capitolo

42 (Scimmie)

A casa mia è tutto buio.

I ragazzi dormono”, dico in un sussurro.

Vorrei ben vedere… Ma chi è che russa così?”

Credo sia Gabri, anche se sembra provenire dalla stanza di Massi…”

Magari hanno ospiti da Gabri e si sono messi a letto da Massi…”

Boh… chiunque sia a russare proviene dalla stanza di Massi.”

Se viene di sicuro dalla stanza di Massi sarà Massi…”

Shh… so che la logica vorrebbe questo ma, senti che vocione? Dei due quello con la cassa toracica larga è Gabri…”

Insomma Gabri è un ciccione!”

No no, Gabri è un ex sportivo col fisico da sportivo…”

Sarà… ma per me il tuo ragionamento è contorto. Le cose sono come sembrano… e quindi il grande russatore è Massi… ”

Le cose sono come sembrano…? E io allora, come sembro?”

Sicuro di volerlo sapere?”, ridacchia e fa nuove espressioni. Che miracolosa droga è l’amore… centellinare le sue espressioni per averne sempre di nuove su cui impazzire, è il massimo che la scatola magica sa elaborare per me, ora. E il bello è che mi sembra geniale!

Poter guardare i suoi occhi che fanno destra e sinistra ingrandendosi impercettibilmente ad ogni variazione emotiva, mi sembra a onor del vero bastevole a vivere una vita da re. E se davvero le cose sono come sembrano, allora è così, è vero!

Allora…?”

Cosa…?”

Sicuro di volerlo sapere?”

No… credo di no Nico… mi sembra prestino per le domande”

Tu sei uno che prende tutto sul serio, vero?”

Non so… ti sembra così?”

Sorride con un pizzico di malizia. Questa è una cosa da donna, penso, e questa donna è mia. Ma il punto non è il possesso, è il sentire. E sento affiorare tanti “voglio”, tanti quanti non ne ho mai visti neanche da bambino.

Voglio vederla. Sempre. Potermi voltare a guardarla e aspettare la sua reazione. Sempre.

Voglio che sia viva. Vicino a me.

E voglio abbastanza luce perché non mi sfugga nulla di lei. E per un volta la necessità si fa funzione e la funzione crea l’organo. Così glielo chiedo premeditando tutto come un super computer che elabora centinaia di miliardi di dati al secondo, al solo scopo di trovare le parole per arrivare a guardarla in tutto il suo splendore, nel più breve tempo possibile, evitando di svegliare i dormienti.

Hai fame?”, chiedo spostandomi in cucina e dubitando fortemente di HAL 9000”,

sì…”, mi segue. Le faccio spazio accanto a me, apro il frigo ed eccola palesarsi in tutto il suo splendore, la mia Nicoletta. Illuminata da un’idea stratosferica di Hal che pur conoscendo l’irragionevole effetto anoressante dell’amore doveva far sì che lei fosse lì con me all’apertura del frigo. Perché come qualunque altro della sua specie anche il nostro Gelox a tre ripiani ha una lucetta di serie per le cose serie.

Certo che se io la guardo senza fiatare e lei mi vede che la guardo così senza fiatare non è il massimo ma non m’importa e Hal è irremovibile su questo punto.

Questo chiedere di te a… una donna è un passo falso, sai.”

Perché?”

Se metti le tue insicurezze in mostra la gente finisce per metterci le dita dentro e fa male.”

Tu non sei la gente, tu sei Nico.”

Non sarai troppo sicuro di me?”

Mi hai mai mentito?”

Solo una volta.”

Oggi?”

No.”

Quindi le cose continuano a essere come sembrano e tu non mi sembri ‘la gente’, Nico. Seguo le tue regole.”

Tu sei… astuto… sorprendente”.

Non sa che sono posseduto da un super computer, è evidente.

In realtà non sono molto astuto, si tratta solo di un…”

Ma taci, pazzo logorroico sapientone dei miei stivali!”

Mi abbraccia e,

Occhi chiusi quando mi baci, intesi?”, mi dice guardandomi come solo lei.

Che volete che faccia? Li chiudo e prendiamo a salire.

Il calore del suo corpo sulla schiena e il suo profumo mandano le sinapsi in vacanza e ho la netta impressione che il sangue abbandoni il cervello per spostarsi a sud, verso altri lidi. Mi rigiro su me stesso senza perdere lei e le sue labbra, e mentre continuiamo a salire lentamente alzo un braccio che incontra il soffitto prima di noi. Ci rotoliamo sulle pareti sbattendo i piedi contro lo scolapiatti. Una tazza in bilico si schianta sul pavimento. Nico ride. Dalla stanza accanto una voce impastata di sonno chiede chi è.

