capitolo

26 (Passeggiata)

Fuori l’aria è frizzante, promettente, stimolante. Infonde quell’energia di cui ho bisogno per sveltire la mia andatura da bue entusiasta. A Sara racconto una balla. Se tiro fuori la storia del volo riduco gli scenari possibili a quasi due.

1 Mi prende per pazzo e mi molla in mezzo alla strada fuggendo via in preda al panico.

2 Improvvisamente incapace di accettare la propria normalità, si procura una sindrome instant-depressiva e fugge via in preda al panico.

Le dico che con tutte le sigarette che fumo, totalmente privo di fiato, i miei compagni di calcetto minacciavano di sbattermi fuori squadra, che allora ho piombato le scarpe e mi sono fatto un periodo di riabilitazione per migliorare le prestazioni.

E ha funzionato?”, chiede divertita.

Accendo una sigaretta e la guardo come fossi Christian Bale in Batman.

No.”

Ride e siamo alla sua macchina. Una Fiesta rossa con una botta da frenata tardiva allo spoiler anteriore.

Guido io.”, dico. Mi passa le chiavi.

Evviva l’autocoscienza!

Piazzale Ostiense è stata transennata e trasformata in un paesello agricolo nel giorno della sagra.

Mi giro platealmente dall’altra parte, lasciandomi scappare un grugnito di disgusto.

Ehi, cos’hai contro il cibo genuino?”

La guardo.

È questo che vedi? Cibo… genuino?”

Accosto l’auto a una transenna e spengo il motore.

Ora ti dico cosa vedo io:

un fiume di stand si contende l’attenzione e il denaro di un manipolo di romani insonni vendono robe fatte dalla nonna, a prezzi stratosferici. E la nonna è lì, se la dorme della grossa su una seggiolina di legno coperta dallo scialle di lana nero a cui lavorava da anni in attesa della morte del marito. Uomo integerrimo, col cui esempio d’onestà i figli attualmente si puliscono il culo. Naturalmente nessuno ha osato comunicarle il prezzo a cui sarà venduto ognuno dei cinquanta vasetti di melanzane sottolio a cui ha lavorato da sola due giorni e due notti, a regime forzato e, per evitare che si possa risvegliare all’improvviso e scoprirlo da sé, è stata opportunamente drogata. Quando tutto questo sarà finito e torneranno nelle loro fattorie, utilizzeranno quei soldi per comprare ai figli le scarpe di marca senza le quali a scuola si sentono diversi, ma sparito l’entusiasmo iniziale, i ragazzi, pur coi loro piedini adeguatamente griffati, continueranno a sentirsi diversi finché… i più fortunati si renderanno conto di sentirsi diversi perché sono diversi e smetteranno di sentircisi. Gli altri, ahimè, continueranno a sentirsi fuori posto tutta la vita, senza che questo abbia contraccolpi favorevoli sul fronte dell’acquisto di beni deperibili…”

Complimenti! E di quella che mi dici?” Sara fa un cenno alla Piramide.

Eh, no, tesoro, quella è roba tua, non sono mica io, l’architetto.”

Sorride mostrando di aver gradito l’implicito attestato di stima e attacca come una studentella senza talento ma con la determinazione giusta. Ha una voce gradevole e intona la lezione come se raccontasse Cappuccetto rosso. Io giro e rigiro attorno alla Piramide come un cameraman di Rai Educational e alla fine so che è alta trentasei metri, che risale al 12 avanti Cristo e che è stata fatta con marmo di Carrara. Neanche lei ricorda a che scopo fosse stata costruita lì.

Comunque prendiamo l’Aventino e proseguiamo fino al Circo Massimo. Questi automobilisti da notte bianca non strombazzano, e per il momento i motori che vanno su di giri e qualche sgommata è tutto ciò che udiamo. Il traffico è fitto e il primo semaforo rosso ci blocca per qualche minuto accanto alla Fao. Dritto in fondo ci sono i fori con l’arco di Costantino e il culo del Colosseo. A destra, Caracalla. Roma di notte è potentissima. E oggi con tutte le luci accese, i negozi aperti, gente delirante, è persino romantica, aggettivo che archivio e dimentico al volo.

Prima che scatti il verde ho il tempo di aprire il finestrino, accendere una sigaretta e riempirmi i polmoni di Roma, idrocarburi e l’ottimo condensato delle Gauloise rosse. Ripartiamo verso l’arco, giriamo intorno al Colosseo e poi a destra su via dei serpenti fino a via Cavour dove s’è formato un ingorgo.

Che facciamo?”, dice Sara. Siamo già al primo test, bisogna che stia attento!

O aspettiamo o lasciamo la macchina!”, dico io.

Tié. Sicurezza e determinazione!

