capitolo

16 (Ospedalare)

Ospedalare” è una parola che ho inventato io, e a dispetto delle apparenze non vuol dire “andare in ospedale in bici” ma venire in ospedale in bici. Anche perché non è così che mi ci hanno portato.

Sì perché quando si sono accorti che ero rigido come la pietra e che in macchina non c’era modo di ficcarmici, Gabri ha proposto di caricarmi sul portapacchi e tutti l’hanno preso sul serio, giuro. Non uno, non una che si sia opposta. Eccoli gli amici, tutti pronti a trattarti come un vecchio divano alla prima occasione. Fissato sul tetto di una utilitaria tedesca con cinque o sei di quei dannati cavi elastici per evitare che una curva affrontata con leggerezza, un sorpasso avventato, una frenata improvvisa mi schiantino sull’asfalto. Sapete chi mi voleva bene lì in mezzo? Il medico! Quello sì, mi amava davvero, è stato lui a suggerire di poggiarmi sopra un materassino, è stato lui a piazzarmi il cuscino sotto la testa e a pretendere che, prima di fissarmi lassù, mi vestissero di tutto punto con maglioni di lana e piumino d’oca, per lo meno. E con tanto di cappuccio anti-vento. Però mentre diceva tutte quelle cose, si vedeva che qualcosa non gli tornava, poverino. Aveva gli occhietti spalancati, la bocca pure e non faceva altro che togliersi gli occhiali, pulirli con un lembo della camicia e rimetterli sul suo naso enorme. Se avessi potuto scegliere una cosa, una sola cosa, da poter muovere, avrei scelto la bocca, per sganasciarmi dalle risate.

Quando partiamo è sera e io sto, pancia in su e sguardo pure, sul tetto della macchina di Gabri, pazzesco. Il cielo è nero ma le luci della città mi fanno un effetto gelatina-di-brodo-di-pollo sugli occhi.

La città così non l’avete mai vista. Ed è un peccato, ragazzi, perché, cazzo, ne vale la pena. La cosa più incredibile sono tutti quei lampioni che s’affacciano su di te come ciclopici struzzi che struzzabuzzano l’unico occhio. O le voci delle persone agli incroci. Chi si accorge per primo di me, i primi a urlare: “Ehi! C’è uno legato su una macchina!”, sono i bambini. Certo, non ne ho potuto vedere uno che fosse uno, ma la voce di un bambino è la voce di un bambino, per Dio!

E alla fine eccomi qua, piazzato su uno di quei lettini minuscoli, con le lenzuola ottenute dalla fusione di pessimo cotone e carta-vetrata d’ultima generazione. Come se non bastasse, un’infermiera dalle grandi tette e i bicipiti poderosi le ha fissate sotto il materasso in modo da rendermi impossibile qualsiasi movimento.

E allora…?”, direte voi, “tanto sei pietrificato…”

Ma se dovessi prendere possesso del mio corpo improvvisamente, dico io, come faccio anche solo ad accorgermene? 

C’è poco da ridere; avete idea di cosa significhi stare sdraiato nella stessa posizione a tempo indeterminato? “Meglio che a faccia sotto!”, direte voi, con l’irriducibile ottimismo che vi contraddistingue.

Vero anche questo, non sarebbe la peggiore delle posizioni se potessi chiudere queste stronze palpebre.

Così ora sapete che la mia prima notte in ospedale è stata insonne, che lo è stata l’intera settimana e che mi hanno fatto di tutto. Elettro-cardio-encefalo-cosi e naturalmente prelievi e “versamenti” d’ogni tipo. Ma ho fatto molti progressi. Ora, se mi concentro, posso dilatare e stringere le narici.

Così quel genio d’un neurodemiurgo, che qui se la comanda alla stragrande, è riuscito a farmi compilare un questionario. Apro e chiudo per dire “sì”, apro chiudo e riapro per “no”.

Insomma se mi chiedeste: ti manca Nico?, vedreste un apri-chiudi nasale da dieci e lode!

