capitolo

44 (Inchiostro)

Realizzato che nessun calamaro immortale è immune al “potere” di un primo di pesce di cui egli stesso è l’ingrediente principale, Gabri e Massi sembrano addirittura peggiorati. L’acquario è ancora lì, pieno d’acqua e nient’altro, monito ai rischi intrinseci di una vita troppo strettamente connessa alla sopravvivenza di un guru commestibile e, tutto sommato, fin troppo buono cucinato nel giusto modo. Ho visto i miei coinquilini inginocchiati davanti all’acquario e confabulare impercettibili parole al fumo di cipolla arrostita. Una specie di rito propiziatorio. Naturalmente Nico era in camera con me, mentre tutto accadeva, luci spente, ad alternare il suo occhio col mio davanti al buco della serratura, tempia contro tempia, incapaci di contenere l’emozione che nasce dal rischio d’essere scoperti. Dopo l’uscita di scena di Gabri e Massi, quando siamo saltati fuori come due ladri, piedi felpati e guanti di velluto, la nostra indagine s’è potuta avvalere di due nuovi indizi.

Reperto1: raccolta di ricette. 30 modi di cucinare un grosso calamaro e trarne organolettici piaceri. In ognuna delle ricette Massi ha passato il suo evidenziatore STABILO BOSS sulla stessa frase: “come per il polpo, la morte del calamaro è la cipolla!”

Reperto 2: un foglio di quaderno a righe piccole da scuole elementari è stato appiccicato con quattro pezzetti di scotch trasparente sul lato frontale dell’acquario.

Sempre Massi col suo inequivocabile corsivo da primo della classe ha scritto, con un trattopen stracarico d’inchiostro (in memoria del fluido caratteristico del loro molliccio e viscido capo?) le seguenti parole.

In ottemperanza a quanto prescritto nel relativo

capitolo del libro nero dei decessi impossibili, in qua-

lità di segretario unico, io, Massi G, attivo, qui e ora, il

protocollo T che prevede e regolamenta il passaggio

di seggio in seguito a accidentale, infausto, inspiegato,

inatteso, impossibile decesso di “Immortale”.

Alla presenza degli adepti tutti, e del Portavoce, Gabri G,

vergate queste parole col sangue del Gran Maestro, pre-cedentemente estratto dall’apposita sacca che natura

nasconde nel suo stesso corpo, mi accingo a concludere

questo bando con il codice ZNGFX del cui significato

ognuno degli adepti deve essere entrato a conoscenza

al momento della sottoscrizione dello statuto oscuro.

Passino 5 ore da adesso e venga eletto e posto sull’antico

Trono degl’immortali il nuovo Gran Maestro.

Buon Lavoro!

In salute o malattia il Segretario, Massimo G.

“Cioè il tuo amico coi capelli a fusillo ha riempito il trattopen col nero di seppia???”

Nico è su di giri.

“No, è nero di calamaro!”

“Be’ la puzza è uguale!”

“Non te la conoscevo questa vena qualunquista.”

“Trovo che qualunquista sia il tuo modo di utilizzre il termine qualunquista.”

“Ci pizzichiamo perché ci amiamo, vero?”

“Credo che… ci amiamo perché ci pizzichiamo, sia più rispondente alla verità.’ “

Mi bacia e ci solleviamo lenti. Cominciamo a gestire la velocità del decollo, ormai.

“Ma di certo voliamo perché ci amiamo”

“Indiscutibile, come che stai diventando noioso…”

“Vero… resta ancora un inquietante dubbio sulla natura del rituale. Sherlock, cosa cercano di propiziare i due unici membri della temibile setta nota come illatooscuro?”

“Le condizioni meteorologiche, perché possa aver luogo la loro gara di virilità!”

dice Nico e se la ride di brutto ma non abbiamo idea di quello che ci aspetta dopo cena.

Sì perché le nostre giornate sono ben scandite da programmi che prevedono la raccolta di punti M.

Non c’è nessuna gara tra di noi, è più una gara con la vita, col mondo, con la fortuna.

Ma il fatto è che siamo partiti sparati come razzi, il fatto è che l’idea era assurda, meravigliosa e, contro ogni ragionevole obiezione, attuabile. Certo, voglio dire, chi si lascerebbe sfuggire l’occasione di poter vivere tutto questo? Non io, ma comincio ad aver paura che a rendere la cosa possibile sia soprattutto la nostra facoltà di, insomma, sorvolare le cose che poi potrebbe diventare volontà di sorvolare sulle cose, ho davvero paura che possa accadere? Sì. E Nico? No.

Ho davvero paura che volare sia un potere a tempo? Che finirà all’improvviso lasciandoci senza nulla? Sì.

Ne ho parlato con Nico? Sì.

Ma per favore Lu’ sei un paranoico, pieno di timori da indottrinamento cattolico! Di cosa stai parlando?

