capitolo

32 (Starsky e Hutch)

D’accordo, Luca… la sua inclinazione al buon umore suona stonata, mi capisce? Lei potrebbe essere accusato di adescamento di minore…”

Il commissario mi sta simpatico, e questo mi mette di buon umore. Fa il suo lavoro, non è un gran lavoro, ma almeno lui ne ha uno. Ed è un tipo… pane-al-pane, lui, come piacciono a me, e se lui piace a me, io piaccio a lui. È matematico, per la proprietà transitiva: la simpatia, come scarlattina, passa dalla Nina alla Tateina, mi pare. Comunque ho un piano.

Senta ingegnere…”

Commissario…”

Ecco fatto!

Deve capire che mia zia aveva voce in capitolo, in famiglia, e quando avevo dieci, o dodici anni…”

Un minore!”

…sì ma non vada in estasi… commissario, la zia ci diceva un sacco di cose, ci riempiva di consigli finché non crollavamo esausti d’informazioni ma il tempo vola e certe cose passano di mente. È una specie di selezione naturale, ma oggi, guarda caso, di tutti i consigli della zia me n’è rimasto giusto uno che la riguarda…”

Che culo…”

Lei scherza, commissario, ma forse sbagliava, la zia, quando diceva,

‘Ricorda, ragazzo mio, le persone importanti son tutte ingegneri, anche quelli che non lo sono…’?

O quando sentenziava,

‘Chiunque non sia ingegnere vorrebbe esserlo, qualunque sia il mestiere che Dio ha scelto per lui perché l’ingegneria è una cosa seria e tutti vorrebbero esser seri a questo mondo…’

O quando domandava,

‘Hai mai sentito dire tu, quello è una persona seria, non per niente fa il giornalaio,? Non credo, ma ti capiterà mille e mille volte di sentire, di quello ci si può fidare, è un ingegnere!’

Ascolti Luca…”

No no, non mi interrompa adesso che la cosa si fa importante. Sto per scoprire, ora e per sempre, se mia zia, di ciò che vuole la gente ne sapeva qualcosa oppure no, mi segue?”

Sì… ”

Allora una domanda e abbiamo finito! Lei è un commissario, ma preferirebbe, forse, essere chiamato ingegnere? Perché io posso farlo senza problemi, anche se so che non lo è, e non la svergognerei di fronte ad anima viva. ha la mia parola!”

Luca. Mi spiace per lei e per sua zia ma io sono un commissario, e questo è un fatto…”, la voce mancò per un istante,“… inoppugnabile”.

Lo dice nel senso che ormai è così e non ci possiamo fare niente, vero?”

No no e no, lei travisa le mie parole. E non intendo continuare a rispondere alle domande fuori di testa di un… maledetto fottibimbi!”

Il commisario dà in escandescenze e lo fa bene, voglio dire, ci sono tutte, dal cambio cromatico sul volto, alla voce di petto, allo sguardo truce. Le manone si premono palmo contro palmo fino a sbiancare e scricchiolare in quella fichissima anteprima d’un’artrosi annunciata che segnala il furore del protagonista affinché tutti gli altri possano fuggire di gran carriera onde evitare fastidiose mutilazioni e ferite lacerocontuse. Cacchio! Non riesco a non ammirarlo anche se s’è appena tradito.

Lei ha appena usato una parolaccia a contrastare un colpo andato a segno, me ne sono accorto, sa? Eppure lei non sarebbe tipo da turpiloquio spontaneo, e in effetti non lo è, vero? Ma se può ripararsi con una precisa strategia, ecco la mette in atto ma con me casca male, con me… perché, questo la farà impazzire, sono stato anch’io un membro de illatooscuro! He he he… colpo di scena! E ora che mi dice?”

Le dico che non so di cosa stia parlando che, se esiste davvero una confraternita del latooscuro, è una buffonata senza valore, e le dico pure che se spera di ottenere l’infermità mentale, testimonierò personalmente che è in possesso di intelletto finissimo benché sia un’evidente balla.”

