capitolo

18 (Niconquistare)

 Va bene, supponiamo che Ettore abbia ragione. Supponiamo che Nico mi ami. E supponiamo che abbia ragione anche Hitchcock, che non si possa mai essere certi di aver davvero perso la donna che si credeva di aver perso. Supponiamo quindi che sia davvero acrofobica.

A quel punto sarebbe facile: ci faremmo un appartamento a pianterreno, viaggeremmo solo in treno, e rinunceremmo a salire sull’Empire State Building.

Aah… mi sento già molto meglio. Ora devo solo conquistarla.

Ettore fa paura, la sua precisione nello snocciolare concetti complessi cresce giorno dopo giorno. Così ci ho pensato su e gli ho sottoposto una domanda sufficientemente sintetica da indurre una risposta decisiva sulle donne. Questa volta voglio cominciare col piede giusto!

Cosa…”, gli ho chiesto, “per una donna, è davvero sexy?” Quasi non m’ha fatto finire.

Ho la risposta”, mi fa, “ma verificala con le tue amiche. E non buttarla sull’universale, come hai fatto con me, rischieresti di invalidare il test!”

Perché, cosa ho detto???”

Nessuna ragazza sarà mai disposta a rispondere a una domanda che osi generalizzare sulla femminilità. Le donne rifiutano l’idea di appartenere a una categoria. E ognuna di loro si sente unica e irripetibile, chiaro? Limitati a chiedere, secondo te, cosa rende un uomo davvero sexy? E ti diranno tutte la stessa cosa.”

E cosa?”

Avvicinati…”, mi infila il naso nell’orecchio e sussurra:

razzavàhl!”

Sicurezza! (in poppantesco)

Ora va’, i dettagli te li daranno loro.”

Ne sei sicuro?”

Va’, e comincia a pensare a O.C!”

Il Telefilm???”

Svegliati, è un codice! O.C. Operazione Cespuglio, sono stufo di Nico… Voglio che si pensi alla mia vittima!”

Vuoi dire… mamma…?”

Ribolle un po’ gli si arrossano gli occhi, un capellino gli s’arriccia solitario sopra la fronte. Poi sbollisce.

Sì”, dice, “volevo dire mamma”.

* * *

Ecco le risposte delle mie amiche al quesito del giorno:

Giuliana: “mah… la cosa più importante è che dia l’impressione di sapere quello che fa… poi deve essere alto…”

Interrompo la conversazione.

Giannina: “Vuoi che ti dica la mia opinione personale o quella di tutte le donne, perché in tal caso…”

Per carità”, dico, seguendo i precetti del maestro, “figurati se esiste una risposta per tutte. È proprio

questo il bello delle donne, che ognuna è un caso a sé…”

Ah…”, sembra sorpresa, “perché ho l’impressione che tu mi stia prendendo per il culo?”

Perché è così tesoro!

Smettila, sei paranoica…”

La cosa più importante di tutte tutte tutte è che deve darmi l’impressione di essere uno che sa ciò che vuole… e poi…”

Grazie Giannina, sei stata, preziosa!”

Selene: “è fagilissimo…”, è calabrese… “Facilissimo!”, “Sì, fagilissimo!”

Deve essere proprio sicuro di sé e poi è importante che…”

Oh, tesoro, sei stata impagabile ti chiamo…”

Selene bisogna stroncarla sul nascere perché come niente ti attacca un pippone mortale di tre quarti d’ora. Sa qualunque cosa e non c’è via d’uscita. È una tuttologa formidabile, maestra in conversazione multipla regolare o ramificata, figurati come mi riduceva. E comunque eccovi tre nuove certezze:

– Ettore è un genio assoluto.

– Le donne sono tutte uguali ma non sopportano di sentirselo dire.

– Dio ha nascosto tutte le risposte nei telefilm americani. Astutissimo!

Aggiungerei che, rilievo non trascurabile, tutte hanno usato la stessa formula: deve darmi l’impressione che. E la cosa mi porta a pensare che loro non abbiano bisogno di un uomo sicuro di sé, ma esigono che creda di esserlo o quanto meno che sappia fingere bene.

Zitti zitti, fermi… please! Mi si sta spalancando un universo.