Sono circa le tre del pomeriggio quando squilla il mio telefonino. La suoneria è Lucy in the sky with diamonds dei Beatles. Giannina l’ha piazzato sul comodino accanto al mio letto. Mi chiedo perché l’abbia fatto, è una tortura. Non posso sporgermi a leggere i nomi sul display e per capire se è Nico mi tocca interpretare le reazioni delle tre grazie. Spossante.

Parli del diavolo… e spunta il trio. Rientrano da un tour esplorativo schiamazzando come un pollaio ambulante su quanto è fico l’infermiere di colore e stronza la super tettona che si occupa di me. La verità è che la tettona è molto gentile, ma tettona. L’ovvia conseguenza di tutto questo è che gli uomini le vogliono bene per le attenzioni da mamma e le curve da velina e non si sforzano minimamente di nasconderlo. D’altra parte alle donne, tutte le donne che entrano nel suo raggio d’azione, sta inevitabilmente sulle palle, ivi comprese Giuliana, Giannina e Selene. Ah… se Ettore potesse sentirmi…!

Si sono piazzate sul mio letto, due su un lato, una sull’altro. La più vicina al comodino è Giuliana, è lei che prende il telefonino quando squilla, sue le labbra da cui pendo e attendo quel nome. Ma è sempre qualche parente, un amico lontano o l’amico di un amico. Non chiamerà mai, Nico.

E che le rime lo sventolino ai quattro venti che adesso mi manca come non mai.

Però è una fortuna che Giuliana sia qui, che le ragazze siano qui, perché mi mette di buonumore il loro umorismo da single rampanti. Chiunque chiami, la risposta di Giuli è:

Ciaooo ti passo Luca!” e se la ridono tutti per cinque-minuti-almeno di isteria purissima. Lo fa anche adesso che sarà la centesima telefonata della giornata. Poi racconta tutto ciò che sa sulla vicenda, chiude e… mi guarda come se fosse morto qualcuno. Sorride in modo che chiunque possa intuire cosa ha mangiato a pranzo e lo annuncia impostando la voce: “Prende un permesso e passa fra mezzora. In bici!”

Mi dà un bacino sulla fronte, una ripulita al viso con la salvietta umidificata, mi asciuga le lacrime e, “sei contento?”, dice, “sta arrivando!”

Cazzo se lo sono, sono super, stra, iper-mega-contento!

Tutte e tre prendono a squadrarmi, a esaminarmi, anche da vicino ed è un susseguirsi di “secondo me non ha capito niente!”, “ma scherzi? Non vedi che ha gli occhi lucidi dall’emozione?”, “guarda che è una settimana che ce li ha così…”

Io intanto mi sono messo a contare i secondi e quando sono arrivato a milleottocento, immagino Nico scendere in strada, togliere la catena alla bici, salire in sella e attraversare la città per venire da me. Nico che si esibisce davanti alla cittadinanza tutta, in un numero mai provato prima. Nico con la sua aria imperturbabile, il suo viso perfetto e il suo sorriso contagioso, le sue gambe a fasce colorate. Nicoletta che in quel preciso istante non lo sa, ma sta ospedalando.

Con la dissimulata disinvoltura di un sicario che spia la vittima predestinata, Giannina e Giuliana si sono appostate alla finestra. Non che io le veda un granché bene, ma sto imparando a usare la vista periferica. È da quando lo conosco che Ciccio non fa che decantare l’importanza di questa benedetta vista periferica, sai come ci rimane quando gli mostro a che livello sono arrivato?

Giannina ha preso a emettere versi striduli da esaltazione per cose che non la riguardano. A modo suo, un classico. Fa un sorriso che raddoppia la larghezza della sua faccia e saltella a piedi uniti tenendo i pugni stretti sotto il mento. Giuliana mi guarda con gli occhi lucidi e il sorriso allusivo, è chiaro come il sole che è arrivata! O è chiaro che è arrivata come il sole. Uguale!

