capitolo

37 (Io sono Lucrezia)

 

Ok, ragazze, io… io…”

Pendono dalle mie labbra. Non una gran sensazione, in realtà, io dipendo da loro, questione di vita o di morte!

… io mi vergogno…”

tutte in coro: “dillo dillo…!”

Che altro devo dire, io mi vergogno! Insomma andare in giro così, vestito come una ragazza…”

Si guardano interrogative. Però, che mimica, che espressività, le donne, eh?

… come una sciattona, voglio dire, senza neanche… (Nico è in lento, inesorabile avvicinamento) …un filo di trucco, cioè, voi mi conoscete, ok, ma la vostra amica, vi pare che mi metto a spiattellarle la mia patetica tragedia familiare senza averla mai vista prima? Bel modo di presentarsi! D’altra parte se voi… (non c’è tempo Luca, fa’ che si diano una mossa, motivale sfrutta la tua… no! Sfrutta la loro… sfrutta …i fottutissimi quattro pilastri, Lu’, scegline uno e prega che funzioni!), se la più brava di voi potesse… (ed eccole tutte su di me in assetto da guerra), riuscisse nell’impresa impossibile di farmi apparire come una… donna, una di voi… (sorridono compiaciute) … non così bella, certo, ma… (dai, fuori la competitività!) ah… il tuo ombretto è incredibile, e il suo rossetto… semplicemente perfetto, e quel fondotinta…  sei così bella da sembrare incinta… E tu… adoro il modo in cui usi la matita… se solo ci fosse più tempo in questa vita… se foste truccatrici, ma sarebbe davvero chiedere troppo alla fortuna…”

Ehi! Lucrezia!”

Chi???”

“Noi… abbiamo fatto…”

Davvero? Devo essermi distratto..ta… ”

Stai… divinamente”

Allora io… volo in bagno ad ammirarmi… voi però non dite niente alla vostra amica, voglio vedere se il trucco funziona, sarà la prova generale prima d’incontrare il mio fratellino, ok?”

Coro di “sì”

Cavolo! Scappo in bagno che Nico è a qualche passo dal tavolo.

* * * * *

La toilette è una merda, e non c’è il fottuto specchio, segno inequivocabile che non è un bagno ma il cesso degli uomini. Poco male, in effetti non è che ci tenessi troppo a vedere che tipo è la neonata Lucrezia, se sta bene castana o le donerebbe il biondo. Anche perché al momento ciò di cui ho bisogno è una bella latrina in cui scaricare il vino incamerato dall’investigatore. Strano che suoni, io, Lucrezia e il detective dal trench hard boiled utilizziamo la stessa vescica. La svuoto con sollievo concentrandomi sul suono che produce contro la ceramica del water e poi giù fino al laghetto osceno.

Sontuosa hall del Sifone, noto hotel sotterraneo generalmente connesso al mare attraverso un groviglio di vie fluviali. Quello stesso suono di piscio cascante è attualmente la più palese connessione tra me, chiunque io sia, e Luca, il maschietto innamorato che sta per andare incontro al suo destino.

Il suo nome, quello di Lei, che adesso è fuori a scambiare umori e opinioni alla velocità della luce e neppure se lo immagina che io sono qua, non oso pronunciarlo. Eppure lo sterno vibra, traballa. E io vorrei uno specchio, vorrei guardarmi negli occhi, oltre l’ombretto e la matita e dirmelo a voce alta.

So di essere io”. Per poi passare al falsetto.

La porta del cesso accanto al mio si spalanca. Ne esce un omuncolo di un metro e cinquanta, si guarda la patta aperta, tira su la zip e dà una rinsaccata ai calzoni. Poi mi guarda.

Buon per lei, signora, ma mi lasci dire…”

Taccio.

In effetti se insiste a farla nel bagno degli uomini vestita così, finirà per doverselo ripetere a vita…”

Lo guardo uscire di scena e da questa storia, attonito.

Ha le sue ragioni. Ma ora tocca a me. Mi lavo le mani, le asciugo alla buona sulla gonna e vado alla guerra ripetendo tra me: il mio nome è Lucrezia.