Abbiamo svegliato Massi. Non gridare.”

Non sto gridando…”

Ma Massi non molla.

Chi è?!”

Che fai, non rispondi?”

Se gli dico che sono io, domani chi lo sente…?”

Digli che sei un altro!”

See, e chi? Gabri?”

Certo!”

Questa donna è un genio.

Chi è???”

Massi si sta incazzando.

Tranquillo socio, sono Gabri.”

Oh… Gabri… fa’ piano che domani mi alzo alle sette…”

Certo, scusa. Buonanotte.”

Notte.”

Mi giro a guardarla. È lì che si trattiene come può ridendo nelle mani a conca. Torniamo all’ingresso camminando sui palmi, ma non a testa in giù perché teniamo le gambe intrecciate a mantenere il contatto e ci divertiamo un mondo a fare le scimmie. Proseguiamo attraverso l’ingresso col grande specchio e ci guardiamo con la coda dell’occhio passandoci accanto. Nella penombra nessuno avrebbe dubbi. Due scimpanzé fuggiti dallo zoo di villa Borghese hanno preso possesso di un appartamento in zona piramide. Me la rido in solitaria e senza suoni, è anche un piccolo sfogo, un minuscolo ballo cerimoniale da fare rapidamente mentre il branco è al completo. E non ci saranno mai più di quattro scimmie qua dentro. Superato lo specchio siamo di nuovo in due ma un ospite ci aspetta in ballatoio, un ospite la cui potenza fa tremare il mondo. L’avevo rimosso, cacchio. E per poco Nico non combina un disastro. La sorpresa la fa sussultare e c’è un lungo paio di secondi in cui galleggiamo letteralmente nell’aria al di sopra dell’acquario gigante in cui i miei amici tengono il Gran Maestro della setta. La riacciuffo per un polso che ha già una gamba in acqua e il rispettivo piede, esattamente sopra il Calamaro Oscuro. La base di pietra nera squadrata traballa con suoni cupi e regolari il calamaro non si muove. L’acqua risale le pareti di vetro a destra e a sinistra a riallineare le sue molecole. Noi ci infiliamo in bagno.

Che cos’è”, mi chiede mentre si toglie i pantaloni e si asciuga la gamba interessata con un asciugamano.

Il… capo dei miei coinquilini”

Devono essere due veri geni. Credi che sia morto?”

No, secondo i libri il Gran Maestro è immortale.”

La cosa mi solleva…”

La bacio rendendo profetiche le sue parole e siamo di nuovo in alto ma la mia stanza è a due passi. Due passi eseguiti muovendo le mani sul soffitto.

Carine le parete arancioni… me ne avevi parlato vero?”, chiede, colpita dalle spugnature self-made.

Mi pare…” 

Ci lasciamo cadere stravolti sul mio letto a soppalco e ci spogliamo svogliati.

Un istante dopo siamo appiccicati al soffitto e mentre facciamo l’amore sbriciolando intonaco sulle lenzuola penso che forse quel letto l’avevo comprato per questo momento. Perché separandoci nel sonno, dopo l’amore, non cadessimo da troppo in alto.farefuorilamedusa_42

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36 thoughts on “42 (Scimmie)

  1. Bivrakha says:

    Il supercomputer HAL 9000 è stato programmato per collaborare con gli astronauti ma anche per nascondere il vero obiettivo della missione. Questo lo porta a compiere degli errori e di conseguenza lo spinge a eliminare gli astronauti per evitare di essere disattivato.
    Per salvaguardare la propria incolumità, cerca, non consentendo l’apertura dello sportello, di impedire a David, l’unico sopravvissuto, di rientrare nell’astronave.
    In questo senso Luca dubita che HAL possa commettere degli errori o non collaborare impedendo l’apertura dello sportello del frigorifero la cui luce può consentire al ragazzo di osservare Nico senza lasciarsi sfuggire nulla.
    Ben, dimmi se ho interpretato il racconto in maniera corretta o se il senso è un altro.
    Il solito cordialissimo saluto da Bivrakha

    • benapfel says:

      Carissima! Come ho già detto più volte, una volta staccatosi dall’autore ogni storia, è indiscutibilmente tutto quello che vedono i letori. Insomma l’opera è autonoma polisemantica e in gran parte al di là delle intenzioni dell’autore. Posso dirti a cosa pensavo io tirando fuori HAL non posso negare che le tue intuizioni sul “portello del frigo” siano corrette 🙂
      Io ho rinominato la mente di luca da “scatolamagica” a “hal” per sottolineare dalla magia alla scienza, un primo passo in un mondo poco poco più razionale. Perché il massimo della tecnologia non è comunque perfetta, e per stare dentro la metafora di “2001” già presente con le “scimmie” e il monolito nero che fa da base all’acquario. Un film che parla di spazio tempo con un protagonista che parrebbe essersi perso al suo interno!
      Ma ad ogni modo leggendo il parallelo tra i due “portelli” non dubito che la memoria e l’inconscio ci abbiano messo lo zampino 🙂
      Cordialissimamente!

