capitolo

45 (Angeli)

Prendiamo atto della cosa: vivere in una casa con un Massi in formalina a cui capita di ammiccare e un Gabri ridotto a pregare e nutrire l’amico con pacchi extra di SanCarlo alla cipolla e a ripulire l’acquario al primo stronzetto fluttuante che si presenta, non è sano.

Ma è chiaro che non è possibile rendersene conto senza aver prima parlato con entrambi.

Dò quindi inizio a un esperimento, di cui già conosco gli esiti, a puro scopo dimostrativo.

Mi reco in prossimità dell’acquario e tento di entrare in contatto con quello che prima di produrre muschio da ascelle e pubenda era certamente Massi. Mi spingo fino a bussare sullo spesso cristallo della sua “gabbia trasparente” ma niente. Agito le mani davanti a lui, improvviso una danza a braccia alte attorno al “monumento”, ma niente, a parte una spruzzata di pioggia che costringe Gabri a ritirare il bucato di corsa.

“T’eri fatto dei flash mica male su gabri, eh?… Davvero è il teorico dell’appuntamento al museo?”

“Uhm… prima era più figo, sì…”

“Definisci ‘figo’ !”

“Figo… è uno molto sicuro di se… uno con lo sguardo alla Clint Eastwood e il fisico… così, Gabri ha un bel fisico, no?”

“Sì, certo, sarebbe molto figo, lo ammetto, se non credesse in un calamaro divino e…”

“Questo prima, ora…!”

“Ora crede in un amico che comandava a bacchetta, solo perché s’è trasferito in un acquario in cui vive nudo in una posa da contorsionista e ha sviluppato un tic che lo costringe a chiudere un occhio sull’involontaria comicità della sua stessa esistenza.”

“Sei una donna…!”

“Magnifica?”

“Spietata!”

“Spietatamente magnifica… Facciamo un giro per punti meraviglia?”

Mi tende una mano.

* * *

Siamo sul Cuppolone. Se mi sentisse mi farebbe un terzo grado sulla mia educazione musicale, io mi difenderei mettendo davanti al cantautore romano, Corrado Guzzanti e lei allenterebbe a malincuore la morsa sul mio credo musicale, ma il fatto è che “Cuppolone” è la definizione più figa mai appiccicata sulla cupola di San Pietro, dove, per la cronaca, siamo appena atterrati.

“Credi che se ci vedessero ci farebbero scendere?”

“Chi… la polizia o le guardie svizzere?”

“Boh… chi comanda qui?”

“Il Padreterno.”

“Uhm… io sono più portato a credere in un ragazzo riccioluto in formalina…”

“Dai…!”

“Cosa? Sono serissima. A differenza del Padreterno, è visibile a chiunque sappia dove trovarlo, vive in una casa del tutto priva di colonnati magniloquenti, affreschi e statue di parenti e amici. Non parla per interposta, anzi non parla proprio. Il che ha senso, visto il casino che c’è in giro. Inoltre se ti serve un incoraggiamento è un ottima compagnia. Le sue strizzatine d’occhio ad effetto calmante sono le migliori di Roma.”

Ma guardala, come se la ride, la Nico…

“Che c’è?”, mi fa.

“Niente è che solo qualche mese fa credevo fossi…”

“Come?”

“Inarrivabile. Come…”

“Come…?”

“Come una divinità.”

“E ora non credi più che lo sia?”

“Inarrivabile?”

“Divina.”

“Be’ ora, sei…”

“Occhio a quello che dici che noi ‘celesti’, siamo vendicativi!”

Scherza, ma non posso fare a meno di guardare i miei piedi non proprio stabili sul tegolame della cupola e lei… Cristo, pare leggermi nel pensiero.

“Quindi è così che ci si sente… carichi di una fiducia cieca ma non del tutto, vero? Era così anche con me, quando… non sapevi cosa aspettarti, quando non sapevi com’ero?”

“Qualcosa del genere…”

“E ora?”

Qualcosa mi dice che ci sono limiti che la donna che amo non deve valicare, forse parte dei discorsi sulla gestione del potere che mi faceva Ettore circolano ancora tra i miei neuroni.”

“Senti, che ne dici se ci mettiamo in una posizione più sicura, potremmo sederci, per esempio!”

“Sederci? E se scivoliamo?”

“Lei NON può in alcun modo scivolare, mia Signora.”