La sua voce è inconfondibile. Non solo è la più veloce ma è anche la più soave e io non dovrei pensare niente di tutto ciò, uno, perché non voglio passare per lesbica, ci manca solo questo, due, non posso permettermi di ricascarci subito. Io sono qui per indagare, capire se tra me e lei c’è una possibilità, perché non è così scontato, giusto Lucrezia? No che non lo è, Lei potrebbe avere una relazione in corso con un’altra donna, per esempio. E io non avrei nessun diritto di sabotarla. Giusto Lucrezia? Giusto. E allora vai!

Vado. Giusto un passo verso l’uscita prima di sbattere contro il naso di una.

Scusi, le ho fatto male?”

No no”, dice lei.

La poveretta s’è piegata in quattro con una mano sul nasino. E, ora che ci faccio caso, perde sangue da quel nasino dritto come lo scivolo di un parco giochi.

Ho bisogno di precipitarmi al soccorso, di chinarmi su di lei, per riconoscerla. Ma fortunatamente non incontra i miei occhi e il loro sguardo “nudo”.

Corro fuori come un pazzo in cerca di aiuto, sono Lucrezia sono Lucrezia sono Lucrezia, e giungo come una pazza dalle mie nuove amiche, e racconto loro l’incidente e mi siedo e fremo al mio posto mentre in tre raggiungono Nico e la soccorrono. Sono fuori di me, mi sta succedendo qualcosa ma ho tempo, e devo stare calmo, ho tempo. Sono una donna, parlo in falsetto e il mio nome è Lucrezia. Nico non l’ho mai vista prima e quando ci presenteranno io non mi farò prendere dall’ansia, perché potrei, e nulla sarebbe peggio di questo, stringerle la mano.

Dall’interno del locale escono degli strilli acuti, sarei forse dovuta uscire strillando a quella maniera anch’io, sarebbe stato un ottimo esordio per il mio falsetto, ma quel treno è andato, rimandiamo.

Una delle ragazze che mi sta accanto, quella che mi ha fatto il contorno occhi, mi chiede lumi.

Io tossisco un po’ per riscaldare la gola e falseggio a dovere, spiegandole del nostro scontro di nasi, lei ridacchia. Mi dico dispiaciutissimo, inserisco il sangue nella scena ma non sortisco effetto, le donne del Pigneto sono tostarelle e questa miss Matita è quasi contenta. Mi spiega che l’incidente è caduto a fagiolo, perché avremmo comunque dovuto conoscerci, io e la Nicoletta e, meglio una testata, a sua detta, che uno scontro dialettico, ché lei non è proprio una buona buona, come loro, lei picchia duro, e finché non riduce la sua interlocutrice in pappa, non è contenta. Ma chissà che la botta non l’abbia ammorbidita… d’altra parte, conclude tra le risa, potrebbe avere l’effetto opposto e decidere di massacrarti, lasciandoti sanguinare sul tavolo… Deglutisco.

Attenta!”, dice quindi, miss Matita, se vede il tuo pomo d’Adamo è finita. Da quando l’ultimo ha smesso di farsi sentire ce l’ha su di brutto con voi maschietti, allora solo Dio lo sa, come potrebbe andare a finire.

Non mi piace essere donna, neanche un po’. E non mi piace neanche miss Matita, a dire il vero. E nessuna di quelle che hanno da ridire su Nico.

Largo, Largo!”, fa Miss Ombretto, proprietaria del locale e leader del gruppetto.

Dietro di lei miss Fondotinta tiene un tovagliolo bianco di stoffa presumibilmente ripieno di ghiaccio, sul naso perfetto di Nico che impreca con un certo stile e si divincola prendendo posto al tavolo di fronte a me, non è un caso, e non perde tempo.

Allora tu sei Lucrezia…”, mi fa sporgendosi verso di me con il naso pieno di cotone insanguinato e gli occhi lacrimanti. Non riesco a spiegarmi il perché, giuro, ma la botta le dona, le donano i tamponi al naso e le donano le lacrime. È come se la vedessi piangere per la prima volta e mi piace. Mi chiedo se abbia mai pianto per me. E lì per lì non mi trattengo.

Sì, mi dispiace di averti conosciuta in questa maniera. Ma non stai piangendo, vero?”

No, è più simile a un raffreddore, di quelli per cui si piange un tantino.” Sorride.