Cristo, davvero credi che la nostra raccolta di punti M. dipenda solo dal volo? Perché questa è una minchiata, Lu’, renditene conto subito e goditela! Sono le persone a farci far la maggior parte dei punti M. non il volo. Il Volo smette di sorprenderci più prima che poi ma la gente… sono loro a rendere tutto così assurdo, sorprendente e stimolante, guarda laggiù, siamo sopra il colosseo, quante volte l’abbiamo fatto? Dieci, venti, trenta volte… e guarda che meraviglia… quanti punti Meraviglia credi che valga ora? Venticinque? La prima volta durante quel temporale erano mille, ti ricordi? Mille punti meraviglia. La meraviglia è un bene a svalutazione elevata, ma non possiamo fare il giro del mondo in cerca di colossei su cui svolazzare al primo temporale. È la gente a fare tutto. Quanto valeva la lettera sull’acquario scritta col nero di seppia di stamattina?”

“Era Calamaro…”

“Quanto valeva?”

“Non ricordo, quanto?”

“Trenta, Lu’, e sono punti assegnati da te … più del nostro ennesimo Colosseo, rifletti…”

Per riflettere rifletto, rifletto pure troppo, io, ma la possibilità di volare è una cosa troppo grande, è una cosa gigante, come potrei mai metterla in secondo piano? Anche se Gabri e Massi sono incredibili, e lo sono nell’accezione peggiore del termine, non posso pretendere che si superino ogni volta… no? Voglio dire dopo aver adorato un calamaro, per mesi, dopo aver creduto che fosse il loro capo e che fosse immortale, dopo aver tentato di rianimare il suo corpo con massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca, dopo aver celebrato il suo funerale e aver fatto al mollusco una specie di… autopsia per estrarne con cura l’inchiostro, dopo aver usato l’inchiostro per rianimare un vecchio trattopen e averlo usato per scriverci un delirante bando, quando anche arriveranno a eleggere un nuovo Granmaestro del Latooscuro, cosa potra mai capitare??? Quello che dico, Nico, è che anche i matti smettono di sorprenderti, anche loro esauriscono i punti meraviglia, no???”

Calmati Luca, che se ti viene un infarto mentre sei quassù mi faccio prendere dal panico. Io dico una cosa sola. I matti come Gabri e Massi si supereranno ogni volta senza mai tradirci perché sono esseri umani col cervello in libertà e questo li rende senza limiti, mi segui?”

“Perché, scusa… allora noi… io e te… siamo limitati?”

“Io spero di sì Lu’, perché altrimenti cominceresti a farmi paura, mi capisci?”

“No… non lo so se ti capisco questa volta, ma sono preoccupato. Ed è questo a preoccuparmi, i fori laggiù sono meravigliosi, hanno una luce irripetibile e noi ci litighiamo su come due stronzi miliardari che hanno perso il senso della misura.”

“No che non abbiamo perso il senso della misura, Lu’, è il contrario, è l’esatto contrario. Guarda le persone, dico io guarda giù in piccolo, il colosseo è troppo facile è troppo grande lo dicono tutti che è bello, la sua bellezza è codificata, universale, va ben al di là di noi ma gli omini che ci camminano attorno… io voglio farmi sorprendere da loro, perché sono loro a fare le storie, non gli edifici, i musei, le mostre, sono loro. E a dire il vero qui non si litiga, perché non si può litigare tenedosi per mano, è una legge! E perché siamo troppo intelligenti per non risolvere tutto con una scommessa!”

Genio!

“Questo è vero, spara!”

“Io scommetto che stasera, passate le cinque ore previste dal protocollo, ad elezione del Gran Maestro avvenuta, i tuoi sciroccati coinquilini si supereranno per l’ennesima volta!”

“Ok e quanti punti meraviglia ci lasceranno, sentiamo, ventisette, trenta, trentacinque?”

“Almeno cinquanta, Lu’ “

“Ma smettila, sii seria, che potrebbero mai fare?”

“Non ne ho idea, è questo il bello, se potessi prevederlo non sarebbero che pochi punti…!”

“D’accordo, allora tu dici cinquanta e io dico sotto i cinquanta, se sei così sicura devi lasciarmi questo vantaggio!”

“Andata, cosa ci giochiamo?”

“Il solito gelato alla nocciola!”

“Ok, ma ‘stavolta la tua storia da trecentopunti meraviglia sul gelato alla nocciola, me la racconti!”

“Solo se vinci!”

* * *

Io e Nico sappiamo da tempo che è in tarda serata che a casa mia accadono le cose più strane.

Quando atterriamo sul terrazzino della mia cameretta infatti è quasi mezzanotte. Cinque o sei gattini ci hanno visti arrivare e ci guardano dalla strada, gli occhi su di noi, poi sul cielo poi su di noi, poi sul cielo.

