capitolo

31 (Zombi, Trottolino, e Pellizza da Volpedo)

 

Questa scena è ridicola e con essa tutta la storia.

Senza contare che ho un mal di testa boia,

le cose sono andate a puttane così in fretta che mentre ero nella macchina della polizia, fichissimo, per carità, manco ci pensavo che la cosa non aveva nulla di buono. Ma tutte quelle signore con prole e quegli uomini fuori di sé che strillavano contro di me mi erano simpatici nonostante i forconi, i badili e le mazze da baseball, ma dove li tenevano, in tasca? Fortuna che ho sempre avuto una gran simpatia per il surreale o adesso avrei una paura fottuta. Non che sia del tutto indifferente all’idea dello stuolo di assassini che segue la nostra macchina, ma è così poco credibile… voglio dire, è l’era dei serial killer solitari e quasi buoni come Dexter, non quella dei genitori organizzati e del tutto cattivi, che poi io non sono neanche un criminale, ok avrò frequentato il lato oscuro per qualche giorno ma non faceva per me, lo sanno tutti che era una forzatura! La persona che sono stato più vicino a far fuori, sono io stesso. Insomma qualcuno glielo spieghi a questi tardi rivoluzionari alla francese che io sono con loro, che sono povero in canna, magari, o povero e basta che a dir “canna”, oggi davvero si rischia la galera. Dite loro che il millesettecentoottantanove è lontanuccio e che sono italiani, per Dio, un po’ d’amor patrio, sono maestri in altre cose, loro: nessuno al mondo “lascia fare” come loro, nessuno se ne frega, ditelo, che non è certo il momento per ampliare gli orizzonti a pratiche nuove, che ci vuol tempo per cambiare, eh! Portate prove a conforto della tesi lassista. Dite loro che se la son sempre cavata benone con quella strategia e che non è certo questo il momento di lasciare la strada vecchia per la nuova, che rischiano di fare un errore di cui si pentiranno. Mostrate loro un video, fate in modo che credano che è in arrivo un inevitabile ritorno alla morale, usate lo spauracchio della chiesa. Inventatevi una balla qualunque, dite che hanno costruito un macchinario per far ricrescere i capelli sulle loro teste e la solidarietà al loro interno. Oppure dite loro la verità trovando un sistema perché risulti credibile. O usate la semplicità, ché a volte funziona! Dite: la chiesa diffonde attraverso l’acquasanta un batterio che causa la cadute dei capelli e dei valori. Non è necessario approfondire, non perdiamo tempo che qua dietro son sempre di più e il calare della sera li fa sembrare zombi, ok?

Mettetevi nei miei panni. Insomma io non ho fatto nulla, e nonostante questo un branco di morti viventi che strilla e sbraita contro di me ci tallona senza correre. Ma non è un vantaggio perché la macchina va a passo d’uomo che poi è lo stesso dello zombi, e la lentezza dei mostri, dal lunotto sedici noni di questi scellerati in divisa, li fa inesorabili, ai miei occhi. So che è un vecchio trucco ma chi ha detto che conoscere il trucco riduce la paura sosteneva una tesi molto carente sul lato sperimentale. Per non parlare del fatto che questi due sui sedili anteriori della volante non si girano neanche a guardare se sto tentando la fuga o organizzo uno strangolamento ai loro danni. Mi basterebbe vederli in faccia, ma deve averli addestrati Dario Argento ‘sti po- po- di -liziotti che non sono altro. E a pensarci bene è credibilissimo, perché è romano de Roma l’uomo dei sospiri in velluto grigio. E’ proprio vero che “quando le cose cominciano a quadrare, la strizza si fa puzza”. Dovevo trovarmi col culo incollato al sedile di una volante, per comprendere il significato profondo di ‘sto detto. Fatto sta che oggi funziona come un avviso e può darsi che contribuisca alla salvezza della mia dignità, persino. Che poi non fosse per quelli là fuori starei benino, invece quasi me la faccio sotto a guardarli ma non riesco a fare altro. Provo a razionalizzare, a volte serve… quasi mai in realtà, ma tentare non nuoce e allora parto a razzo, questi tizi, questi pazzi questi… mi serve un termine senza “zeta”, questa gente… la gente è davvero pazzesca, non si conoscono neppure ma hanno la stessa identica espressione. Fronte aggrottata, occhi sgranati, rossi, di capillari esplosi. Impossibile non pensare che potrebbero essere esplosi tutti nello stesso istante, una corale deflagrazione. Un attimo prima niente e alla fine, tutto in una volta, BOOM! Peccato che il mastro vetraio stesse dormendo, non si spiegherebbe com’è che a farmi sentire il botto non c’abbia manco pensato. Può darsi che il sangue lo impressioni, che due goccioline a testa, una per occhio, abbiano superato la quantità massima di sopportazione per un vetraio medio. È così, la mia testa va per associazioni ma mi piace sgamarlo mentre le prepara, m’interessa il momento del concepimento anche se questo livello di autocoscienza è l’anticamera della follia, come quello che s’era messo in testa di controllare la proprio respirazione, passo dopo passo, fino a concepire ogni espirazione come un gesto volontario, ogni inspirazione come un gesto desiderato e quando il cuore aveva lasciato tutto nelle sue mani, la consapevolezza di dover procedere “manualmente” a respirare o sarebbe morto, aveva abbandonato i comandi per paura di sbagliare, ed era morto. Ma l’esempio è sbagliato, io paventavo la follia, in realtà. E comunque l’ho vista chiaramente l’associazione vetraio lunotto sedici noni e anche se avrei preferito un altro film, mi accontento di questo horror colto che mi parte a sorpresa con questa rivisitazione di Quarto Stato di Pellizza da Volpedo in chiave “notturna” che non è niente male.