Mi piace”, sentenzia lei. Ed ecco che senza pensarci mi infilo tra un maggiolone e un suv, taglio la strada a una moto in corsa e rimedio un meritatissimo “A Pezzo de mmerda!” Quindi parcheggio, apro la portiera e mi ritrovo al centro di un nuvolone nero sganciato per ripicca dal tipo in moto. Sara mi guarda mentre tossisco, ma dentro, fuori invece contribuisco alla sagra del fumo soffiandone dalle narici quel tanto che basta a non procurarmi un cancro istantaneo.

Tutto ok?”

Domanda da gestire con estrema cautela, questa…

Il primo rischio consiste nel credere che sia scaturita da un atteggiamento, da una espressione, da una posa involontaria non particolarmente eroica, il secondo, quello di partire con le giustificazioni:

Scusa ero distratto, stavo pensando a un’altra cosa…

Errore errore errore! Da una frasetta del genere non può venire nulla di buono, uno perché l’urgenza della situazione vi spingerà a buttarla lì senza darvi il tempo di programmarla, sceglierla, prevederne gli esiti… due, perché nel novanta percento dei casi vi ritroverete in bocca una battuta che allude pericolosamente a qualcosa che non è lì con voi, che, chissà perché, ha improvvisamente assorbito la vostra attenzione e che quindi (non è superfluo ribadirlo) non è Lei! Ma non è tutto. Il peggio è che, se siete bravi la metà di me, a quel punto vi volterete a guardarla aspettando che vi chieda ciò che sapete non potrà fare a meno di chiedervi, e nonostante lo sappiate già, anziché approfittare di quei cinque secondi scarsi per preparare una risposta plausibile, eccovi lì a gongolare della vostra perspicacia, razza di imbecilli! A non pensare a nulla di utile mentre lei sta dicendo proprio ciò che aspettavate:

A cosa stavi pensando?”

Lo sapevate che ve l’avrebbe chiesto, e l’incomparabile faccia di cazzo che fate mentre la guardate allibiti la farà scompisciare dalle risate.

Ma io non sono come voi, io schivo la tentazione di giustificarmi per colpe che non ho e procedo a passo sicuro guardando dritto davanti a me, come non l’avessi sentita. Lei non ripete, non ribatte, non parla. E ora che l’emergenza è rientrata posso rilassarmi, scacciare le tensioni e ritrovare la lucidità necessaria ad affrontare la nottata. Perché, a questo punto, il mio unico nemico è il pensiero ossessivo di condurre una serata perfetta, senza errori, senza sbavature. Ma Sara è speciale, e come una sensitiva mi fa.

Non ci pensare…”

Trattengo un brivido e obbedisco senza darvi peso.

Passeggiamo per via Cavour come fosse una pratica familiare, in mezzo agli schiamazzi della gente, alle bottiglie di birra vuote, ai cartocci di carta oleata sporca di pomodoro e origano.

Non ho mai conosciuto una persona che parla come te…!”

Che vuoi dire?”

Così veloce!”

Ah…”

Mi sa che non è la prima volta che te lo dicono…”, neppure la guardo, “…e mi sa pure che non t’è piaciuto neanche la prima volta…” taccio e cambio marcia cavalcando un impeto.

Vabè, dove andiamo?”

Piccolo appunto mentale: Sara ha un intuito portentoso.

Meriteresti di meglio”, dico. Solleva un sopracciglio e con una sola parola mi rovescia addosso una tonnellata di appiccicosissimo paternalismo.

Banale.”

Come? Non fate che accusarci di sottovalutarvi e quando trovate un uomo che sottovaluta se stesso, il meglio che sapete dire è: banale???”

Voi voi voi… noi noi noi…!

Uno: un uomo che osi generalizzare sulle donne è chiaramente un principiante.

Due: il problema è trovare un uomo che valuti noi, non che svaluti sé!

Tre: nessun uomo che si sottovaluti davvero, sa di sottovalutarsi; se lo sapesse, saprebbe anche di valere di più di quanto in realtà non creda e precipiteremmo nel paradosso, ragion per cui, e siamo al quarto punto, ciò che da buon maschio mistificatore ti ostini a chiamare auto-svalutazione non è in realtà che becero vittimismo, un vero must, per l’uomo contempora’…”

Non è che la stia baciando per l’istinto irrefrenabile di farlo… no no, è più che altro una questione di tempi teatrali e bisognava pur porre fine alla sua furia maschicida.

Razza di mascalzone, arrogante, se credi che…!”

Se credi che basti dare in escandescenze per rimediarne un altro ti sbagli…”

Ah…”

Ecco come si seda una donna in piena trance agonistica.