      Ben

  2. Kipod says:

    Inutile ripetere che la puntata è bellissima e dopo averla letta vorremmo tutti volare come i due protagonisti. Credo che ci sarà qualche altra puntata prima della fine (anche per farci sapere del piccolo Ettore), ma già sin d’ora voglio ringraziare l’autore della “Medusa” per la gentilezza con la quale ha risposto puntualmente ad ogni commento. Ben, meriti di avere sempre successo.
    Affettuosamente ti abbraccio, Kipod

    • benapfel says:

      Ciao Kipod, grazie tanto per l’affetto, il rapporto con i lettori è una delle cose più belle che mi sia mai capitata 🙂
      Naturalmente l’affetto è ricambiatissimo. Sono io ad aver tratto il maggior “guadagno” da questaprima esperienza, lo so bene, quindi nessun ringraziamento a me, carissima, grazie a te e a tutti voi. Ma ci tengo a sottolineare che voglio continuare questa esperienza, e sotoporre a voi tutti scritti diversi, generi diversi, tutte le configurazione che questo tipo di scrittura può assumere… Un grandissimissimo affettuosissimo abbraccio, Kipod. 🙂

      Ben

  3. Valerie says:

    Non mi pare che HAL fosse un tipo granché affidabile…
    È strano che qualcosa già si sgretoli quando si varca il tempo dell’ innamoramento.
    V*

    • benapfel says:

      Tempo e sgretolamento… Felice intuizione, Valerie 🙂 me la segno, col tuo permesso, spero!!!
      Hal non era affidabile ma nella misura in cui l’affidabilità non è nacessariamente un valore positivo, direi, no?

      Ben

  4. Simansheela says:

    Bello, bello il commento di Primula non posso non condividere ogni affermazione. Direi perfetta la seconda parte dell’intervento. Sentimenti veri e profondi sono già di per sé una forma più alta di possesso, richiedono cura, attenzione nel tempo e, perché no, piedi ben saldi a terra, e mi fermo qui perché è proprio vero che discuterne porterebbe lontano.
    Saluti affettuosi via web

    • benapfel says:

      Primula è la nostra Pitia, inconfutabile e profetica, cara Simansheela 🙂
      in particolare sottolinerei e sottolineo la frase che ci porta dritti dritti al blomanzo.
      Ciao Simansheela!!! 😀

      Ben

      • Caro Ben, grazie ancora anche a te! Arrossisco per il paragone ma mi inviti a nozze!
        Allora vuol dire che qui siamo nel santuario di Delfi, nell’omphalos o ombelico del mondo che dir si voglia. E tu allora sei Apollo! 🙂
        I miei omaggi 🙂

      • benapfel says:

        Sì, ma solo finché ci sei tu. I templi dedicati ad Apollo sono molteplici ma a delfi ce n’è uno e la sua importanza deriva dalla presenza della sua potente sacerdotessa…
        io al massimo sono uno che sa dove trovarti per un consulto 🙂
        Apollo, davvero non so chi possa essere (stato) ma non credo sia nei paraggi… rimati omaggi!
        🙂

    • Ma grazie!! 🙂 Ormai questa sta diventando una comunità in cui ci si nomina a vicenda. Direi che è tutto molto appagante, e non perché le opinioni spesso concordano ma perché si dialoga. Credo che Ben possa ritenersi davvero soddisfatto.
      Ricambio il saluto con il medesimo affetto. Ciao Simansheela. 🙂
      Primula

    • benapfel says:

      Grazie, grazie mille, veronica!
      Ben

      ATTENZIONE! MESSAGGIO SUBLIMINALE. NON STACCARE GLI OCCHI DAL MONITOR TROPPO BRUSCAMENTE – FARE FUORI LA MEDUSA E’ UN BLOMANZO A PUNTATE. LE NUOVE PUNTATE DI FARE FUORI LA MEDUSA VENGONO PUBBLICATE OGNI MERCOLEDI A MEZZANOTTE PUOI LEGGERE LE ULTIME SUL PROGETTO SU http://www.facebook.com/farefuorilamedusa – FINE DEL MESSAGGIO SUBLIMINALE. CHIUDERE GLI OCCHI PER UN MINUTO E ALLONTANARSI IMMEDIATAMENTE DAL MONITOR!