Preparati a scendere”, mi fanno i poliziotti in commovente unisono, Lascio il sedici noni e mi preparo a entrare nel film. Siamo alla stazione di polizia. È scritto qua fuori in caratteri cubitali e illuminati di blu e bianco. Mentre aspettiamo chissaché il quarto stato, in un treddì eccezionale, il primo davvero efficace di questa sciagurata stagione cinematografica, supera la nostra volante e si piazza davanti all’entrata dell’edificio in cui mi dovrebbero condurre Starsky e Hutch.

Non muoverti, tu”, mi fa Starsky. Non credo esigano una risposta, e figurarsi se mi muovo dal caldo del mio sedile, ora che quei tizi, agitano le loro mazze, forche, pale, urlando parole che sono strafelice di non udire chiaramente ma si sente che è una rilettura da stadio di “Vatteme amore” di Minghi-Mietta”. Non c’è nulla da ridere, giuro, non avete idea di quanto bene si sposi il ritornello, col clima apocalittico della serata.

E allora ti ammazzerò

pedofìlo schifoso e bum bum zan zan zan,

la coreografia prevede, mani spianate a rivoltella sui BUM e pugni chiusi e calanti alla Dario Argento, sui ZAN.

Ingegnoso, no?

C’è un momento in cui tutto congela. Strasky e Hutch compresi. Un centinaio di minghi e miette cantano a sedici giri e la radiotrasmittente del duo poliziesco più famoso degli anni settanta, gracchia e scoreggia come un corvo cresciuto a fagioli e cocacola.

Si passano ordini perentori incomprensibili per un quarto d’ora buono. Poi c’è un gran fischiare di gomme sopra motori truccati e niente sirene. Da una camionetta anonima esce una squadra di ragazzini armati fino ai denti. Penso, felice, che non potranno fumare, e sparo un immaginario sguardo d’ammirazione agl’illuminati genitori che han pensato prima di tutto alla salute del loro bambino. “Bravi”, dico commosso, a riprova del mio compromesso stato mentale e col sorriso smagliante in bocca.

Con chi ce l’ha?”, chiede Starsky senza muovere la testa.

Parla da solo…”, risponde Hutch fiero, forse, che io parli da solo. O di averlo scoperto prima di Starsky, chissà.

La super squadra di bambini in divisa si muove verso il coro dell’Antoniano in versione bronx. E per un momento mi sembra tutto logico. Preordinato. I bambini col gelato alla nocciola, i bambini coi denti lindi e quelli che cantano una canzone d’amore per me. Se il mondo è un asilo io, che cerco di crescere in fretta, sono nel posto giusto.

Mica è una scoperta da poco, questa, in quanti possono dire di vivere, di certo, nel loro habitat naturale?

È proprio mentre gongolo della mia posizione privilegiata, all’interno dell’ecosistema mondo, che parte lo sparo. Un vero peccato per l’atmosfera generale. Anche perché le voci dell’Antoniano si stavano riscaldando, Starsky e Hutch battevano la batteria sul cruscotto e anch’io avevo preso a canticchiare qualche strofa. Ma dove ti giri giri c’è qualcuno che vuol rovinarti la festa e fine della musica. Tocca farci l’abitudine. Così l’Antoniano al completo si ritrova rasoterra e bocca serrata, in una convincente interpretazione del passo del giaguaro. Be’, udito il primo sparo, dopo una provvidenziale pausa di smarrimento, i ragazzini col sorriso assicurato sparano una serie di raffiche a altezza uomo. Una vera fortuna per i giaguari in zona.

Finisce tutto lì. Sapete il minuto di silenzio che si tiene prima di divertirsi a ridosso di una disgrazia? Uguale, con la differenza che non ci sono morti e che il divertimento era appena finito e non sarebbe ricominciato così in fretta.

La radio di Starsky gracchia altri ordini che qualcuno raccoglie. Mi rialzo a spiare fuori dal finestrino appena in tempo per vedere il plotone Dentiperfetti che rimonta sul pulmino e parte a razzo nella notte. I miei due guardiani, ora che li guardo, non sono un bello spettacolo, con l’airbag sul grugno e rivoli di sangue secco sotto il naso. Vorrei far loro qualche domanda ma un tizio che si presenta come commissario vattelappesca mi salva in tempo spalancando il mio sportello. Chiede se io sia (mionomeecognome) e mi invita a seguirlo. Si ferma e intima ai miei due “eroi” di ripulirsi, raggiungere i ragazzi del coro sdraiati davanti alla centrale e prendere nomi e cognomi dei testimoni oculari dell’adescamento perpetrato da me (nomeecognome) nel pomeriggio, davanti la gelateria La palma, zona Pantheon ai danni di (nomeecognome di anni dieci) ecc.

