capitolo

25 (A chi?)

 

Gabri e Massi sono appena tornati dal supermercato con quattro buste della spesa tintinnanti di alcolici extraquality. Apro il freezer, mi assicuro che i sacchetti per il ghiaccio siano pieni di ghiaccio e sistemo le bottiglie nel mobile-bar sul terrazzo. Massi mette un disco dei Pink Floyd e svita a dovere le lampadine di troppo. A illuminare gli ambienti un paio di lanterne e una decina di bustine bianche con candelina a rischio incendio all’interno. Luce soffusa e atmosfera rarefatta, insomma, i miei coinquilini giurano che induca le donne ad abbandonarsi.

Grazie, lo so anch’io che funziona così, ma il problema è: “abbandonarsi a chi???”

A chi… a chi… ma chi sei Fausto Leali? Rilassati e non rompere la minchia!”

Ha ragione Massi, socio, vieni qua…!”

Gabri mi somministra una dose massiccia di Bombay tonic per via orale. I colori migliorano all’istante e il tempo vola.

Due ore dopo casa nostra è invasa da un’orda di amici, semplici conoscenti, semiconoscenti, semicoscienti e illustri sconosciuti. Il tutto adeguatamente allietato da donne pronte ad abbandonarsi, a detta di Massi. La categoria che m’interessa di più è quella delle sconosciute semicoscienti ma quando le avvicini, tutto quel che fanno è sbirciare il colore del liquido nel tuo bicchiere e chiedere cos’è. Se non le ignorate ci rimettete il drink e finite come me, che sono l’unico sobrio e drammaticamente inibito della serata.

Ciccio invece è completamente andato e Giuliana lo sta prendendo a schiaffi. Mi avvicino ad assicurarmi che non stia collassando.

STA MALE?”, tento di soverchiare Cindy Lauper.

Macché”, strilla Giuli, “dice che è il suo compleanno e continua a palparmi il culo!”

Strizzo un occhio a Ciccio perché si senta incoraggiato a proseguire lungo il percorso intrapreso.

A-a-ashpettha”, uollio fasshaaare ‘l laccio scuro.”

Cos’è questo laccio scuro?”, è completamente fuori, provo a ignorarlo ma non desiste.

Noo nooh…hoh deccio laccio scuroo!”

Credo stia dicendo lato oscuro”, mi fa una Giuliana infastidita e sbrigativa, e ci tengo a sottolineare che se dovesse esistere davvero un lato oscuro preferirei che voi due ne restaste fuori!”

Ciccio annuisce in loop, gli angoli della bocca gli ribollono di saliva e si capisce che per tenere gli occhi semiaperti fa una fatica bestiale. Lo afferro per i capelli – poco virile ma efficace – faccio segno a Giuliana che è tutto a posto e lo trascino via che piagnucola qualcosa rigurado ai suoi diritti.

Cindy Lauper ha lasciato il posto ai Duran Duran (ah… gli anni ottanta…!) e noi ci siamo piazzati su due seggioline in camera di Massi, lontani come nessuno che io ricordi, dai Wild Boys della canzone.

Gli piazzo una pila di libri tra le ginocchia e il mento in modo che stia diritto e tenga la testa alta, e gli spiego meglio che posso, che è fuso, che se deve pisciare, meglio dentro che fuori e se deve vomitare, meglio fuori che dentro. Che se non mi trova non voglio essere trovato, che se quando si riprende vuole ancora passare al lato oscuro deve chiedere a Massi della “prova d’ammissione”, che in cima alla “colonna” sotto il suo mento, c’è il primo volume dell’enciclopedia del cinema che nel ’98, a Venezia, Gabri si fece autografare da Shinja Tsukamoto in persona, e che perderlo o rovinarlo lo condurrebbe diritto su una sedia a rotelle. Quando gli chiedo se ha capito, si spertica in un monologo di mugugni, monosillabi e sputacchi. Lo mollo sulla seggiola che guarda i suoi libri pericolanti come un bambino a cui hanno detto di mantenerli in equilibrio ma aspetta il momento buono per scaraventarli per terra.

Massi è in cucina. Parla con una strafiga mai vista prima senza riuscire a impedirsi di guardarle il seno.

Scusate!”, provo a dargli una mano. “Figurati”, fa lei, e si presenta come Nadia o Tania amica di Igor o Ivan, tanto non conosco nessuno dei due. Racconto a Massi che Ciccio potrebbe chiedergli di affrontare una prova d’iniziazione al lato oscuro. Gli spiego che assecondarlo, potrebbe risultare divertente. È in quel momento che capisco davvero quanto il lato oscuro sia straordinario. È bastato caricare il tono in maniera impercettibile per far passare la cosa come una buona idea, un’idea nata da Massi, suggerendo intanto con uno sguardo a Tania o Nadia, che tra me e il suo cavaliere, il maschio alfa sono io.

