. Spero che si potrà organizzarne un secondo e un terzo.
      Un affettuoso abbraccio, Noel.

      Ben

  3. Una puntata molto bella con i due ragazzi protagonisti di una disavventura che comunque finisce bene.
    La disperazione spinge Luca a trovare il modo di aiutare Nico dirigendola verso la bocchetta d’aerazione. La paura li avvicina dando nuova forza al loro amore e questo li rende ‘luccicanti d’oro e diamanti’ . Nei momenti difficili si rinsaldano (e, a volte, si sgretolano) legami d’amicizia o d’amore. Mi piace l’utima parte con una Nico tranquilla perché accanto c’è il suo Luca.
    Ciao, Ben, L’avventura di Luca e Nico finirà qui? Abbracci.

    • benapfel says:

      Ciao Noel!
      Non finirà qui stanotte esce una nuova puntata e poi ci saranno, mi pare, le ultime due 🙂
      Grazie infinite per le tue parole e un carissimo abbraccio!
      PS
      da’ un’occhiata alla pagina facebook di farefuorilamedusa, tra oggi e domani, stiamo organizzando un incontro in italia da qualche parte. se partecipassi sarei davvero felice. ok ci si vede su FB, allora.

      Ben

  4. Kipod says:

    Nicoletta pensa molto a sé stessa, è così. Mi sembra un personaggio non molto consistente, più una figurina che una donna vera.
    Tenerissimo Luca. Sognatore ma incredibilmente vivo, pronto e coraggioso nell’affrontare situazioni impreviste: “Faire face” era il motto di un tale di cui non ricordo il nome in un libro di cui non ricordo il titolo.
    (Se fossi al posto di Nico, inonderei Luca di dolcezze e piccole, continue premure e attenzioni).
    Saluti affettuosi e auguri a Ben per il successo del suo romanzo.

    • benapfel says:

      Ciao Kipod, interessantissima questione, apri.
      Ecco la mia domanda da avvocato del diavolo. essendosi luca innmorato di questa donna per come l’ha conosciuta ed è tutt’ora, sarebbe contento di una nico premurosa e piena di dolci attenzioni???
      Un carissimo abbraccio!

      Ben

  5. Sono ripetitiva, lo so, ma questo capitolo è bellissimo! 🙂
    Una prova d’amore con la P maiuscola, anzi questo è Amore! Gratuità, generosità, l’altro come priorità = amore. Tuttavia a senso unico.
    Nico pensa solo a sé. Non chiede mai a Luca come sta, tranne alla fine; vuole essere chiamata “amore” mentre avrebbe dovuto essere lei la prima a rivolgersi a Luca con questa tenerezza, solo alla fine ricorre a un “tesoro”; parla sempre dicendo “io” tranne alla fine.
    Insomma, temo ci sia un “secondo fine” nel suo comportamento! Continua a lasciarmi perplessa … sarà che ultimamente sono piuttosto critica nei confronti dei personaggi femminili … letterari intendo!
    Luca invece è un tesoro!!!
    Sempre i miei grandissimi complimenti e il consueto abbraccio 🙂
    Primula

    p.s, Innanzitutto ringrazio Cristian per il “giovane” 😉 … e a proposito del rendez-vous credo sia opportuno fare un giro di mail. Quindi ti/vi scrivo presto.
    Baci!

    • Cara Primula (p.s. con un nome così, sarai sempre giovane!) sinceramente non concordo molto con la tua visione negativa di Nico in questa specifica occasione: ricordando come si è comportata in passato (stupendo parlarne come fosse reale – e questo è tutto merito di Ben!) penso nello specifico in ospedale, mi sembra anzi che abbia fatto dei passi avanti!
      E tieni presente che scrivo questo quando dietro l’angolo – siccome rimango un falso pessimista – c’è sempre il timore che il nostro eroe possa rivivere la paralisi d’abbandono provata la prima volta…
      Cambiando rotta e puntando all’ottimismo, conto che Ben non si decida per un finale eccessivamente realista 😉
      Saluti a tutti e due!

