capitolo

43 (Sole da mezze maniche)

Apro gli occhi che la mia stanza è invasa dal sole. Tempo da mezzemaniche fuori, ma dentro casa io ho le palpitazioni e un gran mal di schiena.

Ho sognato che uscivo con Nico, e lei parlava tanto che non riuscivo a intervenire anche se avevo un sacco di cose da dirle, e poi avevo fame e alla fine sognavo di volare. Quindi lo psicologo mi diceva che sognare di volare è come desiderare di fare sesso, e io mi chiedevo se la lettura psicanalitica del “volo” non venisse in realtà confutata in caso di volo reale, cioè fuori dal sogno, e poi per trovare una risposta al dilemma volavo a casa con Nico toccandomi nel letto allo stesso tempo e c’era questa cosa pazzesca di sentirsi sia nel letto che sopra la città e fluttuare su entrambe le cose in maniera così realistica che non vi dico, ma quando mi volto a cercarla, lei e lì con gli occhioni sbarrati e marroni. Non la Nico del sogno, che se apre la bocca ti trovi ricoperto da parole sparate su di te, come missili supersonici su un vagabondo che agli ufo non ci ha mai creduto. È una Nico user-friendly questa, niente valanghe verbali e carabattole semantiche, niente concetti contraddittori e imprecazioni creative.

Questa Nico è diversa. È sempre una meraviglia di donna, intendiamoci, ma non parla, tiene gli occhi su di me con la fiera serietà con cui uno scienziato li terrebbe sul microscopio e alla fine parla come un personaggio di Star-trek.

Abbiamo un problema…!”, dice in un filo di voce prima che io possa aprire bocca.

Perdonami, ma ieri è stato tutto così surreale che non c’ho pensato proprio a chiudere le serrande…”

Parlo di un’altra cosa, scemo…”

Scemo? Dio mio, come si fa ad essere brillanti alle sette del mattino? Io di certo non lo sarò mai.

Dobbiamo migliorare gli atterraggi…”, dice. E io più lo guardo più lo amo, questo scienziato mattutino, lo amerei anche se mi credesse un essere monocellulare vagamente ameboide dotato di un linguaggio elementare ma efficace. Anche se avesse il fisico e i capelli vaporosi di Einstein.

No davvero, lei… lei è spaventosa, cioè, forse troppo, per me, e stando insieme stiamo sconvolgendo l’ordine naturale delle cose, l’equilibrio spazio-tempo e chissà che altro. Insomma lei è forse la più bella del… ma non solo come donna, eh? È proprio una gran bella cosa… una cosa molto, molto bella, di una bellezza in senso anche astratto e in qualche modo universale… e come se non bastasse è anche una specie di genio iperattivo e, lo so già, mi si alzerà il quoziente intellettivo in sua presenza quindi posso cominciare a rilassarmi sulla questione dell’essere brillanti la mattina perché succederà, devo solo aspettare.

Intanto le parlo delle mie scarpe piombate ed è come se la vedessi ridere per la prima volta. In realtà, non lo so se è o no la prima volta, giuro che non me lo ricordo, ha così tanto di familiare che è come se la vedessi ridere ogni giorno da vent’anni e nello stesso tempo tenerle gli occhi in bocca mi tiene in uno stato di euforia costante, non una felicità standard da regalo appena scartato, ma quella unica e sempre diversa di quando hai scoperto una cosa nuova del mondo o dell’universo, una cosa straordinaria di cui non sospettavi l’esistenza, di cui, hai la netta impressione, nessuno sospetti neppure. E non è un oggetto, è più un posto, quello che hai scoperto, o un momento che sai ripetibile, ma mai a quella stessa maniera. E sia quel posto che quel momento hanno nell’aria un po’ di colorante E174 nebulizzato che ti scende giù giù giù nel sangue e fa lo stesso lavoro che fa nei kinder brioss o nei cheesburger, dà dipendenza e fa di te un tossico a cui non resta che aspettare di vedere se sarà in grado di gestire i down e le crisi d’astinenza. E ora che mi accorgo che uno dei modi in cui ride la rende letteralmente irresistibile, ho quasi paura di vedere la sua bellezza aumentare senza preavviso d’intensità fino a diventare insopportabile… ma meglio non pensare al peggio ora.

Vorrei farti una proposta…”, le dico. “E…

Non è un tantino prematuro…”, dice lei.

Parlo di un’altra cosa, scema!” E siamo pari!

Le propongo di piombare tutte le scarpe, anche le sue, le dico che potremmo fare a turno, un giorno vola lei, un giorno volo io. Potremmo fare come bambini col palloncino.

E inaspettatamente la cosa le va a genio e ride di nuovo e mi abbraccia e devo aggrapparmi al letto per evitare complicazioni.