Tania o Nadia intanto riceve tutti i messaggi, (incredibile il mondo sommerso dei segnali, degli odori e delle pose, tra animali avveduti.) beve il suo drink e, intuito che la discussione è finita, ritorna a giro svuotandosi in gola anche il gin di Massi. Ora non so bene se la situazione volge a favore o no, nel dubbio strizzo l’occhio a Massi. A ricambiare è lei ma imposto uno sguardo figo, spingo in fuori la mascella e la ignoro, a furia di sguardi, manipolazioni e décolleté ho perso il cazzo di filo. Torno fuori con la ferma intenzione di farmi un rum liscio ma sul mobile bar solo bottiglie vuote. Gabri mi passa davanti e mi rifila una manata sulla spalla.

Che hai socio, paranoie…?”

Gli spiego il problema e mi invita a seguirlo.

Il terrazzo esplode di gente, ma anche la stanza di Massi e la cucina.

In camera di Gabri, invece, c’è solo una persona, una pupa di cui vedo gli occhi e i capelli. Il resto è favolosamente intuibile sotto il lenzuolo. Sorride e agita le dita fuori dal suo pareo improvvisato come se mi conoscesse. Ricambio senza capire chi sia. Gabri mi passa una bottiglia di rum e mi guarda come se da essa dipendesse il destino dell’universo. Gli credo senza dubitare.

Questa è serie A, socio, non lo sprecare, ok?”

Non lo seguo.

Voglio dire… da questa bottiglia ci bevi tu e una signorina, o me la tengo. Lei è Lucia…”

Ora la riconosco anch’io (ma non era amica di Massi?). Ammicco e agito la mano senza riuscire a elaborare lo sguardo giusto.

La prima cosa che mi passa per la mente è, va’ in camera, da’ due sorsi decisi e nascondi la bottiglia, così, se ti porti a letto una, non è necessario alzarsi a prendere da bere. È una buona idea. Tengo bassa la boccia, attraverso il salotto, oltrepasso una fila di disgustosi pischelli alla vodka che aspetta di poter entrare in bagno a vomitare, e mi fiondo in camera.

* * *

Ciao…!”

C’è una ragazza, seduta sul mio letto. Mi avvicino senza rispondere, mi siedo accanto a lei e con qualche esitazione le tasto il viso. Lei si ritrae subito. Le mostro la bottiglia e rido scuotendo la testa.

Perdonami, sono un po’ intontito e credevo che non ci fosse nessuno… e poi stavo giusto pensando che potevo portare una… e tu eri già qua e… m’è sembrato doveroso assicurarsi che fossi vera, mi segui?”

Spero di no… comunque sono qui per caso…!”

Nessuno insinua il contrario…”

Cercavo il bagno e ho sbagliato porta. Poi ho visto tutti questi libri. Dostoevskij, Lermontov, Puskin, Bulgakov…”

C’è tanta altra roba… ma ti piacciono i russi, pare…”

E mentre lo dico mi pare di conoscerla.

Ma tu… non ci siamo già visti?”

Ti prego, non potresti essere più scontato…”

No, dico sul serio, non sei Sara?”

Arrossisce. Strabuzza gli occhi.

Luca??? Non ci credo, abiti qui…”, annuisco, “e come stai?”

Meglio dell’ultima volta…”

Chiude gli occhi e ride come una bambina che crede di potermi maninpolare.

Non è possibile, m’eri sembrato il classico provolone sciupa-femmine…”

…E stavi per cascare ai suoi piedi, vero?”

Suoi… di chi?”

Del provolone…”

Ma figurati. E Nico… com’è finita?”

È finita…”, forse mi rabbuio, mentre lo dico.

Scusami, sono un’impicciona.”

E tu?”

Bevo a canna e le passo il rum. Dà un bel sorso.

Niente di nuovo… Ti ricordi la mia amica…”

Come no…”

Esce col tuo amico Giorgio, saranno due tre mesi, ormai. Ma lui non è il tipo che si ferma a una, vero?”

Della festa non ci arriva quasi nessun suono, noi beviamo in silenzio dalla stessa bottiglia e nel passarcela, le nostre mani si sfiorano. Ho un capogiro!, ma è solo il rum… e, un sorso alla volta, gestisco la storia delle mani e delle carezze e del respiro, esattamente come mi hanno insegnato. La spingo sul letto, corro sotto la maglia a cercare la sua pelle, coi piedi ci liberiamo delle scarpe e… bussano. Ci guardiamo.

Non rispondi?”