  5. L’ho letto tutto d’un fiato! 🙂
    Non che gli altri capitoli non fossero coinvolgenti, lo sai bene, ma questo lo è in modo particolare.
    È lieve … e non solo per il fatto che i due lievitano non appena si toccano! Uno stile lieve, (per me è un gran complimento!), un Luca appagato, una Nico gioiosamente spontanea.
    Potere dell’amore o dell’innamoramento, come ha giustamente distinto Mita (La Bloggastorie). Sono sempre d’accordo con lei, ma in questo caso mi lascerei trasportare anch’io dal volo del sentimento come credo abbia fatto anche Simansheela se non interpreto male.
    Poco importa, in questo istante, se tutto avrà un seguito o no. Luca e Nico, soprattutto Luca, vivono la magia del momento presente.
    Non è a caso se il concetto attorno al quale, secondo me, ruota la vicenda di questo capitolo è le cose sono come sembrano, E se davvero le cose sono come sembrano, allora è così, è vero!
    Non ho tenuto il conto di quante volte hai insistito, volutamente ne sono certa, sul verbo sembrare.
    Ciò che a Luca e Nico sembra, ora, è tangibile, lo è nel presente, in quello che sentono e provano adesso. Fanno l’amore sul soffitto, sbriciolano l’intonaco, il momento magico della lievitazione finirà, cadranno nel reale ma la caduta questa volta sarà morbida, il letto è lì per quello. Poi se vedrà …
    Il punto non è il possesso, è il sentire, altra frase molto bella.
    Perché non pensare che l’amore possa essere una successione nel tempo di momenti di innamoramento? Vero che la vita a intervalli ti presenta il conto e che occorre avere i piedi ben piantati per terra; ma perché non credere che ci si possa levare il piombo dalle scarpe e immaginare un metaforico letto morbido che ci accoglie a ogni caduta? La lievità non è superficialità, è una filosofia di vita … ma si potrebbe aprire un dibattito che ci porterebbe davvero molto lontano.
    Non so più come farti i complimenti, per cui sarò banalmente ripetitiva: bravissimo! 🙂
    Consueto abbraccio
    Primula

    • benapfel says:

      Cara amica mia, buona sera. Sì, per lo più le cose sono come sembrano, anche quando sembra strano. 🙂
      Non capita di rado che dopo un capitolo si discuta della vita. è davvero sorprendente, per me, ogni singola volta. Ma ora è il caso di dire… alla faccia di chi reputa l’amore un argomento trito, che non ha più storia e può essere4 bellamente abbandonato agli harmony. Colgo l’occsione al volo, Primula. La levità, la leggerezza può riscattare ogni cosa, in questo senso è una fortuna che la letteratura italiana degli ultimi anni, a parte qualche eccezione, abbia proceduto a passo di bisonte. rendendo greve ogni cosa. è un mistero… (sono ironico!) come le lezioni americane di calvino siano state tanto rapidamente achiviate in un luogo “sicuro”…
      Ti abbraccio, e ora che mancano pochi capitoli ti anticipo che sono contento dell’esito di questo esperimento e non solo per le pubblicazioni che seguiranno ma perché è davvero un’esperinza straordinaria passeggiare tra i lettori italiani e scoprire quale incredibile patrimonio rappresentino e insieme custodiscano!
      Un fortissimo abbraccio, candida Primula.

      Ben

      • Condivido con te la soddisfazione di questo dialogo tra scrittore e lettori, sai quanto sia sensibile a questo argomento. Dialogo che peraltro, come hai sottolineato, va ben oltre la trama del blomanzo fine a se stessa per approdare a riflessioni sulla vita, sulla letteratura, sulle dinamiche della scrittura. Grazie!
        E ti ringrazio anche per avermi definita “candida” 🙂 … sapessi il caratterino!
        Bisous
        Primula
        p.s. Sono in attesa di commenti sui Falsari, ma possiamo farlo via mail se ti va.

      • benapfel says:

        Ho interrotto i falsari per la febbre che sale giusto la sera (quando amo leggere)
        Domani, spero, mi riprendo e riprendo. E naturalmente alla fine mailchiacchiera al riguardo!!! 🙂
        E parlando di candore non mi riferivo al tuo carattere ma al… appunto candore con cui infili le parole giuste una dopo l’altra.
        Baci!

