capitolo

40 (Colpo di fulmine)

 

Non solo la pioggia è fitta ma precipita a gocce da mezzo litro. I vestiti cominciano a pesare, il mio poi è tutto un pendere di qua e di là. Urlo a Nico di tenere la bocca chiusa, ché l’acqua è un vero schifo.

Con buona pace del mio avvertimento mi risponde a gola spalancata con un incomprensibile “piscia la strega”, ed effettivamente strilla e strepita come un’invasata, mentre dei nuvoloni neri… incombono su di noi e su di voi dovunque siate ché il cielo è uno per tutti. No no, stronzate, queste incombono proprio su di noi e stop! E qualunque cosa abbiate creduto finora state certi che a incombere su qualcosa o “qualcuno” è sempre lo stesso maledetto branco di pecore nere grasse come mammut e rapide come scoiattoli. Come dicevasi sotto ci siamo noi, Luca e Nico nell’occhio del ciclone. Ma, nonostante l’entusiasmo per la novità essere in balia delle correnti ascensionali, ora, non è esattamente uno spasso. Ho paura per lei e questo fa di me un essere nuovo, migliore, più forte, più veloce, più fico, vero Nico?

La bufera si fa diluvio e il diluvio tempesta, e Nico a furia di agitarsi e ridere e scuotere la testa ha perso l’elastico e pare una strega sulla scopa, coi capelli sciolti e il sorriso fisso ma potrei sbagliarmi, la felicità si fa tetra nel buio senza scampo. E il primo lampo la mostra bellissima più di quanto mi sia mai apparsa e il tuono è così vicino che lei smette di ridere e guardiamo in alto dove i pecoroni neri sono centinaia, accalcati per un posto in prima fila a uno spettacolo superbo che io e Nico scanseremmo volentieri.

E sembra che questa non sia un’uscita pizza e cinema, la sala è grande ma scomoda, piuttosto calda ma umida e assolutamente vuota, segno che il film non è proprio imperdibile. In compenso il THX funziona che è una meraviglia e i tuoni ti esplodono dritti nel cuore e i lampi fingono una Roma strobo-soleggiata. Io comunque, come prima uscita, il film apocalittico l’avrei evitato. E invece eccomi qua stretto a Nico a governare una nave senza timone ma non senza timore, senza ponte e senza coperta, senza chiglia o uno straccio di polena a forma di mostro marino che sappia allontanare, se non quelli del mare, i demoni del cielo. Solo noi due tuttinuno come un docciashampo a fare su e giù per l’aere infuriato, come un’onda radio che trasmette paura in modulazione di frequenza. Sotto di noi Roma è un mare di nulla lattiginoso. Non siamo morti ma siamo comunque al piano di sopra, dove le pecore sono bianche e strette strette in un cumulo informe di riccioli di lana. E quassù si va ancora più forte, se la frequenza con cui perdiamo lacrime-razzo dagli angoli degli occhi è un indice attendibile della velocità dell’amore durante un temporale. Nico si tiene stretta e tace, il fatto che abbia smesso di cazzeggiare mi rasserena, e posso occuparmi del vero problema: la visibilità è zero e sono del tutto disorientato, insomma se non c’è venuta una polmonite, e sono portato a supporlo per semplicità, ho una paura fottuta e forse persino ragionevole di andare a schiantarmi contro il maledetto pinnacolo di un obelisco o il campanile di una chiesa, ma in effetti sono paure di cui potrei fare a meno perché ciò che ci si scaglia contro, giuro, è un fulmine, e sapete una cosa, corre col silenziatore, niente strepiti, niente scariche gracchianti. È come un fottuto sicario, ma ha la decenza di farsi vedere, veloce come una saetta, eh… ma io faccio questa mossa assurda colla spalla sinistra che in un attimo ioeNico siamo di profilo, come il Millennium Falcon che evita un meteorite in verticale, Cristo, Nico ha gli occhi più grandi che io abbia mai visto e mi guarda.

Hai visto?”, mi fa.

Umh… diciamo che l’ho intuito…”

Non il fulmine, scemo, i capelli!”