Cercano di capire, un paio di loro miagolano, noi entriamo senza far rumore o quasi, ci togliamo le scarpe per facilitare gli spostamenti silenti e torniamo tempia contro tempia a dividerci il buco della serratura da cui si vede solo Gabri. Ovvio che vincesse lui. È inginocchio davanti all’acquario, a completare il rituale della sua ascesa, mormorando chissà quale astrusa preghiera. Niente di sconvolgente insomma. E un po’ mi dispiace per Nico, perché un mondo in cui gli scemi hanno più potenziale di opere millenarie architettate da genii “immortali” era una bella fiaba. Ma d’altra parte una scommessa è una scommessa quindi le lascio il posto e il gusto amaro della sconfitta. Mi alzo, la abbraccio da dietro e le sussurro, dai che te lo offro lo stesso il gelato. E passandole la mano sulle labbra mi accorgo che ride.

“Che c’è ?”, chiedo.

“Shh… Gabri è andato in camera. E noi dobbiamo uscire.”

“A fare che?”

E’ come stamattina, su di giri!

“A pregare!”

La cosa migliore che possiate fare con l’inclinazione della vostra signora per le mezze frasi è assecondarla. Questo è assodato.

Quindi la seguo e mi metto proprio accanto a lei, ginocchia a terra e sguardo sull’acquario. Poi trattengo un sussulto, uno schizzo di amaro mi sale in bocca. Lo rimando giù senza poter smettere di guardarlo. Massi è tutto dentro l’acquario in una posizione impossibile. I suoi riccioli stanno lisci a pelo d’acqua sfiorati dalle dita di entrambi i suoi piedi. Il suo corpo è intero ma piegato in due parti. Si articola alla base dell’acquario all’altezza dell’inguine e ha le braccia distese verticalmente ai lati del tronco, con i palmi delle mani poggiati già alla base dell’acquario. Accanto a me Nico dice “cento” con fil di voce. Annuisco.

Massi ha gli occhi chiusi e malgrado quel tubo da mare in bocca mi chiedo se sia vivo. Un istante dopo ho l’impressione che le sue labbra sottili si pieghino in un mezzo sorriso, mi strizza un occhio come se avesse sentito i mie pensieri. Questo porterebbe la valutazione ad almeno duecento ma taccio.

La soddisfazione di averla avuta vinta è più che sufficiente. Ed è in quel preciso istante che mi si avvicina sussurrando,”Gelato alla nocciola”, come mi avesse letto nel pensiero. 44 (Inchiostro)

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94 thoughts on “44 (Inchiostro)

  1. Credo che l’album dei punti Meraviglia sia infinito, sono punti che non si possono scambiare, non possono essere compresi se non si vivono in prima persona ed ogni giorno è generoso, capace di regalarsi Meraviglia a manciate, siamo noi che abbiamo le mani ed il cuore troppo piccolo per comprendere.

      • Compito sempre più arduo in un mondo che vive nel caos, un caos che non genera l’ordine, la bellezza e l’equilibrio ma una condizione stagnate che toglie energia e vita.
        Se solo tutti sapessero trovare purezza e amore incondizionato, chissà, forse tutti potrebbero volare e da uno stato eccezionale si sperimenterebbe l’ordinario nello straordinario.
        Spazzare via dalla natura umana ogni dubbio, ogni fardello di razionalità e di attaccamento alla materia ( come il peso che Luca doveva mettere nelle scarpe), di renderebbe consapevoli che ” Noi siamo Dei”.

      • benapfel says:

        Raggiungere tutti uno stadio di coscienza superiore potrebbe causare effetti collaterali poco piacevoli.
        Ma avere almeno la VOGLIA di pensare alle cose come si deve… basterebbe questo a sistemare le cose, invece…

      • Cosa accadrebbe se in una forma collettiva si prendesse consapevolezza di essere noi stessi causa dei nostri mali e… di conseguenza tutti mettessero attenzione nelle proprie intenzioni e nelle azioni?
        Non parlo di quel movimento new age che parla di salti quantici e simili ma di una vera attenzione individuale.
        Quali effetti collaterali ci potrebbero essere? 🙂

      • benapfel says:

        Domanda tostarella, eh?
        Ci sarebbe un enorme diffuso malcontento, liti continue, un accelerazione del’individualismo e della solitudine.
        Perché avere una consapevolezza di questo tipo, metterebbe la maggior parte delle persone nella condizione di mentire al riguardo, di cercare alibi con se stessi e capri espiatori. il tutto con un incremento importante dei sensi di colpa…sarebbe un disastro! 😀

      • Intendi che è come se, improvvisamente, un velo che pietoso non permetteva di mostrare la nostra vera natura fallace, la nostra piccolezza, cadendo ci procurerebbe una reazione legata al voler nascondere e al voler apparire migliori?
        Ma non è forse presente in noi tutti un seme di amore incondizionato, di Compassione capaci di comprendere le proprie piccolezze e di conseguenza accogliendo quelle degli altri?
        Ma se si risvegliasse, appunto, l’accoglienza, la compassione e l’umiltà, questo mondo non sarebbe migliore o è visto solo come luogo per espiare colpe e per migliorare le tante lacune?