Sbuffo e mi alzo, inforco le ciabatte e spalanco la porta. La bolgia infernale sembra ancora più nutrita ma non c’è nessuno che voglia confessare di aver bussato.

Intimo agli astanti di non riprovarci e di comunicare a chi volesse farlo che la prossima volta esco e lo sbatto fuori di casa.

Torno in camera fiero di me sperando che Sara lo sia altrettanto. Ma non faccio un passo che bussano di nuovo. Tracanno mezzo litro di rum in un sorso e mi preparo alla guerra. Spalanco la porta, li squadro tutti dalla testa ai piedi e sputo fumo dalle narici.

Un tizio che sta là da tutta la sera con un singhiozzo insopportabile e un alito pestilenziale, mi dice che lui l’ha visto, uno che bussava, un vero stronzo che è stato in bagno per un’ora piena, che è per colpa sua se s’è pisciato sotto.

Scusa”, gli dico, “dici che è stato chiuso al cesso per un’ora. Non è che bussava alla porta del cesso?”

Perché…?”, mi chiede, “tu quale porta dicevi?”, mentre aspetta che io risponda oscilla di qua e di là e alla fine mi frana addosso.

Quelli che seguivano la conversazione ridono sguaiati e si grattano le palle, è come lo zoo safari dove stanno le scimmia. Torno in camera e dico a Sara che ho bisogno d’aria. Lei si rimette le scarpe e bussano ancora, così forte che pare possano abbatterla, la porta. Sento delle risate e mi avvento sulla maniglia. Nessuna faccia nuova, fuori. Il tizio col singhiozzo s’è procurato una sedia. Indica la stanza di Massi, e mi dice che erano in due, anzi tre, che li ha visti bene, questa volta. Uno grande e grosso coi capelli corti e uno coi capelli a trivella. Ma a bussare era il terzo un tipo smilzo con l’aria da furbetto.

Gabri e Massi con qualche amico in vena di stronzeggio!

Mi assicuro che Sara mi sia dietro e ci inoltriamo tra la gente in cerca di quei bastardi. Ma sapere che si tratta di loro, attenua la rabbia. Era l’idea di un imbucato cacacazzi, ad essere indigesta. Prima di uscire, è comunque meglio avvisarli, non vorrei che mi credessero rapito o inghiottito dalla notte bianca in preda ad allucinazioni e a un passo dal coma etilico. Lei è venuta con un paio di amici che individua quasi subito. Anche loro sembrano belli cotti. Mi lanciano sguardi a mezz’asta indecifrabili che non ricambio per decenza. Sara ci scambia giusto due parole che non ricorderanno mai e torna da me. Le sue mani che mi cingono la vita sono confortanti ma fingo che non lo siano e funziona. Di Gabri e Massi però neanche l’ombra. Sara suggerisce di chiamarli al cellulare. Ma in tasca non c’è. Poco importa, non sono i miei genitori e attualmente voglio solo andar via.

Torno in camera a prendere la scarpe ma non ci sono neanche quelle. La luce entra dalla finestra a intermittenza, come stesse per fulminarsi. Le cerco sotto il letto, dietro il comò, sul balcone… niente. Chiedo a Sara, ma anche lei se le ricorda lì, ai piedi del letto. Apro l’armadio per recuperarne un altro paio. Ma nello scaffale non sono rimaste che le mie vecchie Clark, le polacchine piombate. Serata di merda!

Il lampione non è ancora saltato. Registro la cosa in automatico, accendo la luce per compensare e risolvo il dilemma. È tutta lì la questione: il lampione funziona a dovere, sono le mie scarpe, ben quattro paia di scarpe allacciate l’una all’altra che gli penzolano davanti, a impallare la luce. Chiunque sia riuscito a farle arrivare lassù può esserne fiero.

Sara sorride.

Come in quel film di Tim Burton!”, dice. La guardo, e so chi è stato.

Pezzi di merda!

Indosso le Clark e mi trascino fuori. Mentre passeggiamo per la strada Sara non smette di fissarmi le scarpe.

Perché cammini come se i piedi pesassero dieci chili l’uno?”

Veramente sono venti.”

Eh???”

25 farefuorilamedusa

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117 thoughts on “25 (A chi?)

  1. L’incredibile affonda i piedi sulle strade dell’imprevisto!
    Una festa davvero senza controllo, per coloro che fanno parte del lato oscuro è quasi una sbavatura. Ma riusciranno Luca e Sara a trovare un posto per stare in pace?

  2. Ciao, sto leggendo un po’ alla volta: divertente e originale! Sono ancora indietro con la lettura, ma mi faceva piacere lasciarti un segno del mio passaggio.
    E grazie per l’apprezzamento ai miei post, ciao!