Sembrerà strano ma vedendoti così, la prima cosa che mi sono chiesta è stata… (se lei è una da terzo grado con k.o. finale, tanto vale colpire per primi) … chissà se ha mai pianto così, per un uomo?”37 farefuorilamedusa

Standard

76 thoughts on “37 (Io sono Lucrezia)

  1. Simpatico dare nomignoli alle ragazze del gruppetto, mi viene in mente il film ” A qualcuno piace caldo”, dove degli impareggiabili,Tony Curtis e Jack Lemmon, sono mescolati ad un gruppo di ragazze con abiti femminili e voci in falsetto.
    Davvero una trovava geniale quella di prendere diverse sembianze, ma con un alto rischio di essere beccati e di pagarla cara.

  2. Velia says:

    Mi piace sperare che Miss Matita, Miss Ombretto e Miss Fondotinta aiuteranno Luca ad avvicinarsi alla sua amata e a vincere, quando vedrà Nicoletta, sia la timidezza che quella sua diffidenza un po’ coriacea.
    Sempre secondo me, Nico, è vero, fa un poco la ritrosa ma in cuor suo spera vivamente di ritrovarlo.
    Io credo nel destino, e lasciamo che accada quel che deve accadere (ma facciamo di tutto di tutto per farlo andare dove vogliamo noi!).
    Un saluto e un abbraccio.

    • benapfel says:

      Ciao Velia… non so dirti se Luca crede nel destino, probabilmente non s’è mai posto il problema in questi termini, ma che lo aiutino o meno, ha le idee chiare, su nico! Credo…
      Ti abbraccio!

      Ben|

    • benapfel says:

      Ciao Kriout, che piacere ritrovarti. Ancor di più se lo è anche per te. ti ringazio infinitamente. Soprattutto per essere qui!
      Un caro, carissimo saluto. 🙂

      Ben

  3. Noel says:

    Che risate: il bagno senza specchio, tanto non è un bagno ma il cesso degli uomini; Luca che si lava le mani e se le asciuga alla meglio sulla gonna; e che dire quando esce e si scontra proprio con Nicoletta che per fortuna non può riconoscerlo per via del trucco.
    Ma il massimo è quando l’amica dice che è preferibile una testata a uno scontro dialettico dove probabilmente Luca avrebbe la peggio e sarebbe ridotto a pappa. Anche se comunque Nicoletta potrebbe essere stata un poco ammorbidita dalla testata. Li trovo i momenti più esilaranti. Il massimo poi è quando Nicoletta ‘impreca con stile’.
    Si sa che far ridere non è per niente facile, più semplice è, forse, far piangere. Non sei d’accordo, Ben?

    • benapfel says:

      Grazie Noel, forse è più difficile far ridere che far piangere, non fosse altro che sappiamo perfettamente le cose che fanno universalmente piangere ma la stessa battuta può far scompisciare me e lasciare impassibile te. Qualcuno ha detto che la risata scaturisce, in prima battuta, dalla sorpresa. E in un mondo dove la novità è merce rarissima il gioco del sorprendere si fa duro.
      Ti abbraccio!

      Ben

  4. Marianella says:

    Mi fa piacere che Primula abbia ricordato quel film bellissimo, vorrei definirlo commovente, che è “Mrs. Doubtfire” con Robin Williams.
    E come non ricordare “Tootsie”, interpretato da Dustin Hoffman in vesti femminili, Premio Oscar 1983, in cui il protagonista prende consapevolezza, divenendo migliore, della propria componente femminile?
    Salutissimi

    • benapfel says:

      Marinella, cara, grazie per i paragoni illustrissimi, Luca e le altre devono di certo un po’ di vita, a loro 😀
      abbracci&baci

      Ben

  5. Kipod says:

    ”Mi chiedo se abbia mai pianto per me” dice Luca guardando Nicoletta.
    Delizioso e soave sapere che qualcuno piange per noi, ancor più che se si traveste per vederci.
    Mi sembra che Nico sia abbastanza ‘tosta’, ma come si può sapere se qualche volta non piange anche lei quando è sola, in silenzio? Io penso di sì.
    Un ciao a Ben

    • benapfel says:

      Credo fermamente che tosti o no, ognuno di noi abbia vissuto almeno una volto il pianto. A volte è un vero e proprio nubifragio, a volte un pianto asciutto, tutto nervi e niente tristezza, ma spesso è puro rimpianto. Sarebbe bene imparare a soffrire dell’irreversibilita delle sole cose veramente irreversibili, perché molte cose non lo sono. E altre ancora non esistono, come i ricordo, l’infanzia, il tempo andato. Meglio stare nel presente per costruire nuovi ricordi, che valga la pena ricordare, penso.
      Mille ciao con la mano, a te, Kipod 🙂

      Ben

      • benapfel says:

        Certo, Ivano, è vero, ed è vero anche il contrario. Sta a noi dare al nostro passato il giusto peso e il giusto ruolo nella nostra vita presente e futura.
        🙂

  6. Marianella says:

    Mi fa piacere che Primula abbia ricordato quell’altro film bellissimo, vorrei definirlo commovente, che è Mrs. Dobtfire” con Robin Williams.
    E come non ricordare quel capolavoro, Premio Oscar 1983, che è “Tootsie”, interpretato da Dustin Hoffman. Nelle vesti di donna, il protagonista diventa migliore prendendo coscienza della sua parte femminile.
    Saluti a Primula (e anche a Ben)

  7. Molto divertente Ben! 🙂
    Mentre leggevo mi sembrava di essere al cinema : Marianella nel suo commento ha ricordato “A qualcuno piace caldo” e tu stesso nella foto finale; io invece mi sono immaginata Mrs. Doubtfire, di sentire il suo falsetto, di rivedere la scena del bagno al ristorante … esilarante!
    Non so se è dovuto al caso, ma sai che non lo credo mai, ma ho notato un’alternanza tra maschile e femminile sempre più ravvicinata e marcata nel corso del capitolo anche quando Luca parla tra sé e sé e pure nell’arco dello stesso paragrafo: corro fuori come un pazzogiungo come una pazza ; devo stare calmo sarei forse dovuta uscire… ; mi dico dispiaciutissimo … ; attenta! pronunciato da Miss Matita … Il personaggio entra in un altro personaggio, il che non è impresa facile!
    Annotazione: o la botta ha reso Nico leggermente miope o le truccatrici sono fantastiche! Dammi il loro indirizzo che non si sa mai!
    Comunque i complimenti vanno da sé.
    Consueto abbraccio 🙂
    Primula
    p.s. ho letto con attenzione i consigli , che ho trovato molto interessanti, di Eteroclito e Tads sull’uso del corsivo per evidenziare il falsetto, ma anche della tua difficoltà a realizzarli. Mi era venuta un’altra idea. Siccome il falsetto musicalmente parlando è uno “scalino” si potrebbe pensare a una scelta di tipo matematico. Le parole pronunciate “normalmente” scritte come base e quelle in falsetto scritte come apici. In Word ci riesco, qui occorrerebbe sapere il tag HTLM appropriato. Onestamente non so quale possa essere il risultato estetico e anche pratico …
    p.s. ² Come va la lettura dei Falsari?

    • benapfel says:

      Ciao Primula, eccoti, sono contentissimo che tu ti sia divertita, io amo particolarmente questi due ultimi capitoli, ho riso da solo, pensandoli e scrivendoli. Proverò la tua versione del “falsetto”, mi piace la sua naturale inclinazione all’ergonomia semantica. La testo e se suggerisce col suo aspetto il cambio di “pitch”, la adotto!
      ps.
      amazon (non è la prima volta che lo fa!) ha rimandato di 10 gg la data di consegna… ma non me la prendo. Sono Ben Apfel le cose per cui arrabbiarsi…
      Ti tengo aggiornata 🙂
      Un caro, carissimo abbraccio!

      Ben

  8. Chissà se questo commento ti giungerà, boh? Non mi dilungo quindi…. prima poi ognuno ritroverà se stesso?? Forse. Nella realtà poche volte accade. Abbraccio Ben e Felice Sabato:-)

    • benapfel says:

      Scherzi, prima o poi (più prima che poi…) i commenti giungono alle mie pupille bramose!
      Felice sabato a te, marilena cara, nella realtà accade poch volte ma accadeancor di meno che si intraprenda il percorso dellautocoscienza per davvero!