      • benapfel says:

        tendo a credere che questo sia il mondo degli effetti collaterali, se no saremmo un mondo fantasy privato del male c ha poi una sua indiscutibile utilità.

      • Si, la tenebra, fa da velo alla luce, altrimenti quest’ultima non sarebbe riconosciuta. Non si potrebbe sperare o forzare la presenza di un mondo ” perfetto”, in un certo senso sarebbe, ancora una volta, un ” partorire” un mondo duale, dove bene e male sarebbero separati e si cercasse, a tutti i costi, di cambiare le cose, dunque senza accogliere ” quel che è”-
        Grazie per permettermi di riflettere. 🙂

      • benapfel says:

        Sì, soprattutto fa bene a me, non con tutti si riesce a dialogare di argomenti del genere. 🙂
        😀
        Giochiamo a “specchio riflesso” ?

      • benapfel says:

        Sacrosanto. Anche se mi capita di dimenticarlo e perdermi…
        Per poi ritrovarmi più carico, certo!

      • Pensa a Luca e Nico, partoriti dalla tua mente,
        hanno fatto un’esperienza unica, della quale hanno dovuto apprendere il modo di trovare equilibrio.
        Siamo noi a raccogliere e a educarci per fare delle esperienze un prezioso tesoro.
        Sii sempre carico e grato perché tutto è opportunità. 🙂

      • 🙂 fallo davvero perchè leggere la loro storia è attraversare con immaginazione e sorriso, una parte di sè che crede tutto possibile. Poi… chissà che non si siano vissuta esperienze legate alla percezione che renda possibile, in una dimensione ” altra” qualcosa del genere? 🙂

      • benapfel says:

        Farò del mio meglio, poetyca, giuro. 😀
        Anche perché credo davvero che siano vivibili più dimensioni, nella stessa esistenza, se pur con la sola immaginazione!

      • Forse non è immaginazione ma percezione.
        Come sai non tutti hanno la stessa apertura e sensibilità ma perché non credere a quanto si ” sente” essere vero?
        Immaginare è forse solo un catalizzare quelle sensazioni e spesso un progetto immaginario è solo stato l’anticamera della realtà. Pensa a Julius Verne che nei suoi romanzi descriveva accuratamente qualcosa che era più reale che immaginario, forse lui vedeva oltre le apparenze. Anche tu potresti semplicemente descrivere una realtà parallela. Magari Luca e Nico provengono da quel mondo. 🙂

      • Chi potrebbe mai dire se un visionario sia davvero ricco ti troppa immaginazione o se stia solo descrivendo un mondo di confine che altri non vedono?
        Anche la famosa Alice del paese delle Meraviglie ( metafore a parte) potrebbe essere esistita e tu non potresti negare a Luca e a Nico il loro essere così speciali!

        🙂

      • benapfel says:

        Non esiste uno scienziato, uno, capace, prove alla mano, di negare l’esistenza della loro storia, questo è certo! 😀

      • Sicuramente e se vogliamo spesso le loro scoperte non sono frutto di complicati calcoli ma di brevi ed improvvise intuizioni, da dove provengono tali risposte?

        🙂

      • benapfel says:

        tendo a credere che questo sia il mondo degli effetti collaterali, se no saremmo un mondo fantasy privato del male c ha poi una sua indiscutibile utilità…

  2. Kipod says:

    Rileggendo “Inchiostro” trovo ogni volta un qualcosa che era sfuggito ad una prima lettura: i pensieri di Luca, i dialoghi tra i due ragazzi sono interessanti e meriterebbero una riflessione più approfondita. Lasciano comunque intravedere un modo di intendere i rapporti tra le persone che forse mi piace, sarebbe fantastico riuscire a condurre una discussione, a risolvere un contrasto fino a concludere una guerra attraverso una scommessa e punti meraviglia, e chi vince deve offrire il gelato a tutti, ma credo che questo sia molto difficile a realizzarsi nella realtà.
    Inutile ripetere i soliti complimenti allo scrittore, piuttosto invio un a presto a domani mattina, con tanta ansia di conoscere il seguito della storia.

    • benapfel says:

      Ciao Kipod e grazie mille, sono già al lavoro sulla nuova puntata e, sì, si posson risolvere diverbi e vere e proprie liti con l’assegnazione di punti meraviglia io l’ho fatto molte volte, giuro 🙂
      Ti abbraccio, Kipod!

      Ben

  3. Noel says:

    Ho bisogno di rileggere la puntata a causa di qualche punto che non sono ancora riuscita a chiarire e comprendere perfettamente. Si tratta comunque di un altro episodio divertente, con nuove sorprese e capace di far aggrumare attorno all’autore consensi, critiche positive e tanta simpatia.
    E Luca non rischia certo di divenire noioso come dice Nicoletta!