Una domanda…

Non sarebbe meglio se avessi il cervello paralizzato e il corpo perfettamente funzionante?

Risposta:

No. Perché nei cinque minuti che intercorrono dal suo ingresso nell’edificio al suo arrivo in camera, non vi dico che combina la scatola magica. Corre ad una velocità mai vista e per un attimo ho la netta impressione che abbia usato parole prive di significato tipo “feshlomb” e “rooikaahl”. Forse è un bene che non riesca a parlare.

Odo i passi in corridoio e li sente pure il trio delle meraviglie, perché corrono ad assumere una posa plausibile, qualcosa che non tradisca la loro trepidante attesa. Lo farei anch’io ma non posso muovere un muscolo, più plausibile di così…

Quando si apre la porta entra il dottore. Dietro di lui c’è lei. E tutto accade al rallentatore.

Subito il trio le salta al collo prodigo di abbracci e spiegazioni. Lei è palesemente imbarazzata. Il medico mi ispeziona e con un gesto della mano chiama a sé Nicoletta. Il trio arretra.

Finalmente Nico mi guarda, sorride e la mia vita mi piace da impazzire e non la cambierei con quella di nessun altro.

Perché piange…?”, chiede al medico. Giuliana apre la bocca e non trattiene un monologo retorico sui sentimenti e l’amore e la fragilità umana che grazie al cielo il dottore interrompe con un po’ di sacrosanta scienza. “In realtà la cornea non è in grado di lubrificarsi adeguatamente per via della paralisi della palpebra bra bla bla…” Lei annuisce, torna a guardarmi e si siede sul letto.

Che il medico è l’unico che ci capisce qualcosa l’avevo capito, ma è quando dice “Adesso lasciamoli un po’ soli…”, che ho la certezza che sia una delle menti più illuminate del pianeta.

Eccoci qua. Io e Nico soli su un letto. Non è la mia posizione preferita ma è qualcosa, dico io, no?

Ciao, il dottore dice che le analisi sono tutte buone… che tecnicamente non hai nulla… il che vuol dire che è tutto qui (si batte la testolina col dito). Io mica avevo dubbi che tu fossi un po’ matto ma questo mi sembra eccessivo…”

Che amore, che zucchero, che donna… scandisce le parole a una velocità umana, e lo fa per me!

C’è un freschetto fuori… sono venuta in bici…”

Lo so, lo so…

Poi finalmente allunga una mano sul mio viso. Ma si ferma di colpo. Si rabbuia, sorride, si rifà seria.

Ho la mano gelida, forse è meglio evitarti questa tortura…”

Ma cosa dici, non hai capito proprio niente, tu!

Il dottore m’ha detto che avete trovato un modo per comunicare, che puoi muovere le narici.”

Le dò subito una dimostrazione e scoppia a ridere. Rendetevi conto! Io la faccio ridere senza parlare e magari finisce che restiamo amici…

Ma chi c’ha mai creduto a quelle che dicono “lo amo perché mi fa ridere…”? Loro mi fanno ridere, dannate corruttrici di animi sensibili, falsarie dell’amore, borseggiatrici del cuore, spietate manipolatrici!

Allora… hai mal di schiena, mal di testa, mal di pancia?”

Apro e chiudo le narici due volte.

Bene”, dice ridendo di nuovo, “sono contenta…”, ha un po’ il fiatone, deve aver preso le scale.

Mi fanno lavorare come una matta, mi pagano poco e non mi piace neanche… forse vado via, sai? Ho pensato che dovevo dirtelo…”

Coooosa??? come, dove caspita vai??

Non ce la faccio più a stare a Roma, ho l’impressione che le settimane si ripetano tali e quali, che la mia vita giri a vuoto, devo cambiare aria…”

E io, allora? Dammi un’altra possibilità, chiunque ha diritto a una seconda possibilità, lascia che riprenda a muovermi, usciamo, conosciamoci, amiamoci! Ma perché non riesco ad aprire la bocca? Concentrati, merda, concentrati sulle tue labbra e muovile, Cristo! Sulle tue labbra… usa la forza, Luca!

