capitolo

38 (Mi ti sogno, Nico)

Una pioggia sottile ma fitta. Non ce n’è una che accenni a proteggersi, non una che cacci un ombrellino griffato.

Piangere per un uomo, la nostra Nico???”

Le reali truccatrici sguaiano le bocche verniciate, in risatacce volgari, ma sono sciocche, non malvagie. Le imito come fossi tra le comari di “quel” rione. Nico le guarda con sufficienza. È una Regina tra i contadini.

Sì, mia cara… Lucrezia”, mi guarda dritto negli occhi. Così intensamente che temo per la tenuta del rimmel, “ho amato, e ho pianto. E ogni volta invano.”

L’intera “aia” ammutolisce in un coro funebre. Solo la gallinaccia capo ha le palle di obbiettare.

Ma allora Andrea…”

Nico le tende una mano aperta. Quella fruga nella borsetta e le passa un rossetto. Nico fa no con la testa e l’amica le allunga sigarette e accendino.

Lui è a posto”, dice Nicoletta infilandone una fra le labbra e dandole fuoco. Ora ridono tutte alla stessa maniera. Gente semplice che se la ride. Per pura solidarietà femminile. “Dovrebbe passare a salutare… Ma dimmi di te, com’è che conosci queste matte?

Improvvisamente ha l’aria distesa.

Ci… ci siamo appena conosciute, a dire il vero…”

E cosa fai… di bello?”

Io… ora… sono un… una…”

Calma Lucrezia, Calma.

Ehi… non è mica un esame, facevo solo per parlare…”

È Sincera. Cosa che annoia le altre tre.

Scu… scusa, Nicoletta, è che… la pioggia mi innervosisce.”

Sorride. E io che non riesco a non amarla, mentre la guardo ho un groppo in gola che spero non si noti troppo.

Io non sono brava a fare salotto…”

Ti confido un segreto, Lu’”, mi si avvicina, “Noi donne non siamo nate per far salotto ma per parlare, per discutere delle cose del mondo…”

Vuoi dire d’amore e di bambini?”

No, Lu’, di vita, di morte e di viaggi!”

Allora è questo ciò a cui pensa Nico…

E Andrea…?”

Si fa una grassa risata e la pioggia rinforza.

Andrea è un mezzo matto…”

Ma state insieme.”

Non è proprio il momento, ora. E lui è solo uno scemo, uno che s’è fissato…”

Ma tu, cioè, voi allora… lui non… prima hai detto che passava a salutare…”

Perché gira per la zona. Ma eviterei volentieri, di incrociarlo.”

Allora quando hai detto che era tutto a posto…”

L’altro giorno s’è fatto un po’ pesante e le ragazze si sono preoccupate ma è innocuo.”

Ok…”

E tu? Novità all’orizzonte? Viaggi, nuove conoscenze…”

Senti, Nico-letta…perché non ci mettiamo in un posto meno… bagnato, sono un po’ leggerina…”

Va benissimo Nico, e hai ragione, è il caso di entrare, a proposito, il tuo abitino è bellissimo!”

Nico si alza e le tre dell’oca selvaggia seguono e ripetono ogni suo singolo movimento. Naturalmente anch’io. Dentro è tutta un’altra storia. Le tre miss, si mettono subito al lavoro e in men che non si dica il riscaldamento è acceso e a pieno regime. Il forno per la pizza è acceso e carico di legna e al nostro tavolo ci sono tre bottiglie di amaro e cinque bicchierini giusti giusti. Siamo gli unici avventori.

Se neppure il diluvio universale porta gente al tuo locale, mia cara, dovresti pensare a un nuovo business”, dice Nico, e accende un vespaio a cui ‘stavolta non posso esimermi dal partecipare.

“… io dico che dovresti cambiare gli arredi, non te l’ho mai detto ma le luci sono di uno squallore…”

Nossignore, questo diluvio è un segnale, dopo il diluvio universale tutto rifiorisce…!”

Si chiude una porta e si apre un portone!”

Sì ma chi lascia la strada vecchia per la nuova…!”

Chi va a Roma perde la poltrona!”