“Vabbè, mica devi rispondere per forza, eh!”

“Già… ci godiamo il panorama?”

Mi siedo sul tegolame grigiastro di San Pietro, una roba che più scomoda non si può, giuro.

Nico mi siede accanto.

“Ok, tutto molto romantico, mister, ma… come dire… il culo ne risente.”

“Peccato, sembrava un bel posto per raccogliere qualche punticino.”

Nico mi guarda con sufficienza accondiscendente, ma s’illumina subito di complicità.

“D’accordo, al mio via, sguardo di cinque secondi sul panorama, voto corale e decollo!”

Inutile forzare l’immaginazione e la fantasia, la capacità d’astrazione, la creatività, la plasticità mentale e tutto il resto. Non avete mai visto un panorama come quello, nè uno che gli si avvicini ed è probabile che non lo vederete mai.

Il colonnato è perfetto, parlo della geometria. E via della Conciliazione è semplicemente maestosa, ma la magia migliore la fa il sole facendo brillare d’oro le cose giuste.

“Via! Unooo, dueee, treee… “

Quella pazza di Nico dà i numeri a squarciagola e uno di quei puntini laggiù si muove in maniera… disarmonica, un improvviso cambio di traiettoria. Altri puntini lo raggiungono e ora s’intravedono le loro braccia.

“Shh! Nico, ci hanno visto.”

Ammutolisce.

“Chi?”

Ci accovacciamo per risultare meno visibili.

(Quello che dovete capire è che ogni volta che ci troviamo in queste situazioni la difficoltà sta nell’evitare di sfiorarsi. Sembra nulla ma è un vero casino!).

“Li vedi quei puntini…”

“Quali, quelli sul cornicione rosso?”

“Macché, quelli laggiù. Qui sotto.”

“Dove?”

“Lo vedi il colonnato… la piazza…”

“Sì.”

“Bene, proprio in mezzo alla piazza, li vedi i puntini?”

“Al centro del colonnato?”

“Sì.”

“Uh, ma non c’è nie… aspetta un attimo… quelli che si muovono…? Ma sono persone… un fottio di persone!”

“Esatto ora per favore non muoverti perché credo che qualcuno ci abbia visto…”

“Scusa Lu’… ma se per noi sono microscopici perché noi dovremmo essere più visibili?”

“Probabilmente non lo siamo ma stiamo o non stiamo parlando di loro? Se guardi bene c’è un gruppetto in disparte, proprio giù sulla destra… ogni tanto qualcuno alza una mano a indicarci… li vedi?”

“Sì… ora vedo le braccia, credi che ce l’abbiano con noi?”

“Ne sono sicuro.”

“Cosa te lo fa pensare…”

“Solo un momento fa erano pochi, sparsi qua e là… ma dopo le tue grida si sono raggruppati, ci hanno indicati e poi ne sono arrivati altri.”

“Cazzo, mi hanno sentito urlare e hanno guardato in alto… Che facciamo?”

“Niente, Nico, aspettiamo che si calmino le acque, se non sentiranno nient’altro si convinceranno di aver avuto le traveggole.”

“Di’ la verità, quanto ti piace parlare così e…”

“Come?”

“… che si calmino le acque… traveggole… io dico che neppure Indiana Jones parla così…”

E ridacchia, la stronzetta. La guardo storto, finge d’aver accusato il rimprovero e fa il cagnolino bastonato. Ma esauriti i cliche la situazione non è migliorata. I puntini sono di più e le braccia che ci puntano sono di più e quando dico di più intendo molti ma proprio molti molti di più.

* * *

“Ecco”, dico, “non eri tu che volevi la polizia?”

Una volante arriva di corsa e accosta accanto al gruppetto che ci ha avvistato per primo. Poi succede.

Io del tutto incolpevole, eh, ci tengo a sottolinearlo, ma l’accovacciamento coatto e i jeans non vanno d’accordo e tra tutti i possibili testimonial della pubblicità progresso che ne scoraggia l’uso congiunto, vanno a scegliere, uno dei miei preziosi testicoli, come se la differenza tra testimone e testimonial gli fosse del tutto ignota. Chiaro come il sole, che mi devo alzare per disancorare la parte destra dello scroto dalla malefica stretta del pantalone più crudele che ci sia e quando lo faccio, neanche arriva il sollievo che un boato spaventoso che sembra venir dritto dal Gargarozzo Onnipotente mi ributta giù a colpi di decibel celesti.