    • benapfel says:

      Ciao Noel, grazie. Sì, certe Nicolette hanno bisogno di dire certe cose quando sentono qualcosa di sorprendente per qualcuno. è il male dell’era informatica, la mania del controllo!
      Ti abbraccio!

      Ben

  4. dunque… ero vergognosamente rimasta indietro di “ben” 4 capitoli, ma mi sono rifatta! Devo dire un crescendo di sorprese emozionanti, dalla caduta, alla dipartita del mollusco..
    mi piacciono insieme!! 🙂 ..aspetto il seguito.. buona serata…

  5. Ho appena lasciato Roma.
    Ennesimo viaggetto combinato per avere la scusa di vedere anche mia madre.
    Sono sul treno e ho appena letto le ultime cinque settimane.
    Sono lussi personali e liberi che volare, scivolare sulle rotaie, meravigliarsi è la stessa cosa.
    Nel senso che non resta molto altrove, nel mondo che vola nel senso più strappavita possibile e che si meraviglia di nulla affatto o finge di farlo per rendersi più attraente.
    Non so cosa capirai di tutto questo.
    Del resto non volevo né compiacerti né recensire.
    Sono solo fruitrice di meraviglie. In diminuzione, come le temperature invernali.
    Buona primavera, lascio il sole e un tempo da raffreddati sentimentali.

    • benapfel says:

      Ciao E.
      Amo il treno, e mi manca un po’ci ho passato sei/sette giorni l’anno per una ventina d’anni. Libri e fumetti, doverosi acquisti prepartenza. Leggere al ritmo di quel cuore metallico è un lusso che voglio permettermi al più presto. Dove non conta la meta ma il viaggio è sempre un posto meraviglioso.
      “non soo comprenso, cara e. ma apprezzo lingua e significati, quindi grazie, fruitrice di meraviglie, no smettere!
      Ben
      PS.
      A Berlino la primavera tossicchia, ma quanto è bello desiderarla?

  6. Ciao Ben!
    Due capitoli in una volta sola fanno pregustare la gioia di rileggere il tuo lavoro tutto insieme. Questi due li trovo particolarmente legati, calamaro a parte, perché molto intensi.
    Luca è cresciuto considerevolmente come personaggio, sintomo che questa non è solo una storia d’amore ma un romanzo di formazione. Forse te l’avevo già detto fin dall’inizio.
    Ragiona e riflette tantissimo alternando tuttavia momenti di razionalità ad altri di abbandono, un dualismo che lo rende molto “vivo”. Mi pare che abbia un po’ timore, forse è presa di coscienza, maturità; emerge anche nella metafora del Volo che non può mettere in secondo piano, dice, ma teme che sorvolare le cose potrebbe trasformarsi in volontà di sorvolare sulle cose.
    Li ho trovati molto intensi anche perché ricchi di spunti sul modo di vedere la vita: dall’alto e dal basso. “Immersi nella vita, la vediamo male” scriveva Flaubert, meglio osservare dall’alto per avere una visione più completa e, secondo lui, più oggettiva. Il punto di vista di Luca mi sembra simile.
    Quello di Nico è il contrario: immersi nella vita, la vediamo meglio. Gli uomini sono sorprendenti, non ciò che pur bello possiamo ammirare dall’alto.
    E ci si può anche “meravigliare” nel basso: la meraviglia è un bene a svalutazione elevata con una leggera critica (almeno così interpreto) proprio all’associazione meraviglia/elevazione, ma anche con un’allusione all’abitudine alla meraviglia. Il loro primo volo vale 1000 punti, ora si passa a 23/30 al massimo.
    È un confronto, quello tra Luca e Nico, che va ben oltre la vicenda sentimentale e che comunque mi pare li completi, per il momento almeno: fatto sta che si leggono nel pensiero.
    Che la storia continui …
    Luca mi piace sempre di più. E non è affatto paranoico, direi a Nico! Semplicemente pensa; chi riflette sembra sempre vittima di una sorta di forma maniacale agli occhi di chi lo fa di meno.
    Eccellente lavoro come sempre Ben! 🙂
    E come sempre ti abbraccio con affetto e stima
    Primula
    p.s. Come procede con Olivier, Bernard & C. ? E non vorrei dimenticare Edouard …

    • benapfel says:

      Hai mirabilmente fatto il punto sulla crescita dei caratteri, non mi aspettavo niente di meno e come al solito ora ne so qualcosa di più. 🙂
      I falsari è quasi finito.
      Linguaggio inusitato in traduzione, non oso immaginare l’originale, incredibile immaginarlo un lavoro degli anni venti!!!
      Ho scoperto, ne sono ragiobavolmente certo, dove il più grande sceneggiatore dei nostri tempi (alan Moore) ha preso alcune idee nell’architettare il su capolavoro (watchmen)
      I gioco del racconto del racconto la gestione dei due livelli narrativi che rimandano l’uno all’altro è un’idea stratosferica. 🙂
      Una volta finito, ricomicerò la lettura, una più veloce con la matita in mano. voglio approfondire lo studio dei personaggi, sono convinto che potrò trarne nuovi elementi. Lo sento mentre leggo 😀
      Un carissimo abbraccio, Primula.