      Ben

    • benapfel says:

      Grazie TADS, sono convinto che qualcosa poteva essere fatto e ho fatto un po’ di prove dopo il suggerimento di Christian. Ma alla fine, mi sembrava di inserire troppi elementi, visto il neretto sulle rime, e poi il carsivo su questo font è davvero bruttarello e poco leggibie… ho fatto un prosaico costi et benefici e son rimasto al punto di partenza… ma non sono ancora convinto di a ver fatto bene, a dire il vero.
      A presto TADS

      Ben

  9. Uncordialesaluto says:

    Penso che, alla fine, non sarà tanto importante se il personaggio che sto seguendo (e al quale c’è stato il tempo di affezionarsi) si ritroverà alla fine con la sua Nicoletta o questo non sarà possibile. La vita è fatta anche di delusioni.
    L’importante è che Luca non perda mai la capacità di sognare e non abbia paura di continuare a volare verso i suoi sogni.
    E soprattutto vorrei dirgli, prima che il suo autore lo riconsegni alla sua vita lontano dai riflettori, di non farsi mai mettere il piombo sulle ali. Da nessuno.
    Un abbraccio a Ben

    • benapfel says:

      Bivrakha, sottoscrive le tue parole, indossando, per l’occasione i panni del lettore, ina volta instaurato un rapporto coi personaggi, tutto va bene, a patto che sia disposta a crederci…
      E sì, se avessi un figlio, sarebbe una bella cosa da dirgli… “… non farti mettere il piombo nelle scarpe da nessuno, figliolo!
      abbraccio grande!

      Ben

  10. Marianella says:

    Questo travestimento mi ha fatto ricordare un film che ho visto un po’ di tempo fa in casa di amici, favoloso, divertente, di quei film che ti rimangono impressi e non si dimenticano facilmente. Si tratta di “A qualcuno piace caldo” con quell’attrice, Marylin Monroe che interpretava il ruolo di una ragazza apparentemente ‘oca’ (non sono “intelligente “ dice quando rifiuta la ricchezza per lo squattrinato Tony Curtis). Comunque un personaggio che ho adorato, tenera e dolcissima, come il suo nome, Zucchero. Pensandoci bene, per alcuni aspetti mi ricorda l’imbranatissimo Luca che, è sicuro, saprà condurre nel migliore dei modi la sua spericolata avventura.

    • benapfel says:

      Non per niente la polaroid di fine capitolo è dedicata a una scena di quel magnifico film, probabilmente la più grande commedia di tutti i tempi! 🙂
      il paragone con il blomanzo e impietoso nei confronti del capolavoro di Billy Wilder, ma io non posso che trarne un po’ di gioia!
      Grazie, Marinella. E sì, Luca è un po’ la Marilyn, a parte il fatto che lei è stato una delle donne più belle del mondo e Luca uno dei più insignificanti 😀
      Un abbraccione.

      Ben

  11. ivano f says:

    mmh, ti sarà mica rimasta la cena sullo stomaco? In effetti non era proprio mia intenzione parlarne qui da te, solo se vuoi puoi passare da me, sennò vabbè, niente, non è un problema, tutto qui, mi sembra chiaro e come puoi notare qui non ci piazzo il collegamento al mio sito, la mia era solo un’umilissima richiesta che se non accogli non succede niente, ok? Scusa la mia tendenza a divagare, se mi ricapiterà di commentare vedrò di tenerla a freno. Comunque grazie del tempo che dedichi ai tuoi lettori, saluti e ogni bene

  12. Sa says:

    La rima ha sempre un suo perché! Ma Nico, passi la botta al naso, ma come fai a non riconoscerlo?!
    Vediamo come va a finire..

    Ben! Colpi di scena a nastro, ben fatto!
    Sa

  13. ivano f says:

    I blogger puoi forse chiamarli, puoi forse indurli a lavorare per te, puoi perfino sbarazzartene. Ma a volte ritornano. Non male, vero? Eh già, il buon vecchio Stefano Re sa il fatto suo… Dici che hai censurato una sola persona, quindi stiamo parlando di quel mezzo matto di A r n o l d o R i s m a ? Commenti offensivi? Ok, forse si è lasciato prendere un po’ la mano ma credo che abbia le sue “buone” ragioni, forse non hai capito cosa hai scatenato… Sorpreso? Non ero sicuro che bastasse passare al “tu” per mimetizzarmi, forse il mio stile non è così riconoscibile come credevo… Comunque non è che voglia ricominciare a perseguitarti, credo solo che sia il caso di essere finalmente esplicito: se ho reagito come ho reagito (e va bene, sì, ho esagerato e te ne chiedo scusa) è perchè mi hai illuso (probabilmente in buona fede, devo concedertelo) di aver trovato qualcuno il cui autorevole parere mi aiutasse a capire il valore di quello che faccio. Quello che ti chiedo (e credimi, non insisterò se non vorrai farlo) non è un’opinione sul valore “letterario” di quello che faccio (ma liberissimo di stroncare tutte le mie storie), ma sull’opportunità stessa di quello che scrivo, cioè: ha senso scrivere storie senza senso (magari divertendosi a farlo?) Secondo me no. Quello che spero è che uno scrittore vero possa, leggendole, essere colpito da un’intuizione che lo porti a scrivere qualcosa di davvero valido, non è forse questo che fanno gli scrittori, trovare un punto di vista originale dal quale guardare quello che tutti hanno sotto gli occhi? Così la vedo io ma potrei anche sbagliarmi… Va bene, ho approfittato fin troppo della tua pazienza e ho detto tutto ciò che mi premeva dire, adesso hai tutti gli elementi per decidere e rispetterò la tua decisione non rompendoti più le balle qui da te, saluti da Ivano (che non esiste) e da A r n o l d o R i s m a (che esiste davvero) e poi ci sarebbe anche Flavio Oreste ma questa è un’altra storia…

    • benapfel says:

      Ciao Ivano, mi è più simpatico questo alias 🙂
      Vuoi la franchezza niente di nuovo, tutti la vogliamo…
      Sai cosa mi ha infastidito di Risma? una sola cosa: il fatto che mi accusassi di avere solo commenti positivi perché cancellavo quelli negtivi.
      Mi fermo qui, ceno con calma che ho fame e con la franchezza che non ho mai negato a nessuno parliamo di “letteratura”.
      A dopo.
      Saluti.

      Ben

      • ivano f says:

        Mi dispiace, ti ho fatto odiare così tanto R i s m a che hai messo un filtro sul suo cognome (giusto?) e mi tocca scriverlo a lettere staccate (così dovrebbe essere impossibile filtrarlo…) e scopro che è partito tutto (buffo, no?) da un qui pro quo… Le mie “accuse” erano in realtà dei complimenti, o per così dire un modo di esprimere la mia ammirazione per tutti gli elogi che ricevi, non mi aspettavo per niente di essere censurato e quando poi l’hai fatto sono rimasto lì un po’ stordito (sì, riesco a essere ancora più stordito di come sono abitualmente, che tu ci creda o no) ed è partita la reazione… infantile, sì, ma ammetto di essermi anche divertito (appena un po’, chiedo perdono)… In effetti però a pensarci bene il mio comportamento si prestava ad essere frainteso, adesso che non sono più in preda al “furore” mi sento proprio un cretino e ti chiedo ancora scusa, nessun rancore? Io come vedi non me ne sono mai andato da qua e non ho nessuna intenzione di farlo, buona cena

      • benapfel says:

        Ivano. Questo non è un forum, e con questo intendo dire che non ci sono dei bot che moderano il tutto automaticamente, qui ci sono io che mi leggo ogni cosa che scrivi e la pubblico. Non è una cosa che si fa per divertimento, è una cosa che si fa perché si ama ciò che si è creato e si amano gli amici che lo animano e lo rendono vivo. Il blomanzo e anche me. E sarò loro grato a vita, che adorino o disprezzino questo blog.
        Non è questo il posto per fare meta-commentari autoreferenziali. Se ti interessa, se puoi farne a meno si ritorna alla normalità e amici come prima, se invece non riesci a farne a meno mi dispiace, non è un problema che mi riguarda.
        -Un nuovo inizio? –

        Ben

  14. Simansheeela says:

    Per caso, ne è rimasto qualcuno per me?
    Nicoletta, sbrigati a sposartelo, quel ragazzo, altrimenti ci facciamo un pensierino!
    Si scherza, ma continuo a pensare che Luca stia finalmente uscendo dal periodo scuro per diventare una persona che sa veramente quello che vuole e si impegna, anche in maniera un po’…rocambolesca, per conseguire i suoi obiettivi.

