capitolo

19 (Spiragli)

Nico non m’ha risposto! L’ho chiamata poco fa e non ha risposto. Stamattina. Non più di 6 minuti fa, cinque minuti fa. L’ho chiamata io. E lei, Nico-, dico, -letta, non ha alzato la cornetta, ma quale cornetta? Il mondo delle cornette s’è ormai ridotto al solo genere maschile e i croissant non hanno congegni di ricezione nella farcitura. E allora? Poco male. Sarà al lavoro. Inutile cercare di convincermi, di istillarmi anche solo il dubbio che sia finita, Lu’, perché sono un esperto, un maestro. Questa storia mi ha cambiato, ok? Ora so che le donne dicono cose che non vogliono dire e pensano cose che non dicono. E poi fanno cose che negano di aver fatto e pur di mantenere il segreto tra sé e sé son capaci di fare a botte, ma questo lo dice Ettore. Non che non mi fidi, sia chiaro. E poi il vero motivo per cui so con certezza che non è finita, è che non è mai cominciata. Quindi ora riattacco. Cioè interrompo la dissociazione e torno a fare a meno di me, ok? Chiudo io… “Click!”

Ma che mi salta in mente? Davvero mi sono fatto un flash dissociativo in maniera del tutto consapevole per poi dire “click” ad alta voce rischiando di farmi beccare da uno dei due pericolosissimi individui con cui condivido casa? Fermo lì! Infido individuo che abita il mio cervello in avaria, era una domanda retorica. Piccola pausa.

Ora sì. Sono sicuro, sono davvero sicuro, che una volta a casa, a mente fredda, ci abbia ripensato. Le cose sono diverse, a mente fredda. Come la mia stanza l’altra notte… cazzo credevo di essere in un altro posto, m’ha preso il panico.

E poi non scherziamo, qui non si tratta della solita cosa immaginaria, non si tratta dell’aspetto patologico dell’amore.

Se ci sfioriamo, voliamo, è reale! Chi rinuncerebbe mai a un cosa del genere?

Non ho nulla di cui preoccuparmi… ci siamo baciati, è solo questione di tempo. E io posso aspettare.

Certo, mi manca un po’ la telefonata del giorno dopo, e tutto il resto, sapete…? Quella vibrazione nella voce che allude al nostro bacio, al nostro volo. Aspettare di vedere quello spiraglio di intimità, lo stesso che ieri m’è stato concesso, accennare ad aprirsi. Assistere in silenzio alla nascita di un vocabolario comune, di un immaginario, comune…

Va bene. Stop. Far finta di niente e studiare una soluzione è l’unico vero problema.

Dovrei uscire, rilassarmi, ma il solo pensiero di incrociare il dinamico duo in vena di battute mi atterrisce.

Però se faccio piano, forse, riesco a raggiungere la porta senza incrociarli. È solo questione di pazienza.

Dal balcone in camera mia busso alla finestra del bagno. Nessuna risposta. Non è dal bagno che verrà fuori il nemico. Apro uno spiraglio minimo di porta e sbircio fuori. Di fronte alla mia c’è quella del salotto ed è chiusa. A sinistra il bagno ma non c’interessa, a destra invece c’è la stanza di Massi. Anche concentrandomi, non riesco a udire nessuna delle loro voci. Esco in punta di piedi. La porta del salotto è solo accostata, mi avvicino quanto basta e origlio. Niente. Forse non sono in casa. Calma, saltare alle conclusioni può essere fatale. Ci vuole pazienza, ci vuole disciplina. Posso aspettare, posso aspettare anche un’ora, ho tempo,io. E questo è il Vietnam!

Niente, libero anche il salotto. Resta la stanza di Gabri (troppo lontana dall’ingresso per rappresentare un problema), quella di Massi e la terrazza. Se riuscissi a entrare in salotto, giusto i tre passi necessari a guardare attraverso la finestra, potrei farmi un’idea chiara della situazione in terrazza.

Dai, apri la porta del salotto, piano, Lu’…lenta mente. Così lentamente che per i primi due minuti mi sembra di non muovermi. Ora però sono dentro e a tre passi dalla finestra. Vellu tato, Luca, e in punta di piedi, così… uno… due… e … merda! Mi butto a terra come un giaguaro che ha i riflessi d’un cobra!

Il terrazzo è abitato. Una bionda in lingerie sta prendendosi un caffè sotto il nostro ombrellone. Mi acquatto sotto la finestra, dò una sbirciatina e quella non c’è più.

Sbaglio a permettere a Massi di prepararmi la colazione, è chiaro che droga il mio latte di soia.