* * *

Quando torna a casa devo braccare Massi, convincerlo a darmi retta e passargli questa dritta sulle donne, con classe. Così la smette di pensare a me come a un pivello. Se poi volesse raccontarlo a Gabri…

* * *

Che fai con quella faccia?”

Eccolo.

Perché, che faccia ho?”

Nessuna in particolare, sono di buon umore e quindi cazzeggio.”

Che è successo di bello?”

Niente.”

E allora perché sei di buon umore?”

Non è successo niente di brutto”

Wow… sei passato dall’autismo all’ottimismo, è già qualcosa…”

Lascio che il silenzio crei quella leggera tristezza che la sera porta sempre con sé e mi preparo a lasciarlo di stucco.

Ascolta Massi… c’è una cosa sulle donne che…”

Certo, ti darò un consiglio…”

Incredibile, nessuna resistenza, nessuno sguardo paternalistico.

Davvero…?”

Perché?”

Di solito…”

Sì, ho ceduto troppo facilmente infatti niente più consiglio, fila via.”

Come…?”

Se la ride da solo per un’eternità. Poi smette e mi fissa come fosse mio padre. Ma è sempre lui, questo m’è chiaro.

Ma fai così anche con le donne? Perché se fai così anche con loro… io, il consiglio te lo do, ma non quello che vuoi tu, è fin troppo palese che qualunque cosa tu voglia chiedermi sul gentil sesso, devi prima avviare una trasformazione senza la quale non vai da nessuna parte, amico mio…”

Sono tutto orecchie.

Sicurezza! Questo serve con le donne, nient’altro…”

Ma la sanno proprio tutti ‘sta cosa. E allora perché me la dicono solo adesso? Cos’è, un complotto? Perché non dirmelo dieci anni fa??? Dov’erano tutti questi genî dell’amore quando avrebbero potuto aprirmi gli occhi? E fare di me il re del rimorchio, il guru della seduzione…?

E la Merkel, Sarkozi… tutti i politici fissati col problema della sicurezza…? Lo sapevano anche loro… e meno male che siamo nell’era dell’informazione!

* * *

Ce l’hai?”

Che cosa?”

Il piano.”

Merda… questo vuole il piano, prendi tempo!

Certo, ho… ho un ottimo piano.”

Ti ascolto.”

Ecco… tua madre arriva domenica alle tre. Giusto…? … E va via verso le otto… ”

Arriva al punto.”

Ascoltami attentamente, Ettore, l’idea è semplice semplice…”

Non mi chiami mai per nome…”

Diabolico stronzetto!

Shh… non mi distrarre…”

Rimugina rimugina, concentrati concentrati…

Ettore allunga una manina sul mio capoccione e bussa.

Helloo…”, dice, “c’è nessuno in casa?”

Ehilà, siamo arrivati agli anni ottanta!”

Bravo, parla d’altro, portalo “fuori”.

Sì, la nonna ha un debole per il “Doc” scapigliato …”

La nonna…?”

Ma non è amore, rilassati, la eccita il fatto che sia uno fuori di testa come lei… Tu invece?”

Io cosa…”

Mi dicevi del piano…”

Sì… è l’uovo di Colombo…”

Il tenente o il volatile?”

Nessuno dei due, ascoltami… perché tu possa arrivare a toccare la… la…”

Sei patetico…”

Vabbè, perché tu possa toccarla è necessario che lei sia…sia…”

Nuda.”

Grazie. E perché lei sia nuda bisogna approfittare del momento giusto, giusto?”

La sgozziamo mentre dorme?”

Dio mio, Ettore…!”

A me andrebbe benissimo, non voglio per forza che sia viva e ci risparmieremmo un sacco di grane…!”

No! Agirai mentre fa il bagno!”

Non funziona, io non so nuotare…”

Sì che sai nuotare, si chiama acquaticità… è un superpotere dei neonati, una di quelle cose istintive, hai presente?”

Mmh… istinto… ti riferisci a quella… aberrazione che agisce in assenza di pensiero?”

Temo di sì”

Dobbiamo cambiare piano.”

No, è perfetto! Tu nuoterai, ti immergerai, allungherai una manina e… zac! La toccherai”

Ascoltami, razza di decerebrato troppo cresciuto, io non ho mai fatto niente, e sottolineo niente, senza pensare, e certo non comincerò ora, chiaro?!”