Avete voglia a girarvi di qua e di la, se i capelli sono i vostri non li vedrete mai senza uno specchio, però sento puzza di bruciato.

Sto prendendo fuoco???”

Nico sorride.

Stai fumando!”

E improvvisamente cambiamo corsia, e siamo di nuovo sotto il gregge oscuro e Roma è di nuovo sotto di noi. Il Lungo Tevere, Castel Sant’angelo, l’Isola Tiberina…

Siamo dalle parti di Ettore…”, lo dico fra me e me.

Chi è Ettore?”

Mi coglie che ho ancora il fulmine danzante davanti agli occhi e la netta sensazione che pensieri, ricordi e sogni abbiano approntato una gara clandestina a chi mi fa impazzire prima.

Un vecchio amico”, dico. E alla “a” di “amico”, il cielo mi scarica nel gargarozzo due gocce due, di pioggia, per un totale di circa un litro d’acqua e forse un coefficiente di radioattività sufficiente a fare di mio figlio un supereroe mutante, se mai avrò un figlio, cioè.

Vecchio nel senso che ha settantanni o che sono settantanni che non lo vedi?”

No, lui è… giovane e non lo vedo da un po’ di tempo…”

Potremmo passare a trovarlo…”, lo dice più per scaricare un po’ di tensione che per altro.

Sì, perché no? Magari col sole…”

Magari a piedi…”

Uhm… no, ma dimmi una cosa, che volevi dire prima…?”

Prima… quando?”

Quando hai strillato quella frase senza senso…”

Non ho mai strillato una frase senza senso…”

L’hai fatto!”

Non l’ho fatto!”

Sì!, invece!”

Vabbè, e cosa avrei detto?”

Hai detto: ‘piscia la strega’”

Tu sei fuori!”

L’hai detto!”

Non l’ho mai detto!”

L’hai detto, non lo dimenticherò mai!”

Ma non ha alcun senso!”

Lo so, per questo non lo dimenticherò mai.”

Senti, non mi ricordo di aver detto niente del genere anche perché parlare col frastuomo del vento nelle orecchie non è che mi faccia impazzire… figurati se sprecavo il fiato per dire una minchiata come ‘piscia la stre… aspetta un attimo, tu mi avevi detto qualcosa prima che io lo dicessi, vero?”

Non lo so, forse …”

Pensaci bene.”

Sì, ti avevo detto qualcosa sull’acqua che è pessima… e di tenere la bocca chiusa.”

Lo vedi?”

Cosa?”

Io non ho mai detto ‘piscia la strega’ io ho detto ‘chissenefrega’”

Allora sai una cosa?”

Cosa?”

Non ho idea di come si faccia ad atterrare. Che faccio?”

“Boh…? Piscia la strega!”

 

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67 thoughts on “40 (Colpo di fulmine)

    • benapfel says:

      Cara poetyca, leggere i tuoi commenti e ripercorrere, ricordando dettagli, ormai dimenticati, mi diverte da morire. Descrivere cose inverosimili e renderle credibili è un po’ una sfida, una delle sfide che ho provato ad affrontare meglio che potevo, ma davvero non riesco a fare a meno di allontanarmi dalla realtà, non mentre scrivo, almeno 🙂 Ma è così che mi piace e so che continuando migliorerò di continuo. Per questo il secondo manterra la stessa cifra.
      Spero ti diverta quanto mi sto divertendo a impostarla!
      😀

      • Anche io mi diverto molto a leggere, anche se poi per commentare cerco di focalizzare senza perdere la concentrazione. La tua descrizione di Roma vista dall’altro, con le piazze, mi a ricordato i tempi dell’università, quando anche io facevo file assurde.
        Poi pensavo alla dolcezza della canzone ” La donna cannone”, quel volare al di sopra di tutto, persino delle tante difficoltà per ritrovare la stessa magia della prima volta al museo – di fronte al quadro di Chagall e quando nell’uffico di Nico i due protagonisti sono arrivati al soffitto.
        Una simile magia, anche se comprensibilmente è motivo di stupore è qualcosa da vivere con dolcezza e spontaneità.
        Ma poi… chi potrebbe negare il fatto che due anime innamorate non siano capaci di sollevarsi in volo percependo delle vibrazioni sublimi? 🙂