      • Carissimo Ben mi dispiace che tu non stia bene. Mi raccomando riguardati. Ora è la “zia” che scrive (mamma mi sembrava troppo!) La lettura può anche aspettare. Buonanotte 🙂
        Primula

  6. Bella la definizione dell’innamoramento data dalla Bloggastorie.
    Concordo sul fatto che l’amore è anche sacrificio, rinuncia, qualche volta persino compromessi, ma quei due si amano e l’amore dà loro le ali per volare. E allora lasciamoli volare!
    E poi l’amore ha tanti aspetti diversi, tante facce, ora è innamoramento, domani si trasformerà, sicuramente si farà più maturo, e sarà ugualmente bello.
    Ma perché Luca e Nico non potranno continuare a volare se sapranno conservare le loro ali?

    • benapfel says:

      Eh sì, cara mia, la bloggastorie non sbaglia mai 🙂
      Naturalmente tutti gli amori evolvono, si riconfigurano, si ricombinano seguendo i cambiamenti dei e potrebbero anche resyare tali e quali per sempre, volare pr sempre, perché no?
      è una question di desideri condividi, no?
      grazie d’esserci, Simansheela. Un abbraccio alato 😉

      Ben

  7. “Se metti le tue insicurezze in mostra la gente finisce per metterci le dita dentro e fa male.”
    Ci può esser qualcosa di più vero?
    E non solo le proprie insicurezze vanno tenute almeno un poco al riparo dagli sguardi altrui.
    Anche i risultati conseguiti, le conquiste, le cose belle, a ripararle dall’invidia che è quanto di più corrosivo e micidiale possa esistere al mondo.
    Ecco, penso che l’amore possa essere questo, accogliere le ‘insicurezze’ dell’altro e, proteggendo, trasformarle in qualcosa d’altro.
    Non mi dilungo ma, Ben, sei straordinario!

    • benapfel says:

      Grazie di cuore, Noel.
      hai sviluppato i temi e smascherato il nondetto. 🙂
      Sono contento di condividere con te alcune visioni sul tema.
      Grazie!!!
      E… noel, dilungati come e quanto vuoi 🙂

      Ben

  8. Mi piace molto il finale ma, per la verità, Ben, se me lo permetti, devo solo fare un appunto amichevole alla Nico. Posso?
    “Cara Nicoletta, sono felice che finalmente l’amore sia esploso fra te e quel caro ragazzo di Luca.
    Ma…non cominciamo a chiamarci con soprannomi offensivi!
    Che significa: pazzo, logorroico? E sapientone degli stivali?
    Se lo chiami così adesso fra qualche anno lo chiamerai….? E pure lui deve stare attento al linguaggio e ai termini usati.
    Tutto comincia da lì.
    E pazienza se non ti regalerà cioccolatini a san Valentino e mimose per la Festa della donna, sono sicura che non te ne importa un… bel nulla, né dei cioccolatini né delle mimose.
    Mi raccomando, Nico cara, molto dipende da te, sei tu la DONNA!”
    Grazie, Ben, e scusa se mi sono permessa, in maniera scherzosa ma non tanto, di intrufolarmi fra te e i tuoi personaggi.
    Ti abbraccio, Marianella

    • benapfel says:

      Ma scherzi?
      Il tuo accurato e legittimo intervento è importante, cara Marinella e Luca e Nico ringraziano! 🙂
      Ti abbraccio forte.

      Ben

  9. labloggastorie says:

    Nel leggere questo capitolo mi viene in mente che l’innamoramento assomiglia molto ad un bravo illusionista, capace di far sembrare reale una magia, abile nelle sue seducenti movenze nel convincere che si può volare senza trucco e che si può sparire senza inganno. E poi penso all’amore che è invece un calzolaio che ripara, incolla, lucida le scarpe consumate affinché non possano essere buttate dopo l’usura.
    Vorrei dirglielo a Luca che non è poi così difficile volare ad occhi chiusi… è camminare per terra ad occhi aperti senza artifici e piombo che richiede coraggio, altrimenti l’amore rimane innamoramento ed alla fine si sgretola proprio come l’intonaco!
    Grazie Ben per questa lettura!
    Nella consuetudine ti abbraccio, nell’affetto confermo la stima e ti auguro come sempre buon lavoro!

    • benapfel says:

      Osservazioni pertinenti e poetiche, le tue, niente di nuovo, insomma 😉
      Grazie per aver gettato luce su alcune metafore involute.
      Abbraccio affettuoso ma non affettato stima sincera, a te.

      Ben

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