    • benapfel says:

      E caspita, Simansheela, certo che lo fa, lo fa e come, ma come dicevano i mersenne, qualche stagione fa “i’m just trying to show my best… please let me try!”

      Ben

  15. STRUGGIMENTOOOO! Mentre leggevo pensavo: se uno si travestisse da donna solo per potermi rivedere , forse lo sposerei…. Grandissimo Luca, i miei occhi non tornano più come prima…sono ancora a forma di cuore!!

  16. Kipod says:

    Per Ben Apfel: mi piace questa lettura, sei bravo. Tornerò a commentare.
    Due parole per Enea, se mi è consentito: dopo il sangue, l’amore non ritorna MAI! MAI! Dobbiamo ricordarcelo, è importante. Qualcuno non è d’accordo con me?
    Non parlo per Luca che, appare evidente, ha urtato involontariamente Nicoletta procurandole una ferita che comunque guarirà in fretta.
    Se ho detto qualcosa di sbagliato, vi prego, correggetemi.
    Kipodiam

    • benapfel says:

      Ciao Kipod,
      Se ho capito, vuoi ribadire la meschinità, la disgustosa viltà di chi picchia una donna, be’, sfondi una porta aperta, Kipod!
      Ma purtroppo il problema è di stretta attualità, e vale sempre la pena ricordare che razza di mondo ci aspetta fuori dalla “sala”.
      Il sangue è l’amore non siano mai compagni di giochi!!!
      grazie kipod.

    • Sono il primo ad essere d’accordo 🙂 si arriva al sangue perché l’amore è finito o non c’è mai stato, non da entrambe le parti…. intendevo a livello di gioco letterario, dove posso lecitamente nutrire curiosità irrazionali e illogiche 😉

      • Sul falsetto!
        Secondo l’esimio saggista alsaziano Uber Von Kartoffenl – autore di una pietra miliare come “Ancora l’ancora” – il corsivo cattura l’attenzione, eleva il contenuto, e corre in avanti. La sua tesi era che il corsivo “stride”, soprattutto per la sua natura storta, giungendo così alla conclusione che il corsivo sia falso.
        È proprio per questo consigliato per la generazione in un dialogo scritto del tono denominato “falsetto”. Facendo sempre e comunque attenzione allo scappellamento a destra e non a sinistra 😉

      • benapfel says:

        Supercazzola a parte, non era una cattiva idea. Faccio un po’ di prove su word e mi riservo di seguire il consiglio, caro Christian. 🙂
        ringrazioti, sin d’ora per l’idea!

      • Uber Antani sempre a disposizione 😉
        Poi è chiaro, ognuno ha il suo stile, ognuno usa ad esempio la punteggiatura come preferisce, e penso che ogni lettore non ci metta molto a comprenderla e plasmarla a sua volta!
        E tieni presente che qualche anno fa, sulla punteggiatura, sono arrivato a scriverne un’ode – quando si dice “tra il dire e il fare…”

  17. labloggastorie says:

    La “Nicodissea”…. leggendo questo capitolo mi è venuto in mente che la mitologia continua ad essere presente: figure mezze donne e mezzo trucco, l’uomo che si butta addosso una pelle diversa (per fortuna non di pecora) per non farsi riconoscere dalla Ciclopica figura accecata proprio da lui che continua a dimenarsi, fuggire, cercare, sperare. Lui che gira intorno per capire che la felicità non è mai stata lontana dalla sua “Itaca”.
    Curiosa sul seguito ti lascio il mio consueto abbraccio e rinnovatissima stima.
    Affettuosamente!
    Buon lavoro Ben!

    • benapfel says:

      Bellissima interpretazione, Bloggastorie, ci sta tutta, e dimostra quanto archetipiche e in evitabili, siano certe storie, non parlo certo di luca e nico, ma dell’odissea, ovviamente 🙂
      Riaffettuosamente!

      Ben

  18. La situazione si sta facendo complicata…..ma che idea malsana fingersi una donna per entrare nel suo gruppo…..verrà scoperto subito, e allora saranno proprio guai!