Sì, ma noi siamo già a Roma…!”

Sciocchezze!”

Quindi le luci vanno cambiate o no?”

Facci un bel night! Una festa al giorno e un concerto il venerdì!”

Sì, ma solo se i musicisti sono tutti strafichi!”

GIUSTO!”

Arridaje coi musicisti fichi…”

Nonnonnò, Nicoletta cara, su questo tu non hai voce in capitolo!”

Vero! Te li fai scappare tutti. È chiaro che non t’interessano!”

Vecchie zitelle imbroglione, sapete meglio di me che erano uno peggio dell’altro, e neppure ‘sti maschioni…”

A parte l’ultimo!”

E già, cara mia… a parte l’ultimo!”

Ma se non l’avete mai visto!”

Chi l’ha visto dice che ne valeva la pena!”

Era matto da legare!”

A dire il vero, tutto ciò che sappiamo su di lui lo sappiamo da te e a giudicare dalle boiate che sparavi, sei tu, Nicoletta cara, la vera matta!”

Processo in piena regola, signori. Brrr, ho i brividi.

È vero!”

Sì, su di lui c’hai detto solo fregnacce!”

Mai niente di serio!”

Ve le ricordate tutte quelle minchiate sul volo, la nausea… la paralisi, la saliva magica”

Insomma, Nico, qui lo sappiamo tutte che quando parlavi di Luca…”, per poco non mi strozzo, e so che bevendo esporrei il pomo d’adamo ma ne ho bisogno quindi mi copro la gola e bevo, così mi ritrovo con una crisi di singhiozzo e il cazzo di pomo non fa che tentare di saltare fuori dal mio corpo via gola… e se in gola c’avessi anche il cuore, sarei una superstar in qualunque fottutissimo circo del mondo.

Eri fuori di te!”

Sempre ubriaca!”

O strafatta!”

Non mi resta che la fuga.

Aspettate!”

ma non prima di aver ascoltato Nico.

Avete mille ragioni per dire quel che dite, ma quando vi dico che io e lui non funzioniamo, dovete credermi. Anche se è un ragazzo in gamba, se era innamorato, e se… se è uno strafico a cui piace volare!

Mentre sono tutte lì imbambolate davanti all’immagine mitica che Nico dipinge di me, io mi alzo, raccolgo la busta in cui miss Ombretto ha infilato l’impermeabile e corro incontro alla burrasca.

* * *

Il Pigneto è proprio un gran quartiere, non c’è che dire… Pieno di locali radical chic (qualunque cosa significhi), gente fuori di testa ma innocua, quest’aria da centro storico spostato in periferia, e un’illuminazione notturna che pare di stare a Soho. Ma la pioggia battente costringe molti a ritirarsi. Ovunque risuonano i saluti delle persone, le ultime risate, le portiere delle auto che si chiudono, i motori che si accendono. Mi fermo dietro un albero per pisciare. Non proprio una passeggiata con questa groviglio di vesti e sottovesti a impedire l’uscita del sottotenente, ma mi controllo a dovere e sfodero l’arnese a tempo debito. Durante la “liberazione” mi guardo intorno, ripensando a Nico. C’è un’intollerabile aria di ineluttabilità, come sempre quando finisce qualcosa. È tempo di tirare fuori l’impermeabile. Lo indosso e la gola cambia assetto, non sono in abiti da falsetto. Mi massaggio il pomo d’adamo e proseguo. Sono stremato, imparare a camminare con queste scarpe è stata un’impresa, ma ho imparato a farlo con nonchalance e la gente non mi guarda più con compassione. Quasi mi dispiace di doverne liberare. Ci sono quasi. Un gruppo di persone fa la stessa strada. Mi accodo, rallento e metto il pilota automatico aspettando di arrivare a destinazione. Cerco in fondo alle tasche le sigarette, ne estraggo una dal pacchetto, recupero l’accendino e mi scontro con qualcuno che s’è fermato in mezzo alla strada. Alzo la testa…

Scusa…”

Luca…???”

Ho un deja vu.