Spagna! Ma ci vorranno comunque un paio di settimane, il biglietto è per il 22, a meno che non cambi qualcosa improvvisamente e mi ritrovi a partire subito… o a restare per sempre…

L’avete sentita anche voi, no? L’ha detto chiaro e tondo:

a meno che qualcosa non mi convinca a restare per sempre!” Si riferiva a me, sono io quel “qualcosa”. Avete visto che mentre lo diceva arrossiva? Sì certo, impercettibilmente ma evidentemente. Abbastanza evidentemente… no?

Riprende con un candore tutto nuovo.

Senti… penserai che sono crudele, che dovrei affrontare la cosa diversamente. Ma il fatto che tu stia qui senza poter ribattere mi dà il coraggio che mi serve. E se pure non è una cosa carina da dire così, non saprei come altro fare, quindi ascoltami bene. Non è un gran momento, per me. Non voglio sapere se ti piaccio davvero o se è stata solo una mia impressione. Il punto è che io, la mia vita, non va e anche se c’è qualcosa di te che mi attrae, non credo di poterle affrontare, le telefonate, le uscite, le attenzioni date o negate. Non posso proprio farcela…”

No no, non dice a me, deve avere un auricolare sotto i capelli. Sta parlando al telefono con qualcuno. Qualcuno che sta lì “senza poter ribattere” come… come una cazzo di segreteria telefonica! Svegliati, Lu’, si vedrebbe il filo. Se pure il primo tratto fosse sepolto sotto i capelli, se pure il resto passasse sotto la camicia se ne vedrebbe comunque un pezzetto, poco sopra la tasca, dove dovrebbe trovarsi il telefono! E se fosse un auricolare wireless??? Seee…! Taci! Nico ha ripreso a parlare.

E poi c’è qualcosa che non va tra di noi, c’è sempre qualcosa che paralizza me o… te…

Ti sei mai chiesto com’è che non ci siamo mai toccati? Perché ogni volta che ti sfioro, mi gira la testa, ho le vertigini e la nausea! Non è possibile, non è giusto fare finta di niente, quindi… quindi…” chiude gli occhi, deglutisce, poggia le mani sui Jeans come stesse per alzarsi “Quindi fatti un favore, dimenticami…”

Corruga la fronte, piega poco poco le labbra, arriccia il naso, fa gli occhi storti, li chiude, spalanca la bocca, tira indietro la testa e… “eeetciù!” di nuovo in avanti.

E io, che ci crediate o no, la vedo, una gocciolina della sua preziosa saliva, un sfera di cristallo in miniatura creata per mostrarmi chissà quale futuro, per prospettarmi chissà che soluzioni, staccarsi dal suo labbro superiore e avvicinarsi lenta ma inesorabile, la vedo planare, come una bolla di sapone, sulla punta del mio naso, la metto a fuoco e sembra ci sia qualcosa, al suo interno, ma esplode. Giusto un attimo prima che riesca a guardarci dentro PLIP!

Nico si soffia il naso e da sotto il fazzoletto fuoriesce un flebile “scusa…”.

Salute!”, penso, e lei alza la testa e sgrana gli occhi.

Grazie!”, dice.

Telepatia! Lo sapevo, cazzo, che c’era qualcosa di sconvolgente tra di noi… prova ad andartene adesso, se hai il coraggio di farlo! Ma sì, vattene in Spagna, ora che hai trovato l’unico uomo al mondo capace di leggerti nella mente!

Ma lei deve sempre rovinare tutto e, “Hai parlato…”, mi fa.

No”, dico io dimostrando che ha ragione lei. Merda! Sono…. sono guarito, sono…

La guardo senza poter spiccicare una parola, come nelle ultime ventiquattro ore, più o meno. Asciugo col braccio gli occhi che straripano valutando l’opportunità di scoppiare in un pianto disperato e chiederle in ginocchio di restare. Lei è… per un po’ sembra paralizzata ma si riprende.