Mi alzo, ruoto su me stesso, e me la trovo davanti. Cristo è più alta di me.

Cioè… tu devi essere il poeta dall’animo sensibile di cui parla tanto Massi. Sei carino, non me l’aveva detto.”

Sì… grazie… no-non lo so…”

E dimmi… cos’ha questa donna da farti girare tanto la testa?”

Sta’ calmo, Lu, è solo una qualunque, non è Nico, pensa a Nico.

Non lo so, che t’ha raccontato, Massi?”

Che t’ha preso brutta, che sei andato fuori di testa, che non fai che chiedere consigli e che lei l’ha capito e ti rigira come un calzino. Che t’hanno messo in guardia, che tu parli di “amore”, che li eviti…”, mentre parla “taglio” la mia sospetta tenerezza con una parte di cinismo, due di sufficienza e le somministro la relativa smorfia. “Mi sa che non è proprio così, vero?”, mi fa. Le dosi erano giuste!

Come ti chiami?”

Lucia.”

Lucia… sì, Massi non ha esagerato, è tutto assolutamente vero, e lo è il nostro amore…”

Ecco un’altra cosa che Massi mi ha tenuto nascosta!”

Che faccio le rime?”

Che sei un ragazzo sveglio!”

Lascio Lucia alla sua attesa ed esco di casa.

Certe persone hanno l’aria di saperla lunga, trasudano esperienza, scioltezza, certezze. Poi ci parli e ti guardano, e ti ascoltano con un’attenzione che ti chiedi “c..zzo, si guarda questa!”

Ma la verità è che ti stanno aprendo uno spiraglio. E se sei rapido e dai un’occhiata, intravedi sempre la stessa cosa. Un rimpianto o un rimorso. E allora capisci perché ti guardano così.

A differenza di tutti loro, tu sei ancora in tempo. E loro questo lo vedono.

* * *

Vado a piedi. Mani in tasca e mezzi pubblici.

Devo staccare, liberare la mente, riprendere fiato, respirare un po’ di smog, guardarmi intorno.

Arrivo a piazzale Ostiense, un’occhiata alla piramide e mi dirigo verso la metro.

Il rumore del treno in arrivo fa accelerare l’andatura delle persone. Bambini, donne incinte e vecchietti con la spesa, che si scapicollano per arrivare a prendere il treno quando sanno che dopo tre minuti ce n’è un altro. Assolutamente incomprensibile.

Mi siedo su una panchina ad aspettare. Accanto a me ci sono una donna e il figlio di cinque, sei anni.

Quando arriva papà?”, dice il bimbo.

Domani!”

E mi porta i regali?”

Certo!”

E se non lo riconosco?”

Lo riconoscerai…”

Arriva il treno, il suo sferragliare copre il resto della conversazione. Scatto all’ impiedi e mi avvicino al bordo della banchina. Una voce alle spalle mi incalza.

Stia attento a non oltrepassare la striscia, signore…”

Muovo un passo indietro. Il treno sbuffa, s’arresta e le porte fischiano, esitano e mi spalancano davanti un’immagine nitida. Un quadro, quello che alla mostra per poco non ci cascavo sopra. Lui tiene per mano Bella e lei si alza da terra che pare gonfiata ad elio. Sembriamo io e Nico l’altro pomeriggio.

Mentre un fiume di persone mi travolge per salire sul treno, giungo a una conclusione. Chagall non vola perché è in grado di opporre resistenza alla spinta antigravitazionale di lei. Chagall non vola perché è troppo pesante!

Esco dalla metro, passo da un ferramenta e torno a casa.

Ho preso della colla epossidica, una lima, un seghetto sottile e del piombo.

Nei ferramenta, a Roma, sono sempre in due, entrambi incazzati neri. Quello che sta facendo un sonoro cazziatone all’altro è il capo. L’altro non protesta mai, ma il primo cliente che gli capita sotto, povero lui. Se chiedi a uno dei due perché si comporti così, ti risponde “Semo romani, e a noi ce rode er culo…”

Non immaginate neanche con quanto disprezzo m’abbia scrutato, quando ho confessato di non sapere quanto piombo volevo.

E che… to’o’ devo dire io???”

…No?”

Marioo, vedi un po’ che vole ‘sto po’raccio!”

Mario è grande e grosso, c’ha una mano da un quintale e mi disprezza anche lui, ma in maniera più sbrigativa.

Che sce devi piombà, na stanza?”

No no, delle scarpe”

Per un po’ resta lì imbambolato.

Che c’è, tu moje, te vole coi piedi pe’ tera?”

Alla fine ci accordiamo per cento chili di piombo in quattro fogli da venticinque, mi spiega come lavorarlo ed è così contento che quasi quasi sorride.