  3. Giorgio Venturi says:

    Che bello! Nel ’98 a Venezia c’ero anch’io. E Tsukamoto me lo ricordo bene, ma la storia dell’autografo meno… Sarà l’età.

    [knock knock]. Scusi, sa dove sta il bottone della porta della Macchina del Tempo? Ero convinto che fosse qui! Mi servirebbe un passaggio a circa 15anni fa…

    • benapfel says:

      Giorgio!!!
      Carissimo, è vero c’eri anche tu e non ricordi che ci siamo fatti fare una foto con S.T. ??? è vero ma la foto ce la fece un giapponese con la sua macchietta, e vallo a sapere, ora, dov’è finito il giapponese e dove la foto!!!
      Ti abbraccio, man. Saluta le tue donne! 🙂

  4. Ciao,che bella sorpresa il tuo blog,complimenti mi piace molto il tuo modo di scrivere e da lettrice accanita credo che divorerò tutte le puntate…cominciando da…ora 😉

    • benapfel says:

      Ciao estelyes, sei tu , la bella sorpresa 🙂 Grazie per essere approdata qui!
      Buona lettura.
      Ben

      ATTENZIONE! MESSAGGIO SUBLIMINALE. NON STACCARE GLI OCCHI DAL MONITOR! – FARE FUORI LA MEDUSA E’ UN BLOMANZO A PUNTATE. LE NUOVE PUNTATE DI FARE FUORI LA MEDUSA VENGONO PUBBLICATE OGNI MERCOLEDI A MEZZANOTTE PUOI LEGGERE LE ULTIME SUL PROGETTO SU http://www.facebook.com/farefuorilamedusa – E Se vuoi incollare i nostri adesivi nella tua città chiedici come fare! FINE DEL MESSAGGIO SUBLIMINALE. CHIUDERE GLI OCCHI PER UN MINUTO E ALLONTANARSI IMMEDIATAMENTE DAL MONITOR!

  5. Sa says:

    con un ritardo biblico arrivo anch’io, che dire questo capitolo mi lascia in attesa, e per fortuna manca solo un giorno, del prossimo.. sono curiosa di vedere dove arriverà con le scarpe pesanti…..
    Certo che questa Sara è sempre al posto giusto nel momento giusto, devo imparare da lei..

  6. Dopo averlo letto d’un fiato, e riletto poi con più calma, mi sento sollevata che Luca non ci abbia provato con Sara… o meglio, che comunque qualcuno li abbia subito interrotti. E che lui si sentiva sollevato ad avere le sue mani appoggiate sui suoi fianchi, anche se non voleva farlo capire. Attendo con speranzoso romanticismo il prossimo chapitre ! 🙂

    Baci,
    Sara

    • benapfel says:

      Che bello, ben venuta e… niente, sei a casa tua…
      Abbracci.
      Ben

      ATTENZIONE! MESSAGGIO SUBLIMINALE. NON STACCARE GLI OCCHI DAL MONITOR! – FARE FUORI LA MEDUSA E’ UN BLOMANZO A PUNTATE. LE NUOVE PUNTATE DI FARE FUORI LA MEDUSA VENGONO PUBBLICATE OGNI MERCOLEDI A MEZZANOTTE PUOI LEGGERE LE ULTIME SUL PROGETTO SU http://www.facebook.com/farefuorilamedusa – E Se vuoi incollare i nostri adesivi nella tua città chiedici come fare! FINE DEL MESSAGGIO SUBLIMINALE. CHIUDERE GLI OCCHI PER UN MINUTO E ALLONTANARSI IMMEDIATAMENTE DAL MONITOR!

    • benapfel says:

      Sei già invitata, anzi sei in lista, l’uomo smilzo all’ingresso ha un “pendolante+1” sul quadernone, un stampata di questa pagina commenti fungerà da invito esclusivo. Altro non so. Ci vediamo là, qualche anno fa, allora!
      Un abbraccio.

      Ben

  7. Ahi! Luca è un poco intontito dal rum e deve tastare il viso di Sara per assicurarsi che sia una ragazza vera.
    Meno male che alla fine decide di uscire fuori a prendere una boccata d’aria fresca, lontano da tutte quelle zaffate di alcool, e certamente si riprenderà.
    Mi viene un dubbio: magari Nico è solo l’immagine della ragazza ideale, sognata, ammirata, amata, desiderata da Luca come se fosse vera ma che nella realtà non esiste? Qualche volta Luca l’ha incontrata e le ha anche parlato ma sempre solo nella sua immaginazione.
    Che ne dici, Ben?
    Ansiosamente aspetto di conoscere il seguito degli avvenimenti.