      Ben

      • Sapevo che l’avresti trovato molto interessante. All’epoca è stata un’autentica rivoluzione nella narrativa e, nonostante siano passati tanti anni, lo trovo di un’assoluta modernità. È un’opera fantastica per me: struttura narrativa, temi su cui riflettere profondamente, alcuni personaggi delineati in modo straordinario.
        Non so come sia la traduzione, l’ho in casa ma sinceramente non l’ho ancora visionata. In lingua originale è davvero ben scritto.
        Felice che il mio consiglio ti abbia entusiasmato. 🙂
        Buon proseguimento di lettura.
        Bisous 🙂
        Primula

      • benapfel says:

        Primula, hai aperto una finestra da cui posso affacciarmi su scenari letterari a me ignoti. c’è qualcosa di più entusiasmante?
        Sono in debito!

        Ben

  7. Mi sembra che Luca abbia in parte (facciamo un…28%?) ragione, in fondo tutto ciò che di bello o di buono l’uomo ha prodotto deve essere preservato e custodito e ammirato e amato e studiato.
    Ma…sempre l’uomo in primo piano.
    Come diceva quel signore di cui non ricordo il nome (Publio Terenzio Afro?) “Humani nihil a me alienum puto”.
    A Nico il restante percento.
    Grandissimo Ben.

    • benapfel says:

      Ottima sintesi, Itkha, io non saprei dire chi e in che percentuale ha ragione, anche se adoro i numeri col loro carico spontaneo di comicità. dovrei pensarci ma poi potrei inquinare i due caratteri ormai autonomi con le mie inutili opinioni 🙂
      Che tu invece ti ponga in maniera dialettica con loro è , per me, stratosferico e credo a loro, a te, all”universo in cui tutti possono confrontarsi, finti o veri, vivi o morti che siano, sempre di più! Che c’è di più figo per un Benapfel???
      Grazie, mia cara, e un abbraccione!

  8. labloggastorie says:

    Ti confesso che leggere questo capitolo mi ha lasciato il retrogusto amaro che a volte solo la verità sa dare.
    A parte riflettere sul “rifletto” che mi rimanda al famoso specchio di Luca e alla sensazione di un blocco, anche temporale, che vorrei dire onirico ti propongo la mia visione.
    Inchiostro! Basta spezzare la parola è puoi leggere “in chiostro” perché in fondo loro due non stanno scrivendo pagine d’amore ma si stanno “chiudendo” dentro un confine (che sia una camera o il cielo poco importa). E l’amore non è guardare il mondo dal buco di una serratura. Sta perdendo quota anche il volo amoroso, non più privilegio del cuore ma incapacità di atterrare. E poi c’è la “Meraviglia” che a ben guardare è solo “Amar vigile” ovvero un sentimento che non riesce a lasciarsi andare fuori dal volo e confonde l’osservare con il vivere. Forse la prova del gelato li aiuterà a comprendere che bisogna cogliere il momento giusto perché ad aspettare troppo ogni cosa si scioglie, proprio come un gelato alla nocciola!
    Consueto abbraccio e rinfrescata stima!
    Buon lavoro Ben 😀

    • benapfel says:

      Impossibile negare anche una singola parte della tua strabiliante lettura, bloggstorie. Hai supportato ogni ipotesi con fini reggionamenti e prove inconfutabili. Questo è il tuo capolavoro!
      Oggi ti stimaccio di più! 😀

      Ben

  9. Guarda…questi ultimi tre capitoli mi sembrano bellissimi, scritti benissimo, con un’aria e un agio interni e con una leggerezza e libertà narrativa che sono sorprendenti rispetto all’asfissia caotica e cattiva di prima. Che pure ho apprezzato.

    • benapfel says:

      Ciao Enea, grazie infinite, ultimamente ho perso un po’ di sicurezza. Sapere di star sparando gli ultimi colpi mi destablizza un po’ e le riletture non sortiscono effetti. Le tue parole faranno molto bene alla prossima puntata e alla successiva e a quella dopo ancora. Ancora grazie!