O sai, che to’o porti tu, fino a’ machina, sì!!!”

Dico, “quale macchina?”

Vabbè… Adrianoo! Vamme a pijà, ‘na carriola, va…”

Quando arrivo a casa puzzo come una stalla, sono fradicio di sudore e starnutisco ad ogni passo ma non è allergia!

Mi apre Gabri.

Non hai una bella cera, socio…”

Ha chiamato qualcuno?”

Sì, la tua dignità! Si chiedeva che fine avessi fatto…”

Fanculo la dignità! Sono le sei, e se non chiama lei, la richiamo io ma non risponde.

Be’, sa che l’ho cercata. Se vuole, si farà viva lei.

E se fosse nei guai? Se avesse bisogno di me?

Mi chiamerebbe subito…

E se tu avessi un minimo di senno non ci andresti!

Sentito? Era l’orgoglio, quello. Gabri dice che è solo questione di tempo, quando una se la tira troppo, prima o poi l’orgoglio assume il comando e quando succede non soffri più. Ma la cosa non m’interessa. Porto il materiale in camera così faccio un tentativo di piombatura sulle mie polacchine grigie.

Quando rialzo la testa dal tavolo sono le dieci e non ho concluso niente. Ho fame, poi ho voglia di sentirla e non ho più fame. Mi butto sul letto a pensare che potrei restare a guardare il soffitto tutta la notte ma due minuti dopo sono nel mondo dei sogni.

* * *

Trascorro una settimana di totale abbrutimento. Significa che non mi lavo, non mi faccio la barba, vivo in pigiama e mi autoinfliggo numerose sessioni di playstation in attesa che si trasformino in senso di colpa. Non preoccupatevi per me, l’attesa è breve. Non l’ho chiamata, e Gabri ha ripreso a trattarmi come un essere umano, pare che mi voglia bene, ora che mi odio.

Quando finirà?”, gli chiedo, mentre s’incunea in area con Ronaldinho e segna il suo quarto gol.

Presto starai una favola, devi solo crederci, socio, devi solo ripetertelo…”

Ok… Io starò bene, starò una favola, presto starò bene, starò una favola…”

* * *

Mi sento una merda. Massi entra in camera con le occhiaie fin sotto il mento e i fusilli scombinati.

Che hai?”, dice.

Niente.”

Stai una merda!”

Ah, sì… lo so.”

Gabri, dallo studio, urla, “gran dialogo, ragazzi, davvero!!!”, e batte le mani.

Nico non chiama e la nonna di Ettore non chiama. Gabri è intollerante al mal d’amore, lo mette di malumore. Il malumore di Gabri rende Massi irascibile e una versione distorta di un meccanismo noto come percezione selettiva, trasforma la sua mente, le parole di chiunque gli si rivolga, in un insulto che coinvolge la madre o un altro membro della famiglia. Ragion per cui, se vi capitasse di incrociarlo durante quest’infausto periodo e aveste la brillante idea di salutarlo, non è implausibile che vi sentiate rispondere, “…tu e la gran mignotta di tu’ sorella!”

Dopo pranzo ho già collezionato un “levati dalle palle!” e due “fottiti!”.

Ma bisogna restare lucidi perché pare che il primo, oltre che un insulto, fosse un buon consiglio. Così mi sposto da Giuliana che è a letto col colpo della strega. Vediamo se posso ammorbarla per bene col mio melodramma.

La povera Giuli ha uno sfacelo di coperte e trapunte l’una sull’altra, è pallida da fare schifo e ci sguazza un po’. Tipo che parla con la voce della regina moribonda che si rivolge al figlio. Ogni tanto, qualunque cosa stiamo dicendo, ci infila un bel, “adesso va’, figliolo, il mondo ti aspetta, dimentica tuo padre, dimentica me, ma non dimenticare mai le tue radici…!”, emette un rantolo, chiude gli occhi, e lascia andare la testa sul cuscino. Poi apre un occhio e ride e tossisce, ma la tosse non è finta.

Insomma… se ho capito bene”, dice alla fine, “non sei qui per me ma per te!”

Logica femminile centopercento, e ora provate a sfangarla! Questo sarebbe lo slogan, se la vendessero. Ma personalmente preferirei si diffondesse il meno possibile, senza offesa, eh!

Senti, io aspetterei… Lu’, vedrai che fra un paio di giorni le cose ti sembreranno più chiare e tu non avrai fatto nulla di avventato e non avrai mai nulla da rimpiangere…”. Sgrano gli occhi. “Un paio di giorni? Tesoro, tra un paio di giorni sarò così magro che Massi mi userà per lucidare la moto”

Allora buttati sul lavoro! Non stavi facendo il baby sitter?”