Andiamo”, le dico, “ti presento gli altri due”, e faccio per scendere alla porta, ma mi fermo subito sulla scaletta.

Gabri e Massi stanno gridando.

Calmati, ok?!”, dice Gabri.

D’accordo, ora mi calmo, anzi sono già calmo, perché tu sai cosa fare, vero ???”

Prendi il libro sugli squali in camera mia e smettila di frignare, per favore.”

Ok, ok, ok … quindi qui ci pensi tu, vero???”

Muoviti, cretino!”

Che cazzo combinano, quei due? Nico è altrettanto curiosa e ci ritroviamo appoggiati alla porta a origliare scambiandoci sguardi eloquenti su ciò che capiamo o non capiamo di quanto accade là fuori. È una specie di telepatia ravvicinata. E sarebbe anche molto, molto divertente se al posto suo ci fosse Ciccio, invece con lei è molto, molto, molto sexy e solo molto molto divertente.

Massi intanto deve essere tornato col libro sugli squali, Gabri gli intima di andare a pagina quindici e di leggere ad alta voce. Massi comincia.

La respirazione artificiale serve per ossigenare artificialmente un infortunato che ha un arresto respiratorio come in caso di asfissia, avvelenamento o annegamento… (Fo.. forse è annegato, vero? Potrebbe essere…)

Ma che cazzo dici, è un calamaro, come fa ad annegare un calamaro???”

E che ne so io, non sono mica un medico…”

Continua…!”

In ogni caso i muscoli involontari che dilatano la gabbia toracica sono bloccati e l’infortunato non può ossigenare il sangue. In queste condizioni, dopo pochi minuti, anche l’attività del cuore si blocca. E’ perciò necessario agire tempestivamente. Ga… Gabri tu credi che i calamari ce l’abbiano il sangue?”

Sì, credo di sì, deve essere quella schifezza nera che sputano contro i nemici…”

Sì, lo pensavo anch’io…bene… dunque… Distendere l’infortunato a pancia in su e se l’infortunato non presenta fratture alla mandibola o alla mascella procedere… oh mio Dio, Gabri, non… non abbiamo controllato se, Cristo, io non so neanche dov’è la mascella del Maestro….”

Incredibile, Massi piange come un disperato e Nico ride in apnea come una cretina, ma che carina che è…

Se non smetti di piangere frantumo la tua di mascella, imbecille, è un calamaro. Tutti sanno dove si trova la mascella di un calamaro, quelli che ne hanno mangiato uno, almeno.”

Io ne ho mangiati parecchi, mia nonna li faceva fritti.”, piagnucola Massi

E tua nonna avrà di sicuro messo accanto al tuo piattino di calamari un piattino vuoto perché tu potessi buttarci tutte le mascelle no?”

Cacchio mi pare di no, magari la nonna li toglieva, era bravissima, lei…”

No Massi, tua nonna non faceva niente di niente”, ruggisce Gabri mentre sta chiaramente sciacquettando con le mani nell’acquario.

Questo non puoi saperlo, insiste Massi”

Posso e come, fottuto demente, è un calamaro, guardalo, lo vedi? Bene. Tua nonna non toglieva le mascelle ai tuoi perché i calamari sono dei cazzo di molluschi! Ti dice niente questo nome?”

Ok, Gabri, ok ma la domanda è, tu sei davvero sicuro che quanto vale per i calamari di mia nonna valga anche per il Gran Maestro???”

Massi pare quasi incazzato.

Ok, Massi, passami quel libro e levati dalle palle.”

Ok, ok, scusa scusa…”

Allora leggi senza commentare, ci riesci?”

Certo Gabri, certo… quindi… procedere appoggiando una mano sotto la nuca spingendo verso l’alto mentre contemporaneamente con l’altra mano si può esercitare una pressione sulla fronte verso il basso. Chiudere con due dita il naso dell’infortunato per evitare che l’aria insufflata fuoriesca. Dopo avere inspirato profondamente, far aderire le proprie labbra a quelle dell’infortunato e insufflare con forza. Quindi sollevare la testa e controllare che il torace si sollevi per poi abbassarsi immediatamente dopo. Ripetere l’operazione, con un ritmo di 15-20 atti al minuto, fino a quando l’infortunato non riprende la respirazione autonoma…”

Ok Massi, grazie, ora posso provarci… prendi il tubo e la maschera, camera mia, terzo scaffale, scatola nera di gomma. Rapido!”

Quindi c’è questo gran baccano di libri che cadono in terra e di nuovo i passi di Gabri (Ecco!) (Bravo!)