    • benapfel says:

      Segno inequivocabile che la ripetitività è sottovalutata 🙂
      Continuo a chiedermi, se questo tipo di rapporto sia ideale o, in caso contrario, se debba lei essere più dolce, e quanto facilmente ad essere molto dolci non si rischi di diventare materna, se poi Luca non ami l’indipedenza (assoluta amncanza di dippendenza) di nico. E se sia davvero possibile e non patologico un amore oblativo, reciproco.
      Infine mi chiedo, non è il vero amore, davvero vero, solo quando non del tutto ricambiato?
      Lettera aperta…
      per il resto, sì, sentiamoci via email! 🙂
      Abbracci e baci, carissima, primula!

      Ben

      • Personalmente penso che le tue domande riescano a trovar risposta solo nelle singole e specifiche situazioni: in sostanza dipende sempre dai “Luca” e dalle “Nico”, e da ciò che alimenta i loro rispettivi sentimenti.
        Nello specifico sono comunque portato nel darti ragione (intendo dire che questo Luca si è innamorato della “vecchia” Nico).
        E non credo che si possa parlare di ideale nel definire un rapporto d’amore, in quanto ciò che lo è per uno può benissimo non esserlo per un altro.
        Altra cosa: che intendi nello specifico con “non del tutto ricambiato”? Che è sentimentalmente sbilanciato? O che invece non è tutto definito?

      • benapfel says:

        …intendevo ricacciare una dinamica classica. quella dell’amore disperato e tanto più intenso quanto non ricambiato. che non sia questo il vero amore? L’amore, patologico e chimico, quello che ha acceso gli animi di cantori poeti e drammaturgi per secoli…?
        io non sono, ti dirò, cris, particolarmente interessato al relativismo. Lo conosco lo dò per appurato e mi piace andare in cerca di “assoluti”, da cui sempre partono interessanti scoperte e strabilianti invenzioni 🙂

      • Ah beh, se era riferito al singolo sfortunato, che non ricambiato ha tutto il tempo di starsene ammollo nel proprio sentimento, e con le lacrime della propria anima annegarci, allora sì, posso abbandonare l’approccio relativista lol
        Ma io mi riferivo all’Amor condiviso, non al mero sentimento.
        Che poi, qua ci possiamo pure filosoffeggiare degli anni, ma la genesi dell’Amore rimane pur sempre un processo irrazionale!
        Comunque non ti preoccupare, prima di avvicinarti al relativismo devi esser vecchio dentro, un po’ come me 😀

      • Carissimo Ben, non amo le coppie sdolcinate, quindi non alludevo a questo. Semplicemente a un comportamento da donna e non da bimba viziata quale mi sembra Nico. Santo cielo, povera piccola! la sto distruggendo!!! 🙁 spero mi perdoni … da donna a donna!
        Lettera aperta sull’amore non del tutto ricambiato? Mi pare un’idea un po’ proustiana dell’amore: mai conoscere completamente l’altro che deve mantenere una dose di mistero, una discreta percentuale di “gelosia” che Proust ritiene necessaria per alimentare l’amore, (sana gelosia, preciso) …
        Discorso complesso, Proust in questo caso non mi trova d’accordo ma si potrebbe davvero aprire una discussione infinita.
        Dico la mia. Amore oblativo non significa dipendenza. Si può avere un rapporto stabile, solido e felice pur mantenendo i propri spazi. Parlo per esperienza e “nello specifico” (cito Cristian :-)) ne ho appunto parlato con il nostro amico Cris che saluto anche da qui.
        Baci e abbracci a entrambi 🙂
        Primula

      • benapfel says:

        Ma certo che si può vivere un rapporto fantastico mantenendo i propri spazi. Ma è appunto un amore maturo, questo in cui s’è deciso (e attenzione io vivo così il mio amore), di razionalizzare l’irrazionale. Quindi la domanda è: cos a accade all’amore in quel processodi razionalizzazione dell’irrazionale? Mi rendo conto che è una domanda tendenziosa ma è pur sempre il nocciolo verodella questione. Visto che la questione degli spazi è appurata. e La disperazione è data dall’irrazionale infantile e patologico. Risponderei proprio a questi! Ai disperati che non accettano di modificare il sistema masochista da cui traggono dolore e gratificazione.
        Anche perché razionalizzato il tutto. L’amore non è più un oggetto misterioso e può facilmente essere fatto rientrare in categorie conosciute. Insomma dove finisce il sense of wonder?
        Parlo anche con Cris, e ovvimente con chiunque voglia rispondere!