Figa la centrale, non spettacolare ma interessante soprattutto se avete intenzione di ambientare un noir al centro di Roma.

Il commissario mi mette a sedere e mi si siede davanti. Non c’è niente tra noi due, la scrivania è di fianco a noi. Dietro la scrivania però c’è un appuntato che smanetta a un computer degli anni ottanta.

Appuntato scriva”, dice il commisario al suo sottoposto e il suo sottoposto scrive. Ecco un vero clichè!

Dunque”, prosegue guardandomi dritto negli occhi con aria di rimprovero, “mi risulta che lei si sia fermato a osservare due bambini che giocavano con il loro gelato a pochi metri dalla madre, e abbia quindi attaccato bottone coi due minorenni fingendo di essere in fila per un gelato. Quindi dopo alcuni minuti di conversazione è stato visto allungare al più cresciuto dei due minori una banconota da cinque euro. È vero?”

I fatti in sé sono veri ma mi pare che le intenzioni siano state fraintese…”

Le pare o ne è sicuro?”

Ok, ne sono sicuro, Commissario!”

Lei è al corrente del fatto che l’adescamento di minori parte, nel 90% dei casi, da un dono in denaro. E che nel 90% dei casi tale dono ammonta a 5 euro in una sola banconota?”

No…”

Non mi segue o fa finta. Ci sono numerosi testimoni e, accertato che ha dato al bambino quei cinque euro, lei sarà un clichè nell’universo dei pedofili. Un pedofilo da manuale, ora mi segue???”

Senta Commissario, ecco cosa è successo. Mi sono messo in fila perché volevo un gelato alla nocciola. Perché? Perché mi piace la nocciola! Vuol sapere perché mi piace la nocciola? Forse perché una ragazza di cui ero innamorato aveva gli occhi color nocciola, non che si possano assaggiare gli occhi, e a dire il vero, non sono neppure sicuro che il colore dei suoi occhi fosse esattamente nocciola ma da qualche parte nella mia testa si dev’essere formata la convinzione che i suoi occhi fossero proprio nocciola e…!

Mi spieghi una cosa, lei voleva il gelato alla nocciola perché, forse, gli occhi di una ragazza di cui, una volta, era innamorato erano di quel colore??? Sarò onesto con lei, Luca, lei non sarà un pedofilo, ma non è neanche un santo, il mio senso di poliziotto pizzica e io sento puzza di dubbi e rimpianti lontano un miglio, mi segue?”

No.”

Bene, allora tagliamo corto.”, quindi si alza, chiede all’appuntato di smettere di battere a macchina e di chiamare Starsky e Hutch con l’elenco dei testimoni e le dichiarazioni.

In meno di cinque minuti mi ritrovo di fronte alla scrivania a guardare il commissario seduto al posto dell’appuntato che nel frattempo è stato cacciato.

Il capo mi sventola davanti un documento frusciante di fogli.

Sa cosa sono?”

Le dichiarazioni dei testimoni?”

Già…”

E cosa riguardano?”

Gli eventi di qualche ora fa…”

Uh uh!”

Avevo intenzione di dirle quante sono le persone pronte a testimoniare contro di lei, ma leggerò i loro nomi. Sono nomi falsi, ovvio, ma scommetto che le trasmetteranno il senso della gravità di quanto ha fatto.

Non ho fatto proprio niente, Commiss…”

Dunque la signora Liquiriziaecannella, dice che lei è un personaggio ambiguo e onirico!”

La signorina Farovale la accusa di aver copiato da lei la passione per il gelato alla nocciola”

La signora”, la lingua gli s’inceppa un attimo, “Bloggastorie, dice che lei è confuso e si aggrappa ai sogni per nascondere la verità… ma che razza di lista mi hanno dato!”

Comunque ci sarebbe una certa Barbara, Dio solo sa di cosa parla, che la accusa di non farsi capire…”

Mentre il commissario fuma dalle orecchie e urla perché venga qualcuna con i fogli giusti comincio a ridere. E rido sempre più forte, sempre di più… indifferente allo sguardo incredulo del commissario e al mio imminente destino…

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69 thoughts on “31 (Zombi, Trottolino, e Pellizza da Volpedo)

  1. Decisamente le scarpe piombate non svolgono la funzione per la quale sono state concepite!
    Luca sta fluttuando su una nuvola, spero abbia la cintura di sicurezza o non ritrova la strada di casa!
    Spero per lui che si tratti solo di un brutto sogno e che presto si stia per svegliare!