      • benapfel says:

        Grazie, Poetyca e scusa se mi ripeto, ma ci sono situazioni in cui ringraziare sembra l’unica cosa sensata da fare…

      • Tu fai tante altre cose sensate!
        Accolgo con il cuore la tua gratitudine, consapevole che questo scambio è arricchimento per entrambi. 🙂

  1. ehm, mi hanno fischiato le orecchie… non sarò mica io il saccentissimo? Qui c’è un equivoco, cioè è chiaro, che imbarazzo… mi sto un po’ confondendo, cioè voglio dire, mi scuso se ho dato questa impressione, ma credo di aver sottolineato più volte, qua e là dove ho commentato, di non sentirmi proprio all’altezza degli altri blogger, perciò nemmeno io ho una grande considerazione delle mie opinioni, d’altronde io sto adagiato in una spaventosa ignoranza… insomma Ben, diglielo anche tu a Lucia quanta poca stima di me possiedo, tu lo sai… a Lucia e a tutti gli altri che sono della sua idea chiedo di perdonarmi, entro il weekend però, non è che posso aspettare per sempre… saluti e ogni bene

    • benapfel says:

      Ivano, qui ognuno parla da par suo. Quindi non c’è il rischio di fraintendimenti. Chi fa il saccente, saccente appare, chi fa il modesto appare modesto. Ammesso che si tratti di te, non credo ci sia bisogno della mia mediazione 🙂
      sarebbe ridicolo, nonché squalificante per te che, mi apre, hai le idee molto chiare.
      Un caro saluto!

      Ben

  2. ciao, stavo pensando alla domanda che Beckett ( almeno se non sbaglio, ricorda che io parlo sempre e solo per sentito dire) pose quando rifiutò di ritirare il Nobel: “come possono degli inferiori giudicare un superiore?”, un punto di vista che, se pur non completamente condivisibile, lo è comunque in gran parte. Perciò ti chiedo: oltre ai blogger che si ritrovano qui da te (nei quali splende sicuramente l’intelligenza, non vorrei essere frainteso, al loro cospetto mi sento davvero fuori posto) durante questo riuscitissimo progetto ti consulti anche con qualche tuo “collega” scrittore e/o magari con un “maestro” più esperto? Io credo che ti sarebbe almeno altrettanto utile rispetto ai blogger, anche se l’ideale sarebbe farti leggere da un tuo spietato avversario, che proprio non ti sopporti e magari pieno di invidia nei tuoi confronti, tanto una persona intelligente riesce facilmente a dividere le critiche utili da quelle pretestuose e riesce perciò a trarne il massimo profitto. Almeno così mi pare. Saluti e ogni bene

    • benapfel says:

      è indiscutibile, Ivano, l’opera, una volta conclusa, parla per ciò che è e non per ciò che l’autore intendeva fare, con buona pace degli autori bravi e meno bravi e dei critici da quattrosoldi che anziché suggerire interpretazioni danno giudizi.
      Anche sulle questione di Becket, percepisco che per te le intenzioni hanno grande importanza, così non è per me, non se parliamo di opere. Diverso è se parliamo di uomini. Cose molto distanti l’una dall’altra. Questo, attualmente è il mio pensiero, ivano.
      Torno a scrivere.
      Cari saluti!

      Ben

    • Ciao Ben ! La tua ” penna” non sbaglia un colpo!!!! Bravo! E mi è piaciuta anche la tua (elegantissima) risposta ad una saccentissima persona che ha commentato…..noi ti seguiamo perché ci piaci…..punto. 🙂
      Un abbraccio, Lucia

  3. Sa says:

    Questa volta ho dovuto rileggerlo e arrivo pure un po’ in ritardo.. uff!
    Diciamo che si vola parecchio in questo romanzo, e io non riesco sempre ad afferrare il momento, per un bel salto. Mi sa che ho dimenticato di togliere il piombo dalle mie scarpe 😉
    Sa

    • benapfel says:

      😀 Il piombo nelle scarpe non è sempre un male, ma il piombo nelle scarpe sempre, lo è, cara sandra. Io dico che per un po’ puoi lasciare il piombo in cantina. Ci sarà un momento in cui indossarlo sarà bello come volare!
      Un lungo abbraccio!