Ti ho… scusa… sputato…”, e tira su col naso e indica il punto preciso. Poi si alza. È un po’ pallida.

Ciao!”, dice. Provo ad alzarmi anch’io, allungo una mano sulla sua ma la manco di un soffio e quasi mi rovescio per terra. Lei neanche si volta.

16 farefuorilamedusa

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133 thoughts on “16 (Ospedalare)

  1. A volte si ha più coraggio a far cadere la maschera di fronte ad oggetti inanimati, animali o bambini, per dire tutte per proprie ansie o paure che di fronte alla persona che si teme di perdere o che non si vorrebbe ferire.
    Ma in una situazione dove l’incertezza sembra colpire anche Nico, nella sua veritiera fragilità, ci si rende conto che entrambi, lei e Luca, stanno vivendo le stesse particolari sensazioni, ma gettando la spugna piuttosto che provando a rivelare quanto esplosivo e profondo sia il reciproco sentimento.
    Immagino non possa finire in questo modo. 🙂

    • benapfel says:

      Magari lo fossi, cara Barby, non so fare altro che ripetere “grazie”, “grazie mille” (o 1000), grazie infinite, ti ringrazio, ti ringrazio infinitamente e alla fine mi sembra di non dire nulla ma io vorrei ringraziarti/vi davvero, comunicare l’importanza che ogni singolo messaggio che ricevo. 🙂
      Quindi se conosci altri modi per dire grazie, si accettano suggerimenti…
      Spero che la storia d’amore di Luca ti appassioni, lasciandoti qualcosa di nuovo e buono.
      Trascorri un ottimo natale, Barby!
      Ben

      ATTENZIONE! MESSAGGIO SUBLIMINALE. NON STACCARE GLI OCCHI DAL MONITOR! – FARE FUORI LA MEDUSA E’ UN BLOMANZO A PUNTATE. LE NUOVE PUNTATE DI FARE FUORI LA MEDUSA VENGONO PUBBLICATE OGNI MERCOLEDI A MEZZANOTTE PUOI LEGGERE LE ULTIME SUL PROGETTO SU http://www.facebook.com/farefuorilamedusa – E Se vuoi incollare i nostri adesivi nella tua città chiedici come fare! FINE DEL MESSAGGIO SUBLIMINALE. CHIUDERE GLI OCCHI PER UN MINUTO E ALLONTANARSI IMMEDIATAMENTE DAL MONITOR!

    • benapfel says:

      Lorenzo, grazie ancora per grandiosa recensione.
      Un carissimo saluto spero di proseguire di schianto in schianto fino alla fine! 🙂
      Carissimo saluto.

      Ben

  2. Nooooo ma cooomee?! Non se ne può mica andare così eh!!
    Che crudeltà quando ti illudono che c’è qualcosa (e quel qualcosa c’è eccome) ma improvvisamente si spaventano e scappano alla velocità della luce!
    (lo so bene perché facevo così anche io! non è sadismo o cattiveria… è che devi scappare e basta).
    Mannaggia! continuo a leggere…
    ti abbraccio

  3. Mi è piaciuto TANTISSIMO questo capitolo!
    Sono rimasta indietro e recupero ora! 😉
    Super ironico e divertente ance se sempre + sul degenero pazzo iniziato dallo scorso capitolo che mi aveva un po’ turbata, ormai sono sulla “lunghezza d’onda giusta” invece! 😉

  4. Che colpo! E chi se lo aspettava? Porello *sigh*
    Alle ultime righe mi sono messa a dirgli “baciala idiota!” Era il momento giusto accidenti a lui, una che ti dice una cosa così come minimo la devi sconvolgere, doveva prenderla di forza e sdraiarla sul letto santo cielo!!! XD