Nicoletta…”

Abbozziamo un abbraccio ma ci blocchiamo istantanei. Lei s’incurva leggermente, si porta una mano alla fronte.

Scusami, non c’ho proprio pensato”, dico.

Fa un mezzo sorriso.

Va bene così…”

Tornavi a casa?”

Sì, ho cenato da un amico che abita qui vicino… (balle!) Tu come stai?”

Forza Luca, sicurezza!

Sì”

Cosa…?”

“…Bene, benissimo, tu?”

Volevo chiamarti ma …”

Sta’ tranquilla, che non muoio se il telefono non squilla…”

Ride

Cos’è, uno spot?”

Sì, senti, io…”

…sono venuto a cercarti a dirti che

non faccio che pensare a te

e al nostro primo bacio e…

…ho bevuto una

cosa con delle amiche

e ho lasciato lo scooter più in là…”

Bene, Luca… mi ha fatto piacere rivederti…”

Anche a me… ti accompagno al cancello se…”

No guarda, non ce n’è bisogno, davvero, sono arrivata…”

Lo faccio con piacere…”

Senti Lu’, ti ringrazio ma… ti cola del mascara dagli occhi?”

Eh…? Sì, ho partecipato a uno spettacolo…”

Che spettacolo?!”

Ah… ehm… Casa di Bambola”

Sei stato Torvald!”

Nora, in realtà…”

Ah… bene…”

Dicevo… posso accompagnarti al cancello… mi farebbe davvero molto piacere…”

Non grazie… sono arrivata…”

Ma di che hai paura???”

Non ho paura di nessuno, Luca, è questo il punto, non ho alcun bisogno della balia. Lasciami stare per favore!”

E questa è la donna di cui sei innamorato, Luca, guardala bene, perché ‘stavolta ti farà scoppiare il cuore e non verrà neanche al tuo funerale, lasciala andare e tornatene a casa!

Come vuoi…”

Bravo!

Ciao.”

Non risponderle!

Così Nico se ne va e io sto fermo a guardarla con la certezza che non si volterà e che è finita, finita davvero. Credevo che sarebbe stato diverso, che mi sarei messo l’animo in pace, invece non è così! Perché non è così???

Perché sei un idiota, ecco perché. Dalle qualcosa, un ultimo dono, una sciocchezza, andrà bene tutto. Se porterà con sé qualcosa di tuo, penserà a te. E se capirà di aver sbagliato, se sarai ancora innamorato di lei, potrete avere un’ultima possibilità. Quindi ora frugati le tasche, Luca, guarda nel sotto-sella dello scooter

Raggiungila subito e dagliela, inventa una scusa qualunque e dagliela. Se deve essere un addio, che sia il tuo addio!

Le mie gambe cariche di piombo fanno trenta metri in pochi secondi.

Dammi un attimo, Nico! Solo un attimo, per favore, e non mi vedrai più…”

Nel sotto-sella c’è una cosa che posso regalarle. Torno da lei al passo del cowboy solitario, godendomela ferma in mezzo al nulla con le sua gambe lunghissime incrociate e le mani a tenersi i gomiti per il freddo. L’ho già vista in quella posizione, l’ho già amata in quella posizione. Inutile raccontarsela, lei mi piace e mi piacerà sempre, anche se non dovessi mai più vederla.

Le dò la pistola.

L’ho comprata pensando a te, cioè, per usarla contro di te… ”

Sorrido. Nico non dice nulla e la prende mordendosi le labbra.

Cos’è?”

Una pistola ad acqua”

La impugna, spara un colpo per aria e decine di bolle salgono in cielo e scoppiettano qua e là in una serie di improbabili plif plof plaf. Lei ha gli occhi spalancati e quell’espressione incredula che hanno i bambini davanti a un arcobaleno. E sono tantissime le Nico con quell’espressione, una per ogni bolla, ma come lei escono dalla mia vita all’improvviso, una dopo l’altra. Plif plof plaf.

Grazie è… davvero molto bella…”, dice. Poi finisce le parole e si avvicina per baciarmi una guancia ma mi ritraggo.