      Ben

      • benapfel says:

        Mannò… un po’ di ottimismo, no? 😀 (rendiamoci conto, ormai la parola ottimismo non riesco a dirla o a scriverla senza ravvisare quel che di reazionario, che l’uso berlusconoso del termine ha instillato nell’immaginario comune)

  4. Caro Ben,
    ero pronta per un avventuroso atterraggio e invece!!
    Ma quando li fai scendere questi due? Tra freddo e pioggia, tra un po’ li vedremo precipitare direttamente al Gemelli o al Fetebenefratelli!
    Certo che Luca con il vestitino (che è ancora quello con le maniche a palloncino) che galleggia nel temporale romano è uno spasso. 🙂
    Mi ha divertito il tuo racconto, in cui hai messo come sempre tutto il tuo scibile anche tecnologico (vd. THX) e mi preparo inoltre al ritorno di Ettore, piccolo grande personaggio. Spero di sì perché lo trovavo adorabile.
    Grande Ben, come sempre. 🙂
    Consueto abbraccio
    Primula
    p.s.
    – non sapevo affatto il significato dell’espressione piscia la strega, anzi non la conoscevo proprio! Ho imparato una cosa nuova come quella di fare le rime!!! 🙂 🙂
    – leggendo i vari commenti devo avere diffuso la malattia delle citazioni … Sintomo che quello che scrivi lascia un segno!
    Bisous

    • benapfel says:

      Cara amica mia, prima di tutto, sono arrivati i falsari! E ora che lo sai, stasera comincio la lettura :).
      Mentre leggevo la quarta di copertina, non credevo ai miei occhi. Davvero in questo libro c’è tutto questo???
      Domani ci sarà un doloroso atterraggio.
      E naturalmente Ettore ha ancora qualcosa da dire 🙂
      Tanti baci, Primula.

      Ben

      • Finalmente arrivata la banda dei Falsari! Buona lettura. Non so che edizione tu abbia e cosa ci sia scritto in quarta di copertina. Io non ho edizioni italiane, ne ho ordinata una in questi giorni per verificare come è stato tradotto. E la mia è di Bompiani.
        Non è un romanzo facile, tante trame e tanti personaggi ma io lo trovo stupendo. E non ti voglio anticipare nulla. 😉 Ne parleremo.
        Buona serata con Gide!
        Anzi … buona serata. Punto. 😉
        Baci baci
        Primula

  5. Kipod says:

    Spunti…ni di Ben durante un temporale.
    Innamorati quando piove: due tuttinuno come un docciashampo.
    Comicità pura: Luca che vola vestito da donna con i vestiti resi pesanti dalla pioggia.
    Nuvole: bianche e strette strette in un cumulo informe di riccioli di lana.
    Altre nuvole: maledetto branco di pecore nere grasse come mammut e rapide come scoiattoli.
    Durante la bufera: senza timone ma non senza timore.
    Roma sotto la pioggia: un mare di nulla lattiginoso.
    Panico durante il temporale: non è un’uscita pizza e cinema.
    Un fulmine improvviso: un fottuto sicario.