    • benapfel says:

      Carissima Velia, non posso che ammirare la tua sagacia critica, ma risponderti sarebbe follia, e me la risparmierei per il 26, sei sei d’accordo!

    • benapfel says:

      Ciao Sergio, grazie per il giudizio lusinghiero 🙂
      Spero di ritrovarti presto in zona…
      Ben

      ATTENZIONE! MESSAGGIO SUBLIMINALE. NON STACCARE GLI OCCHI DAL MONITOR! – FARE FUORI LA MEDUSA E’ UN BLOMANZO A PUNTATE. LE NUOVE PUNTATE DI FARE FUORI LA MEDUSA VENGONO PUBBLICATE OGNI MERCOLEDI A MEZZANOTTE PUOI LEGGERE LE ULTIME SUL PROGETTO SU http://www.facebook.com/farefuorilamedusa – E Se vuoi incollare i nostri adesivi nella tua città chiedici come fare! FINE DEL MESSAGGIO SUBLIMINALE. CHIUDERE GLI OCCHI PER UN MINUTO E ALLONTANARSI IMMEDIATAMENTE DAL MONITOR!

  8. La discesa nel crepaccio del lato oscuro di Luca mi fa tenerezza: lui appare come un Forrest Gump in questo mondo. E’ semplicemente troppo educato, troppo di animo buono, troppo sensibile per almagamarsi.. ho il sospetto che rispecchi il suo autore…

    • benapfel says:

      E sì, la festa è un topos delle fiabe di ogni tempo, e anche di ogni adolescenza, insieme al momento delle interrogazioni e alla gita scolastica! 🙂
      Ciao carissima!

      Ben

  9. lucywithdiamonds00 says:

    Well, this is it. This is what we look for: we look for a mirror. And, Ben, you’re making up such a mirror… of our mind!

  10. Simansheela says:

    Ben, il tuo bloromanzo è sempre più appassionante.
    Ma Giorgio non stava con una tipa? Era un poco ‘incasinato’ e, se non sbaglio, andava in cerca di distrazioni?
    Ma via, non credo che Nico sia interessata a lui nonostante il metro e novantacinque di altezza e i cento chili di muscoli.
    Secondo me, Nico vuole che Luca si decida a manifestare i propri sentimenti e cerca di farlo ingelosire, sbaglio? Io spero che sia così.

    • benapfel says:

      Ehi, Simansheela, grazie, sono molto contento il blomanzo ti stia appasionando.
      Ma non credo che giorgia abbia una relazione con nico quanto piuttosto con l’amica di sara, quella conosciuta al “Inferno”…
      Ad ogni modomi pare che qui ognuno tenti di tirare i remi in barca ma entrambi con scarsi risultati. Mico si lamenta, e si commisera.
      Luca cerca di trasformarsi in un golem di ghiaccio e poi c’è roma, una serata con una vecchia “amica” durante la notte bianca.
      Frullare il tutto e mescere in boccali da birra e aggiungere abbondante ghiaccio per ottenere un ottimo 26 😉
      Abbraccio

      Ben

  11. Molto curiosa…Cosa succederà? Quelle scarpe pesanti contrastano con la teroia del bacio che fa volare…MI chiedo da chi dipenda…Da Luca o Nico? Chi ha il potere? Il destino ha voluto che restassero solo le scarpe pesanti o i ladri di scarpe lo hanno fatto apposta peer evitare il peggio?? Tutte queste domande mi frullano nella testa…Non resta che aspettare a giovedì prossimo! 🙂

  12. Prima di tutto, sono in terribile ritardo, ma il tempo è stato poco, oggi però doevo proprio leggerti 🙂
    Intravedo il “vecchio” Luca in questo capitolo assai divertente, amici infamoni e Luca che va avanti nonostante quelli. Che sì, ogni tanto cerca di mantenersi il duro del capitolo scorso, ma sotto sotto sta tornando a galla quel suo modo dolce e impacciato che lo distingue dagli altri. Bene, bene. 🙂