Ah sì? allora io… io mi arrendo. Ho sbagliato tutto. Ho cercato di seguire i consigli dei mie più cari amici, di Ettore e dei più grandi Maestri di dottrina del latooscuro…”

E così mi sfugge uno sfogo estemporaneo, e alla fine sono tanto turbato che quasi piango davanti all’ingegnere. Ma lui, a sorpresa, si fa comprensivo.

E mi dica, Luca, questo Ettore è un suo amico?”

… sì, credo…”

Qui mi interrompe strilla a qualcuno di portare i miei effetti personali e dell’acqua. Poi si rimette a guardarmi con gli occhi carichi di compassione. Ma a quale scuola comportamentista attinge?

Che vuole dire, è un suo parente, un compagno di scuola, di università, di ‘giochi’ di che?”

Non non lo so.”

Ma parlavate, giusto?”

Sì.”

E di cosa?”

Sempre della stessa cosa, parlavo con tutti della stessa… cosa”

Vale a dire… ?”

Di Nico, commissario.”

Quella dagli occhi nocciola…!”

Sì.”

E questo Ettore che lei non riesce ad annoverare tra ‘gli amici’ cos’era per lei?”

Un… il mio lavoro.”

E che lavoro faceva con Ettore?”

Il babysitter, commissario…”

Ah… e quanti anni ha, questo Ettore?”

Be’… lui era… con lui si poteva parlare di tutto.”

L’età, Luca…!”

L’età certo, di preciso non… non lo so ma era, è, molto…”

…giovane?”

No. No! Macché… era un… grande…”

Un grande.”

Sì, grande, molto grande, poteva essere mio padre… era quasi vecchio.”

L’ingegnere sposta la sedia un po’ indietro come se avesse finito.

Allora veniamo a noi Luca, si sente più tranquillo, ora? È a suo agio?”

Arriva l’appuntato con una busta e l’acqua. Fresca, a giudicare dalla condensa sulla bottiglia. L’ingegnere riempie due bicchieri e ne offre uno a me. Beviamo contemporaneamente come due bravi fratellini e un po’ sento già il calore inconfondibile della parentela.

Mi racconti, Luca, lei era al Pantheon quando le è venuta voglia di un gelato alla nocciola…”

Sì, qualcosa mi ha fatto pensare a Nico…”

Ma cosa c’entra davvero questa Nico?”

Tutto! Cioè nulla, con questa storia, ma io, lei ha gli occhi nocciola, mi pare, lo sa e, sembra da pervertiti, ma ho pensato che mangiando un gelato al sapore dei suoi occhi mi sarebbe risalita un po’ di quella energia che avevo quando… quando pensavo a lei tutto il giorno tutti i giorni. E quindi mi sono messo in fila ma c’era troppa gente e io volevo, mi ha capito, solo un po’ di nicciola.”

Nicciò…?”

Nocciola, chiedo scusa, posso prendere un altro…”

Mi riempie il bicchiere e io me lo scolo tondo tondo.

L’unico fratello ingegnere che ho, annuisce.

Poi ho visto quei ragazzini che giocavano, sa cosa facevano col gelato?”

Fingevano di ‘farla’ per strada. Li trovava divertenti?”

Per niente, mi divertiva che avessero avuto quell’idea ma la cosa non funzionava. Non era né disgustosa né scandalosa. Solo uno stupido spreco di gelato.

Alla nocciola…”

Si spinge di nuovo avanti con la sedia.

Sì. E allora ho pensato di sfruttare la cosa per saltare la fila…”

E in che modo pensava di saltare una fila di…”, sporge gli occhi sul fascicolo, “venticinque persone?”

Ho spiegato loro…”

Ai bambini…”

…che finché quella farsa l’avesse fatta un ragazzino non sarebbe riuscita bene…”

Quindi s’è offerto di farlo lei…?”

Annuisco.

Certo… ai loro occhi deve essere parso un adulto… e dica… lei aveva davvero intenzione di interpretare la parte del folle defecatore?”