  5. Non ti conoscevo. Questa mattina accedo al mio blog e vedo che un certo “farefuorilamedusa” mi sta seguendo. Incuriosita, vado a vedere di che (e di chi) si tratta. Mi collego al tuo blog (il termine è riduttivo) e mi trovo davanti ad un feuilleton o romanzo d’appendice che dir si voglia. Sono stupita e contenta al contempo. Un romanzo d’appendice in chiave moderna non è un’idea, ma l’IDEA con la I maiuscola. Sei bravissimo. Ora, ho un appuntamento fisso: il mercoledì alle 00.01. E chi se lo perde? 😉

    Alessandra

    • benapfel says:

      Ciao Alessandra, benvenuta!
      Sono supercontento che il blomanzo abbia sortito quest’effetto 🙂
      Grazie per esserti unita al gruppo. Spero che l’odissea sentimentale di luca ti diverta facendoti trascorrere momenti piacevoli.
      Allora a più tardi! -8h 17′

      Un carissimo saluto!

      Ben

    • benapfel says:

      Ciao barbara, benvenuta!
      Credo che tu debba leggere i blapitoli precedenti e procedere fino a dove sei arrivata per poi proseguire, seguendo un andamento simile a quello dell’odissea, il che mi sembra appropriato. 😀
      Certo se nella lettura dovessi annoiarti, puoi saltare quel che non ti garba, interrompere la lettura… e, in caso di profondo rancore nei confronti del blomanzo, buttare a mare il dispositivo elettronica su cui lo leggi ma solo se ancora in garanzia. Insomma, hai un mucchio di possibilità, una meglio dell’altra. Fammi sapere! 🙂
      Un grande abbraccio, barbara.

      Ben

  6. Sono fiduciosa perchè, mi pare che non solo Luca, ma anche Nicoletta si sia risvegliata dal “sonno” (o forse sarebbe meglio dire dalla paralisi?)
    E poi mi piace questa favola rivisitata, dove non è il bacio del principe a svegliarti ma una gocciolina di muco… un romanticismo moderno 😉

    E poi,la mia suoneria del cellulare è Helter Skelter. Così,lo dico tanto per simpatizzare! 😀

    • benapfel says:

      Se luca non s’è svegliato con una batosta come quella lasciatagli da Nico, allora è un caso clinico 😀 e sì, anche nico pare bella sveglia!, pure troppo? Mi piace “romanticismo moderno” e mi ci ritrovo pienamente. Il blomanzo, cioè, mica io 🙂
      Bella helter skelter. Bellissimo l’attacco di chitarra, perfetto per una suoneria, brava. Io sono un grande Beatlesiano!
      Insomma, carissima, fra due giorni ne sapremo di più… pazienza. 😉
      Abbracci!

      Ben

  7. Hai veramente un dono Ben! mi piace questo appuntamento settimanale, mi sento come se stessi vivessi alla fine dell’800 e aspettassi con trepidazione la pubblicazione del nuovo capito di un romanzo di appendice..segui le orme di Dumas, Poe, Stevenson, in chiave moderna ovviamente. 🙂

    • benapfel says:

      Ciao tittapallina, lieto che ti piacciano le mie ciliegine candite e che tu abbia letto fine alla fine!
      Hai la mia stima e la mia gratitudine:)
      Buona domenica!

      Ben

    • benapfel says:

      Poco male, Guido, procedi al tuo passo. 😉 E poi, anche voi date dipendenza e non sai quanto questo mi spaventi.
      Grazie mille!
      Un carissimo saluto.

      Ben

      • benapfel says:

        Uh, cara Eleonora, perdona la mia dislessia, ero convinto di aver letto GuidO… E ora ho anche un deja vu, sono già caduto in quest’errore, sempre con te?
        Spero, prometto, giuro non accadrà mai mai mai più più più. 🙁