Via dei Fori Imperiali, siamo esattamente al centro della strada, a piedi, con un manipolo di abbevazzati, quando afferra la mia mano con irruenza e mi trascina avanti, davanti ai monumenti, alle persone, alle auto in sosta vietata. E mentre le mie gambe corrono in maniera non proprio spontanea, mentre superiamo tutto e tutti e ci infiliamo senza scrupoli nel cuore della città, penso che la manovra sedativa di poc’anzi è da considerarsi fallita, e che siamo veloci, veloci come una piccola scarica d’adrenalina, e in qualche modo mi spiace di non sapere se Roma si accorge di noi, se il suo cuore pompa di più, se per un attimo accelera… o se come a noi, come a voi, anche a lei capita di spalancare l’accesso alle sue viscere senza curarsi delle conseguenze.

26 farefuorilamedusa

 

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98 thoughts on “26 (Passeggiata)

  1. lucywithdiamonds00 says:

    Chiedere a un uomo che cosa stia pensando ha, generalmente, varie ricadute:
    1) se si è in macchina, risponderà “Niente, sto guidando”
    2) altrove risponderà, con una semplicità disarmante, “niente” senza dare spiegazioni.
    A me però è capitato di sentire di tutto. Una volta: “pensavo a quella volta che il tuo alito sapeva di cipolle, per quella pizza pugliese”. Un’altra volta ancora: “penso a dove mettere il braccio”. Donne di farefuorilamedusa: mai chiedere ad un uomo che cosa stia pensando. Ah, Luca? Ben fatto. (nota il gioco di parole, Ben) 😀

    • benapfel says:

      Notato e annotato il gioco di parole, Lucy. 😉
      aggiungo una cosa alla sua interessante analisi. diffidare sempre di un uomo che risponde alla domanda, esordendo con “niente” ciò che segue è un modo per spostare l’attenzione su qualcosa che, magari, a ragione non voglio dire. Ma
      D’altra parte, perché chiedere a chicchessia, cosa stia pensando in un determinato momento???
      A me, viene in mente roba tipo mania di controllo, gelosia, insicurezza, che poi sono tre facce della stessa medaglia e quindi la domanda diventa
      Hai mai visto una medaglie con 3 facce, Lucy, carissima? In caso di risposta affermativa pago qualunque cifraper entrarne in possesso 🙂

      Un supermegaultra’bbraccio.

      Ben

      • lucywithdiamonds00 says:

        Una medaglia a tre facce… beh magari esiste… perché spesso queste facce sono talmente poco lontane l’una dall’altra che sembrano una cosa sola. E poi, hai ragione a interrogarmi sulla necessità di chiedere che cosa si stia pensando… il pensiero è nostro, solo nostro e difficilmente lo condividiamo. Io, piccola inesperta Lucy, ripensando a cosa hai detto, mi dolgo un po’ per l’accorgermi che in effetti chiedo chicchessia che cosa stia pensando perché in quel momento sono smarrita. Senza risposte. Senza domande, invero. There’s no use, per dirla all’inglese. Ora ci farò più attenzione a non chiedere, ma soprattutto farò più attenzione alle risposte che mi verranno date ammettendo però la risposta “Niente”. Perché, alla fine, complessi come siamo possiamo avere la mente vuota.
        Un abbraccio
        Lucy

      • benapfel says:

        Ecco e io che mi son sentito zelante e carino, a dir la mia… 🙂
        Un abbraccio. e una adeguata sottolineatura sulla tua risposta.
        Ciao Lucy!

        Ben

  2. il lucaoscuro … tanto oscuro non mi pare ! vediamo vediamo come continua… se non crollo prima …forse dovresti essere più bravo tu a scrivere per appassionarmi maggiormente al racconto e lasciare che le parole scorrano leggere e slegate dal tempo …

    no ok mi sa che come ciccio non sono bravo con il latoscuro !!! scherzavo !!! continuo, forse !

  3. premesso che trovo la fiesta rossa un dettaglio di stile …
    devo dire che questo luca -costuito “mi sta un po sui cocones” …
    così programmatico e stitico …!! oh gosh!!
    ma d’altra parte … io mi rivolgo a te, ma…. tu non sei luca barrett, giusto?!
    tu, dear ben, sei il regista che alza e abbassa il tendone rosso sulle scene che ritiene più significative … e direzione i faretti in direzione della spettacolarità .. e della suggestione …!!
    magari a luca piace davvero questa sara-iper-percettiva …
    a me, personalmente, sta molto simpatica!!
    … magari SA VOLARE ANCHE LEI!!
    dal mio modesto canto, io non capisco mai una mazza di quello che mi capita intorno, temo che “l’addestramento” su di me funzionerebbe molto poco …
    la nina dice di salutarti, ha comprato un paio di scarpe piombate per seguire il tuo mood ispirativo, ma … dice che tra poco andrà anche lei in calore, e che quindi chiederà prontamente “ricettari” al nostro baby herman!!
    un bacio ben!!