“Sì, ma non mi chiamano e poi non aiuterebbe, credimi!”

Certo che aiuterebbe, è una distrazione anche quella, no?”

Ma che distrazione non facciamo che parlare di lei!”

Con i nonni?”

Macché quasi non li vedo, i nonni.”

E con chi, allora, il bambino?”

Sì.”

Ma scusa, quanti anni ha?”

Ormai ha quasi cinque mesi…”

Ah… Senti un po’, Luchino, perché non passi a trovare Giannina? S’è trasferita al lago, poverina, lei è depressa, tu esaurito. Magari vi tirate su l’un l’altro, che ne dici?”

Ci penso…”

A proposito,…non è che hai sentito Francesco?”

A proposito?

Ciccio?

Uh.”

Non di recente, perché?”

Doveva dirti una cosa…”

Cosa?”

Niente, c’è tempo…”

Su, spara.”

Era… per il mio compleanno.”

Vuoi festeggiare a casa mia? E che problema c’è?”

Non so, i tuoi coinquilini…”

Maffigurati, quelli ti adorano, sarà strepitoso!”

Vieni qui, fatti dare un bacio…”

farefuorilamedusa 19

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86 thoughts on “19 (Spiragli)

  1. Attesa, dubbio e deppresione – effetto domino – chi è nel circondario potrebbe essere contagiato.
    Chiamare o non chiamare?
    Ore che sembrano minuti e minuti che non passano mai, come ore.
    Ma geniale l’idea di piombare le scarpe! Che sia la soluzione a tutti i problemi di…. ” fuga amorosa” con volo sul soffitto? 🙂

    • benapfel says:

      Ciao carissima. Il piombo fa male ma magari tenerlo sotto i piedi…
      e certamente il soffitto è molto sottovalutato. Il volo, poi, è diventato, senza diritto, un luogo comune. Un cliche…
      bah…
      🙂

      • Quel piombo sotto i piedi potrebbe essere utili a molti, a coloro che si proiettano oltre la realtà e poi… precipitando si rendono conto di non avere i piedi per terra.
        Ma perchè cercare di snaturare la spontanea tendenza al volo?
        La paura spesso è padrona! 🙂
        Parlare del volo è luogo comune, far credere di essere capaci di sollevarsi è solo una maschera. Chi davvero sa oltrepassare i confini… non va certo a dirlo in giro. 🙂

      • Già…. ma quanta fatica per forgiarla e per portarla, è talmente pesante da togliere il fiato… eppure si sceglie come se essere ” nudi”, con il proprio volto, il proprio cuore vulnerabile fosse scandaloso.

      • benapfel says:

        Sulla capacità di saper portare “la maschera” con leggerezza si potrebbe scrivere un’infinità do tomi. Coinvolgere tutte le discipine, invecchiere e morire nel tentativo di esaurire l’argomento. Eppure non riesce ad annoiarmi.

      • Significa che :
        1) Sei ottimo osservatore
        2) Hai sempre a disposizione ” materiale” da vagliare.
        3) Sei molto costante
        4) Non temi le sfide
        5) Sei certo che questa tendenza ” carnevalesca” non morirà mai.

        🙂

      • Allora è vero che i simili si sentono in sintonia 🙂
        Ho volutamente esaltato gli aspetti: non è comunque facile vivere in un mondo di maschere. 🙂

  2. Mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, in questi dieci giorni ho trascurato la medusa! Il capitolo venti me lo lascio per domani, che se faccio tutta una festa ad arrivare al 21 è dura! E sì, ti devo passare le foto! Domanigiuringiurelloteleinvio!!

    • benapfel says:

      Ma certo, cara sherazade, puoi pausare quanto ti pare, naturalmente.
      Anzi, è compito mio, occuparmi della salute dei miei lettori, nonché assicurarmi che abbiano un’esperienza di lettura confortevole e intensa. Stacca, stenditi ma soprattutto apri la finestra a spingi lo sguardo il più lontano possibile. Procurati un punto di messa a fuoco che sia distante. In mancanza di un panorama montano, il cielo andrà benissimo 🙂
      Ben trovata, sherazade!

      Ben

    • benapfel says:

      Carissima… accadrà, non so ancora quando e come, ma accadrà E magari, prima, il blomanzo sarà anche un ibook! Bisogna avere pazienza (lo dico soprattutto a me…)
      😀
      Anche se il merito sarebbe tutto vostro. 😉
      -23h11′

  3. lucywithdiamonds00 says:

    Eccomi, eccomi. Un po’ in ritardo, ma ci sono 🙂
    Quanti rimedi cerchiamo per guarire il mal d’amore? A quante cose ci aggrappiamo?
    Il non sapere come andrà a finire, solo il desiderio di vedere vedere vedere, vivere vivere vivere.