Poi Gabri indossa la maschera e comincia facendo ripetuti massaggi alla panza del calamaro e continua soffiandogli aria nella bocca molliccia ma la verità è che non vediamo nulla di tutto questo ma la ricostruzione di Nico è puro cinema muto, un vero spasso. L’unica cose è che dalla visione del film non si capisce il finale, insomma, l’infermiere lo salva il mollusco o no? Non lo sappiamo ma la cosa si fa noiosa e Nico non deve aprire bocca per comunicarmi le sue intenzioni. Si veste di gran carriera. Una cosa che non avevo mai visto prima e a cui difficilmente mi abituerò, per fortuna! Cioè, il modo in cui si muove, in cui passa da una posa all’altra, è naturale, è sensuale, è come se fosse animata a cento fotogrammi al secondo, altro che Walt Disney. Io faccio lo stesso, nel senso che mi vesto, ma sono più come un cartone giapponese anni settanta, sapete… tagli all’animazione e al sex-appeal, e i movimenti sono così legnosi che nell’infilare un pantalone mi schianto senza dolore contro la porta, cosa che attrae irresistibilmente quel curiosone di Massi. Io e lei ci guardiamo, ci capiamo, lei apre la finestra, mi tende la mano e… ho giusto il tempo di vedere Massi che spalanca la porta della mia stanza, godermi il suo viso passare dalla rabbia allo stupore, chiudere con un sorriso incantato mentre io e Nico saliamo incontro al sole.

Si affaccia anche Gabri e tende un braccio e urla: “Pranzate a casa, socio??? Mezze maniche carciofi e calamari!”farefuorilamedusa_43

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33 thoughts on “43 (Sole da mezze maniche)

    • benapfel says:

      grazie barbara, oggi l’avevo verificato su firefox ma non su explorer, adesso che il problema è circoscritto sarà più facile risolverlo. grazie a te.
      Un abbraccione.

      Ben

  1. Uffaa, è qualche capitolo che vorrei cliccare sul tasto “mi piace” ma non funziona! ^ ^
    Tutto molto bello comunque, il tipo di scrittura è sempre più creativo e divertente, e…tutto va come deve andare, nella storia. Solo su una cosa penso che rimarrò a bocca asciutta, vista l’imminente conclusione: la spiegazione del “potere” di Luca 🙂 Ma forse a volte è meglio non spiegare, è tutto più magico.

    • benapfel says:

      Eh sì, phoebo sul presunto potere di Luca, bocca asciutta 🙁 🙂
      Ma su almeno un paio di cose invece, si farà luce!!!
      Ad ogni modo mille grazie, anche per aver segnalato il guasto del pulsante mi piace. non sei il primo, peraltro.
      Un caro abbraccio!
      Ben

  2. Luca scopre alla fine una Nico diversa, con la quale “sconvolgere l’ordine naturale delle cose e l’equilibrio spazio-temporale”. Per cercare con lei “non una felicità standard da regalo appena scartato, ma quella unica e sempre diversa di quando hai scoperto una cosa nuova del mondo o dell’universo, una cosa straordinaria di cui non sospettavi l’esistenza”.
    Bello: un sentimento che dovrà continuare ad essere così, lieve e vaporoso ma anche ardente e appassionato e per il quale valga la pena lottare un poco.
    (A proposito, chissà se i due riusciranno a migliorare l’atterraggio? Una domanda che rivolgo a Ben.)

    • benapfel says:

      Salve Bivrakha 🙂
      La risposta alla tua domanda è naturalmenete sì, ma a modo loro 😉 Non so se giovedì questo o il prossimo daranno prova di crescita e maturazione in tema di voli 😀
      Un caro, cordiale abbraccio!

      Ben

  3. Ariscusa, Ben,sul tablet c’è il tasto del commento ma non posso utilizzare il trascinamento o il copiaincolla, ad ogni modo penso che non debbano esserci problemi scrivendo direttamente nello spazio predisposto. Noel

  4. Niente, Ben. Trascinando il commento, come ho fatto le altre volte, il tasto spariva. Allora ho provato a scrivere direttamente nel riquadro e solo così ho potuto inviare il commento dal computer, ma forse ora è tutto a posto. Adesso comunque provo dal tablet.
    Una buona domenica.

  5. Ti leggo da connessione instabile in mezzo alle scatole del trasloco ed empatizzo tantissimo lo stato di confusione degli ultimi due capitoli. Ma quella confusione che non è mero smarrimento: è lo stupore da bambini a bocca aperta di fronte al nuovo che arriva, all’inaspettato che coinvolge e stravolge, alla magia di ciò che non si conosce. 🙂

    • benapfel says:

      Grazie, Alice, per aver vissuto questi capitoli nella maniera che avrei voluto per tutti. Per farlo serve un animo pulito e grande fiducia 🙂

      Ben

    • benapfel says:

      Oh cacchio, proprio no! Spiegami bene qual è il problema e se si verifica sia su pc che su tablet o smartphone, perfavore, Noel!
      Grazie!