    • benapfel says:

      tateina, espettavoti cum ansia 🙂
      Evita addestramenti e ricettari, diffida dei fari e di chi dice di saper volare.
      Sara è simpatica, ma come sai, a ognuno di noi capitano cose tra 27 e 28 che ti cambiano dentro (che brutta frase!) ma ha il giusto squallore, forse.
      occhio che i micetti che si abituano alle scarpe piombate si fanno certi muscolazzi che poi scavalcano una palazzina con un salto.
      baci, sara.

      Ben

  4. Questo “nuovo” Luca mi piace molto, anche se io mi identifico di più in quello “originale”. Sono curioso di vedere quanto dura questo cambiamento forzato 🙂
    Ora mi butto subito sul prossimo capitolo!

  5. Bè, che dire dopo tutti questi commenti, sarebbe un ripetere parole già dette. Allora mi limiterò a dire che mi piace questa Roma, con gli ”automobilisti da notte bianca che però non strombazzano” almeno per una sera. Ironico e simpatico questo Ben. Non esagerare con la birra… Isabella

    • benapfel says:

      Ciao Isabella, è un vero piacere, grazie, grazie mille d’essere passata e no, non esagero con la birra. Promesso 🙂
      Un abbraccio, Isabella. A ritrovarsi.
      Ben

      ATTENZIONE! MESSAGGIO SUBLIMINALE. NON STACCARE GLI OCCHI DAL MONITOR! – FARE FUORI LA MEDUSA E’ UN BLOMANZO A PUNTATE. LE NUOVE PUNTATE DI FARE FUORI LA MEDUSA VENGONO PUBBLICATE OGNI MERCOLEDI A MEZZANOTTE PUOI LEGGERE LE ULTIME SUL PROGETTO SU http://www.facebook.com/farefuorilamedusa – E Se vuoi incollare i nostri adesivi nella tua città chiedici come fare! FINE DEL MESSAGGIO SUBLIMINALE. CHIUDERE GLI OCCHI PER UN MINUTO E ALLONTANARSI IMMEDIATAMENTE DAL MONITOR!

  6. Carissimo Ben! 🙂
    Eccomi qui finalmente!! Tra una cosa e l’altra e l’altra e l’altra … (no, non mi sono incantata, volevo rendere l’idea del frullatore in cui mi trovo in questi giorni) sono riuscita a ricavare il tempo per leggerti. Ormai è un must per me.
    Tante cose da dire su questo bel capitolo, ma sintetizzo.
    Mi è strapiaciuta la Roma presentata dal punto di vista di chi la sta vivendo: io ho scoperto ciò che Luca sta guardando. Tecnica della “vision avec” molto realista e convincente, per me sempre la migliore in un romanzo. Mi dà soddisfazione sentirmi in compagnia del personaggio e scoprire insieme a lui/lei il mondo creato nel racconto. Ma è un’opinione.
    La coppia Luca/Sara è molto interessante; potrebbe avere un futuro forse, mah …
    e questo perché è brava lei. Formidabile il suo discorso sull’uomo, poteva fermarla solo un bacio. Luca, tutt’altro che tonto, lo capisce poiché sa che sul piano argomentativo lui avrebbe perso. Se lo dice pure:”penso che la manovra sedativa di poc’anzi è da considerarsi fallita..”
    Il paragrafo finale lascia intuire, almeno per me, delle conseguenze, belle conseguenze.
    Ben, sei proprio bravo, davvero!
    Un abbraccio e buona serata 🙂
    Primula

    • benapfel says:

      Cacchio, primula, leggerti senza una stampata del capitolo davanti agli occhi è impossibile 🙂
      Così come fare a meno dei tuoi commenti.

      Tecnica della “vision avec” per me sempre la migliore in un romanzo. Mi dà soddisfazione sentirmi in compagnia del personaggio e scoprire insieme a lui/lei il mondo creato nel racconto

      Si prova la stessa sensazione sul lato scrittore, ma al di là delle sensazioni credo sia la scelta giusta se si vuol creare un contesto ambientale senza usare le classiche descrizioni. Ma è una questione di preferenze…
      Ora, un po’ imbarazzato per la riga precedente, ma carico di birra Metaforica, (la birra per chi ci crede davvero!), ti contrabbraccio e mi appresto a trascorrere, ora sì, una ottima serata.
      Che lo sia anche per te, mia cara. E mille grazie! 🙂

      Ben

  7. Ieri sera per colpa tua ho bruciato il bollitore con cui mi faccio le tisane :). Avevo tolto il fischio perché era tardi, e poi mi sono messo a leggere. Quando ho capito il mio errore, era palesemente tardi. Nel caso non fosse chiaro (perché non si sa mai!) era un gran complimento.
    Veramente complimenti. Per tutto. Adesso ho potuto solo dare una piccola occhiata, ma voglio assolutamente prendermi il tempo di fare le cose per bene e leggere con ordine.