    • benapfel says:

      Lucy Lucy Lucy, solo il desiderio di vedere e vivere
      Non manca la sillaba dela tempo perduto, in queste parole?
      Non manca il -RI di Ri-vedererSI e Ri-vivere?
      Io dico di sì!
      Bacieabbracci 🙂

      Ben

  4. Ho ocminciato a leggere dal cap. 18, poi questo, e ora ho una voglia irrefrenabile di leggere tutto dall’inizio, adoro il tuo modo di scrivere! Complimenti, non vedo l’ora di leggere il seguito! Il protagonista mi ricorda molto me stessa nelle mie fasi di abbrutimento temporaneo quando il telefono non squilla come dovrebbe ahahah 😀

    • benapfel says:

      Ciao alidicera, che meraviglia, grazie mille!
      Fasi di abbrutimento? Seiin ottima compagnia, e parlo di me ma anche di molti lettori e lettrici 😀
      Ti abbraccio 🙂
      Ben

      ATTENZIONE! MESSAGGIO SUBLIMINALE. NON STACCARE GLI OCCHI DAL MONITOR! – FARE FUORI LA MEDUSA E’ UN BLOMANZO A PUNTATE. LE NUOVE PUNTATE DI FARE FUORI LA MEDUSA VENGONO PUBBLICATE OGNI MERCOLEDI A MEZZANOTTE PUOI LEGGERE LE ULTIME SUL PROGETTO SU http://www.facebook.com/farefuorilamedusa – E Se vuoi incollare i nostri adesivi nella tua città chiedici come fare! FINE DEL MESSAGGIO SUBLIMINALE. CHIUDERE GLI OCCHI PER UN MINUTO E ALLONTANARSI IMMEDIATAMENTE DAL MONITOR!

  5. Immagino che sarei dovuta partire dal capitolo 1, ma ho iniziato a leggere il 19 così, per curiosità. Beh, complimenti! Mi piace moltissimo come scrivi. Da oggi mi impegnerò a recuperare tutti i capitoli precedenti, in attesa del ventesimo. 🙂
    Ah, e grazie per aver apprezzato il mio blog e avermi fatto scoprire così il tuo romanzo! 😉
    Buona giornata!

    • benapfel says:

      Ciao Daisy, benvenuta anche a te. Non sei la prima che parte dal capitolo che sta in Home e neanche l’ultima, immagino (e spero!). D’altra parte io farei la stessa cosa 🙂
      è un piacere averti tra i lettori, cara Daisy. Un carissimo saluto!
      Ben

      ATTENZIONE! MESSAGGIO SUBLIMINALE. NON STACCARE GLI OCCHI DAL MONITOR TROPPO BRUSCAMENTE – FARE FUORI LA MEDUSA E’ UN BLOMANZO A PUNTATE. LE NUOVE PUNTATE DI FARE FUORI LA MEDUSA VENGONO PUBBLICATE OGNI MERCOLEDI A MEZZANOTTE PUOI LEGGERE LE ULTIME SUL PROGETTO SU http://www.facebook.com/farefuorilamedusa – FINE DEL MESSAGGIO SUBLIMINALE. CHIUDERE GLI OCCHI PER UN MINUTO E ALLONTANARSI IMMEDIATAMENTE DAL MONITOR!

  6. Come il gatto e topo, e mi rivedo nelle due parti a tratti alterni.
    Lei ha le chiavi della sua felicità, ma sarebbe troppo facile no ?
    Lettura piacevolissima e leggera, nel senso positivo del termine ovviamente.
    Kris

  7. Rieccomi qui, ho avuto finalmente un po’ di tempo per rimettermi a paro con la lettura. E’ sempre molto simpatico e piacevole questo romanzo, ammetto però di essere rimasto spiazzato dall’improvvisa svolta soprannaturale!
    Che è comunque un genere che mi piace, ma…non me l’aspettavo ecco!
    Attendo curioso di sapere come si evolverà:)

    • benapfel says:

      Grazie phoebo, lieto di ritrovarti 🙂 e che tu ti sia messo in pari! Sospetto che lo svolta soprannaturale ti avrebbe spiazzato tanto più quanto più ti fossi attardato. Effetti collaterali della dilatazione temporale dovuta anche alla divisione un capitoli. Questi i risultati del mio “studio” al riguardo. 😀
      Un abbraccio, phoebo, e a presto!