      Ben

  10. marilena says:

    Ben, scusami ma forse mi sono espressa male. Non ti chiederei mai di votare un mio piatto non spontaneamente! Evidentemente nn sei più passato dal mio Blog:-( sto partecipando ad un Contest pet la rivista GRAZIA e dal momento che l’ho scoperto tardi avrei bisogno dri miei amici Blogger… dopo la foto di ogni ricetta c’è un logo. È lì che bisogna cliccare e successivamente sul cuore della mia foto.( si può votare anche tutti i gg) Grazie tante. Un abbraccio

  11. Infiniti punti meraviglia per Luca e Nico….Ma anche per Massi dentro dentro l’acquario…fantastico! 🙂 Ogni giovedì sono punti meraviglia che si accumulano anche per me!!

    • benapfel says:

      🙂 anche per me e spero per tanti, in fondo questo è ciò che mi spinge a scrivere. Sintetizzazione e consumo compulsivo di punti meraviglia. Sì, mi chiamo Ben e sono un tossico dipendente.

      • ahahah addirittura!!! Però potremmo essere pari, visto che sono medusa dipendente…ieri ho anche sfoggiato la mia bellissima maglietta 🙂

      • benapfel says:

        A proposito quand’è che mi mandi una foto con la maglietta da mettere su facebook con tutti i medusacea ammagliettati???

      • la prossima settimana! ora sono sola a casa con una distorsione alla caviglia e anche con l’autoscatto…non scatterei io così veloce per mettermi bene in posa!!! 😉

      • 🙂 Grazie, sarà fatto, e poi partirà il book fotografico della stanza medusata e di me medesima medusata! Ho contagiato anche la famiglia…mia madre la scorsa settimana si accorta di avere una medusa negli occhiali da sole ed è corsa a farmela vedere 😛 😀

      • benapfel says:

        Strantastico, Stè, sei e sarai l’immagine della medusa nel mondo, la fan numero 1 la testimonial perfetta e non eterodiretta, l’invidia di ogni pubblicitario e la dimostrazione che la fortuna esiste. E che per una volta se avvicinata anche a me senza fare storie 🙂
        Un grande abbraccio!

        Ben

  12. È la seconda volta che mi ritrovo a leggere più capitoli tutti insieme, e come la prima, capisco che questo non sia propriamente un bene…
    Mi spiego: ogni tuo capitolo è una bomba emozionale all’idrogeno, e questo significa che a metterli insieme diventa un po’ come star sotto ad un soave ed eccitante bombardamento di sentimenti. La similitudine militare non mi piace, ma è solo per renderti l’idea di ciò che vivo 😉
    Posto il fatto che continuo a provare meraviglia ogni volta che ti leggo (come ad esempio l’uscita sui punti M… doh!) mi vien il dubbio di averti già parlato di questo problema, o sbaglio?
    Va beh, queste saranno rogne tue quando metterai tutto insieme per la pubblicazione congiunta: pur apprezzando le “nuove tecnologie”, vuoi mettere tenere in mano FARE FUORI LA MEDUSA in versione cartacea?

    Certo che Luca non ha proprio speranze: è così dura la vita dei sognatori razionali votati costantemente alla paranoia… 😀

    • benapfel says:

      Ciao Christian, devo darti ragione su alcuni degi ultimi capitoli, nel trip sperimentale, (cambi di tono/registro/voce da un capitolo all’altro, potrei aver perso qua e là le redini del blomanzo e già tremo al pensiero di dover affrontare l’editing pre pubblicazione unitaria. D’altra parte un esperimento è tale anche per fare delle prove e forse, diversamente, avrei rimpianto, il mancato utilizzo di questo esaltante “laboratorio” di scritttura 🙂
      Un caro abbraccio e mille grazie!

      Ben

      • Ma guarda che i casini (posto che ci siano) non riguardano il blomanzo in sé: Intendo dire che in questa struttura a puntate il lavoro è ottimo e funzionale!
        Non invidio comunque il lavoro che dovrai fare sul ri-editing 😉
        Io sto lavorando sui nomi (quelli che ho usato non vanno bene) e sto uscendo pazzo, perché mi fisso sulla fonetica…
        Quindi se posso ti do un consiglio: non seguire il mio esempio, non pensarci troppo, che i pensieri son pesanti, e il volo si raccorcia 😉

      • benapfel says:

        Grazie, il tuo è un buon consiglio e ricambio: non pensare a nomi che esistono pensa solo ai suoni e inventali ad hoc!
        🙂

      • Il mio problema è quello di dover sostituire nomi reali con altri fittizi (per un discorso di privacy che non dipende da me) con la volontà di mantenerne il significato: da qui il discorso sulla fonetica, in quanto nell’usare quelli reali avevo trovato qualche bell’incastro… in più mettici che io sono come Luca, e proprio non ci riesco ad evitare le paranoie 😉

        N.B. Cos’è un nome? Se scrivo Gino al posto di Luca non cambia nulla?!