    Ben, nel frattempo è tornato il sole?
    Un abbraccio affettuoso

  6. Valerie says:

    Non ho smesso di leggere…ma devo ammettere che il tuo stile è pindarico. Tanto per capirci. Sto leggendo la Munro che è decisamente meno fiduciosa, diciamo così. E la vicenda di Luca e Nico mi fa rimbalzare come una pallina nella testa … O nel cuore … Non so, la domanda: davvero? Davvero? Davvero? Le storie d’amore o sull’amore a me mi fanno un po’ venire la malinconia. Con affetto,
    V*

    • benapfel says:

      Pindarico è un gran bell’aggettivo, Valerie, Grazie! L’amore, superati i 25 anni è sempre una cosa del passato ecco perché la malinconia 😉 Il già “accaduto” + meccanismi di rimozione che rendono il ricordo quasi sempre straordinario + la patologica/magia dell’innamoramento creano una miscela dal sapore amaro così buona da diventare immedietamente necessaria. Un po’ come il geniale “Tomacco” nella puntata dei simpson intitolata “L’erba del vicino è sempre più verde” Stagione 11 Episodio 05. 😀
      Un Abbraccio!
      PS
      La Munro meno fiduciosa… davvero???

      Ben

    • benapfel says:

      La risposta è così semplice, carissima, così ovvia… 😉 che quando li vedrai atterrare… 😉
      Duplice appuntamento domenicale mi pare ottimo!
      Un super abbraccio carissima, Bitchorwise.

      Ben

  7. Noel says:

    Caro Ben, il fatto che Nico abbia smesso di parlare, si tenga stretta a Luca e non ‘cazzeggi’ più è un ottimo motivo per sentirmi rassicurata. Sono un poco più ottimista sulla conclusione della vicenda.
    Ascolto i Pearl Jam: ”She’s a lightning bolt, never let it go”, non lasciarla andare mai! (raccomandazione per Luca, non sia mai che molli Nicoletta nel cielo di Roma!).

    • benapfel says:

      L’ottimismo è una cosa buona. Ma ascoltare i pearljam è ancora più buona 🙂
      Anche perché si colgono frutti che altrimemti nisba!
      Grandissima, Noel, è proprio come dici tu… she’s a lighting bolt never let it go!
      Un megabbraccio. 🙂

      Ben

  8. Saluti da Bivrakha says:

    Mi piacciono in particolare alcune belle immagini nel monologo di Luca:
    ”…quassù si va ancora più forte, se la frequenza con cui perdiamo lacrime-razzo dagli angoli degli occhi è un indice attendibile della velocità dell’amore durante un temporale.”
    Un modo originale e poetico di parlare dell’amore.
    E ancora:
    “…netta sensazione che pensieri, ricordi e sogni abbiano approntato una gara clandestina a chi mi fa impazzire prima.”
    È precisamente ciò che accade di sperimentare nei momenti in cui, vivendo una situazione nuova e fonte di stress, emozioni, ricordi, desideri si affastellano in modo confuso in attesa di essere chiariti e riordinati.
    Forza Luca, e attento a non urtare contro gli obelischi!
    A Ben il solito cordiale saluto.

    • benapfel says:

      Ciao Bivrakha, è molto bello sentire come parti del blomanzo nelle vostre mani si fanno “citazioni”, è l’ulteriore conferma che ciò che s’è scritto esiste come “opera” letteraria. E, sarò sciocco, ma la cosa mia emoziona!
      Grazie. Un abbraccio grande.

      Ben

  9. Simansheela says:

    Una nave senza timone, senza ponte, senza coperta, senza chiglia e senza polena e per di più in balia della tempesta: insomma, cosa può esserci di peggio, di più pericoloso?
    Ma, a quanto pare, Luca ha preso in mano la situazione ed è pronto ad affrontare correnti ascensionali, diluvio e, speriamo, anche le tempeste della vita assieme alla sua Nicoletta.
    Perché starà con Nicoletta, vero, Ben? Non mi rispondere di no, che le storie con finale triste non mi piacciono manco un poco. Ti saluto, in attesa di nuove meravigliose avventure con i tuoi eroi.

    • benapfel says:

      Luca ha in mano la sua vita e forse Nico la sua. Ma se insieme non si sollevassero, se la reciproca compagnia e il contatto fisico li appesantissero sarebbe il momento di farla finita. Ma solo in questo caso.
      Grazie, Simansheela, il coinvolgimento che traspare tra le tue righe è un tonico straordinario e vorrei ordinarne 100 boccette. Sempre che tu faccia spedizioni all’estero… 🙂
      Fammi sapere.
      Un superabbraccio!