      Ben

  8. hello ben, pure questo capitolo ci piacque assai!
    bella descrizione del vietnam …
    sembra quando tornavo a casa ciucchettina e in tarda nottata e facevo piano per non farmi beccare dai miei … peccato che andavo sempre in giro con una cavigliera a sonagli e mi beccavano sempre!!
    pensavo … perché luca barret e la nico non si fanno insieme una bella aspirata di elio … e poi vediamo che succede?!
    … o prendono il volo insieme verso antenne televisive sconosciute, o almeno si fanno una bella chiacchierata simpatica!!
    mitico massi, sempre number one!

    • benapfel says:

      Mitica la tua cavigliera a sonagli e l’idea dell’ascesa in falsetto verso nuove antenne!!!
      Ho scritto un romanzo che ha la stessa identica atmosfera, ma non c’è l’elio. Molto discusso in fase di accettazione tra editori di rilievo che hanno poi passato per la mie “spiazzanti” trame. Ma se non lo prende nessuno ve lo schiaffo sotto come secondo blomanzo due capitolio tre capitoli a settimana! 😀
      Ciaoo saraaa!

      Ben

      • oh … mi commuovo … un altro benmanzo!!
        i need to know the title immediately!
        si trova in giro?! dai, che vorrei leggerlo in cartaceo [il buon vechhio profumo della carta, sai …]
        … sarà sempre in surreale stile mary-poppins-che-vola-tra-i-tetti?!
        d’altra parte … “chi BEN comincia è a metà dell’opera!” direbbe lei!
        più elio per tuttiiiii!!

      • benapfel says:

        No che non è in giro ma potrebbe tra un po’ di mesi… incrocio le dita. stesso stile altro genere. E mi unisco questa utile propganda. Più elio per tutti!!! 😀
        Che poi è uno slogan niente male da legare a una rinascita del surreale.

        … Ben (inizia è a metà dell’opera)

  9. Forse devo dar ragione a BITCHORWISE quando afferma :”…e se i masochisti fossimo noi nel continuare a leggere, consapevoli che ogni maledetto mercoledì notte, il capitolo prima o poi deve finire?”
    Certamente per me non è curiosità ma il piacere di leggere e aspettarsi della suspence, lasciando noi lettori quasi in crisi d astinenza (sono un po’ esagerata…) ma è così quando la storia scorre con ritmo che ti riporta a situazioni REALI-CHE-HAI-VISSUTO-MILIONI-DI-ANNI.FA (per quanto riguarda me che sono una giovane anziana!!!). Ma tutto si ripete ed è immutabile, nelle storie d’ amore.
    Ora, alla prossima avventura .

    • benapfel says:

      Certo che sì, cara simo, Bitchorewise ha detto una verità universale, spesso nella vita ci comportiamo con un po’ di masochismo, in genere nella gestione delle relazioni (non solo sentimentali). A questo proposito c’è un’incredibile installazione vivente di Marina Abramovich che si chiama “rest energy” che esemplifica queste dinamiche in un’unica, potente e reciproca azione.(Se non l’hai vista dalle un’occhiata, si trova facilmente.)

      Ed è vero che tutto si ripete immutabile. Ma anche in questi casi, siamo noi a dover spezzare il loop. Gran parte dell’Italia è in loop. Roma è letteralmente immutabile, paralizzata, incatenata a una vecchia cartolina. E il masochismo dei suoi abitanti “eccellenti” impedisce loro di strapparla e darsi la possibilità di scattare una nuova foto, una foto del “dopo”. E poi stampare nuove cartoline. Ma chissà poi se i turisti apprezerebbero una Roma, un’Italia priva del suo lato più pittoresco. Quello dei tesori archeologici mal ridotti dei centri storici cadente, delle infrastrutture inutilizzabili…
      Insomma la città eterna. è tale perché non cambia! E un po’ anche noi…
      E dopo queste noiose righe, di cui mi scuso. Un abbraccio. E alla prossima avventura 🙂

      Ben

      • Vorrei a proposito di qujello che hai scritto che tu leggessi questi 3 post:

        1) http#://pensieridialessia.wordpress.com/2013/09/19/beh/

        2) http#://pensieridialessia.wordpress.com/2013/09/20/excursus-personale/

        3) http:#//pensieridialessia.wordpress.com/2013/09/20/the-abramovic-method/

      • benapfel says:

        Ciao Ale! Ho visto poco fa il tuo commento. Era finito nello spam a causa dei molti link. Ma l’ho visto e “bonificato” 🙂 Sono contento che fossi già edotta sul lavoro di marina abramovich. Bellissimo il dvd naturalmente il massimo è quando arriva “Lui”, scena incredibile!!! E ho letto gli altri post Concordo con quanto elabori ma capisco molto bene la posizione di Gianni M.