Lascia perdere, non voglio che associ questo momento a nausea e capogiri…”

Mi guarda spaesata, un’espressione nuova, adorabile, ma il mio personaggio deve reggere e anche se il cuore rulla come un batterista punk-rock resisto e lascio continuare il mio orgoglio:

Buonanotte Nico, sta’ bene…”

La supero, vado avanti, il cuore rallenta e sono io adesso quello che non si volterà. Saperlo mi fa sentire bene.

Mentre torno allo scooter ho la testa alta, il petto gonfio e nonostante le scarpe mi sento… leggero. Probabilmente è l’ultima volta che la vedo e probabilmente è colpa mia, sono stato un disastro, non ne ho azzeccata una, ora è tutto improvvisamente chiaro, ora saprei cosa fare ma non mi interessa perché c’è già stato il finale, ed è stato bello. Sono sempre stato bravo, io, nei finali.

Accenderne una adesso mi pare una buona idea. La tengo tra le labbra e proseguo fin sotto un balcone, dove posso fumarla senza che si infradici all’istante. Da qualche parte dietro di me un suono di chiavi che sferragliano. Nico.

L’orgoglio va a nanna e sale un po’ di tristezza mentre aspetto di udire il portone che sbatte, ma non c’è nemmeno un cigolio, nessun suono. La immagino ferma a guardare il nulla, immagino i suoi capelli legati ondeggiarle sulla nuca, quelli sulla fronte arricciarsi in mille ripensamenti. La immagino che accosta il portone e torna indietro lungo il vialetto fino al cancello. Che si sporge, mi vede, cammina verso di me e mi sussurra qualcosa di dolce all’orecchio. Ed eccola! Eccoli, i suoi passi lenti, un po’ strascicati, pesanti, ma non viene qui, dove va? Ritornano le chiavi, e se questa è Nico e i passi di prima non erano i suoi?… Mi fermo.

Non aspettavi altro, eh?

Può darsi, ma le sue mani sono… le chiavi cocciano , tintinnano. È paura! I passi si fanno più rapidi, mi giro, torno indietro e corro e la vedo, vedo che non riesce a aprire il portone, e c’è un uomo con una bottiglia in mano e un cappotto scuro come il mio che le corre incontro. Sono paralizzato, stringo il pugno fino a farmi male, faccio un passo e quello le rivolge la parola. Si conoscono, è tutto a posto, rifiato.

Aspetta!”, le dice, e lei lo guarda, e si tranquillizza, “non mi riconosci?”, chiede lui. Nico esita, “Strano…”, prosegue, “perché io, sono mesi che mi ti sogno, troia, e tu lo sai.”farefuorilamedusa_38

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54 thoughts on “38 (Mi ti sogno, Nico)

  1. L’inaspettato ci incrocia, inciampa sulla nostra strada.
    Mi chiedo come facesse Lu crezia ad indossare scarpe non adatte all’abito,
    per il trucco sul volto di Luca è stato facile dare una scusa.
    Orgoglio, idee che demoliscono quel che si voleva costruire, sono certa che non finisce davvero qui.

  2. Mi accorgo sempre più che ogni parola nel bloromanzo ha un suo significato, o rimanda a qualcos’altro sia valorizzando la cultura popolare (ricordo quei detti così frequenti nel linguaggio parlato e che spesso contengono granelli di verità e saggezza: “Si chiude una porta e si apre un portone”, “Chi lascia la via vecchia per la nuova…”), sia con riferimenti colti alla pittura, al cinema o ad importanti opere teatrali.
    E poi, come ho detto, ogni rigo ti costringe a pensare, a fare ricerche e, senza voler andare troppo indietro ma fermandomi a questa puntata, mi vengono in mente il quartiere di Soho, paragonato a quello del Pigneto, e chi sono i “tre dell’oca selvaggia”, le amiche, che poi sarebbero quattro nel film con alcuni grandissimi attori tra cui Richard Harris, e così via.
    Ma quello che mi piace di più sono i momenti di poesia, vedere nell’aria le bolle che fanno plif plof plaf e in ognuna l’immagine di una Nicoletta stupita che svanisce subito dopo mentre il cuore di Luca rulla come un batterista punk-rock.