Nico ha gli occhi sgranati, una cosa che le viene da dio.

“Che succede?”, le chiedo.

“Pare che tu sia piuttosto popolare…”

Guardo la folla di puntini qui sotto.

“Era la gente?”

“Certo non li hai sentiti?”

“Ma dai… e perché?”

“Non lo so ma è così’, se non ci credi rifallo.”

Appena mi rialzo un prodigioso scroscio di applausi mi risbatte giù.

“Visto?”

“Cazzo, sì…”

Nico è su di giri e quando è su di giri le capita di pensare ad alta voce.

“Tutta quella gente… la polizia, è assurdo… eppure è proprio così… a meno che… che giorno è oggi?”

“Che ne so, il cinque, il sei… ma potrebbe essere anche il venti o il ventotto…”

“Sì, molto utile… voglio sapere che giorno è, Lu’, quale giorno della settimana!”

“Domenica, mi pare, perché?… Aaah!”

* * *

“Ci sei arrivato? Halleluya!”

Sempre pronta a pizzicare, lei.

“Sicura che si dica con l’acca?”

Debole contrattacco.

“Boh, tanto l’acca è muta…”

Ed eccoci qui a sproloquiare sul nulla, in una qualunque domenica, sul Cuppolone.

Consci di non avere alcun ascendente sulle folle, dissuasi che tutto quel casino abbia a che fare con l’Angelus e finalmente acquattati a “percepire” la meraviglia di milioni di persone che sembrano guardarci mentre un vecchietto con un cappello bianco a forma di capezzolo che non vediamo ma conosciamo bene parla microfonato in un italiano sdentato… riflettiamo su di noi e su di loro, sull’essere in alto e lessere in basso sull’essere Dio e no.

Quanti punti meraviglia vale tutto questo? E la meraviglia di quella moltitudine va poi davvero sommata a quella di partenza come sembra alle nostre schiene percorse da continue scariche? Cosa diavolo è questa roba? Una versione avanzata di orgasmo multiplo o un truccaccio hollywoodiano?

Io e Nico ci alziamo in volo in silenzio e ci pensiamo lungo tutto il tragitto, fino alla Piramide e lì per lì non possiamo accorgercene perché abbiamo le zucche piene, ma l’indomani tutti i quotidiani riportano la stessa notizia.

Angeli su San Pietro o truccaccio hollywoodiano?

(Il Messaggero) image(4)

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45 thoughts on “45 (Angeli)

    • benapfel says:

      ciao poetyca, devo scusarmi per il ritardo nella risposta. per una ragione a me ancora ignota ho recuperato i tuoi due ultimi commenti nello spam, boh. Ad ogni modo tutto è bene quel che finisce bene. 😀

  1. “Dalla prima uscita poi arrivà ar Vaticanooooooo
    c’è un giapponese che s’è perso er torpedone
    se gli chiedi se ha bisogno d’aiuto te fa na foto
    te serve aiuto a giappone’ te fa na foto
    pure a polizia gli sta a parla’ te serve aiuto
    e lui je fa a foto
    pure a polizia je fa na foto”

    Grande Corrado!

    e se nasce una bambina poi la chiameremo Roooma

    Ciao!

  2. Sono abbastanza d’accordo con Primula e trovo che Luca, riflessivo e molto intelligente, in genere sia più simpatico di Nicoletta. Tuttavia, riflettendo, è una fortuna che i due siano un poco diversi, immaginiamo, entrambi con la testa costantemente tra le nuvole, cosa finirebbero per combinare?
    Nicoletta sa volare, ci ricordiamo di quando Luca portava le scarpe piombate? ma, al momento opportuno, sa tornare sulla terra e risolvere i problemi della vita di tutti i giorni (fossi capace io altrettanto, che sono un’”imbranata” diplomata!).
    Quanto ai limiti, suppongo che anche Nico abbia i suoi e non vuole che siano superati, ed è giusto che sia così e noi li rispettiamo entrambi.
    Ben, raccomando i ragazzi a te che mi sembri una persona saggia.
    Un saluto affettuoso a Primula e anche a te.