    • benapfel says:

      Ciao Miscarparo!
      è una gioia dolente quella che gode di un avaria. Il bollitore, poi, l’oggetto ad utilizzo più che frequente che ho in casa, fatta salva la tastiera del pc :)… Ma la gioia è gioia e morto un bollitore se ne fa un altro, quindi stragrazie al cubo, Miscarparo, buona lettura e un caro saluto. Ora vado a farmi un tè 😉
      Ben

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  8. Sono stata poco presente nell’ultmo periodo e mi sono persa qualche capitolo…devo assolutamente rimediare! Anche perchè non ho resistito alla lettura di quest’ulimo e mi manca qualche tassello! (bacchettata nelle manine!) 😀
    Cmq sempre un piacere leggerti! Chissà se Sara dopo quel bacio si lascerà permeare dalle emozioni che la vita (e Luca) gli regalano! 😉

    • benapfel says:

      Chi lo sà, ventosulcuore? La risposta è semplice: allo stato dei fatti, nessuno, lo sa. E questo rende più che perdonabile il tuo peccatuccio di desincronizzazione! 🙂
      Abbracci!

      Ben

  9. Caro Ben, personalmente non credo che quel bacio sia stato vano:-) anzi! Non ti avrebbe preso per mano ecc…. no, probabilmente, avrebbe inventato una scusa istantanea per piantarti lì… scusami,ti ho risposto come se fossi tu il personaggio in questione… mi sono fatta prendere dell’immaginazione. Credo che a Sara quel bacio, inaspettato, sia piaciuto! Abbraccio:-) chi lo sa, magari la serata andrà anche meglio. Lo scopriremo!!!!!

    • benapfel says:

      Marilena, credo anch’io che a Sara il bacio sia piaciuto. Non so a Luca. Non so se lui abbia chiaro cosa gli piace né se il lato oscuro spinga o no nella direzione di ciò che più ci piace fare/essere/vivere… 🙂
      Sì, lo scopriremo, se c’è una certezza è questa, carissima!

      Ben

    • benapfel says:

      Non ne so un granché di filosofia, il che è ottimo, per chi, come me, si nutre di complimenti. Soprattutto quando non sa valutarne la veridicità! 🙂
      Quindi Grazie Luen.
      Grazie infinite!

      Ben

      • Per filosofia non intendevo Socrate e simili…ma il conoscere e descrivere l’umanità…cosa che denota maturità.
        E…non faccio complimenti…ma constatazioni.
        Luen

      • benapfel says:

        peccato, per un attimo, m’ero sentito un intellettuale 😀 😀 😀 Bleah! Sto scherzando!
        Raddoppio i ringraziamenti e aggiungo un abbraccio. 🙂

        Ben

  10. Ciao, Ben, Roma è una città magnifica e accogliente, unica. Ma se potessi parlare a Luca gli direi di fare attenzione alle ‘conseguenze’? Quanti pianti, quante lacrime non sono state versate per non esserci curati delle conseguenze di alcune decisioni affrettate, o delle nostre azioni.
    Allora, Luca, rifletti solo un secondo… OK, un secondo e mezzo, va bene.
    E adesso corri pure, leggero leggero, incurante delle scarpe ferrate!

    • benapfel says:

      Riporterò le tue accorate parole a Luca, una per una, sperando che lo illuminino lungo il cammino o lo folgorino, magari, così che si debba fermare più lungo, di un secondo e mezzo 🙂
      Se poi il problema dovesse appesantirlo oltremodo sono certo che se le toglierà di sua sponte quelle benedette scarpe 😀
      Grazie Velia. 🙂
      Un abbraccione.

      Ben

    • benapfel says:

      Diario di carta… domand da almeno 3, 4cento euro, la tua 🙂
      Succede che Luca ci prova, scappa in preda a ripensamenti o resta inebetito da dissonanze cognitive in assetto da guerra. E senza messaggi subliminali, naturalmente… 😀
      Un carissimo saluto.

      Ben

    • benapfel says:

      Ciao carissima! In realtà non tanto bisogna sola avere la pozienza di aspettar che quel maledetto personaggio si decda a far qualcosa di quelle che farebbe uno come lui…che ho detto?
      Be’ un grande bacio!