    • benapfel says:

      Ciao Noel, grazie per aver elevato il mio romanzetto al rango di libro colto e stratificato. è bello pensarlo cosi, reimmaginarlo, figurarselo così… ora è già uno splendido martedì, Noel!

      Ben

  3. Per me lei è in pericolo, come fa Luca a non capire! Deve agire subito, adesso. Deve salvarla dal bruto: lo stalker che se la sogna tutte le notti. Dai, Luca, che dopo il dono della pistola questo sarà il gesto che la farà cadere ai tuoi piedi (anche se lei ancora non lo sa)

    • benapfel says:

      Se è così Luca deve intervenire. è arrivato il momento di dimostrare quanto vale, se non altro perché lei potrebbe avere dei ripensamenti sul loro futuro.
      L’unico problema è che Luca, poverino, è goffo, scoordinato, dubitabondo, riflessivo, paranoico… ci vorrebbe un miracolo perché accadesse qualcosa di buono, cara primaepoi… 🙂
      ti abbraccio.

      Ben

  4. avaa, e non lo riconosce perché ha un po’ di trucco?! ne ha del surreale.. come sempre! 😉 e anche il finale thriller… 😀 ma cmq.. aspetto di vedere come la fai continuare… ciaa 🙂

    • benapfel says:

      Maddai, e allora Superman che si mette gli occhiali e nessuno lo riconosce???
      E la percezione selettiva??? e la botta al naso, le vertigni dopo il contatto??? le lacrime agli occhi??? e il patto narrativo??? Insomma, devi starci. devi crederci, è anche una questione di buona educazione 😀
      Un mega surreale abbraccio, bitchorwise!

      Ben

  5. benapfel says:

    Carissima, spero che il problema non sia dovuto alcambio dell’indice che, da oggi, dopo una giornata di smanettamenti accanto a un gentilissimo genio del computer che si è prestato a trascorrere delle ore appresso a me, è “visuale” e non “letterale” 🙂

    Questa volta, più delle altre volte, sono rimasto assorto nel tuo metaracconto preso dalla leggerezza con cui si passa da un’emozione all’altra. Ho subìto tutti i cambi di umore e come al solito mi sono chiesto se anche il mio racconto è emozionante quanto lo è il tuo. Ma in entrambi i casi ognuno di noi guadagna qualcosa di prezioso. è un bellissimo gioco.
    Grazie Primula.

    Ben

    • Ma grazie a te! Soprattutto di avere definito “metaracconto” un normale commento ai tuoi spunti.
      Onorata 🙂
      Primula
      p.s. Ho visto che, poi, il commento è comparso due volte. Mi spiace solo che nel fare copia/incolla mi sono dimenticata di evidenziare in grassetto le tue parole.

  6. Carissimo Ben, se nei capitoli precedenti avevo riso, e molto!, qui mi sono rattristata.
    Umanamente triste l’atmosfera dell’aia, delle donzelle che parlano del nulla per stupidità, non per cattiveria (sciocche, non malvagie); triste la scena della separazione … e poi piove!! 🙁
    E ancora, triste, ma azzeccatissimo, il riferimento a Nora di Casa di Bambola di Ibsen: come lei, Luca a un certo punto capisce che l’altro/l’altra non è quel re/Regina che lei/lui credeva che fosse e che, come Nora, è stato solo una marionetta, una bambola, un giocattolo.
    Situazione donna/uomo ribaltata tra qui e Ibsen, ma è solo una differenza di genere non di fisionomia del personaggio: chi prende coscienza e decide alla fine è Nora; chi decide di allontanarsi, di fare “suo” l’addio è Luca. E non a caso dice di avere interpretato Nora, e, ancora, non a caso Nico, invece, pensa immediatamente a Torvald perché forse è come lui, quindi non ha capito nulla di Luca.
    Discorso un po’ tortuoso, ma spero di essere stata ugualmente chiara. Come sempre, caro Ben, piazzi lì i riferimenti letterari come se fosseroro marginali e invece aprono un universo sui personaggi, almeno per me.
    Chissà se e quanto durerà questa consapevolezza di una storia finita (finita?!), se vivrà tanto quanto il lasso di tempo tra l’indossare e il togliere l’impermeabile che lo fa tornare “uomo” … e non alludo al cambio di timbro vocale (C’è un’intollerabile aria di ineluttabilità, come sempre quando finisce qualcosa. È tempo di tirare fuori l’impermeabile. Lo indosso e la gola cambia assetto, non sono in abito da falsetto)
    Resta comunque un dato di fatto: Luca è davvero innamorato, direi anche “tragicamente” (nel senso teatrale del termine) visto l’atteggiamento che assume quando sceglie di non voltarsi più indietro. Non potevi rendere meglio l’intensità di questo sentimento già all’inizio del capitolo con non riesco a non amarla, litote più efficace e pregnante di un’affermazione.
    Come ti leggo volentieri Ben! Stai facendo davvero un ottimo lavoro!
    Con l’amicizia e la stima di sempre.
    Un abbraccio 🙂
    Primula