    • benapfel says:

      Innanzitutto, cara Velia, io il diploma non lo sottovaluterei; coi tempi che corrono sarebbe oltraggioso. D’altra parte imbranati, in amore, è necessario. Se non si è imbranati, probabilmente non si sta subendo il “maleficio” della presunta metà, né incantesimo alcuno. Che razza di amore è mai questo? 🙂
      La questione dei limiti mi pare fondamentale purché vengano intesi adi due con complicità e voglia di giocarci… (lentamente mi traformerò in un Alberoni qualunque… sigh!)
      E, caspita! Certo che vi ricordate di ogni dettaglio. cose, per la cronaca, che mi costringete a riguardare, ogni volta. Santi ctrl (qui -strg-) F, come farei senza di voi???
      Bacioni in quantità e accorati abbraccissimi, Velia! 🙂

      Ben

    • Ciao ragazzi! 🙂
      Rispondo a Velia e a Ben contemporaneamente.
      Forse sono stata un po’ troppo drastica nel mio giudizio, cosa che mi capita spesso e non solo con i personaggi di romanzi!!
      I due figlioli, intendo Luca e Nico, sono entrambi figure ben delineate e ovviamente ognuno con la loro personalità. In questo Ben sei un maestro: li hai fatti crescere e ce li hai fatti conoscere evitando inutili descrizioni dall’alto della tua posizione di demiurgo. Insomma, vivono.
      È evidente che Nico, tanto mitizzata da Luca, ora si rivela a Luca stesso non più come una dea, ma come una donna “normale”, o quasi. Nonostante la sua propensione al volo, tra i due è quella che vive secondo la filosofia, come ho già scritto, del 2+2=4. Luca è palesemente più idealista e per questo lo trovo adorabile.
      Ha ragione Velia, si completano. La mia sensazione un po’ strana riguarda il processo di ridimensionamento di Nico da parte di Luca che potrebbe avere uno sbocco indubbiamente positivo in una dimensione più quotidiana, ma anche no. Non vorrei che Luca ne restasse deluso, ecco! Sono troppo affezionata a questo personaggio e al suo “papà” ovviamente al quale lo affido seguendo Velia a ruota.
      Un abbraccio a entrambi 🙂
      Primula
      p.s. Mi sono dimenticata Ben di chiederti dei nostri Falsari …

      • benapfel says:

        Fermati subito, Primula, sennò anticipi l’evoluzione dei personaggi e io vengo accusato di scrivere seguendo le indicazioni dei lettori 🙂
        Voleva essere un complimento visto che sto scrivendo e la direzione in cui vanno i due è talmente vicina a quanto dici che sospetto di averti scritto qualcosa in privato in un momento di sonnambulismo…
        Ribadisco: la mia stima imperiale per entrambe. avete l’occhio lunghissimo, accidenti!!!
        PS
        Romanzo finito ma non ho tempo per dargli il giusto spazio forse mai ne avrò in questa sede ma dico solo questo. quella dei “falsari”, il gioco sotteso dal titolo è una delle più potenti idee di tutti i tempi. Da un certi punto di vista quasi tuti i bei libri della storia potrebbero intitolarsi così. Forse tutti gli uomini sono falsari. Ma in un romanzo d’amore come questo (e il lavoro non è poi dissimile) il falsari sono come le meduse… certo ho fatto un volo pindarico ma so che Primula sa cosa intendo. vero? 🙂

  3. È il secondo capitolo (mi riferisco al precedente) in cui Luca e Nico non mi sembrano propriamente protagonisti della scena; nonostante lo credessero il <b“vecchietto con un cappello bianco” ha ovviamente occupato la ribalta.
    Li vedo piuttosto come portavoce di riflessioni sulla visione del mondo e della vita, dall’alto della loro posizione privilegiata.
    E mi ritrovo a pensare ancora una volta che Luca sia più maturo di Nico, una giovane donna sicuramente più concreta di lui , è vero, … cito :
    “ … chi comanda qui?”
    “Il Padreterno.”
    “Uhm… io sono più portato a credere in un ragazzo riccioluto in formalina…”
    “Dai…!”
    “Cosa? Sono serissima. A differenza del Padreterno, è visibile a chiunque sappia dove trovarlo, vive in una casa del tutto priva di colonnati magniloquenti, affreschi e statue di parenti e amici. Non parla per interposta, anzi non parla proprio.”