    • benapfel says:

      Quante volte capita di sperare che sia un sogno… Poveretto è un po’ in trappola tra la vita come dicono andrebbe vissuta e il rifiuto di seguire il binario.
      Merita comunque il mio assoluto rispetto.
      😀

      • Si pone la domanda: ” Siamo noi a creare il nostro destino o cadiamo vittime degli eventi se siamo impreparati? ”
        Luca fa di tutto per ” controllare” la realtò, ma le cose vanno avanti in modo davvero inaspettati. 🙂

      • benapfel says:

        La risposta è di quelle impossibili, poetyca. Ma posso supporre che Luca non sia un fatalista ma un maniaco del controllo oppresso dalla coercitività dei fatti 🙂

      • Sicuramente Luca è uno dei tanti, una persona che teme, forse perchè crede che più si tiene a qualcosa e più forze avverse remano contro, dunque o per scaramanzia, oppure perchè vorrebbe guadagnare tempo, alla fine prova a fare ” qualcosa”, per il solo fatto che nella sua mancanza di autostima, crede che nessuno sia capace di apprezzarlo per quello che è.
        Luca fa sorridere, fa tenerezza, ma in particolare fa riflettere. 🙂

      • benapfel says:

        Ed ecco un ritratto preciso e spietato del giovane, ingenuo Luchino.
        Povero, povero lui!
        😀

      • Forse preciso, per come ho letto di lui, mai spietato, siamo tutti umani, esseri tremanti di fronte agli ostacoli, reali o immaginari della vita. Possiamo prenderlo per mano e far capire che tutti siamo passati dalla medesima strada. 🙂

      • Sicuramente Ben, non solo sarebbe la ” vera storia”, quella che ci raccontiamo davanti allo specchio e non il grande sforzo per apparire, per essere ” in tiro” altrimenti si è visti come animaletti strani. 🙂 Luca è una pezzo di tutti noi.

      • benapfel says:

        “Sempre” nella testa o “solo” nella testa… ?
        Io propendo per la prima che poi è una condizione molto molto diffuso el mondo dei maniaci depressivi, dei paranoici compulsivi e dei mitomani seriali 😀

      • Mettere etichette precise a quelle miriadi di sfumature del comportamento umano è come voler arginare qualcosa di indefinibile.
        Siamo tutti figli di una società malata e non dobbiamo cercare di negare le nostre paure o nevrosi ma dobbiamo imparare a convivere con esse, come diceva Carl Gustav Jung:

        “Il malato non deve imparare come ci si liberi da una nevrosi, quanto piuttosto come la si possa reggere”,

        C. G. Jung

        In fondo Luca ci prova, anche se a momenti confonde la realtà interiore con quanto sia ” accettabile” dall’esterno.
        Questo non significa che non sia coraggioso o non provi ad attraversare le dune del suo viaggio interiore.

      • benapfel says:

        Luca e Ben ringraziano davvero sentitamente per aver spalancato loro le porte di un “salotto” serio, scrupoloso e accorato 😀

  2. Daniele Bailo says:

    Nelle ultime puntate mi stavo un poco perdendo nei vaneggiamenti di Luca… il mio cervello primordiale non lo seguiva, nonostante anni di metodico esercizio in pippementali… eccolo che ritorna, più vicino a me, più comprensibile.
    Più galeotto, anche.

    Ottima la trovata alla lost in google (ti prego dimmi che lo conosci, sennò googlalo) di infilare nel racconto i commentatori e le loro richieste…
    bella, bella.
    Bhè, proseguo nella lettura.
    a presto

    • benapfel says:

      Ciao Daniele, probabilmente il lato pippementali di Luca e la cosa che ci accomuna di più. questo per dire che quando sono in fase P.M. non posso che riversarne una quota sul povero luca… 🙁
      Lost in google mi ricordo che qualche amico mi fece vedere un video su google è una specie di serie web, vero? confesso di non essere stato trainato dall’entusiasmo degli amici. Al contrario di ciò che capita di solito, per la mia pessima opinione della serie “Lost”, probabilmente.
      Immagino che centri ben poco con la serie, ma tant’è… se mi dici che ne vale davvero la pena, però, como subito la lacuna! 🙂
      Grazie, Daniele, grazie mille anche per le dritte.
      Un abbraccio!

      Ben

      • Daniele Bailo says:

        Lost in Google è unas erie molto simpatica, nata da un gruppo di ragazzotti che hanno cominciato quasi per scherzo… la trovata che mi pare geniale è data dal fatto che è stata una serie creata in modo ‘parteciapativo’: alla fine di ogni puntata infatti raccoglievano i commenti dei lettori e infilavano i loro suggerimenti in alcune delle puntate successive.
        Esempio: commento:”vorrei che lina mangiasse una banana nel momento più drammatico”, e nella serie, durante il top del climax, la protagonista tirava fuori il frutto dell’amor e cominciava a mangiarlo in tutta calma.

        In un certo senso mi pare tu abbia fatto qualcosa di simile usando alcuni tratti dei commentatori – gente reale, quindi – in questa tua puntata.

        Per quanto riguarda le PM, il potere catartico della scrittura è comprovato 🙂
        a presto, Ben.

      • benapfel says:

        A questo punto provo a cercarla e me la pappo in tutta calma.

        P.M.+ scrittura = Catarsi? Eh sì, non ci sono dubbi! 🙂
        A presto Daniele.

        Ben

  3. ditelo, che non è certo il momento per ampliare gli orizzonti a pratiche nuove, che ci vuol tempo per cambiare, eh! Portate prove a conforto della tesi lassista. Dite loro che se la son sempre cavata benone con quella strategia e che non è certo questo il momento di lasciare la strada vecchia per la nuova, che rischiano di fare un errore di cui si pentiranno. Mostrate loro un video, fate in modo che credano che è in arrivo un inevitabile ritorno alla morale, usate lo spauracchio della chiesa. Inventatevi una balla qualunque, dite che hanno costruito un macchinario per far ricrescere i capelli sulle loro teste e la solidarietà al loro interno.
    ottima, dissacrante, lucidissima visione del NOI OGGI!
    haimè!