  7. Ciao, Ben, non posso che approvare quello che dice Nicoletta: donne non per fare salotto, (e sottintendo qui lunghi aggiornamenti quotidiani sui fatti personali di conoscenti, colleghi, vicini di casa, e mi fermo qui, detesto).
    Donne che parlano anche d’amore e bambini, perché no?
    E poi donne che parlano di altre cose del mondo, (è così poco il tempo che abbiamo a disposizione nel corso della vita), che vogliono apprendere, migliorarsi, anche studiare, (non intendo lo studio scolastico), questo mi piace veramente molto.
    Un saluto affettuoso.

    • benapfel says:

      E così, cara Velia, del tutto controcorrente, lanci un salvagente alla povera Nicoletta, accusata da più parti di sabotare ingiustificatamente l’amore. Sono contento che tu abbia sottolineato quella parte del capitolo. Le sue parole sono davvero degne di stima!
      Un abbraccio! 🙂

      Ben

  8. Simansheela says:

    Di questa nuova bella puntata mi ha colpito la tristezza di Luca quando saluta Nicoletta e lei se ne va.
    Bellissimo, lui parla tra sé: “Dalle qualcosa, un ultimo dono, una sciocchezza, andrà tutto bene. Se porterà con sé qualcosa di tuo, penserà a te”
    E trova nel sottosella la pistola che spara le bolle colorate, stupendo, mi viene da piangere. Come quando vedevo un film, da piccola, e mi sarebbe piaciuto essere al posto dell’eroina.
    Complimenti a Ben!

  9. Marianella says:

    Ben, sono sempre io. Ora i commenti sono comparsi, ma sul momento ho pensato che venissero censurati perché anche nella puntata precedente era accaduta la stessa cosa, un mio commento che appariva, poi spariva e solo successivamente riappariva.
    Così va meglio, temevo che non andasse bene qualcosa che avevo detto.
    W Farefuorilamedusa

    • benapfel says:

      Marinella, non censurerò mai un commento volontariamente. Deve essere proprio scritto e pensato perché venga censurato per farmi prendere in considerazione l’idea. Ma l’idea stessa di censura mi dà i brividi. 🙂
      W Marinella !!!

  10. Beh oramai lo sai mi aspetterei un lieto fine romantico e passionale, e per un attimo ci ho creduto!!! Ma poi mi sono messa nei panni e soprattutto nell’animo di Nico: è inafferabile fascinosa ed è per questo che Luca ne è cattutato… Ciao Ben Caro e sereno pm a te:-)

    • benapfel says:

      Cara Marilena, capita spesso che ci piacciamo per come siamo prima di metterci insieme e che molliamo quel lato misterioso subito dopo complicando le cose.
      Ma le storie incredibili sono quelle in cui tutto questo non basta a separarci. O in cui entrambi sono abbastanza saggi e forti da tener duro con la prima maschera addosso. Che poi è la maschera più trasparente che abbiamo!
      Detto questo, non tutto è perduto. 🙂