      • “Ciao Ale! Ho visto poco fa il tuo commento. Era finito nello spam a causa dei molti link. Ma l’ho visto e “bonificato” 🙂 Sono contento che fossi già edotta sul lavoro di marina abramovich. Bellissimo il dvd naturalmente il massimo è quando arriva “Lui”, scena incredibile!!! E ho letto gli altri post Concordo con quanto elabori ma capisco molto bene la posizione di Gianni M.”

        Ciao Ben!:)
        Grazie per aver letto i miei 3 post nonostante tu sia così impegnato con il tuo “Bloromanzo” in questa sede e non solo…;)
        Il fatto che io abbia fatto un post su Marina proprio quando l’hai nominata tu è solo una bellissima coincidenza perchè come scrivevo nel mio “Excursus personale” volevo e vorrei mettermi in pari con le recensioni delle mostre viste, etc. e quella è/era proprio la prima in ordine cronologico che mi era rimasta indietro…
        Riguardo questa straordinaria artista non solo sono edotta ma ne ho anche parlato nel mio corso “Comprendere l’arte contemporanea”, d’altronde non avrebbe senso la mia laurea in storia dell’arte con indirizzo contemporaneo se non la conoscessi e se non parlassi di lei, è importantissima! 🙂
        Sì, lo so che Gianni non ha assolutamente tutti i torti, anzi..ma se non ci metto un po’ di positività è fatta a priori…! 😉

      • benapfel says:

        Ciao cara, è vero. incredibile coincidenza 🙂 Eh, rimaniere indietro è una condizione diffusa. Per me si tratta di spostare lentamente l’asse in avanti fino a trovarmici, “avanti”. Al che la questione diventa impedire alla pigrizia di sussurrare malignità a un orecchio tipo “ma dai, sei avanti, puoi anche permetterti di mollare un attimino, dovrai pur riposare, no…?!”
        Marina Abramovich è proprio straordinaria! E naturalmente Ciò che dici su Gianni, sensato. 😀 é stato molto carino condividere l’amore per questa grande artista. 🙂
        Ti mando un abbraccio.

        Ben

  10. Oh! Finalmente un po’ di tranquillità per leggermi il nuovo capitolo!
    Questa fase è la più difficile, quando sei in attesa, quando ti senti schiacciare, il desiderio di chiamare e il cervello che ti dice di non farlo. E’ come avere l’angelo e il diavolo sulla spalla, uno dice una cosa e l’altro un’altra. Non sai che pesci prendere e nel giro di mezz’ora hai cambiato 30 volte stato d’animo. C’è da che diventare pazzi eppure…. è il momento più bello dell’amore. 🙂

    • benapfel says:

      Ciao ermeticamente!
      Vuoi la mia?
      I momenti dell’incertezza, i momenti della paralisi, i momenti dell’attesa, i momenti precedenti, sono i più belli. E tanto più belli quanto si avvicinano a quello che cerchi!
      Ecco fatto, ora sembro un vecchio saggio. Io, che non sono né l’uno nè l’altro! 😀

  11. Ora so che le donne dicono cose che non vogliono dire e pensano cose che non dicono. OH COSA VORRESTI INSINUARE? 😉

    “Certo, mi manca un po’ la telefonata del giorno dopo, e tutto il resto, sapete…? Quella vibrazione nella voce che allude al nostro bacio, al nostro volo. Aspettare di vedere quello spiraglio di intimità, lo stesso che ieri m’è stato concesso, accennare ad aprirsi. Assistere in silenzio alla nascita di un vocabolario comune, di un immaginario, comune…” STUPENDE SENSAZIONI VERITIERE!

    “Non è dal bagno che verrà fuori il nemico.” ahahahahah 😀 fossero donne, invece, sicuro…. (giusto per non generalizzare:);))

    “Sbaglio a permettere a Massi di prepararmi la colazione, è chiaro che droga il mio latte di soia.” 😀

    “mentre parla “taglio” la mia sospetta tenerezza con una parte di cinismo, due di sufficienza e le somministro la relativa smorfia. “Mi sa che non è proprio così, vero?”, mi fa. Le dosi erano giuste!” FANTASTICO!!!