Certo che no, io speravo che sarebbe bastato dare i soldi del gelato al ragazzino. Lui mi avrebbe portato un cono alla nocciola per la scenetta, saltando la fila, sa, i ragazzini passano avanti… e io sarei andato via col mio gelato…”

… alla Nicoletta…”

Ma quella peste s’è preso i soldi e non s’è neppure avvicinato alla cassa.”

Ora non mi dirà che un moccioso di dieci anni ha avuto una pensata migliore della sua?”

Perché no? Neppure immagina quanto siamo precoci i ragazzini di oggi! Poi è arrivata la polizia.”

Cioè noi…”

Sì, Starsky e Hutch.”

Rise.

Hanno chiesto loro di essere chiamati così?”

No, non li ho mai chiamati così in loro presenza, dovrei essere pazzo…”

Questo lo lasci dire a me, Luca…eh?”

Sì.”

Bene, ora arriva la parte dolorosa… Non so se questo rapporto sia stato stilato da Starsky o da Hutch, come li chiama lei, ma leggo tra le altre cose che è stato trovato ‘in possesso di una pistola’… ha qualcosa da dire al riguardo?”

Sì, Starsky e Hutch sono due imbecilli…”

Il fratellone strabuzza gli occhi.

Credo che abbia superato il segno, Luca. Non credo che lei sia un pedofilo, ma non potrei giurare che sia nel pieno possesso delle sue facoltà mentali, anche se questa…!”

Mentre parla svuota sulla scrivania una busta grigia.

… dimostra abbondantemente la sua… pericolo- sità”

E sulla scrivania ci sono tutte le cose che avevo con me al momento dell’arresto.

– Un volantino stropicciato

– un mazzo di chiavi

– un portafogli con otto euro

– lo scontrino di una ferramenta

– una pistola.

Sa una cosa, Luca?”

Il mio fratello ingegnere si fa molto serio, prova inconfutabile che almeno mia zia aveva ragione.

Prego…”

Impugna la mia pistola arancione e la punta alla mie spalle. Oltre la finestra a vetri Starsky e Hutch piantonano la porta dandoci le spalle.

Io sono un cretino, odio il lavoro che faccio e mi piacerebbe essere un ingegnere…”

Lo so!”

Stia zitto, non ho finito… ma su una cosa aveva torto: quei due, non sono due imbecilli, quei due, sono due enormi coglioni!

Detto questo si alza, stende il braccio e spara ripetutamente contro Starsky e Hutch. Urlando come un ossesso, ‘coglioni, coglioni, coglioni…’

Il commissariato si riempie di bolle e io, anche se le bolle non hanno colore e non profumano di niente e neanche spiccicano un suono, mi ritrovo la testa ricolma, senza spazio, stretta stretta piena zeppa di Nicoletta.farefuorilamedusa_32

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58 thoughts on “32 (Starsky e Hutch)

  1. Per fortuna ogni equivoco si chiarisce e certo Luca non fa una bella figura!
    Nicoletta non era mai stata perduta, il crederlo è stata solo illusione e… come per una bolla di sapone, aver creduto di essere più forti è stato solo un momento vano.
    Presa consapevolezza che Nicoletta dagli occhi nocciola ( forse) è sempre nella testa… cosa accadrà?

  2. Il ritorno di nicooooo!!
    Le avventure in questura hanno sempre un retrogusto demenziale …!
    Il capitolo rispecchia la realtà …
    Grazie per averci citate … più che una scarlattina … ci sentiamo una pervasiva peste bubbonica del trecento … comunque graziee

    • benapfel says:

      è pur sempre una rarità, fama, fortuna e glorio, vi colgano!:)
      Orde di liceali tutt’intorno con gli occhietti sgranati. E l’insegnante austera al punto giusto, come un uovo alla coque: “osservate bene i diversi cicli delle pustole, nell’uomo e negli animali… (applause!) 😀
      Ben ben ben trovate, voi due! Ben

  3. Non è un buon periodo, Ben, ma forse le cose, almeno per Luca, stanno migliorando. E questo, per dieci minuti a settimana, mi fa staccare un po’ la spina.

    Buon natale a te, Luca, Nico e tutti gli altri.