    … ben, ci sei mancato, ma non trovo mai il tempoooo!
    “time wais for nobodyyyyyy”

    • benapfel says:

      E cosa credete voi, -ine di casa, di non indurre domande sconsolate, che nessuno si chieda che fine avete fatto? Impossibile, inaudito!
      Comunque dopole prime 4 righe pensavo, però proprio forte la tateina, senti che lucidità, che ritmo, poi… quando era ormai troppo tardi mi sono riconosciuto, ma non c’era più tempo, e ho sganciato una tonnellata di punti ulteriori su di te, se mai ce ne fosse stato bisogno, dico…
      Insomma, ciao tateina, miss u…

      Ben

    • benapfel says:

      Ciao Tania, benvenuta a te. Oggi la mia bella sorpresa sei tu. Forse suona un po’ diabolico ma volevo solo essere cortese 🙂
      Un caro saluto, Tania!
      Ben

      ATTENZIONE! MESSAGGIO SUBLIMINALE. NON STACCARE GLI OCCHI DAL MONITOR! – FARE FUORI LA MEDUSA E’ UN BLOMANZO A PUNTATE. LE NUOVE PUNTATE DI FARE FUORI LA MEDUSA VENGONO PUBBLICATE OGNI MERCOLEDI A MEZZANOTTE PUOI LEGGERE LE ULTIME SUL PROGETTO SU http://www.facebook.com/farefuorilamedusa – E Se vuoi incollare i nostri adesivi nella tua città chiedici come fare! FINE DEL MESSAGGIO SUBLIMINALE. CHIUDERE GLI OCCHI PER UN MINUTO E ALLONTANARSI IMMEDIATAMENTE DAL MONITOR!

      • benapfel says:

        🙂 Perché no?, non ci sono proteine animali nei cristalli liquidi e soprattutto, durante la realizzazione del blomanzo, nessun animale è stato ferito, maltrattato, malnutrito.Anzi, tutti gli animali di farefuorilamedusa.com se la sono spassata! 😀
        1000 Abbracci, Francesca.

        Ben

    • benapfel says:

      Ciao Giò,
      Grazie infinite per il supporto!
      Spero di rivederti ancora da queste parti.
      Un caro, caro saluto.
      Ben

      ATTENZIONE! MESSAGGIO SUBLIMINALE. NON STACCARE GLI OCCHI DAL MONITOR! – FARE FUORI LA MEDUSA E’ UN BLOMANZO A PUNTATE. LE NUOVE PUNTATE DI FARE FUORI LA MEDUSA VENGONO PUBBLICATE OGNI MERCOLEDI A MEZZANOTTE PUOI LEGGERE LE ULTIME SUL PROGETTO SU http://www.facebook.com/farefuorilamedusa – E Se vuoi incollare i nostri adesivi nella tua città chiedici come fare! FINE DEL MESSAGGIO SUBLIMINALE. CHIUDERE GLI OCCHI PER UN MINUTO E ALLONTANARSI IMMEDIATAMENTE DAL MONITOR!

  4. Trovo che rileggere un articolo, un racconto, un libro porta a cogliere tante cose, particolari che a una prima lettura sono sfuggiti o che sono sembrati meno significativi.
    In effetti, rileggendo “Zombi, Trottolino, e Pellizza da Volpedo”, ho trovato, tra l’altro, divertentissimo il rivolgersi dell’autore, nascosto alle spalle di Luca (o è Luca che si nasconde dietro lo scrittore?) ai suoi lettori. Mi piace l’idea che ci si sia quasi un dialogo tra di loro, rende tutto molto più vivo e interessante, con la possibilità anche di fare delle critiche e di ricevere una risposta direttamente da Luca. O dal commissario?? O da Ben??? Aiuto!
    Vado a rileggere, ciao Ben.

    • benapfel says:

      😀 Ciao Simansheela sono molto contento di sentire che rileggi, perché ls formula della lettura a puntate, necessita di rilettura frequenti per mantenere il filo e, sì, capita che si perdano dettagli sfiziosi, interessanti o persino utili alla piena comprensione di qualche passaggio.
      In questo 31 ho buttato qualche lettore in pasto a Luca. Ma solo perché volevo che luca ricevesse direttamente le “critiche” di chi ha aspettative che Luca frustra regolarmente colsuo comportamento.
      Domani chissà, vado a scrivere, adesso.
      Ti abbraccio e ti ringrazio, carissima simansheela.

      Ben

  5. Un cordiale saluto says:

    Benedetto ragazzo, ma come fa a mettersi continuamente nei guai? O se li va a cercare?
    “ La persona che sono stato più vicino a far fuori, sono io stesso.”
    Ben, mi auguro che questa medusa che tormenta l’adolescenza venga al più presto messa da parte e Luca diventi più sicuro di sé, delle proprie capacità e sia in grado di affrontare le difficoltà senza fuggire o rifugiarsi nel sogno. E mi auguro che la medusa un po’ alla volta se ne ritorni da dove è venuta.