    Per lei 2 + 2 = 4 ma continuo a trovarla poco analitica, un po’ semplicistica … Mi perdonerà? Ovviamente è la mia opinione opinabile su di lei!!!
    Tuttavia, mi sbaglio o anche Luca la sta leggermente ridimensionando? E ricito a titolo di esempio “Qualcosa mi dice che ci sono limiti che la donna che amo non deve valicare” 😉
    Vedremo se il seguito della loro storia darà ragione o meno alle mie sensazioni; ho come l’impressione che la loro magia di coppia si sprigioni quando sono in volo o comunque in una dimensione di distacco dal reale.
    In ogni modo, quello che rimane costante è un fatto: Ben sei un grande!! L’idea del Cuppolone come loggione è geniale!
    In sintesi, la tensione per il gran finale cresce, la stima e l’affetto pure.
    Bacioni 🙂
    Primula

      • benapfel says:

        Come al solito mi lasci senza parole, Primula, cosa poco carina, a dire il vero, quando lo stupore ammutolente nasce da tante e tante parole messe nell’ordine giusto, e con emozionantissime citazioni a conforto di tesi inoppugnabili. D’altra parte non posso che confermare le tue intuizioni sul luca-pensiero e pure quelle su Nico, secondo Nico e secondo Luca…
        Vero, la “presenza”, il peso dei due, nelle varie situazioni, cala d’intensità in maniera direttamente proporzionale alla loro “quota”…
        E su questa cosa voglio riflettere a lungo, perché anche se mi piace molto, non ho esaminato la cosa quanto meritava d’esserlo. Nella fattispecie, mi chiedo: Perché?
        Fortunatamente mi fido più del Ben sotterraneo che del Ben terraneo…
        Forse sono stato un po’ sibillino… se è così scusa, Primula e grazie, d’essere sempre qui a nutrire ego e mente e alimentare la mia dipendenza dalle tue analisi, un piccolo vizio che non mi sento per niente pronto a perdere 😀
        Abbraccio forte e affettuoso, cara mia.

        Ben

  4. Una volta ancora battute scoppiettanti come fuochi d’artificio, colpi di scena, sorprese continue, il volo sul Cupolone, tutto bello e voglia di essere lì con la folla a vedere gli angeli volare sopra Roma magnifica.
    Grazie, Ben

    • benapfel says:

      Cara, carissima Noel, è splendido potersi passare qualche emozioni via tastiera. una vera magia. Grazie
      grazie mille! 🙂 🙂 🙂

      Ben

  5. Ben Apfel, in realtà non voglio viziare Nicoletta, o meglio, non solo lei, un poco lei un poco lui, per coccolare entrambi! Il solito cordialissimo saluto ai due ragazzi e anche a te da Bivrakha

    • benapfel says:

      Hey Bitchorwise, considera che non è facile per nessuno arrivare al papa, a meno che non si abbiano conoscenze altolocate ma davvero alto- alto… 😀
      Una grande domenica a te!

      Ben

  6. Bivrakha says:

    Un consiglio da sorella maggiore a Luca: “Insomma, Luca, non stare a pensare troppo se la parola Alleluia vuole l’acca iniziale o no, e non stuzzicare continuamente la povera Nicoletta, poi, quando scenderete dal Cupolone, andrete a consultare un dizionario, e via!”
    Scusami, Ben, se mi intrometto continuamente tra i due ‘battibeccanti’ per difendere la Nico, ma quando ci vuole ci vuole. Punto.
    Un abbraccio a te.

    • benapfel says:

      Occhio a non viziarla, però, che se si sente difesa finirà per sentirsi nel giusto, e le ricresceranno lunghi artigli e profonde insaziabili fauci! 🙂
      Grazie, Bivrakha!
      Super-abbracci

      Ben

  7. niente da dire…..
    ora diche un poesia:
    Con quanti nomi puoi chiamare Dio? Puoi chiamarlo in mille maniere: Dio, Visnù, Budo, Ernsto, Carisma, Giove, Allah. Tanto non ti risponde (B.Robertetti)
    😉

  8. labloggastorie says:

    Caro Ben tutta la mia attenzione si è concentrata sull’idea di Luca che sia “inarrivabile nicoletta”… allora ho giocato un pò ed è venuto fuori che lei “trova i tranelli nei baci” che “vìola in terra lenti baci” e che per lei conta che ci siano “ali volanti, baci terreni” perciò nonostante io sia una romantica patologica temo questa elevazione da Serafini e aspetto l’umano atterraggio che decreterà se vero amore.
    con affetto consuetudinario ti abbraccio con stima.
    buon lavoro!