        Baci e abbracci!

        Ben

      • Razionalizzare l’irrazionale secondo me accade quando si giunge a dar per scontato il proprio rapporto (in questo caso amoroso) e quindi è strettamente proporzionale alla riduzione di quello che chiami “sense of wonder”.
        Non me ne voglia Primula: stando a quanto ha scritto, lei non corre questo rischio 😉
        Se vi va di leggere una mia tesi filosofico-utopista vi giro questo link:
        http://eteroclito.wordpress.com/2007/10/17/dellamore-reprise/

      • benapfel says:

        Cris ho letto e rispondo parzialmente al problema “irrisolto”.
        Io partirei dal fatto che “la coppia” è un istituto fallimentare. Quando funziona è a causa di un miracolo, una congiuntura astrale, la l’ssolutacomplementarità delle reciproche nevrose!
        in questa maniera l’amnalisi del percorso va ribaltato e forse è più facile da spiegare. 🙂

      • Ahahaha che negativo che sei! 😉
        Da single patentato ti dico solo questo: ci sono situazioni (come quella di cui stiamo parlando) in cui è meglio avere dei problemi – perché le si vive – che non averne affatto!
        E non ci siamo ancora chiesti l’influenza che può avere un’altra variabile: amare l’Amore, positivo o negativo?

      • benapfel says:

        ottima domanda. forse questa è la vera domanda. Anche se personalmente non credo sia possibile non amare l’amore. Quindi inutile dire positivo o negativo poiché inevitabile! 🙂
        Certo che come di molte cose potremmo parlarne per delle ore…!

      • Mi sa che non ho spiegato bene il mio pensiero, intendevo dire che amando troppo l’idea di Amore, c’è il rischio toglierne un po’ verso l’innamorato/a e di non vivere il sentimento in modo sano e reale.
        E guidare con gli occhi bendati, se da una parte può darti scariche d’adrenalina paradisiache, dall’altra fa aumentare il rischio di schiantarsi a bordo strada 😉

      • benapfel says:

        chiaro, ed è questo il dubbio eterno, dovendo scegliere perché non scendere l’adrenalina, e accollarsi lo schianto??? 🙂

  6. Ciao Ben!
    Sperando di non aver più problemi con il server, rielaboro di poco il copia-incolla che ti ho mandato via mail:

    Gran bel capitolo! Il fatto che abbia riso tantissimo non ha nulla a che fare gli attacchi di panico: premesso che in vita mia non ne ho mai vissuto uno vero e proprio, dev’essere un’esperienza non facile da gestire!
    Altro discorso va fatto per la troncatura del capitolo: io pensavo l’avessi fatto con cognizione di causa, in modo quasi sadico e narcisista, ed invece vien fuori tutta un’altra storia 😉

    Comunque, bando alle ciance: sono qui in veste auto-ufficiale per dare il via ad una decisione di gruppo: di assidui frequentatori qui ce ne sono tanti, e in più di un’occasione l’idea di fare un incontro medusiano ha fatto capolino in questi spazi! Stando a quanto scritto dal Deux ex machina, manca poco alla “morte della Medusa”, quindi che ne pensate di ritrovarci tutti insieme per due chiacchiere in compagnia?
    La scorsa settimana, parlando con la giovane Primula, era balenata l’idea di fare il rendez-vous a Bologna.
    A me andrebbe benissimo, ma penso che la cosa migliore sia trovare il baricentro rispetto a tutti i partecipanti, voi che ne dite?