    • benapfel says:

      rispondo a una domanda retorica. M’è sempre piaciuto: “andarsi a cercare i guai” è un modo di dire che nasconde la verità nell’idea stessa del “detto”, voglio dire che non ci sono metafore o allegorie. Spesso da giovani i guai li si cerca davvero. Magari non coscientemente ma ci sono in mot una serie di tendenze autodistruttrici. Quindi luca come tutti quelli che affrotano la crescita (qualunque sia l’età) affrontano cose che, in fondo, hanno attivato loro stessi. Serve a mettersi ala prova. E a ben pensarci, commettere errori uno dopo l’altro senza fermarsi mai è un ottimo modo per trovarsi 10 anni dopo carichi di esperienze, consapevoli delle proprie possibilità e capacità. Insomma ragionevolmente sicuri di se stessi. Scusa la parentesi.
      La medusa dovrà farsi da parte, questo è il senso del blomanzo e anch’io non vedo l’ora che ciò accada. aggiungo che il momento x non è lontano e che amo i lieto fine ma rispetto la volontà dei personaggi. E l’unica cosa che non esiste sulla mia scaletta è proprio il finale. 🙂
      Spero di scoprirlo anche insieme a te. Un abbraccio, Cordiale Bivrakha.

      Ben

  6. Lorenzo says:

    “lo sanno tutti che era una forzatura!” (applausi in sala): e io che pensavo che questa fosse l’unica nota “meta” del capitolo…
    Complimenti a labloggastorie per la rilettura: molto acuta, mi ha davvero colpito.
    A me la percezione surreale di Luca (che finisce con l’estraniare il lettore insieme al personaggio) ha ricordato alcuni passaggi del Pennac della saga di Maluasséne.

    • benapfel says:

      Ciao Lorenzo, grazie. Io ho letto tempo fa, il paradiso degli orchi e l’ho trovato ben fatto e divertente, ma non sono andato oltre. Comunque trovo che Pennac sia davvero bravo.
      Un abbraccio!

      Ben

  7. ma prima o poi smetterei di fargli fare le pippe mentali a quel povero disgraziato?! autore ingrato, ora pure sospetto pedofilo!! Cmq se lo paragoni a Dexter… mi va bene tutto!!! 😀
    ps. dalla mia parte profondamente nascosta… la fai una puntata “natalizia”?! 🙂

    • benapfel says:

      Sai che anche io ho una parte non profondamente nascosta ma un po’ bistrattata dalla parte più ragionevole, a cui piacerebbe la puntata natalizia, quindi verdremo, ad ogni modo la sga di Luca sta per conoscere una naturale normalizzazione per quanto riguarda il blocco narrativo più, direi “drammatico” e credo che per natale potrebbe esserci una puntata simil-natalizia ma non prometto niente perché non voglio forzare il blomanzo. Ho detto già troppo non apro più bocca, chiosava un vecchio indovinello.
      Un abbraccio prenatalizio, cara bitchorwise.

      Ben

  8. dico, in questa seconda parte non sembra più neanche lo stesso blomanzo, è cambiato tutto, stile, ambientazione e psicologia dei personaggi!
    mi chiedevo: ma luca non scrive proprio più? considerato quanto sta andando fuori di testa, potrebbe partorire cose davvero interessanti, no?

    • benapfel says:

      Ciao Swann, l’idea era quella, portare Luca a un picco per farlo arrivare a un cambiamento decisivo, quindi ho alterato un po’ lo stile per rendere vivo il cambiamento. Quanto all’equazione fuori di testa=cose interessanti, mi trovi assolutamente concorde! 🙂
      Un abbraccio, swann.

      Ben

  9. Velia says:

    Com’è tenero e impacciato e romantico, Luca! Vuole il gelato alla nocciola perché gli occhi di una ragazza di cui era innamorato erano, forse, color nocciola. Fa tenerezza. Giustamente, il poliziotto sente odor di “dubbi e rimpianti lontano un miglio”. Però è terribilmente simpatico, ci sono ancora ragazzi così?

    • benapfel says:

      Sì, Luca è tornato ad apparire tenero, ma con una punta di “smalizia” nello sguardo 🙂
      E sì, ci sono ancora ragazzi così, ma si allenanano duramente
      per perdere il “buono” prima che se ne accorga qualcuno.

    • benapfel says:

      Ciao Resuazo, grazie. ho amato quella scena, come anche quella di lui che sprofonda col tappeto direttamente nella sua “fossa”!
      Un abbraccio.

      Ben

  10. Ottima sceneggiatura da film, carissimo Ben! E buon ritmo nella narrazione!
    Con Luca che non sa nemmeno cosa gli stia succedendo davvero..
    Mi piace la scelta di questa mancanza di totale coinvolgimento anche durante l’interrogatorio: Luca sembra lo spettatore di una storia il cui protagonista è un altro, o lui stesso che si guarda dall’esterno, con la continuazione dello sdoppiamento dell’io che ho ritrovato nel capitolo precedente.
    Non vorrei forzare, ma, con i dovuti distinguo nella situazione, mi ricorda un po’ il Meursault dello Straniero di Camus.
    E se tra qualche capitolo, o addirittura nel prossimo, Luca si risvegliasse da un incubo e lo ritrovassimo accanto a Sara, nel letto della sua stanza, nel suo appartamento la notte della famosa festa? Perché, sul piano temporale, siamo ancora lì … Prospettiva allettante e curiosa che il racconto può alimentare, almeno nella mia testolina.
    Chissà se la chiave che mi hai dato mi aperto una porticina… 😉 (notare la rima!! 🙂 )
    Ti abbraccio Ben con la consueta stima e amicizia.
    Buona giornata e buon lavoro
    Primula