    “Chagall non vola perché è in grado di opporre resistenza alla spinta antigravitazionale di lei. Chagall non vola perché è troppo pesante!” uh! La leggerezza e la pesantezza! L’arte contemporanea! Hai letto “Il codice di Perelà”? e “L’insostenibile leggerezza dell’essere”? Due libri meravigliosi così come l’arte contemporanea che va verso la leggerezza!!!:)

    BELLISSIMO QUESTO CAPITOLO, DAVVERO!!!
    Uno dei miei preferiti! 🙂

    • benapfel says:

      “Non è dal bagno che verrà fuori il nemico.” ahahahahah 😀 fossero donne, invece, sicuro…. (giusto per non generalizzare:);))
      Strepitoso il tuo commento 😀 😀 😀
      Naturalmente ho letto e amato il codice di perelà. Ho letto anche “l’insostenibile leggerezza dell’essere”, ma non l’ho amato tanto quanto “il valzer degli addii” che per mè è il capolavoro di kundera. Naturalmente la leggerezza è uno dei temi del blomanzo. e sono contento che tu l’abbia tirata in ballo. Adesso hai con uno “scorcio” nuovo a cui guardare, durante la lettura. 😉
      Ciao carissima!

      • Mi sono segnata “il valzer degli addii” di Kundera perchè a me “l’insostenibile leggerezza dell’essere” è piaciuto davvero tantissimo e quindi sono curiosissima di quest’altro libro/titolo, anche perchè consigliato da te!:)
        Fantastico questo nuovo scorcio!:)
        A presto!:)

      • benapfel says:

        Bene, grazie per la fiducia, io l’ho amato molto e leggendolo, probabilmente ne intuirai i motivi.
        Lo scorcio è tuo. L’hai trovato tu… goditelo. 😉
        A presto!

  12. Cito: ”
    “Presto starai una favola, devi solo crederci, socio, devi solo ripetertelo…”
    “Ok… Io starò bene, starò una favola, presto starò bene, starò una favola…”
    Mi sento una merda.
    “.
    Magistrale. E non sai quanto capisca questo breve scambio di battute 😛
    Bravo Ben!

    • benapfel says:

      🙂 grazie ,Massi, mi apprezzo molto di più nelle citazioni che non sul “foglio di lavoro” 😀
      E se poi c’è qualcuno a vibrano le corde quello è il massi(mo)! 😀

      Ben

  13. Che belli quei giorni in cui trovi un blog e ti viene voglia di leggerlo tutto! Col tuo, però, non posso leggere a ritroso, ché poi non riesco a seguire la storia. Ricomincerò da capo e sarai la mia lettura delle prossime sere, perciò grazie 🙂

    • benapfel says:

      Sono io, che ti ringrazie, bluluna, e spero ti fermerai a dire la tua sulla bizzarra combriccola di personaggi che animano il blomanzo… 🙂
      Un carissimo saluto.

      Ben

      • Nn è sciocco per niente. Le nostre storie hanno vita propria, così come i personaggi che creiamo: per quanto vengano dalla nostra coscienza, si sviluppano e prendono forma da soli, indipendentemente da noi stessi, e cominciano a pensare con la loro testa. Per cui trovarsi d’accordo cn una cosa che hai scritto tu è assolutamente normale, perché in quel momento la stava pensando Luca 😉

      • benapfel says:

        Sì, cara Silmarien, credo proprio che sia come dici tu. Luca, Massi, Gabri, Nico… Essi vivono! Come diceva Carpenter, ma per lui la questione era piuttosto inquietante! 🙂

  14. Da gente come Massi e Gabri ci sarebbe sol che da imparare… ma come si fa, dico io, a controllarsi e ad impedirsi di tornare in volo, una volta provato?!
    Detto questo sei riuscito a farmi odiare Nico, quindi direi che stai procedendo molto bene 😉
    Io punto su Giannina, che dal nome sembra molto meno Medusa lol

    Buona giornata e alla prossima settimana!
    Cristian

  15. Accidenti! Stavolta mi hai coinvolta e “fregata” con la vicenda. Niente discorsi aulici sulla tecnica narrativa oggi quindi..
    Sei un campione della suspence, metti in stand by anche i lettori! Bello il ritmo di questo capitolo .. Peccato debba passare una settimana per il successivo.
    Vabbé, aspetterò insieme a Luca & C. Ormai siamo tutti in attesa …
    Ciao 🙂
    Primula

    • benapfel says:

      Se pure fossi sadico, non proverei piacere senza vedere le mie “vittime” contorcersi dal “dolore”!
      Quindi causerei sofferenza, senza alcuna contropartita. Ma in compenso ne ricavo accuse e uova marce, può darsi che sia invece un masochista inconsapevole… 😀

      • e se i masochisti fossimo noi? Continuare a leggere, consapevoli che ogni maledetto mercoledì notte, il capitolo prima o poi deve finire?
        Cos’è? Curiosità, piacere, dipendenza?

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