    • benapfel says:

      Malsana a dir poco, cara silvia, ma che vuoi farci, quando un soffio di vento te lo mette li davanti, proprio quando stai cercando un modo per avvicinarti senza essere scoperto a origliare, capita che sembri una buona idea per scoprire cosa va pensando la nico, travestirsi, dico. Certo bisogna essere portati per le follie, aver svilupato un’impulsività irrefrenabile, o essere mossi come un burattino da un amore letteralmente incredibile 🙂
      Speriamo comunque che se la cavi, è così tenero…
      😀
      Abbracci e Baci, silvia, e grazie!

  19. ivano f says:

    ehm, già che ci sono approfitto della tua disponibilità: a proposito del capitolo “natalizio”, bello è bello, ma mi ha illuso, perchè pensavo di trovare qua e là lungo il cammino altri capitoli scritti dal punto di vista di Nico, insomma uno svelamento progressivo o qualcosa del genere, ma se mi dici che non era previsto allora si spiega tutto… Ops, è tardissimo, penso che lo leggerai domani, perciò: buongiorno…

    • benapfel says:

      Eccomi. Allora ti ringrazio, sono contento che il capitolo di natale ti sia piaciuto e mi pare che altri lettori mi hanno chiesto direttamente o indirettamente se fosse un’apertura al lato “femminile” del blomanzo. Spero di non aver creato troppe false aspettative, accidenti.
      A presto, ivano, e buongiorno a te!

  20. ivano f says:

    ciao, scusa ma questi due ultimi capitoli mi hanno deluso (chiaro che il mio parere lascia il tempo che trova), certo è anche colpa tua che alimenti grandi aspettative (meschino da parte mia, vero?)… Insomma la trovata del vestito da donna mi sembra… una trovata, non so, un po’ una forzatura, troppo artificiosa… certo diventerà utile per scatenare situazioni divertenti, appunto: diventerà… non so, questo capitolo mi sembra solo un’attesa del prossimo, non so, credo che saresti stato capacissimo di fare meglio di così… Che dire? se non vorrai pubblicarlo non mi offendo di certo, anche perchè rischio verosimilmente di subire un linciaggio virtuale (può essere doloroso come e più di uno reale, come puoi facilmente immaginare), inoltre come potresti rispondere a quelle che in definitiva non sono che sensazioni (e poi nota che le ho infarcite di “non so”, il binomio che meglio mi rappresenta)? Io comunque continuo ad avere grandi aspettative…

    • benapfel says:

      Ciao Ivano. figurati se non ti pubblico, evito di pubblicare gli insulti gratuiti e non costruttivi, non certo i pareri e comunque mi è capitato solo con una persona.
      Io da parte mia posso dire solo, che dò il massimo e mi diverto davvero tanto. Non ho mai pensato di mettere un capitolo per un motivo diverso dal mio piacere. Insomma, sto scrivendo né più né meno quello che vorrei leggere in un libro di questo tipo. L’unica eccezione, è stato il capitolo 33 quando ho deciso a freddo, “sarebbe carino mettere qui un capitolo a tema natalizio” ma anche in quel caso ho scritto solo cose che ritenevo valide e il capitolo in sé mi piace molto.
      Non credo che qui si rischi il linciaggio per delle opinioni. Sarò forse fortunato ma ho ospitato sempre solo splendide persone, ed è davvero vero :). Inoltre se pure poco frequenti ci sono già state discussini su alcuni elementi del blomanzo. Ma sempre gestiti dai lettori con encomiabile serenità. Quindi stai più che tranquillo 🙂 Qui i non c’è una “linea” da mantenere. Se avrai mai la pazienza di rileggere tutti i commenti ti capiterà di accorgertene. Ricordo per esempio Una lettrice a cui non piacevo l’uso di “parolacce”… se ne parlo tranquillamente. E promovendo il confronto.
      Tornando invece nel merito dei tuoi rilievi, potresti trovarmi d’accordo, ma potrò dirtelo solo a blomanzo terminato, quando tutti i pesi avranno una collocazione e potrò dare un giudizio globale. attualmente mi sembra a posto.
      Comunque grazie mille per la tua fiducia, Ivano. Non censurarti mai che io non lo faccio di certo!
      Un sincero abbraccio.

      Ben

    • giusto, Ivano. La penso anch’io così. Ben ci ha abituato a ben altro movimento narrativo e questo capitolo ci delude un pò. Animo Ben, al prossimo capitolo ci aspettiamo un grande recupero.

Lasciare un commento è sempre una buona idea! B.Apfel