      Ben

  6. Sono felice per i due innamnorati, e mi auguro che la conclusione non sia diversa da questa.
    In bocca al lupo per Marilena, che voterò. E vivano tutti i lupi, (poveri animali, non facciamoli crepare!).
    Un salutone e Buona domenica a Ben.

  7. Marianella says:

    Credo che quello tra Luca e Nicoletta sia vero amore, altrimenti non si parlerebbe di telepatia. Succede solo a chi si vuole bene o a chi è innamorato di pensare le stesse cose contemporaneamente, avere gli stessi pensieri.
    E dunque, via come palloncini Luca e Nico nel cielo di Roma!
    Un abbraccio a Ben.

  8. Simansheela says:

    Divertente il doppiosenso: Sole da mezze maniche.
    Simpatica la fuga di Luca e Nico, e speriamo che tornino per l’ora di pranzo.
    Ben, posso fare un appello a Marilena? Quando ci mostri un bel piatto di Mezze maniche, carciofi e calamari? Grazie per i complimenti immeritati, ti risponderanno LORO, in effetti non riesco a pubblicare il tuo commento, del quale ti ringrazio. Augurissimi per il concorso!

    • benapfel says:

      Ciao Simansheela, sottoscrivo la richiesta a Marilena e rilancio con un “quand’è che organizziamo un pranzo a base di ricette di marilena, con lei ai fornelli???” intanto vado a cliccare anche oggi su di lei per il concorso! 🙂

  9. In questo mondo di squali c’è sempre qualcuno disposto ad indossare la maschera nascondendo nel tentativo di salvarti la voglia irrefrenabile di mangiarti.
    Stimandoti affettuosamente ti “consuetizzo” l’abbraccio!
    Buon lavoro Bene 😀

  10. Caro Ben CIAO 😆 ultimamante sono un po’ presa…credo tu abbia letto, sto partecipando a diversi concorsi, tra cui quello dove sulla mia pagina BLOG VI CHIEDO di votarmi( anche tutti i gg se si vuole)….. beh è ardua ma ci provo!!! Cmq io continuo a seguirti anche se non riesco sempre a commentare :lol( Ma il pulsante “mi piace” dov’è finito???? Continua COSI, sei forte! Abbraccio

    • benapfel says:

      marilenainthekitchen.wordpress.com cari amici lettori questo è il blog di marilena, entrate e votatela, anche tutti i giorni se ce la fate, sta facendo un concorso anzi più di uno e merita il nostro aiuto!
      Vi abbraccio e ringrazio!

  11. Velia says:

    Caro Ben, veramente mi sento frastornata. A lungo, leggendo il tuo bloromanzo, ho considerato Farefuorilamedusa come un esperimento, un modo nuovo di fare scrittura, un tentativo di percorrere nuove strade, un buonissimo lavoro scritto da un professionista, con conoscenza ottima della scrittura, dotato di una fantasia leggera e divertente, esperto e geniale nel contempo. Un esperimento e basta.
    Tuttavia man mano che si susseguivano le puntate, mi sono resa conto che si trattava di un’opera scritta avendo bene in mente, sin dall’inizio, capitoli, episodi, personaggi, scene, riferimenti culturali che spaziavano dal cinema alla pittura, al teatro, alla letteratura. Con un’idea precisa della narrazione che lega la fine, in maniera inscindibile, alle primissime pagine, tutto pensato e concatenato in maniera originale e ammirevole!
    Accidenti, sapevi, eri ben consapevole di stare compiendo un’operazione per nulla ordinaria, scontata. Sapevi.
    Che ti devo dire? Il mio solito: Mi piace.

    • benapfel says:

      Velia carissima, in realtà molto, davvero tantissime scene, è stato riconcertato ex novo e ripensato, ma è vero che il progetto era già lì. Ad ogni modo quel che conta e che diverta e faccia discutere 🙂 dandomi la possibilità di scoprire quanto questo tipo di scrittura sia duttile. Se posso stiracchiarla o distorcrla a piacere senza troppi problemi sul piano della comprensione… ti ringrazio infinitamente è bello sapersi stimati e riacambio tutto con immenso affetto 🙂

      Ben

    • benapfel says:

      Grande lastella! Prima o poi il pulsante tornerà a funzionare 🙂
      grazie per esserci sempre. sei una impagabile certezza!
      Ti abbraccio forte!

      Ben

Lasciare un commento è sempre una buona idea! B.Apfel