    • benapfel says:

      Mi mancava giusto una dose di bloggastorie! 🙂
      Se posso scegliere… direi che LUCA trova i tranelli nei baci! e la tua intuizione finale ha un che di vero e un che di falso…! se ti accolli di fare il barman per me, direi.
      Il solito! 😉

      Ben
      Ben

  9. È una bellissima espressione per descrivere un atteggiamento, come quando si dice:”Braavo, braaavo!” e si da una leggera carezza sul capo. E niente da correggere o aggiungere.
    Un abbraccio a te.

  10. Mi fa tenerezza Nico che guarda con “sufficienza accondiscendente” Luca (è un atteggiamento tipico delle donne, credo) e mi piace molto quella tenera “complicità” che sta nascendo tra di loro e che li aiuterà a superare i momenti difficili.
    Saluti a Ben

    • benapfel says:

      Sai, Simansheela, ho riflettuto un bel po’ se fosse sufficiente la sola sufficienza 🙂 o la sola condiscendenza che di solto contiene una quota di sufficienza. di regola avrei scelto la seconda per tenere la frase leggera ma ancora mi chiedo cosa mi abbia spinto a caricare tutte quelle sfumature su un unico “atteggiamento”, può darsi che io la percepisca come una cosa carica di per sé forse avrei potuto usare un aggettivo come affettato o la rispettiva verbo verbale… ma perché ti sto raccontando tutto questo? Sto apesantendo anche la risposta, pardon!
      Sì volevo solo dirti che sì, il loro è un buon inizio 🙂
      Baci e abbracci, simansheela!

      Ben

  11. Ritmo che rallenta progressivamente, tra gesti e parole che iniziano ad assumere i contorni del noto, della quotidianità, del paziente giorno dopo giorno di chi inizia a costruire in modo spontaneo, senza neanche saperlo…

    Ha tutta l’aria della calma non tanto dopo, quanto prima della tempesta… Attendo (con timore) il colpo di scena! 😮

    • benapfel says:

      Ciao Alice, analisi azzeccata, anche se guardo con sospetto ai colpi di scena qualcosa del genere potrebbe arrivare!
      Un abbraccio!

      Ben

  12. Ahahahaha, “attacco di gastrite”: volevo dire che sei stato politically correct, ma ora mi sa che non posso più farlo 😉
    Che bello quando ognuno capisce quel cacchio che vuole…!

    N.B. La mia era una boutade; l’incastro dicotomico tra San Pietro e Hollywood è perfetto come l’hai costruito tu!

    P.S. Continui a far troppo il Luca 😉

  13. Kipod says:

    Adoro, adoro, adoro quel modo di vedere, descrivere Roma. È proprio vero che non è necessario forzare immaginazione e fantasia e dall’alto della Cupola tutto è o appare perfetto e il sole fa brillare le cose qua e là. Un incanto.
    Quelle quattro frasi corrispondono esattamente a quello che penso e sento senza essere capace di dirlo, Credo, per me lo sono sicuramente, che siano il punto più bello di tutto il romanzo.
    Ciao, Ben, sei davvero bravo!

    • benapfel says:

      Ciao Kipod, sono davvero contento. dalle tue parole deduco che i punti meraviglia potrebbero essere collezionati e calcolati in qualche modo anche da chi legge. Se fossi in grado di farlo farei un plugin per la gestione dei punti meraviglia e voi potreste attribuire a ogni capitolo un punteggio qualunque 🙂 ma anche il metodo manuale con il commento funziona bene, grazie per avermi fatto sentire la tua meraviglia. è stato un regalone!
      Un abbraccio.

      Ben

  14. Io opterei più per un truccaccio vaticano lol 😉
    Da puntualizzatore, leggendo pensavo che la vista sia migliore dalla lanterna che non a star seduti sulle tegole più in basso… ed invece, ragionandoci meglio, avevo torto: tutti posso andare sulla lanterna, mentre nessuno può appollaiarsi sul grigio!
    Spero per Massi che il Gabri abbia predisposto un boccaglio 🙂

    • benapfel says:

      😀 Ma su una cosa hai ragione da vendere: avrei potito nominare l’innominabile vaticano e sarebbe stato da me, ma qualcosa mi ha trattenuto una emozione simile a un attacco di gastrite ha re-spinto quella parola. Ma continuo a pensare che avrei potuto essere più chiaro!
      Ciao Christian, grazie!
      Un caro saluto. 🙂

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