      Ben

  11. Mi è piaciuta l’ironia con la quale sono descritti gli stand che espongono prodotti ‘genuini’ e (carissimi) in Piazzale Ostiense, con la nonna che dorme, e ho apprezzato anche le osservazioni di Luca.
    Il racconto è vivace, divertente e tuttavia non manca, in ogni puntata, di offrire spunti di riflessione.
    Sei bravo, Ben.

    • benapfel says:

      Seemansheela, carissima, non manchi mai di farmi sentire più bravo di quanto in realtà non sia. Non ti ringrazierò mai abbastanza dell’indispensabile supporto morale. 🙂

      Ben

  12. il bacio !!!!! Wow , la parte più emozionante direi , anche se i due protagonisti non si sono alzati in volo e questo non è bene -.- …jajajaja ma il tutto è cosi ben posto nella cornice di questa Roma un po’ rutilante che va bene anche cosi . Si legge d’un fiato Ben e l’unico appunto è che non basta mai !!!! Pazienza , dovrò attendere il prossimo mercoledì notte -.- Bacioni *.*

    • benapfel says:

      I miei più sentiti ringraziementi, rosaflor, sappi che cornice è quadro t’appartengono, solo Roma non posso regalarti, ma un’idea rutilante di lei, sì.
      prendila con accortezza il legno è un po’ vecchio e il colore tende a cadere…
      ribacioni.

      Ben

  13. Non dovrei dirlo forse perchè questo Luca lo vedo un pò meno sè stesso, ma a tratti mi piace di più. Più sicuro, più deciso e determinato… viene solo da chiedersi se sia felice. Non riesco a capirlo.
    Il latooscuro lo ha reso più forte o lo sta soltanto distraendo?
    Aspetto i nuovi capitoli per rispondermi 😉

    C’è da dire che ci sono alcuni… “capitoli” di questo manuale del latooscuro dai quali dovrei imparare un pò anche io.

    P.S: “o se come a noi, come a voi, anche a lei capita di spalancare l’accesso alle sue viscere senza curarsi delle conseguenze.
    Pillole di Vita…

    • benapfel says:

      Eh sì. la questione è ancora aperta, caro massi, e solo il mercoledì potrà fare un po’ di luce o lasciarci in balie delle più fitte tenebre…
      Tocca tenere duro. e arriveranno risposte su risposte pure quelle a lle domande mai poste 🙂
      Un abbraccio forte!

      Ben

    • benapfel says:

      Miseriaccia! Un imprecazione che mi piace molto, e pensare che a me l’ha contagiata, Ron Winsley, amico di Harry Potter 😀
      Grazie Fede, ti ringrazio tanto!

      Ben

  14. Ahime! La povera Nico è già stata messa in naftalina! Adoro i sogni nutriti e coltivati, quelli che fanno volare, ma la vita è diversa.
    Sara è novità assai promettente, terreno ancora da esplorare, sorpresa da scoprire. E Luca continuerà a correre nonostante le scarpe chiodate.
    Ciao, Ben, ti ritrovo sempre con piacere.

  15. No no non cestiniamo le ali, mai! Servono sempre e tanto, Io spero che Luca si tolga le scarpe, sarà la prova decisiva! Sara mi sembra una tipa decisa potrebbero levarsi entrambi le scarpe, non si sa mai che trovino un’ altezza che va bene ad entrambi! Pensa che bella Roma vista dall’alto! 🙂 Faccio il tifo per Luca!

      • Valerie says:

        Stiamo un po’ oltre il complimento…perché è un giorno che cerco di tenere insieme i pezzi. Diciamo che il capitolo è efficace…se smuove il cuore, no?
        V*
        PS. Ma diventare bisettimanale…? 😀

      • benapfel says:

        🙂 Cara carissima, premo perché esca presto, prestissimo un ebook extralusso con tutte le opzioni che erano state previste fin dall’inizio del progetto e a cui ho rinunciato solo per mancanza di tempo, visto che anche se è da pazzi tutto il baraccone lo reggo da solo. Solo ogni tanto con un’altra preziosissima e gentilissima persona che causa impegni altri non può fisicamente essere sempre davanti al blomanzo. A seguire, probabilmente, vedrebbe la luce un libro classicamente inteso. Ma, davvero, è una grande, grandissima fatica e anche un enorme tristezza vedere che alcuni giorni non riesco neanche a rispondere sotto le 3 ore di differita ai tuoi/vostri bellissimi, affettuosissimi commenti. So che mi vuoi bene e che me lo dici col sorriso ma senta anche un fondo di desiderio di leggere in libertà e senza frustrazioni, che non sai quanto vorrei esaudire, carissima, Valerie. Spero di poterti offrire presto la possibilità di possedere l’intera storia in un formato, quale che sia, all’altezza delle mie “visioni” uno strumento nuovo, totale straordinario, mai visto prima. Una doccia emozionale di parole e suggestioni perfettamente integrate l’una all’altra in una esperienza letteraria strabiliante.
        Ora conosci i miei più segreti desideri. siamo quasi pari, no? 🙂
        Un bacio, valerie. Dormi bene.