    • benapfel says:

      Tu sei la prima a mettere l’accento sui passaggi in cui il distacco di luca s’è affacciato.
      Ti ringrazio, è una cosa che su cui lavoro moltissimo. (il livello di coinvlgimento, di luca, dico). Perché vivere la vita come un film è un continuo entrare e uscire dal “cinema”.
      Illusione e delusione sono i due elementi fondamentali del gioco del leggere come di guardare un fil e persino giocare a un video game o assistere a una mostra. Non scrivere mai nulla che finisse con “era tutto un sogno” è un modo disonesto di esser sbattuto fuori dalla sala 1… 🙂
      E ho pronto un romanzo in cui quel gioco viene ribaltato. Ma è presto per parlarne! 😉
      Un super abbraccio, e l’augurio di una magnifica giornata, con stima crescente e inossidabile amicizia.

      Ben

  11. Simansheela says:

    Giornata piena, ma non manco di mandare un saluto e un abbraccio a Ben per questo ormai consueto e piacevole incontro settimanale.
    Luca dimostra di possedere una buona cultura.Trovo che ogni volta ci sono, nel suo racconto, continui riferimenti culturali che sono uno stimolo a riportare alla memoria nozioni apprese a scuola o anche successivamente ma sistemate nel ‘dimenticatoio’.
    Non vuole essere una critica e tanto meno un suggerimento: trovo un po’ difficoltosa la lettura con i caratteri così grandi, basterebbe che fossero appena appena un poco più piccoli. Comunque vanno bene anche così.
    Ciao, Ben, a risentirci!

    • benapfel says:

      Ciao Simansheela, grazie, di non aver mancato appuntamento :)! Spero non accada mai!
      Sai, la questione delle dimensini dei caratteri è stata affrontata già all’inizio di questa avventura ma erano in molti a trovare comodo il tema a caratteri “grandi”. Ma sappi che tengo in gran considerazione le esigenze dei lettori!
      un abbraccio, carissima.

      Ben

    • benapfel says:

      Ciao Loscalzo, sono lieto di “sentire” la tua lettura a più strati sul capitolo 31 del blomanzo. è uno dei passaggi a cui tengo di più. Grazie!
      Spero di rileggere i tuoi commenti più spesso.
      Un caro saluto.

      Ben

  12. 1. Odiosi i bambini moderni senza un goccio di fantasia. E mi riferisco alla puntata precedente.
    2. Il gelato nocciola è un classico che non muore mai!
    3. Le perle ai porci. E mi riferisco a Nico e Sara.
    Anche se i porci non hanno colpa.
    4. Ahahahahahahahahahahahahah!!!!! Il finale grandioso!!!!! Perché si sa che certi confini sono un’illusione!
    5. Abbracci!!!

  13. Credevo di essere la sola a farmi simili dialoghi con l’omino (anzi la donnina, dato che son sempre io) del cervello: viaggi per associazioni mentali che prendono il largo proprio quando bisognerebbe essere presenti a se stessi e alle situazioni di emergenza.

    Tra l’altro anni fa mi son trovata anche in una situazione simile (no, non molesto minorenni), (no, non c’è nessuno con gli occhi nocciola e sono anche allergica alla cialda del gelato), per una serie di strani deliri mi son trovata a presentarmi alla polizia con un mandato di comparizione in mano e confermo il senso di spaesamento surreale e tutto.

    Insomma, oggi sono Luca. Aiuto.

    • benapfel says:

      Tranquilla, Alice, quando ti capita di essere Luca sei sempre in ottima compagnia 🙂
      Sì, le fantasie deliranti, sono meno infrequenti di quanto si pensi. Luca, poi, è proprio un professionista del delirio.
      Ma d’altra parte una donna è sempre un’ottima ragione per delirare un po’ da solo e con gli amici.
      Non ti chiedo che ci facevi alla polizia con un mandato di comparizione (ma te l’ho appena chiesto…), perché son uno che tende a farsi i fatti suoi (non fidarti mai delle persone che vogliono spiegarti come sono!)!
      Un immenso grazie e un forte abbraccio. 🙂

      Ben

      • Non so come mai, sembro sempre avere dei buffi aneddoti rispetto alla mia vita che appaiono inconsueti agli occhi altrui (io in genere tendo a stupirmi quando non accade niente di imprevisto).

        Diciamo che il viaggio tra la perduta gente del commissariato (con scene che solo nei film…) era legato al mio allora proprietario di casa (uno dei tanti folli che ho incrociato, potrei scrivere un libro solo sulla storia dei miei affitti, non che adesso non sia di nuovo alla ricerca di un appartamento eh, giammai), ma si è risolta in breve tempo (mesi, ecco, diciamo che il concetto del tempo mi è abbastanza estraneo, ma questa è un’altra storia ancora).

        P.s. Non mi fido mai neanche delle persone che mi dicono di chi o cosa non fidarmi! 😛

        Ciao!