      • benapfel says:

        Anche per me il discorso dei nomi è importante, ma non parlo di fare fuori la medusa, adoro i nomi parlanti e impazzisco per le questioni fonetiche in altri romanzi ho un sarco meandri, una Kusma, un Tausone, un dottor pernulli, un insegnante di ginnastica Matteo Osci ecc…
        Persino uno scienziato di nome annibale impertinelli! 😀

      • Fantastici!!!
        Io sono comunque un po’ in difficoltà… Va beh, oggi ne avrò cambiati una decina: la cosa migliore e lasciar passare qualche giorno , dimenticarseli, e poi dar na sbirciata 😉
        Il problema per me è la natura autobiografica del romanzo: penso sarà meglio se seguo anch’io il consiglio “anti-pensista” che ci siamo dati, altrimenti rimarrà tutto fermo per un altro lustro!
        Grazie dell’appoggio, e spero di leggere presto le bischerate di Annibale Impertinelli ai suoi colleghi di lavoro, e dell’amore tragico tra Kusma e Tausone, le sperequazioni si Sarco Meandri, la storia a lieto fine dello sfortunato dottor Pernulli, e la famosa gita della IV D al Lago di Garda con il prof. Osci 🙂

        Potrebbe essere un altro bel esperimento: tu piazzi un nome, un limite di parole per i partecipanti ed una scadenza, e poi lasci scatenare la fantasia, così, giusto per confutare la mia stronzata precedente sull’onomastica ehehehe

      • benapfel says:

        Caspita, in qualche modo i personaggi li hai dipinti quasi correttamente, sintomo che i nomi funzionano 🙂
        Alla prossima, christian!

  13. Simansheela says:

    A una prima lettura, i battibecchi al sapore di nocciola di Luca e Nico mi divertono molto, sono come loro, teneri, innocui, senza punte di disprezzo, cattiveria, senza quell’asprezza che mira a distruggere, annientare, umiliare l’altro durante una discussione. Li spingono a discutere, a rifllettere, a modificare, a cambiare punti di vista, opinioni su cose e persone senza stracciarsi, mortificarsi, distruggersi a vicenda, come spesso accade. Mi piace. Un equilibrio sottile che andrà conservato con cura. E poi è ben vero che non si può litigare tenendosi per mano.
    Un carissimo saluto a Ben che ancora una volta dà l’input per far riflettere sulle cose della vita.

    • benapfel says:

      Grazie di cuore Simansheela, ci sono passaggi del tuo commento che dovrei stampare in grande e rileggere nei momenti down 🙂

      Ben

  14. “Rifletto, rifletto e rifletto anch’io, anche sul fatto che ti scrivo sempre e MAI ricevo le tue risposte! Mah, mi hai votata? Ricorda che puoi farlo tutti i gg.. Grazie Ben e Buona giornata : lol:

    • benapfel says:

      Marilena, certo che t’ho votata e l’ho anche scritto qui l’ho fatto un paio di giorni po ho dimenticato ma oggi che me lo ricordi lo farò. e tu, non farti scrupoli, sono io ad avere una testa incline al nuvolaggio, quindi scrivimi anche ogni giorno se vuoi, io ti voterò sempre 🙂

      Ben

  15. C’é del vero nella frase :”Credo che… ci amiamo perché ci pizzichiamo, sia più rispondente alla verità.‘ ” aspetto il prossimo racconto.Buona giornata

    • benapfel says:

      Spesso si confondono i moventi, a volte si incrociano ma credo che il succo cambi poco. Si prende l’un dall’altro ciò che serve finché la cosa sta bene a entrambi. Può suonare cinico, dall’esterno, ma probabilmente è solo bello. Magari meno solido, ma bello, no?
      Un superabbraccio, wsa0

      Ben

  16. allora, accanto a “condividi” ci sono i tasti per twitter/facebook/google , accanto a “mi piace” ci dovrebbe essere un tasto che però se ne sta in caricamento già da settimane… ho paura che a forza di caricarsi finisca per esplodere, non che abbia paura, questo no, ma non vorrei mi sporcasse tutta la scrivania 🙂 ma non è che dobbiamo perderci in questi particolari secondari, saluti e ogni bene!

  17. BOUAH AH AH AH AH AH AH AH! Ma quanti punti meraviglia varrà questo capitolo? Non sono bravo in questo genere di valutazioni, ma direi tanti… peccato che nella realtà l’esperienza e il disincanto finiscano per consumare la meraviglia, che insaporisce assai la vita… comunque (c’è bisogno di dirlo?) vai sempre alla grande (mi fai pure usare ‘sto gergo ggiovane…)! ah già: naturalmente MI PIACE, prima o poi riuscirò di nuovo a trovare il tasto, ma dove sarà finito?

    • benapfel says:

      Ehilà! Grazie, sono contento di divertire anche se poi pensare ai rovesci delle medaglie diventa inevitabile…
      Gergo giovane? anche per me è giovane 😉 ma di quale tasto mi piace parli?
      quello di facebook, twitter ecc. è sempre in alto dove ci sono quei rettangoli neri… fammi sapere se risolvi???
      Un caro saluto!

      Ben

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