  4. Bivrakha says:

    Ribadisco quello che ho detto, hai talento e dunque non preoccuparti e continua a scrivere.
    Non solo riesci bene nei dialoghi come dice Primula ma anche in altri momenti, tantissimi nel corso del bloromanzo, ad esempio descrivendo la città o nell’esprimere sensazioni ed emozioni del protagonista in modo originale. E non voglio dilungarmi.
    Chi non ha talento può cercare pedissequamente di imitare, ma dopo pochissimo non si può fare a meno di notare la differenza di qualità.
    Scrivi e non preoccuparti della “zia della prestazzione”.

    • benapfel says:

      D’accordo, Bivrakha, allora lascio perdere la “zia” e scrivo senza preoccupazione e inquietudine, solo infinita gratitudine per il tuo prezioso, del tutto indipendente dal natale, incoraggiamento e nient’altro.
      Grazie.

      Ben

  5. Bivrakha says:

    All’inizio, quando ho cominciato a leggere “Fare fuori la medusa”, circa a metà delle puntate, ho trovato che si trattava di un racconto originale, con quel pizzico di surreale, di poetico, di fantastico che rendeva il romanzo molto gradevole.
    Poi mi sono appassionata alle vicende di Luca vivendo quasi tutte le sue emozioni. Man mano che si susseguono le puntate, scopro ogni volta che chi dà vita a Luca è uno scrittore validissimo e di grande talento.
    Buon Natale!

    • benapfel says:

      Cacchio, Bivrakha… grazie. grazie di cuore, se però quanto dici è ispirato dall’irresistibile spirito natalizio, non dirmelo, almeno fino all’epifania, please!
      Sono pervaso da un misto di gratitudine, antusiasmo e ansia da prestazione… ma è la gratitudine a prevalere 🙂
      Un cordiale saluto 😉 , Bivrakha!

      Ben

  6. Mi è strapiaciuto! 🙂 🙂
    Lo sai Ben che io ti trovo particolarmente bravo nei dialoghi, l’ho già detto più volte.
    Una sorta di interrogatorio a rovescio in cui, per buona parte, i ruoli sono ribaltati creando una situazione che, almeno io, interpreto al contempo come assurda e tragi-comica, molto simile ad alcune dinamiche del teatro dell’assurdo.
    Faccio sempre i dovuti distinguo: dramma e inconsistenza dell’esistere e dell’individuo, ovviamente, come in Ionesco .. bla, bla, bla … ma ogni volta che leggo ad esempio La Cantatrice Calva sorrido per la moltissima ironia, anche comicità, che ritrovo sul piano del linguaggio. Esempio, la prima scena: marito e moglie, i Martin, che parlano di un certo Bobby Watson. Ma non si riferiscono alla stessa persona e per molte battute vari Bobby Watson (uno di questi è commesso viaggiatore) si intrecciano, si confondono e si fondono nella stepitosa battuta finale del marito “Tutti i Bobby Watson sono commessi viaggiatori”, come per Luca “le persone importanti sono tutte ingegneri, anche quelle che non lo sono”. Perfetto teatro dell’assurdo. E per lui il commissario resta un ingegnere.. punto.
    Ho letto con soddisfazione che hai continuato a “giocare” sulle percezioni sensoriali. quasi con delle sinestesie. Mi basta una frase “mangiare un gelato al sapore dei suoi occhi” .. e dalla nocciola esce Nico.
    E che dire della parte finale? Un intreccio di sensazioni (colore, odore, suono / vista, olfatto, udito) che hanno la loro sintesi ancora in Nicoletta.
    Ora capisco perché mi avevi parlato della loro importanza nell’economia del romanzo!
    Tecnicamente sempre più bravo Ben! E come sai mi piacerebbe vederla a teatro questa Medusa!!! 🙂
    Nell’attesa, di prossimi capitoli ed eventuali tuoi nuovi progetti, ti mando un abbraccio e l’augurio di trascorrere un Natale di serenità.
    Con tanta amicizia 🙂
    Primula

    • benapfel says:

      Primula carissima, sono strafelice che ti sia strapiaciuto e sono strafelice che tu abbia tirato fuori il teatro dell’assurdo che ho sempre amato senza pensare mai di farlo, ma si vede che era lì da qualche parte acquattato, in attesa del momento più opportuno per saltar fuori. Sono contento perché ora so che da qualche parte dentro di me c’è questa cosa, una cosa che mi piace da sempre. bisognerebbe moltiplicare gli spazi deputati a questo, i momenti deputati alla catalogazione delle cose belle che abbiamo dentro…

      Ormai questa cosa del teatro… ci credo anch’io, quindi tienti pronta perché, non so come non so quando, riceverai un invito per la prima e dovrai alzarti a sipario ancora chiuso per presentare l’opera al pubblico.
      Un super natale per te, cara primula.
      Con estrema 🙂 amicizia.

      Ben

      • Siamo davvero in sintonia 🙂
        Trovo finalmente qualcuno che ama il teatro dell’assurdo quanto me! La capacità di unire, almeno in Ionesco, dramma e ironia, la trovo straordinaria!
        Alla tua prima non mancherei per nulla al mondo!!
        Ancora buon Natale Ben. 🙂
        Primula

      • benapfel says:

        è verissimo! 🙂
        inutile anche che io apra bocca su ionesco…
        Farò di tutto per metter, a tempo debito uno spettacolo teatrale.
        E siederò in platea ascoltando le tue parole introduttive 😀
        Buonnatale a te, Primula.

        Ben

      • Piccolissima postilla carissimo Ben.
        Visto e considerato che abbiamo spesso parlato di romanzo, tecnica narrativa e gusti letterari ecc .. approfitto della tua disponibilità e gentilezza. Mi piacerebbe avere la tua opinione su queste idee che ho buttato giù …
        http://wp.me/p3rBa3-ii
        http://wp.me/p3rBa3-iN
        Non propongo mai miei post, ma in questo caso ci terrei moltissimo a leggere cosa ne pensi.. Ovviamente quando e se hai tempo.
        Un grazie di cuore e un megaabbracccio 🙂
        Primula

      • benapfel says:

        Letto tutto, carissima!
        E concordo pienamente con la tua visione di twitter…
        Trovo che il racconto del mondo cinguettante, le voci sovrapposte, ammucchiate, affastellate a comporre un unicum e insieme un continuum comunicazionale caotico, sia molto affascinante. Ci sono autori che sembrano raccogliere la sfida per lo più creando situazioni in cui il testo cerca di sfondare i confini che gli erano stati assegnati o di apparire ovunque ci sia spazio. Chris Ware ha cercato la terza dimensione per avere un palazzo di cartone da riempire di testo e quindi di voci!
        (to be continued…)

        Ben

    • benapfel says:

      Ciao LuceOmbra, è bellissimo pensare che questo natale c’è chi legge il romanzetto di Luca 🙂
      Grazie. è un gran regalo!
      Ben

      ATTENZIONE! MESSAGGIO SUBLIMINALE. NON STACCARE GLI OCCHI DAL MONITOR! – FARE FUORI LA MEDUSA E’ UN BLOMANZO A PUNTATE. LE NUOVE PUNTATE DI FARE FUORI LA MEDUSA VENGONO PUBBLICATE OGNI MERCOLEDI A MEZZANOTTE PUOI LEGGERE LE ULTIME SUL PROGETTO SU http://www.facebook.com/farefuorilamedusa – E Se vuoi incollare i nostri adesivi nella tua città chiedici come fare! FINE DEL MESSAGGIO SUBLIMINALE. CHIUDERE GLI OCCHI PER UN MINUTO E ALLONTANARSI IMMEDIATAMENTE DAL MONITOR!

  7. Mi piace per almeno tre motivi:
    1. Il ritorno di Ettore, almeno nelle parole di Luca. E’un personaggio che mi è simpatico: pur essendo un neonato, ha la saggezza di un adulto ed è un punto di riferimento per il giovane.
    2. L’imbranatezza di Luca che confonde Nico, nicciò, nocciola, nicciola, svelando così il suo pensiero ‘dominante’.
    3. Il fatto che Luca non beva più Bombay tonic e non beva neppure a canna da una bottiglia di rum ma semplicemente si scoli con grande soddisfazione un bicchiere di acqua fresca.
    Mi piace sempre di più.
    Buone Feste a tutti, a Luca e al suo autore.