      Ben

  11. Marianella says:

    Ben, Kipod risponde a un commento che avevo inviato ma che non si legge.
    Dicevo di aver pensato per un momento che Nicoletta stesse tornando da Luca per abbracciarlo e dirgli di non andare via; ero dispiaciuta nello scoprire che probabilmente si trattava di un malintenzionato che aveva seguito la ragazza. Spero di non aver detto qualcosa di sbagliato.
    Inutile ripetere che ogni puntata del bloromanzo è sempre più bella e appassionante.
    Saluti da Marianella

    • benapfel says:

      Niente di sbagliato, Marinella! Perché? 🙂
      Io ho letto e risposto a un tuo commento, ma non so, a questo punto se tu ne avevi inviato un’altro. A volte mi sfuggono (per qualche minuti) ma siccome vengono notificati da un barra rossa poi li vedo tutti e rispondo. Ma è importante scoprire se qualche commento non viene notificato perché vuol dire ch word press ha un problema e io devo subito notificarlo ai tecnici. Per il resto tutto è clamorosamente in ordine 🙂
      Ti abbraccio!

      Ben

      • ho una richiesta tecnica, tempo fa non so come, ho attivato la notifica dei commenti al tuo blog, pensando fossero le risposte ai miei commenti, invece adesso sul lettore di wordpress mi vengono notificati tutti i singoli commenti che ogni utente ti lascia… hai idea di come disattivare questa funzione e ridare spazio a tutti gli altri blogger che seguo ? 😛

      • benapfel says:

        oh, caspita! Non saprei, alla fine della notifica non c’è una nota di wordpress su come disiscriversi?
        Mi dispiace, sto imparando molte cose sul blogging ma poche sul blog 🙁 Ora provo a dare un’occhiata alla scheda impostazioni, magari scopro qualcosa di utile 🙂 pazienta un attimo, Kriout.

      • benapfel says:

        ATTENZIONE!
        Eccomi, ho scoperto che con uno degli ultimi agg. Word Press ha inserito di default delle opzioni, che ho disattivato, le quali facevano sì che una email venisse inviata ai lettori in tutti e tre i seguenti casi.
        Qualcuno inserisce un commento
        Un commento viene messo in coda di moderazione
        A qualcuno piace uno dei miei articoli
        Mi scuso con quanti abbiano dovuto sopportare questo rompimento di scatole e ringrazio Kriout che me l’ha fatto notare.

        @kRIOUT: VERIFICA CHE IL PROBLEMA SIA RISOLTO E FAMMI SAPERE 🙂

      • non vorrei aver peggiorato per te le cose, facendoti modificare quelle impostazioni. Credo che devi cambiare qualche altra impostazione: 1 non mi sono arrivate le notifiche su wordpress di questi due ulteriori commenti che hai lasciato 2 Nella pagina dei feed di wordpress ( Lettore) adesso i commenti non mi spuntano più ma non mi spuntano nemmeno i tuoi articoli.

      • commento frettoloso il mio, sono andato più in dietro nello stream e la situazione è ancora più criptica di così: non mi visualizza il capitolo 38, il 37 si e i commenti li visualizza a partire dal 36 … non ho idea di cosa possa voler dire !

  12. Kipod says:

    Ben, sono d’accordo con Marianella: Nicoletta è davvero una stupida! Basta, non voglio più sentir parlare di lei!
    Un momento, no! continuerò a leggere le prossime puntate, voglio proprio sapere come andrà a finire.
    Ma spero che quella sciocca di Nicoletta capisca che ragazzo è Luca, prima che sia troppo tardi.
    Ciao da Kipodiam

    • benapfel says:

      Siamo tutti con le speranze sintonizzate sulla stessa “stazione”, Kipod. Non mi sento di dire che Nico è una stupida. Spaventata, dubitosa, sì un po’ scema, anche. Hai ragione. Ma in alcuni rari casi le persone si ricredono, trovano la forza di cambiare e ritornano a vivere…
      Abbracci 🙂

      Ben

  13. Marianella says:

    Che delusione! Per un momento ho pensato che Nico stesse tornando di corsa da Luca per abbracciarlo, dirgli che in realtà è solo lui che vuole,che lo pensa continuamente e che non è vero quello che ha detto alle sue amiche. Già mi sembrava di vederli stretti stretti l’uno all’altra,e che importa se ha ripreso a piovere!
    Ben, devi sapere che Nicoletta mi sta deludendo.