  13. Per questa MEDUDAS’S SESSION di fine ottobre…UNA FAVOLA

    La favola di amore e pazzia

    Un giorno si riunirono in un luogo della terra tutti i sentimenti e le qualità degli uomini. La noia si presentò per la terza volta, la pazzia, e come sempre un po’ folle propose: “Giochiamo a nascondino?” L’interesse alzò un sopracciglio e la curiosità infastidita chiese: “A nascondino? Di che si tratta?” “E’ un gioco, – spiegò la pazzia – io mi copro gli occhi e mi metto a contare fino a 1.000.000 e voi vi nascondete, quando avrò terminato di contare, il primo di voi che scorgo prenderà il mio posto. L’entusiasmo si mise a ballare insieme all’ euforia.
    L’allegria fece tanti salti e convinse il dubbio e l’apatia alla quale non interessava mai niente… Però non tutti vollero partecipare. La verità preferì non giocare a nascondersi: se poi alla fine tutti la scoprono? La superbia lo considerò un gioco molto sciocco (i ciò che le dava fastidio era che non fosse stata una sua idea), la codardia preferì non si mise in gioco. “Uno, due, tre…” – comincio a contare la pazzia. La prima a nascondersi fù la pigrizia che si lasciò cadere dietro la prima pietra che trovò. La fede volò in cielo, l’invidia si nascose all’ombra del trionfo che con le proprie forze era riuscito a salire sulla cima dell’albero più alto. La generosità quasi non riusciva a nascondersi e ogni posto che trovava le sembrava adato per qualcuno dei suoi amici: un lago cristallino? ideale per la bellezza. Le fronde di un albero? perfetto per la timidezza. Le ali di una farfalla? il migliore per la voluttà. Una folata di vento? magnifico per la libertà. Così la generosità finì per nascondersi in un raggio di sole. L’egoismo, al contrario trovò subito un ottimo nascondiglio, ventilato,confortevole e tutto per se’. La menzogna si nascose sul fondale degli oceani o forse dietro l’arcobaleno. La passione e il desiderio al centro dei vulcani. L’oblio…non si conosce il suo nascondiglio… Quando la pazzia arrivo a contare 999999 l’amore non aveva ancora trovato un posto ove nascondersi poiché erano tutti occupati, poi scorse un cespuglio di rose e si nascose tra i suoi fiori. “Un milione!” – contò la pazzia. E comincio a cercare. La prima a comparire fu la pigrizia, lì vicino a tre passi da una pietra. Poi udì la fede, che stava discutendo con Dio su questioni di teologia, e sentì vibrare la passione e il desiderio dal fondo dei vulcani. Per caso trovò l’invidia e dedusse dove fosse il trionfo.L’egoismo non riuscì a trovarlo, era fuggito dal suo nascondiglio perché c’era un nido di vespe. Dopo tanto camminare, alla pazzia venne sete e nel raggiungere il lago scoprì la bellezza. Per il dubbio le risultò ancora più facile, go trovò seduto su uno steccato senza avere ancora deciso da che lato nascondersi. Infine trovò un po’ tutti: il talento nell’erba fresca, l’angoscia in una grotta buia, la menzogna dietro l’arcobaleno e infine l’oblio che i era già dimenticato che stava giocando a nascondino. Solo l’amore non le appariva da nessuna parte. La pazzia cercò dietro ogni albero, dietro ogni pietra, sulla cima delle montagne e quando stava per darsi per vinta scorse il cespuglio di rose e cominciò a muoverne i rami. Ma all’improvviso si udì un grido di dolore:le spine avevano ferito gli occhi dell’amore…la pazzia non sapeva più che cosa fare per discolparsi; pianse, pregò, implorò, domandò perdono e alla fine gli promise che sarebbe diventata la sua guida. Da allora, da quando per la prima volta si giocò a nascondino sulla terra, l’amore è cieco e la pazzia da sempre lo accompagna.

    W W W W W LE METAFORE

  14. Ti leggo Ben, ti leggo ! Non commento molto ma seguo con attenta attenzione 😉 anche se il lato oscuro di Luca mi perplime 0_0 . Attendo con ansia gli sviluppi dell’incasinata vicenda . Baci ! ^^

  15. Ho riso un sacco!! 🙂
    Hai descritto benissimo l’atmosfera della festa, e mi sono rivista in quelle dei miei anni universitari, 20-24 anni, più o meno l’età di Luca che se non ricordo male ne ha 26. Ero solo un po’ meno brilla .. Avendo ormai superato ampiamente quell’età, la distanza temporale mi fa rivivere il tutto con ancora maggiore divertimento. 🙂
    Veniamo alla storia. Ti sembrerò immodesta ma penso di non essermi allontanata dal vero quando, commentando nei capitoli precedenti, sostenevo che Luca non era affatto cambiato.
    In questo contesto, almeno all’inizio, è “l’unico sobrio e drammaticamente inibito della serata”; con Sara si comporta come si deve, lasciando presagire un’ottima continuazione nell’approccio ma anche qui non conclude a causa della porta; si rabbuia quando Sara gli nomina Nico. Insomma tutto concorre ad avvalorare la mia tesi.
    Infine la voglia di aria fresca. Luca è Luca, altro che lato oscuro!!! Nelle mie ormai note elucubrazioni mentali mi sto già immaginando la continuazione.
    Mi piace questo gioco. Chissà se siamo sulla stessa lunghezza d’onda narrativa.
    Attendo conferme o svolte inattese.
    Bisous et bonne soirée
    Primula
    p.s. ormai non dico più nulla sulla questione del teatro, ma nei dialoghi sei straordinario!