        Ben

  16. il finale è davvero meraviglioso, chiude degnamente il post.
    Sara si sta dimostrando all’altezza della situazione!
    un abbraccio forte..
    p.s. dai sempre spunti di riflessione oltre a farmi sorridere.
    Marilù

    • benapfel says:

      Marilù, grazie per il generosissimo spirito con cui hai scritto quel che qualunque sedicente scrittore vorrebbe sentirsi dire.
      Un carissimo affettuosissimo abbraccio.

      Ben

  17. Questo capitolo mi è piaciuto, sono convinta che Luca potrà ritenersi “fuori pericolo” solamente quando leverà il piombo dalle scarpe…
    Roma, poi, è come una donna: ti illude, ti fagocita, ti accoglie e ti allontana, è umorale, meteoropatica, filosofa e prostituta, materna e nemica.
    Buon lavoro Ben

  18. Qual è il compito della creatività?
    Liberarci dalla cristallizzazione per consegnarci all’inquietudine. La persona complessa, creativa, palpita e sa vivere nell’orizzonte dell’imprevedibile. Non si ripete mai, inseguendo lo slancio vitale progressivo che cerca e ricerca il Nuovo e il Bello. Per non voler rischiare, invece, la persona cristallizzata in schemi, non arriva mai a sapere che «in prossimità del pericolo cresce anche ciò che salva” (afferma Hölderlin)
    Possiamo depotenziare la difficoltà di esprimerci abbandonando schemi che non ci appartengono. È l’inizio della libertà creativa.
    Credo che il coraggio di essere diversi renda autentica la Presenza di ciascuno di noi, ne delinea il valore, ci permette di inserirci nel mondo non più passivamente ma attivamente; infine credo che imparare a osservare e a fluire con ciò che si agita dentro di noi senza troppa concentrazione e serietà,sia la chiave per superare i veri ostacoli per essere creativi ed indipendenti !!!
    EVVIVA LA CREATIVITA’ ISTINTIVA ED AUTENTICA DEI TUOI SCRITTI

    • benapfel says:

      Fantastica Simo! Aggiungo alla tua impeccabile dissertazione su un tema importantissimo, un mio personale augurio sul destino della letteratura:
      Sarebbe davvero bello se le persone molto intelligenti a cui viene in mente la malaugurata idea di scrivere storie, si dedicassero alla decostruzione delle proprio strutture mentali e alla disintegrazione di tutte le loro dannosissime prenozioni.
      Cose, tra l’altro, che fanno benissimo alla salute di denti e gengive!
      Grazie Simo… 🙂

      Ben

  19. Niente voli, ma volano i colpi si scena! 🙂 Luca parlerà anche velocemente e tanto ma devo dire che sta diventando un uomo d’azione! Sarà merito delle scarpe piombate che tengono coi piedi tra le viscere romane?Chissà! Mi piace coe si sta evolvendo la situazione, e Sara mi sembra una tipa niente male! Non vedo l’ora di leggere il seguito! A giovedì prossimo!!

    • benapfel says:

      Ciao stefi! 🙂
      Anche a me piace Sara, ma Luca non si esprime, al riguardo, e la cosa , non te lo nascondo, mi preoccupa… il piombo, potrebbe far bene ai piedi e all’amore, suonoa come uno slogan! Spot della ERG forse.
      Ma che ne è allora delle ali? è solo un sogno da cestinare? 🙁
      baci!

      Ben

  20. Molto bello…..diciamo che si sta evolvendo….certo studia le mosse, il che non è proprio il massimo…. ma in fondo, chi è che non lo fa ad un appuntamento?
    Buona giornata! 🙂

    • benapfel says:

      🙂 Io di sicuro l’ho fatto, lo farò e lo farei… la questione non è tanto quella della spontaneità e quindi del suo troppo bistrattato opposto (il gioco), quanto la capacità di giocarci, a quel gioco. Forse è lo stile. Il modo, la scelta delle parole, tutti le maniere in cui ci si può rivelare, all’altro. La parziale mostra dei segreti, gli innocui inganni… fino alla realtà, in cui si muove con cautela mandando avanti parti sempre più cospicue di sé. Reali, vivide e per questo tenere, fragili persino. Ma caute, cautissime, pronte, come mai, a tornare dietr le quinte immezzo agli specchi e alle maschere…
      Un’ottima giornata a te silvia!