    • benapfel says:

      Marinella, hai avuto la stessa identica impressione di Luca. Ma lui sta cercando di lasciarsela alle spalle, poveretto…
      Nico è uno spirito libero… uhm un po’ cacasotto, in effetti. 🙂 Ma luca ha ancora un paio d’assi nella manica! 😀

  14. Eh no, non puoi rovinare così un capitolo favola….

    Comunque -“Sono stremato, imparare a camminare con queste scarpe è stata un’impresa, ma ho imparato a farlo con nonchalance e la gente non mi guarda più con compassione”- la trovo una frase inverosimile, non ci si crede giuro!!! 🙂

    Ogni volta che descrivi Nico vista da Luca ho un tuffo al cuore. L’amore non si esprime a parole ma semplicemente nella descrizione dell’amato dal punto di vista dell’innamorato; e tu lo fai in modo straordinario.

    Bjo

    • benapfel says:

      Gaia!
      Non l’ho rovinato, giuro, l’ho solo interrotto… 🙂
      ecco ora mi sono fissato sulla frase delle scarpe piombate, e non mi sta piacendo er niente. Ora la cambio o la cancello. Quando è vero è vero e bisogna agire! Grazie per avermelo fatto notare 🙂
      E grazie per quel meraviglioso “stroardinario” conclusivo. 🙂
      Baci, gaia.

      Ben

  15. labloggastorie says:

    Ho paura di quel pomo d’adamo e del cappotto sopra scarpe strascicanti e pesanti…come il piombo.
    Ho paura di una verità che prevede la coesistenza dei sogni con gli incubi, dell’amore con l’odio e della capacità di volare con la capacità di entrare fino alle viscere della terra.
    Aspetto e tremo, ma nell’attesa consueto
    abbraccio e grande affetto attorto alla stima.
    Buon lavoro Ben!!! 🙂

    • benapfel says:

      Come sempre hai delle idee diabolicamente belle. Potrei darti retta 🙂
      Stimo l’affetto e affetto la stima: l’affetto è tanto, la stima è fatta a fette pronta per essere misurata con cura ma a occhio e croce è tanto quanto l’affetto che non affetto perché già stimato, cara bloggastorie.

      Ben

      • ahahahahaha! Lo sai che mi piacciono i giochi di parole no?!
        E’ un fatto che l’affetto fatto di fette di stima in effetti si stima nei fatti che infatti non sono affetti da vizi!
        Mi sfizio di un grazie!

  16. ivano f says:

    e qua sì che ci siamo, da quando poi Luca è di nuovo “in sè” scorre via che è una meraviglia… e per fortuna che quando si sta beando della propria inettitudine, dei propri finali, gli si spalanca davanti un portone: se la donna che sogni è in pericolo puoi diventare eroe per un giorno (con medaglia da appuntare al petto) anche tu, sì tu che a malapena riesci a parlarle, e poi se sei fortunato quel tipo lì che le dà della troia è anche ubriaco e ti facilita le cose…

    • benapfel says:

      Ciao Ivano!
      Analisi senza grinze, la tua… sembra proprio una di quelle situazioni in cui può scapparci l’eroe. Io stesso quand’ero giovane e innamorato, non che adesso non sia innamorato… sognavo, letteralmente, di salvare una ragazzina che vedevo a scuola, parlo delle elementari, e che mi faceva impazzire. Buona Notte!

      Ben

      • ivano f says:

        “SEMBRA proprio una di quelle situazioni in cui può scapparci l’eroe”… messa così è come quando il prof dopo che avevi dato la risposta ti chiedeva “sei sicuro?” e tu ti ritrovavi lì a domandarti se avevi sbagliato o se ti stava solo giocando uno scherzetto, insomma SEMBRA ma potrebbe non esserlo… ma è chiaro che questo non lo dirai adESSO… ma va bene lo stESSO… e buonanotte a te

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