      • benapfel says:

        Tu non puoi “sconfinare”. è un termine che allude a una clandestinità che non ti servirebbe a nulla tra le mie lande!

      • Vero! Fuori dalla metafora dello “sconfinamento” qui mi sento a casa, come molti altri credo. L’ospitalità è eccellente. 🙂
        Bisous bisous
        Primula

      • Non darlo per scontato Ben.
        Se esiste un parametro di valutazione per l’intelligenza (di per sé non numericamente valutabile almeno per me, e anche con gli studenti usavo lo stesso criterio) è dato dalla modestia e dalla capacità di mettere a disposizione le nostre conoscenze e di ascoltare. E tu ne hai da vendere, da quello che leggo qui nelle tue risposte ai commenti e altrove nelle tue interviste.
        Non in tutte le “case” ritrovo analoga disponibilità.
        Bye bye
        Primula

      • benapfel says:

        Saranno state case vuote, Primula, perfette per essere riempite con gente dall’indole inclusiva! 🙂

        Ben

  16. caro ben,
    il capitolo si conclude proprio come lo avevo fortemente desiderato: inaspettato, surreale, ed estremamente freak!!
    solo chi ha seguito attentamente le blomandiadi saprà a quale incriminato paio di scarpe allude infatti il nostro, benamato ed abile, scrittore … io ho studiato, e trovo che la sospensione di capitolo sull’ardua camminata del nostro sia, as usual, geniale!!
    anche se … in realtà SONO MOLTO OFFESA, perché avrei desiderato essere invitata anche io, da luca, da massi, o DA CHIUNQUE, alla festa-delle-scarpe-appese!!
    non è che la suddetta sara in realtà sono proprio io, arrampicata ad un palo della luce, che cerco di slegare le stringhe di penzolanti paia di scarpe dai fili dell’alta tensione … ?!
    mi piace pensarlo … [scusa se mi permetto di intrufolarmi nel blomanzo …]
    sei riuscito ancora a stupirci!
    clap clap … burp!!

    • benapfel says:

      Eh già…
      Vedo comunque che gran parte del popolo Meduseo, è seriamente preoccupato, non tanto per la salute di un personaggio, quanto della salute del suo amore con Nico…
      Il perché è intuibile ma mi piacerebbe sentirlo da voi tutti partire da te, cara Alice 🙂
      Un abbraccione!

      Ben

      • Ben, sicuro?

        Eh… perché… perché chi tra noi è fortunato ha incontrato un amore così una volta e una sola nella vita.

        E ha riso, condiviso, costruito, giocato, vissuto. E ha lottato, dato il massimo, fatto l’impossibile per tenerlo stretto a sé.

        E, nonostante questo, la maggior parte di noi non si sa come l’ha perso. E ha continuato a cercarlo, sempre, senza ritrovarlo mai.

        E vuole credere ancora che sia possibile. Che ci sia una chance. Che si possa vivere, di nuovo, la fiaba.

      • benapfel says:

        La parola chiave è favola! Vivere la favola. Ma che serve per vivere la favola? una coppia di fuori di testa senza piedi per terra o, un principe con calesse cavalli e principessa? Nel mondo reale da chi è composta la coppia da favola?
        ‘sta cosa mi lascia sempre a un punto in cui devo scegliere se perdermi dentro la vita con un po’ d’incoscienza o lasciarmi sprofondare nelle profondità dell’angoscia.

  17. Povero Luca, a volte lo capisco proprio benissimo. Lui e le sue maschere.
    Sembrerà strano ma sto vivendo anche io una situazione simile e chissà, forse prima o poi avrò pure il coraggio di raccontarla 😀

    • benapfel says:

      Assolutamente d’accordo, Marilena.
      La maschera è come un’assicurazione. L’assicrazione che, vada come vada, siamo al sicuro.
      Certo, a patto che almeno i tratti principali vengano a galla in breve. Insomma non è carino trovarsi con una serial killer dopo dieci anni di convivenza…
      😀

      Ben

    • benapfel says:

      Mari, questo risulta essere il tuo ultimo commento e non so se ho risposto, a questo punto, ma lo faccio adesso:
      Non v’è dubbio, ognuno scopre da sé come indossarla, ma qualcuno lo scopre più tardi di altri… 🙂
      Un abbraccio!

      Ben

  18. Eh ma no!
    Cacchio, mi parli di Pink Floyd!!! Ci vuole uno studio approfondito sulla materia, i dettagli sono importanti!