      Ben

  10. Mi fa molto piacere che il racconto non sia finito con il capitolo precedente, come molti dicevano! Era bellissimo, mi ha ricordato la prima scena del volo con Lois nel vecchio film di Superman ^ ^, ma se fosse finito così mi sarei arrabbiato! 😀
    Spero manchi ancora un po’ alla conclusione

  11. “Piscialastrega”, non conosco quest’espressione, per la verità non l’avevo mai sentita ma forse la utilizzerò anch’io, qualche volta.
    Intanto vedo che l’amore ha reso Luca un essere nuovo, più forte, migliore e, perché no, più ‘fico’.
    È il miracolo che compie l’amore, senza neppure che ci sia bisogno degli auguri per San Valentino.
    Al posto di Nicoletta, non credo che oggi farei gli auguri di San Valentino a Luca. Forse gli direi semplicemente: “Piscia… la… strega…” e basta.
    Grazie a Ben, con la speranza che ci racconti ancora storie nuove.

    • benapfel says:

      Ciao Velia, non la conoscevo neanche io, quest’espressione 🙂
      Ma concordo sulle sue infinite possibilità di riciclo.
      Sia Nico che Luca non sono esattamente due tipi da San Valentino. è vero, un piscia la strega potrebbe essere un felice inizio di giornata 🙂
      Grazie a te Velia, le tue speranze non saranno disattese, parola!
      Abbracci e baci, carissima.

      Ben

  12. stamattina il mio commento non è stato registrato…ufffff Era tutta entusiasmante e scritto col cuore…Sono contenta di vedere Nico più rilassata: brava Nico!Piscia la strega! …E ora dove li porta il vento? Aspettiamo …. 😀

    • benapfel says:

      Grazie per l’entusiasmo, allora, e poi controllo anche se per qualche ragione è finito nelo spam, non si sa mai…
      A portarli da qualche parte sarà proprio il vento e sarà un po’ dura. Più per Luca che per Nico, a dire il vero…
      E sì, Nico è più rilassata, e fa piacere vederla così. 🙂
      Un abbraccione!

      Ben

  13. …e, caro il mio sadico, mi piace pensare che ci sarà anche una sindrome da fine scrittura di FFLM (ben ti sta!), e se ci sarà un prossimo romanzo, non sarà solo per la tua generosità ma anche perchè tutto questo ti mancherà fin da subito…

  14. piscia la strega! in effetti c’era un po’ di brutto tempo a Roma 😀
    Sempre bravo, non c’è altro da aggiungere! Non ci credo che Nico abbia detto un banale chissenefrega, e se l’ha detto l’interpretazione di Luca è corretta!
    Un abbraccio!

    G.

  15. Kipod says:

    Sempre quel tono ironico ma di una leggerezza incredibile. E riuscire a collegare assieme tanti e tanti elementi che ancora ci devo pensare, conservando sempre quello stile vivace ma elegantemente al di sopra delle vicende come se lo scrittore riuscisse ad innalzarsi nell’aria anche lui come i due poveri innamorati!
    Penso che Farefuorilamedusa mi mancherà, mancherà ai lettori fedelissimi, quando arriverà l’ultima puntata.

    • benapfel says:

      Grazie Kipod, sono contento di “vederti” parlare così, e un po’ sadicamente mi piace anche pensare che possa esistere una sindrome da fine lettura di FFLM…
      Ma posso anticiparti che seguirà qualche giorno di chiacchere con i lettori e poi, magari, un nuovo progetto un nuovo romanzo di Ben Apfel a distribuzione periodica e gratuita. 🙂
      Sperando che la cosa venga accolta con un minimo di entusiasmo…
      Un caro abbraccio, Kipod.

      Ben

    • benapfel says:

      In effetti, amil, “piscia la strega” suona subito come una nuova formula benaugurante. Quindi, in bocca al lupo, in culo alla balena in culo al riccio, pisci la strega… 😀
      Ciao e grazie, Amil 🙂

      Ben

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