    • benapfel says:

      🙂 Eh sì… Luca sta diventando un bravo ragazzo, si vedono i terribili primi sintomi di chi ha imboccato, poveretto!, la retta via 🙂 .
      Festeggio la cosa, con un sorso di vinaccio e una costaletta di maiale ricopeta di semi di finocchio! See, magari, qui a Berlino giusto il vinaccio posso trovare. Sì, la carne c’è e non è malaccio ma i semi di finocchio non hanno sapore, vabbé bando alle lamentele che tra un po’ mi italianizzo per trastullarmi un po’ col cibo vero ecc.
      Un abbraccio natalizio, cara simansheela, anche da parte di Luca!!!

      Ben

  8. A dispeto del tour de force tipico natalizio, anche alle 3 del mattino (circa) trovo il tempo la voglia e soprattutto il piacere di seguire le incasinate vicende di Luca . Credo che ormai abbia esaurito il periodo “latooscuro” , sono sicura che vivrà altre spettacolari avventure prima del lieto fine …….perché c’è un lieto fine vero ? 0_0 Beh, comunque ormai sono intrippata con la storia , quindi anche se finisse con un suicidio collettivo non potrei fare a meno di seguirla fino in fondo ^_^ Ti auguro buone feste Ben , auguri anche a Luca 😉

    • benapfel says:

      Ciao carissima Rosaflor, so cosa intendi, e sono davvero ultrafelice che tu abbia trovato le forze per leggermi e scrivermi 😉 a quest’ora tarda, poi…
      Sì, immagino che ci sarà un lieto fine anche se di recente ho rivelato, non ricordo più dove, che, del mio canovaccio, l’unica cosa, neppure accennata, è il finale.
      Non mettermi in testa strane idee, che Alberto Madrigal, l’autore del mio logo, il quale ha appena pubblicato una bella graphic novel dal titolo “un lavoro vero” (gli faccio un po’ di pubblicità), mi accusa di non essere capace di scrivere storie in cui non ci sia almeno un morto e io che ne sto portando a termine una, ne soffro un po’ 😀 . Porterò i tuoi auguri a Luca, Ma soprattutto auguoni a te e a chi avrà la fortuna di trascorrere con te le feste. Un caro abbraccio.

      Ben

  9. È al termine di una giornata lunga (e, per alcuni versi, dura) che ci voleva proprio un po’ di Luca: con il suo spaesamento, con le sue parole-valigia, con i suoi sentimenti, sempre forti, sempre puri, quasi ingenui.

    Avvisalo che si troverà il commissario (in versione telefilm, con camicia hawayana, giuro) che gli suona il clacson per salutarlo per strada ancora tra molto tempo. Succede, ne so qualcosa. E gli capiterà di sorriderne, come di eventi successi a qualcun altro, in un’altra epoca, in un altro luogo.

    Non è forse sempre così? Non abbiamo tante versioni di noi, che vivono esistenze parallele? 😉

    Alice

    P.S. Circa il commento di settimana scorsa, mai fidarsi di chi mette un limite troppo basso al numero di repliche a un commento! 😛 (Non potevo risponderti, non c’era più il tasto!)

    • benapfel says:

      Sul tuo P.S., di me puoi fidarti, ho alzato il limite a un mese fa a 5, non so come ti sia successo, ma ammetto di non saperne un granché, di ‘ste cose. proverò ad alzarlo a 6. 🙂
      Sul resto, sì che abbiamo tante versioni di noi, una per ogni attimo, una per ogni momento, per non parlare degli universi paralleli ben teorizzati persino dall’ “accademia”…
      E counque è sempre così, la vita, come un film diventa autoreferenziale e accadono cose già viste che rimandano a pensieri già fatti e ci si trova a interpretare la realtà comevolesse dirci qualcosa, dandosi, in fondo, del cretino! 🙂
      abbracci e baci, alice!