Menti. Lo stai facendo, anche adesso…”

Cosa?”

Respirare”

La rabbia gli fa il volto livido, gli occhi iniettati di sangue, gli tremano anche le manine. Ma chiude gli occhi, posa la forchettina al suo posto e se ne esce con stile, dannato nano stempiato. Zero soddifazioni.

Vedo che frequentarmi ti ha reso più acuto!”, dice con calma zen.

Lo ignoro.

Quando tua madre farà il bagno tu sarai nella vasca con lei e le… la…”

Gliela toccherò, abbiamo capito, ma come farò ad entrare con lei nella vasca?”

Sarà lei stessa a portartici, lascia fare a me…”

Ok ok, voglio fidarmi.” Dissimula, ma è così eccitato che esce fuori il suo lato altruista.

A che punto sei con Nico?”

Annego nei dubbi…”, Maestro.

Te li ricordi i quattro pilastri della personalità femminile?”

Certo…”

Sentiamo…”

Gelosia, invidia, possessività, competitività!”

E sei proprio sicuro che nessuno dei tuoi dubbi abbia origine da uno di essi?”

Sì. Il fatto è che ogni volta che provo a ricordarmi una conversazione tra me e lei per capire se ho mostrato sicurezza o l’ho sommersa di stronzate, ho come un blocco mentale.”

Cioè?”

Mi ricordo perfettamente cosa ha detto lei, ma neppure una sillaba di ciò che ho detto io…”

Mmh…”, Ettore, chiude gli occhi e… mi fa paura, le sue orecchie vibrano. “Luca… hai pensato che potresti semplicemente non averle mai parlato?”

Dio mio, no!”.

Spalanca gli occhi.

Luca, tu sei credente?”

Non lo so, perché?”

A parte il fatto che se io fossi una donna avresti già mostrato un’indecisione su un argomento cruciale, ma preferirei comunque che non usassi quella parola in mia presenza. Quello della fede è un tema che non ho ancora affrontato, ok?”

Ok, prometto. Ma se non le ho mai detto niente che si fa? A questo punto può darsi che lei pensi che sia timido, insicuro, privo di argomenti, muto! Te lo immagini?”

Che aiuto vuoi che ti dia? Non hai alternative, Luca, devi chiederglielo.”

“…”

Chiamala, dille che è urgente, che devi farle una domanda, che bastano cinque minuti…”

E quando se è sempre al lavoro…”

Quando vuoi, chiunque può permettersi cinque minuti di pausa.”

E se mi dice che non può? Se pensa che sono invadente, se rifiuta di incontrarmi? Se mi rimprovera per l’immaturità della richiesta…?”

Mi spalanca le manine davanti agli occhi.

Ascolta attentamente quello che ti dico, Luca: un uomo non fa mai richieste a una donna, un uomo dà ordini camuffati da proposte!”

Cristo…

Io… posso chiamarti papà?”

Fila, cretino!”

* * *

Ettore aveva ragione, Nico mi ha concesso cinque minuti, e da adesso quella parola, “Dimenticami!”, ha ufficialmente abbandonato la mia mente. Parcheggio in sosta vietata e salgo al quarto piano di questo palazzo tuttuffici. Decine di ragazzi della mia età stipati in meno di un metroquadro ciascuno con un monitor davanti e una cuffia microfonata sulla testa, si voltano tutt’insieme a guardarmi, come fossi un’attrazione da circo.

Mi aggiro tra le postazioni con circospezione, voglio essere io a individuarla per primo. Ed eccola, riconosco la nuca, la coda di cavallo, le spalle rotonde. La ragazza che le sta accanto m’ha visto e le fa segno di girarsi. Sfrutto i pochi secondi che ci mette a raggiungermi per riprendere il controllo, ha l’aria severa, mi guida in una stanzetta quasi vuota, con una grande finestra aperta e chiude la porta.

Ciao…”

Ciao!”

Scusami, dovevo dirti una cosa…”

Cosa…?”

Dovevo dirtela subito…”

Ok, dimmela…”

È… una domanda…”

Sentiamo…”

Quando sto con te… io… parlo?”