    Un abbraccio a Ben il conducente esorcista 🙂

    • benapfel says:

      Sarebbe davvero favoloso. E spero si possa fare, io ce la metterò tutta e quindi ci sarò. ma lascio a Cristian e Primula la gestione dell’incontro. Come dicevo a Cristian io una volta stabilito luoghi e date papabili, comincerò a pubblicizzare l’incontro sulla pagina FB di fare fuori la medusa. Grazie per la tua voglia di dar seguito al progetto, Cristian.
      Un abbraccio e a presto! 😉

      Ben

      • Ma figurati!
        Anzi, spero invece di non risultar troppo autoritario: quando la mia mente inizia a viaggiare, dimentico l’empatia, e mi tuffo di testa pensando solo al piacere 🙂
        Comunque, come scritto sopra, l’ultima decisione spetta sempre a te!
        Ora bisogna far la conta dei medusiani, ma per quanto mi riguarda un incontro s’ha da fare, a costo di esser solo tu, io e Primula!

        Visto che bisogna tener conto del tempo per arrivare alla meta, propongo una sabato di maggio sul tardo pomeriggio: saluti, aperitivo, cena “sporca” da qualche parte (personalmente direi di non formalizzarci troppo, per me va bene anche una pizza, l’importante è sempre stare in compagnia!), passeggiata digestiva, giringiri per locali che permettano l’uso della dialettica senza il doversi sforzare di leggere le labbra altrui, bicchiere della staffa e un bel arrivederci!
        Ma quanti capitoli mancano? Se non ho capito male altri due?!
        Un abbraccio a te!

        Cristian

      • benapfel says:

        Condivido tutto ma se è una bella giornata di sole, e faremo in modo che lo sia, preferirei un incontro pranzo + caffé ecc + villa/colli/parco/… da me si dice “come viene si conta”, insomma. 🙂
        Che ne dici/te???

        Ben

      • A parte volare (purtroppo) fuori dalla fase REM si può fare tutto!
        Sarà solo un po’ più difficile per i nottambuli come me 😉
        Dalla dicitura “colli” deduco tu abbia in mente una città diversa da Bologna, giusto?

      • benapfel says:

        No, no. bologna va benissimo, ma a quanto ne so a bologna i colli ci sono. no?
        Anni fa un’amica mi disse. “andiamo ti porto sui colli” e non so se fossero colli ma era un posto magnifico 🙂

      • Certo che ci sono, ma quando hai scritto “colli” son andato in automatico, un po’ come se scrivessi “canali” 😉
        Sul fatto che i colli bolognesi per te siano stati magnifici, penso non sia stato tutto merito del paesaggio lol 😉
        Comunque, qua nessuno avanza proposte alternative: che valga il detto “chi tace acconsente”?
        Ciauz e buon lunedì!

      • benapfel says:

        Assolutamente vero, non tutto merito del paesaggio 🙂
        Facciamo che proseguiamo verso l’organizzazione per poi proporre la cosa ed eventualmente gestire le controproposte.
        Che dici/te?
        Buona giornata a te. Cris!

        Ben

  7. Simansheela says:

    Luca che salva la vita a Nico, non me lo sarei mai aspettato: una lettura sempre nuova, avvincente, fresca ed emozionante insieme.
    Anch’io salendo in metropolitana ho una certa paura (anche se ora in gran parte superata). Ma è in altre situazioni che ho provato il panico, la paura della paura che paralizza e che ti fa mancare il fiato o accelera i battiti del cuore (anche questa superata? non so) come perfettamente descrive Ben, al quale invio un abbraccio e tanti complimenti. Simansheela

    • benapfel says:

      Il panico, è subdolo, sciocco e al tempo stesso dannosissimo!
      Io l’ho combattuto strenuamente per cinque anni e ripensarci anche oggi mi mette a disagio.
      E, così, per la cronaca. Questo capitolo è in grandissima parte autobiografico. 🙂
      Un grazie grande come il mondo e un abbraccio all’altezza!
      Ciao carissima Simansheela.

      Ben

  8. labloggastorie says:

    I sentimenti volano in alto? È probabile di si…tuttavia Luca ancora non riesce a liberare l’amore dalla zavorra del suo cuore…neanche a parole…
    Innalzando il consueto saluto, ancoro la mia stima ad un abbraccio e ti auguro buon lavoro Ben!

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