      • benapfel says:

        Wow, tu eri là! Davanti alla centrale. chiusa in una volante, mentre i genitorivendicatori cantavano la loro versione di vattene amore, poco prima delle raffiche dei soldatini.
        Non dire che non è così, che ho frainteso, che non è quello che intendevi, ti prego alice, a me piace pensare che un testimone di quanto non accaduto allora, sia qui. 🙂

        Scherzi a parte, anch’io mi trovo a stupire gli amici con aneddoti sorprendenti e realmente accaduti. Poi ho capito che… aspetta un attimo. Mi hai appena detto che non ti fidi di me!
        Alice…

  14. Noel says:

    Questa settimana non tarderò a dire mi piace! Bene, l’inseguimento con mazze e forche, il coro di bambini, l’interrogatorio alla stazione di polizia e tutto il resto sembra un sogno, quasi un incubo se non fosse che, per fortuna, Luca appare tranquillo e quasi divertito e questo mi rassicura.
    Certo, il ragazzo vive in un suo mondo immaginario, al di fuori della realtà, che trasfigura reinterpretandola. E proprio vero che deve crescere ma aspetto altri commenti che mi aiutino a decifrare le cose accadute.
    Un saluto a Ben.

    • benapfel says:

      Ciao Noel!
      Mi sembra che tu sia perfettamente dentro il racconto. 🙂 Hai descritto Luca come se lo conoscessi da anni 🙂
      Un abbraccio.

      Ben

  15. Sempre più incasinato Lucaaa!!! Ma io confido in un Deus ex machina…Vediamo se ci azzecco…Sensazioni…premonizioni…Chissà…La curiosità è tantissima, aspetto il prossimo giovedì con ansia!

  16. Caro Ben, questo capitolo potrebbe piacermi anche solo per la citazione!
    Arrossisco e mi onori davvero!
    Però siccome conosci la mia sincerità quando si tratta di commentarti procedo col dire che questo capitolo mi è piaciuto per una serie di motivi che prescindono dalla “chicca”…
    Giocando con Pellizza da Volpedo mi pare che Luca sia finalmente arrivato al “Quarto Stadio” e mi auguro che finalmente l’autocoscienza scavalchi il passaggio obbligato della folle anticamera e riesca a sedersi nella stanza dell’accettazione.
    Mi piace molto, ed è la frase che mi rimane del capitolo, l’idea che spesso si necessita di sistemi credibili per dire/accettare la verità (banalmente: una mela è una mela senza bisogno che si veda l’atto del coglierla dall’albero).
    Interessante, poi, l’immagine dell’uomo che comanda il suo vivere attraverso la respirazione consapevole così da “suicidarsi” mi ha ricordato -non so perchè- E.A. Poe ed il suo “cuore colpevole” (sarà per il concetto che ciò che rimane nel subconscio cerca un modo “reale” di manifestarsi o per il fatto che i sensi palesano verità che la ragione non accetta).
    Infine Luca, dicendo che non è un criminale ma che l’unica persona che è stato più vicino a “fare fuori” è stato se stesso, forse scioglie l’enigma della medusa…chissà…
    ps. la testimonianza della B. lo inchioderà!
    ps2 perdona la lunghezza del commento.
    Con il “consueto” affetto ti abbraccio e ti auguro buon lavoro!!!

    • benapfel says:

      Ciao carissima, mi piace leggerti/vi per cui il commento lungo e più che ben accetto, soprattutto se indagatore e circostanziato come in questo caso. bella la similitudine con cuore rivelatore di Poe, pensa che io pensavo a HAL, il computer di 2001 odissea nello spazio. Gli immaginari si intrecciano e si confrontano davanti a un capitolo. Questo, mi piacerebbe accadesse sempre. E in gran parte succede. Grazie, Bloggastorie. TI abbraccio e ti auguro buon lavoro anch’io. 🙂
      Ben

      • E’ vero, è molto bella la condivisione soprattutto quando poi ne nasce un confronto…
        so che ti appassionano di più le macchine “parlanti” ma io ho pensato al racconto di Poe (anzi sono felice che tu l’abbia citato con il suo titolo-io ho preferito interpretarlo. ho questo brutto vizio sigh!-) soprattutto considerando che Luca viaggia spesso nelle visioni…anzi aggiungo una cosa che prima non ho fatto quando parli del coro e di Minghi/mietta: Luca l’ho rivisto come tra i primi capitoli quando aveva la faccia di J.D. 😉
        Riabbraccio!

      • benapfel says:

        🙂
        no no il cuore rivelatore, (non mi stupirebbe se il titolo originale alludesse alla sua “colpevolezza” non del cuore, chiaro.) è un racconto che trovo davvero vicino a questo momento di Luca. Capisco perfettamente cosa ti ci hatto pensare.
        Senza considerare che è un gran racconto! E sì, Luca sta ritornando se stesso, è di nuovo accompagnato da un immaginario prepotente fatto per lo più di tv… 🙁
        Riabbraccio!

        Ben

  17. Sa says:

    Ciao Ben! Ci siamo, abbiamo ripreso il ritmo, molto bene… Questo capitolo mi piace e chissenegrega del lato oscuro… Continuiamo così che si va alla grande.

    a presto
    Sa

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