Sì…”

Non me ne ricordo mai…”

Uh…”

Vorrei che me lo dicessi…”

Va bene, te lo dirò”

D’ora in poi vorrei che me lo dicessi… che mi ricordassi, che ci parlo, con te…”

Promesso…”

Che mi dicessi quello che ti dico…”

Ti dirò tutto quello che mi dici.”

Mi si avvicina impercettibilmente, ha gli occhi nei miei e fa quello che ha detto.

Ok”?, dico. “Ok!”, ripete.

Non so perché mi capita…” “Non so perché mi capita…”

Credo… che sia tu…” “Credo che sia tu…”

Quando sto con te…” “Quando sto con te…”

Mi si avvicina ancora. Uno spiffero le sposta la frangetta scoprendole per un attimo la fronte.

mi confondo…” “mi confondo…”

E quando ti lascio…” “E quando ti lascio…”

sono vuoto…” “sono vuoto…”

Sorride come una bambina dispettosa.

Ah, sei vuota?”

Sì… sono vuota!”

Mi si avvicina, quel poco che può senza incontrare il mio viso e la sua frangetta comincia a turbinare…

Durante il bacio tra Luca e Nico dalla finestra entrano gli stridii di un autobus che frena per evitare un taxi, le urla di un ambulante che chiama un amico dall’altra parte della strada, le lamentele solitarie di una vecchietta che va a pagare una bolletta, le sirene di un’ambulanza che trasporta sangue, alcuni colpi di clacson, uno dei quali prolungato, l’accanimento di un moscone contro un vetro, il pianto di un bambino a cui la mamma ha appena detto no.

Le sue mani anziché abbracciarmi cercano le mie, e le stringono e ci giocano e si fanno sfiorare sui dorsi e sui palmi e sui polsi. Sono gelide. Poi qualcuno mi colpisce la testa con una spranga, e Nico dice Ahi! Ma non cadiamo. Apriamo gli occhi assieme. Non c’è nessuno con noi, solo che stiamo fluttuando, è stato il soffitto a colpirci, mentre salivamo. Improvvisamente mi pare tutto logico, come se questa prospettiva nuova, l’opportunità di guardare le cose dall’alto, fosse l’ovvia conseguenza del nostro incontro. Ma lo sguardo di Nico dice altro; guarda il pavimento da tre metri d’altezza e ha gli occhi sgranati, increduli, inorriditi, la bocca piegata all’ingiù, le sopracciglia che chiedono pietà. La stringo a me e cerco di contenere il suo tremore.

Vo..voglio scendere…” me lo comunica con un filo di voce.

D’accordo, ma tu sta’ calma… ricordati che sei al lavoro, che di là ci sono i tuoi colleghi e c’è il direttore e non è il caso di farsi beccare mentre flirtiamo sul soffitto, ok?”

Neanche accenna un sorriso, mi guarda, mi tiene la mano e soffre, lo vedo da come stringe i denti, da come, senza smettere di stringerli, si ripete che non deve guardare giù. Ha paura.

Ora ci proviamo, a scendere”, le dico, “ok?”, lei fa sì con la testa ma bussano alla porta. I nostri occhi vanno contemporaneamente sul grande orologio a parete.

Siamo lì da mezz’ora, lì ad agitare i piedini come due bambini sul seggiolone. La maniglia si muove.

In qualche modo riesco a sistemare Nico sul soffitto, “sdraiata” sulla schiena come fosse il pavimento. Continua a tremare, mi metto accanto a lei senza mollarle la mano. Sottovoce le chiedo se, come me, sente questa forza di gravità al contrario che la spinge verso l’alto… Fa sì con la testa. “Bene, allora abbandonati a lei, lascia andare i muscoli uno per uno e respira lentamente. Andrà tutto bene…”

Sotto di noi si apre la porta ed è il suo capo. Non ci vede. Io gli faccio una smorfia buffa e il saluto militare. Nico è pallida ma non trema più, mi pare accenni un sorriso e penso che va meglio, mentre il tizio ispeziona la stanza, si affaccia alla finestra e se ne va.

Poi lei mi guarda, deglutisce ripetutamente e chiude un attimo gli occhi, stringe forte la mia mano come volesse recuperare le forze, tira un respiro profondo e mi chiede se so come si scende.

Scuoto la testa.

È la prima volta che mi succede…”, dico.