      Ben

  21. Sa says:

    bellissima questa passeggiata romana, sarà che mi ricorda una cosa simile che mi è successa tra la vie di Milano una notte di dicembre e quindi…
    Che dire, anche la storia evolve, ma comincio ad aspettarmi il colpo di teatro.. quando quando?!?!?

    • benapfel says:

      A tempo debito, vorrei dirti, cara Sandra, ma la verità è che aspetto anch’io che Luca esaurisca la sua sortita su quel che crede essere il lato destro della lavagna dove, di solito, si mettono i “cattivi”. 🙂
      abbraccissimi, Sandra.

      Ben

      • Sa says:

        Altra attesa, comincio a diventare il cinese seduto sulla riva in attesa che il nemico passi….. speriamo sia morto!

      • benapfel says:

        Questa scena è fantastica. straordinaria l’idea che uno primo di potersi sedersi in riva a un fiume in atesa del cadavere di un nemico debba diventare cinese!
        🙂 🙂 🙂
        Scusa, sandra son in vena di cretinate, lo so. ma capita così di rado…
        Un bacio e l’augurio che i tuoi nemici s’accorgano che il rancore è troppo da imbecilli!

        Ben

    • benapfel says:

      Ehi, stefano… 🙂
      Ben trovato e grazie per la compagnia che fai “loro” anche in momenti non proprio rosei della loro “carriera” d’esseri umani…
      Un abbraccio!

      Ben

    • benapfel says:

      Ecco ora mi sento un vecchio trombone! Che poi non sono per niente vecchio, io, voglio dire.
      🙂
      Un caro, carissimo, notturno abbraccio!

      Ben

  22. Molto bello questo capitolo, un po’ di sano agonismo e di reazioni a catena, baci improvvisi, chiacchiere, mi piace, sì, mi piace. Anche il vittimismo del “Meriti di meglio” poche frasi sono più irritanti 🙂
    Il solito abbraccio a te e a presto.

    • benapfel says:

      Ciao Ermeticamente, gragrazie1000 ma la domanda interessatissima è: Quali frasi sono peggio di “meriti di meglio”?
      Bacioni!

      Ben

      • “Tu sei troppo per me” che è un po’ l’equivalente… ma quel “troppo” (che non è tanto, non è molto, non è assai) è indicativo di un eccesso, un esubero, uno straripamento.
        Il “giusto” sazia il “troppo” provoca conati…
        Direi che questa frase può considerarsi peggiore del “meriti di meglio”.
        Un abbraccio

      • benapfel says:

        Cacchio, bloggastorie… l’hai fatto davvero e con successo, aggiungo.
        Fatto sta che tu sei davvero troppo gentile per i miei gusti, stai sicuramente cercando di fregarmi… non so come ma terrò gli occhi aperti, cara mia, he he.
        😀 😀 😀

        Ben

      • Il top del top è: “Io voglio solo la tua felicità e se troverai qualcuno che ti rende felice io ci starò malissimo certo, ma sarò felice per te” me lo dicono a distanza di sicurezza perché di solito vola la prima cosa a portata di mano.

      • benapfel says:

        Cacchio, questa è imbattibile! 🙂
        Ma anche un grande classico, a modo suo!
        Certo la fortuna e ritrovarsi accanto un bel ferro da stiro, magari appena usato. dicono faccia miracoli con la memoria… 😀 😀 😀
        Bacissimi, ermeticamente.

        Ben

  23. Wow!! Torni ad accendermi!!
    dunque, sarà che l’ho letto con il sottofondo di C’era una volta in America, ma… mi piace il Luca cinico; teatrale la scena del bacio, ma d’effetto, un bell’effetto!
    Sara non mi dispiace affatto, soprattutto dopo la furia maschicida scandita in punti! 😀
    ah, “spalancare l’accesso alle sue viscere senza curarsi delle conseguenze“, questa me la scrivo, e resto in attesa del prossimo! 😉

    • benapfel says:

      Torno ad accenderti? Wow! La cosa mi gasa mica poco… ah, e se non ti dispiace la segno anch’io sul tuo commento; ho un certo progettino che frulla per la testolina…
      Superbaci!

      Ben

      • ah quindi è per questo che adesso la vedo in grassetto?! mi credevo pazza! cmq tranquillo, fai pure, fai come se fossero parole tue!! 😀
        – 6 gg 23 h 23 min

      • benapfel says:

        Sì… e non credere di aver fatto una battuta, una volta “messe al mondo” per il mondo, un romanzo, un capitolo, anche un solo passaggio, non appartiene certo a me, è in effetti di chi la legge, l’apprezza, la odia. Chiunque c’interagisca lo fa perché non solo è nel suo pieno diritto, ma perché quella frase o parola o locuzione resterebbero vuote, s’intristirebbero da matti e potrebbero persino morirne… povere 🙁
        -6gg23h10′

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