    Per 50€ ti do io una consulenza professionale (ma veloce – se ne vuoi una completa la tariffa sale a 150):
    (Funzione della musica che si vuole ottenere > Album dei Pink Floyd)
    a) Divertimento cazzaro > The Piper At The Gates Of Down
    b) Allucinazioni simpatiche > da A Saucerful Of Secrets a Relics
    c) Allucinazioni oniriche > Atom Heart Mother
    d) Sottofondo d’impatto > The Dark Side Of The Moon
    e) Instillazione di nostalgia ai bei vecchi tempi > Wish You Were Here
    f) Riflessioni filosofiche e politologiche > Animals

    Punto “e” da usare con cognizione di causa e parsimonia, in quanto può generare commozioni eccessive, tracimando l’effetto voluto.

    Con questo elenco intendo dire che, ad esempio, una pietra miliare come The Wall, ad una festa come quella che hai descritto, non la puoi mica mettere! Nella sua unicità, per la funzione che desideri, otterresti solo degli appassionati che rimangono silenziosi all’ascolto e la casa semi vuota!!!

    Venendo ai russi, per me la scelta è ardua, in quanto ognuno lo apprezzo per il suo diverso stile, incernierato comunque nella rappresentazione del bello.
    Ma come fai a lasciar fuori Tolstoj…
    Sulla surrealtà ti dico solo Il Maestro e Margherita. E Il Naso.
    Porca vacca: che bello rileggersi delle simili altezze soltanto col rinominarle… 🙂

    P.S. musicale: per una stimolazione sessuale con onde sonore, cerca la voce “Jimi Hendrix” (forse Massi ha bisogno di qualche ripetizione)

    • benapfel says:

      Grazie per la consulenza, Cris, fortuna che i pink floyd non suonavano durante la festa ma in fase di organizzazione. Per la festa vera e propria c’era una qualche compilation anni ’80! mi pare. 🙂
      Notte!

      Ben

    • Va beh, mi ha risposto qui e non sopra…
      Mi son dimenticato di fare un appunto su Ummagamma: la parte live è superlativa, in particolar modo su Careful With The Axe, Eugene
      Ma la parte da studio… uhmmmm, troppo estrema! Ma gusti son gusti, naturalmente
      L’effetto di quello direi che comunque rientra sulla sezione “allucinazioni”, più dettagliatamente la etichetterei “sballo cromatico” 😀

      • C’hai ragione: rileggendo, mi tocca proprio darti ragione ehehehe
        Ma alla prima lettura mi sono immaginato l’inizio di Astronomy Domine, e son partito in bomba, pensando che la gente arrivasse man mano…

        Ma se era per la preparazione, che c’entrano i Pink Floyd? Massi doveva piazzare qualcosa tipo i Paranoid (l’album intero, non il singolo) che dava a tutti la giusta carica ed ottimismo per le sorti della serata!

        N.B. Sorry, i musicisti son delle brutte bestie 😉

  19. Bene, mi stavo preoccupando!
    Intendo dire: il 24 per me è l’introduzione al 25! Settimana scorsa, sinceramente ero rimasto con una sensazione di sospensione.
    E non ho scritto nulla appunto perché immaginavo che fosse una considerazione inutile (infatti).
    Ora, continuando a non conoscere il destino del nostro eroe, sono allo stesso tempo contento per lui e spiaciuto un po’ per la trama: stavo già visualizzando allucinazioni e giochi d’ombra cinesi, abbandono corporale al surrealismo meritocratico, e invece son solo tre pezzi di merda! Ahahahah

    P.S. Che album dei Pink Floyd?
    P.P.S. Ti sei dimenticato Tolstoj, Gogol’ e Turgenev, tre russi mica da poco…
    Quest’ultimo particolare, del fatto che “Luca” sia un appassionato di “russi”, mi preoccupa parecchio 😉

    • benapfel says:

      Sui russi:
      Voglio darti soddisfazione uno dicendoti che trovare cose che mi piacciono oggi è molto difficile ma sui russi vado sempre sul sicuro.
      Ti faccio il mio personale “podio”.
      Mia eh?, non di Luca. Luca sai già che libri ha in stanza ma non se poi gli interessano, li ha letti ecc.
      Dunque.

      1 Il primo è Bulgakov E non ho dubbi.
      2 Segue a brevissima distanza Gogol
      3 E metto Dostoevskij

      Prima o poi potrai leggere un mio lavoro più impegnativo della divertente storia di Luac e Nico e lì potremo parlare di surreale e surrealtà, ma mai di surrealismo. O se vuoi anche del surrealismo, insomma…
      Quale album dei pink floyd? Mi piacerebbe risponderti ummagumma ma probabilmente sarà stato the dark side of the moon comunque una pietra miliare. 😉

      Ben

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