Il suo sguardo si fa improvvisamente più aggressivo, si anima di un impulso primitivo, mi afferra e mi scuote come un bambolotto e so che mi ucciderebbe, se potesse, invece, un attimo dopo, perde i sensi. Gli occhi si chiudono, la testa ciondola sul petto, e prima che me ne accorga le sue mani mollano la presa attorno ai miei polsi.

Franiamo sul pavimento come due sacchi di patate.

Nico sbatte una gamba malamente. La chiamo, le parlo. Appena apre gli occhi si porta un ginocchio al petto e si tocca la caviglia.

Ha preso una storta. Provo ad accarezzarle la parte indolenzita, ma mi basta sfiorarla che ci solleviamo istantaneamente da terra. Stacco la mia mano prima che sia troppo tardi e siamo di nuovo giù.

Sappiamo come funziona, ora.

Lei mi guarda, come se cercasse una spiegazione nei miei occhi. Poi guarda per terra con aria rassegnata e scuote la testa.

Avevo ragione”, mi dice, “non può funzionare…”

Senti, se è per l’atterraggio, troveremo… troverò una soluzione, te lo prometto!”

Non lo so… non è così facile…”

Spero che tu stia scherzando, non ti rendi conto che quello che possiamo fare è… straordinario! Non posso credere che tutto quello a cui riesci a pensare sia come si scende da lassù!”

Non hai capito, Luca… soffro di vertigini!”

E allora…? So tutto sull’acrofobia e so anche che si può guarire…”

Sì… certo nei film”

Andremo a vivere in un seminterrato, se sarà necessario, viaggeremo solo in treno e… per la miseria, non morirò certo per non essere mai salito sull’Empire State Building!”

Mentre le si gonfiano di lacrime tiene gli occhi per terra, ma serra le labbra, e non ne lascia andare una.

Mi dispiace Luca”, ha la voce rotta, “non con me.”Blomanzo 18

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159 thoughts on “18 (Niconquistare)

  1. Vabbè…..dopo la domanda… mi rispondevo da sola! 🙂 ( Chi è disposto a superare le proprie paure pur di vivere a pieno la straordinarietà degli eventi? )

    Solo chi osa è capace di dire che sta vivendo davvero, piuttosto che restare a formulare teorie so cosa sia il vivere.

    🙂

  2. Ad ogni sensazione, per quanto indecifrabile e particolare, si deve poi cercare una conferma, ma chi avrebbe mai pensato di potersi staccare da terra tenendo per mano una ragazza?
    Sicuramente è qualcosa di particolare, come particolare è la vita dei supereroi che devono, per forza di cose, nascondere le loro doti straordinarie per non essere scoperti.
    Ecco che l’attrazione magnetica diventa l’inizio di uno strano viaggio del quale non si conosce l’itinerario. Chi è disposto a superare le proprie paure pur di vivere a pieno la straordinarietà degli eventi?

      • …Solo gli audaci!
        Coloro che gettano via i dubbi per sfidare la sorte, senza tirarsi indietro.
        Molti teorizzano, amano esprimere opinioni su cose mai sperimentate. In realtà non fanno un solo passo per confutare.
        Sono carenti di coerenza: Dalle parole si deve passare ai fatti, forse allora parlerebbero meno, infatti con esperienze del genere, talmente profonde e particolari che viaggiano su frequenze e vibrazioni….è quasi obbligatorio il silenzio, non per reticenza, ma per vivere l’estasi. 🙂

  3. Surreale o reale?….che divertente combinazione!!!e ne parli come fosse la cosa più naturale del mondo!!!poi la frase:”“Nessuna ragazza sarà mai disposta a rispondere a una domanda che osi generalizzare sulla femminilità. Le donne rifiutano l’idea di appartenere a una categoria. E ognuna di loro si sente unica e irripetibile,” per me è cosììì ahahahah 😀

  4. Lorenzo says:

    Chapeau. Ettore è una spanna sopra tutti (“il mio personaggio preferito”), ma ormai questo va da sé. Piuttosto, è il modo in cui tratti la surrealtà ad essere efficaci: uno si paralizza davanti allo specchio, due volano quando si toccano… e tutto è messo lì come se si parlasse di lavarsi i denti o strombazzare nel traffico. Non ci si chiede perché, è la vita.

Lasciare un commento è sempre una buona idea! B.Apfel