      Ben

  10. Il tempo, le esperienze e ‘l’intelletto finissimo’, riconosciuto anche dal commissario, aiutano Luca a uscire fuori dai momenti più oscuri.
    Ma la sua intelligenza vivace non gli impedisce di coltivare sentimenti teneri e affettuosi: vive un poco nelle nuvole e rischia seriamente di finire in carcere per aver fatto, in maniera un poco sconsiderata, dolci associazioni di pensieri.
    Se riesce a cavarsela, intuisco, tuttavia, che la storia non è ancora finita e che egli dovrà superare altre prove prima di uscire definitivamente dal cosiddetto ‘lato oscuro’.
    Ben, ti paragono ad un abile burattinaio, ed è un complimento!

  11. Vedevo sempre i telefilm di Starsky ed Hutch con mio padre, dopo anche con mio figlio quando hanno ritrasmesso degli episodi. Trovarli nominati qui mi ha fatto piacere e simpatia come sei simpatico tu. Isabella

  12. Luca è portatore sano di un virus….ed il commissario ha la faccia di Lino Banfi ed il cartellino al petto dove a chiare lettere si legge Lo Gatto…
    La lucidità dell’anti-eroe è il sintomo della lenta guarigione?
    Aspetto l’esplosione di materia grigia!
    Consueto abbraccio e buon lavoro Ben
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    • benapfel says:

      Mia cara ricordo di aver risposto a questo commento inconfondibile per via della firma, ma siccome sono fuso chissà dove –zz- l’ho scritto. 🙂 Poco male, comunque. Commento lucidissimo e meravigliosamente letterario. adoro, la lucidità dell’antieroe è il sintomo della lenta guarigione. Consueto abbraccio, caro Ringo! 🙂
      P.S.
      Ma ti sta piacendo, ti diverte, almeno un po’?

      Ben

      • Ahaha…sarà finito in qualche Rielaboratore Ipostatico…e….SI! Mi sta piacendo molto e mi diverte talmente tanto che a tratti ardo come un Tizzone senza rischio di consumare il mio entusiasmo per autocombustione!
        Davvero tanti auguri!
        … anche per il Natale 😉

      • benapfel says:

        AH HA HA!
        Arguzia e ironia sono ormai il tuo marchio di fabbrica, fantastica bloggastorie, grazie per l’entusiastico approccio al romanzetto di gianni e guido. se tu ti diverti non è poi male… 🙂 Ti lascio con una chicca (Anna Maria Amelia Rosa Tizzone è un acrostico).
        Tantissimi auguri a te, Bloggastorie. Anche per il natale 😉

        Ben

        Ben

  13. E finalmenteeeee!! Ma che tenerezza Luca che vuole assaggiare il gelato al gusto degli occhi di Nicoletta!!Sapevo che prima o poi si sarebbe arreso al’evidenza, e Sara è stata probabilmente ..il grilletto! ( tanto per non abbandonare le pistole!)
    Grande momento questo! Aspetto con ansia il prossimo giovedì, le consapevolezze fanno crescere e ho tante fantasie in testa…

  14. xxx says:

    Adoro le poesie con la rima:
    “La Befana, poveretta,
    si confonde per la fretta:
    invece del treno che avevo ordinato
    un po’ di carbone mi ha lasciato.”
    Vai, Luca!
    (A proposito, la bella filastrocca non è mia, è stata scritta da Gianni Rodari!)
    Un abbraccio a Ben Apfel.

    • benapfel says:

      Ciao Itkha,
      Pensa che io sono stato cresciuto a latte biscotti e gianni rodari… 🙂
      è una specie di geniale, immortale fratello maggiore, per me.
      Ti abbraccio anch’io!

      Ben

  15. ahh, e ritorna prepotentemente a dominare la testa del nostro povero eroe!
    spero che babbo natale gliela faccia trovare sotto l’albero, o anche sopra l’albero, fluttuante! 🙂 notte…

Lasciare un commento è sempre una buona idea! B.Apfel