        In fede. Ben Apgel

  8. i capitoli si fanno sempre più fantastici!!!!
    ci siamo, ci siamo, è quello che volevo, dimmi che ce ne sono almeno altri centoooo! così posso passare il mio autistico inverno leggendo cose eccelse!
    la lettura è iniziata in modo casuale, ma adesso vorrei essere anche io una coinquilina dell’appa romano! affittano una stanza?!
    adoro neologismi, giochi di parole, e tutti i riferimenti a scrubs e alla vita ospedaliera di cui sopra!
    mi piace “La città così non l’avete mai vista. Ed è un peccato, ragazzi, perché, cazzo, ne vale la pena.” !!
    mi piace, perché davvero noi ci fidiamo sempre, troppo, dei nostri limitatissimi punti di vista!
    ribaltiamoci! così, quasi per caso … e vediamo, finalmente, che effetto fa , il mondo visto alla rovescia! … o il mondo solo annusato, o solo ascoltato …
    scusa il logorrio …
    se davvero pubblichi il manoscritto definitivo io lo compro assolutamente … e anche la mia mimina nina, che ti legge sempre, … e cerca di catturare le parole, che si muovono velocemente sullo schermo, scosse dalla mia avida lettura …
    BIG BEN !!

    • benapfel says:

      Luca, mom credo tolleri il gel, Sarissima, giusto per darti un’inutile info 🙂 l’immagine di fine capitolo è presa da guerre stellari quando l’eroe interpretato da Harrison Ford viene come “ibernato” nella grafite.
      Il tuo “logorrio” è apprezzatissimo.

      [se davvero pubblichi il manoscritto definitivo io lo compro assolutamente … e anche la mia mimina nina, che ti legge sempre]

      Presto dovrai firmare in un atto formale quanto qui su dichiarata, spero tu ne sia consapevole… 😀 😀 😀
      Buona notte, Sara.

      Ben

    • benapfel says:

      Ciao Emanuela ottima domanda a quest’ora! io… spero di sì Perché è bello bellissimoo stare tra di voi, stretti stretti nel vuoto pneumatico del cyberspazio!
      ben trovata!

      • berenice says:

        Comunque per me sei già un mago a scrivere un capitolo a settimana, soprattutto di questa.qualità e contando che ti prendi il tempo di rispondere deliziosamente ad.ogni messaggio. Roba che corri il rischio che si cominci a dire : “io da grande voglio essere un Ben”
        Un abbraccio anche a te

      • benapfel says:

        Berenice! il mio lavoro è come il colesterolo, c’è quello buono e quello cattivo, a me tocca solo quello buono, stracarico d’impagabili gratificazioni per cui non smetterò mai di ringraziarvi, uno per uno. 🙂
        Grazie, Berenice. A presto.

        Ben

  9. È il primo commento che scrivo a questo bellissimo-divertente-geniale-scrittobene “blomanzo”, come qualcuno che mi ha preceduto l’ha definito. Tranquillo, non ho la sindrome di Luca ma ho letto i capitoli tutti d’un fiato, e la reazione ne è la dimostrazione (precedentemente avevo sbirciato “a rate” … ecco il motivo del mio intervento solo ora).
    Che dire se non “aspetto il seguito della storia”? Ma essendo io una patita di narratologia più che di trame, ti faccio i complimenti per la tecnica usata dallo stile apparentemente improvvisato, in realtà ben studiato. Questa è la mia percezione da lettrice che scopre la vicenda assieme al Narratore che, a sua volta, si mette sullo stesso piano del lettore e scopre il mondo con lui. Vision avec.
    Bravo! Ora sarò assidua commentatrice.
    Al prossimo capitolo
    Ciao 🙂
    Primula
    P. S. Il rapporto con Ettore è grandioso!

    • benapfel says:

      Accidenti, Primula, grazie, grazie di cuore, i tuoi complimenti da narratologa, mi hanno emozionato tanto. Così come quelle che tu chiami con modestia “percezioni da lettrice”. Quindi da oggi sarò avido lettore dei tuoi assidui commenti!
      Al prossimo capitolo, Primula. 🙂

      Ben

  10. ..andrò in H quando sarò vecchiarella, ma spero che nel frattempo mio figlio abbia commutato la patente della moto in quella di automobile 😉
    Grazie del tuo intervento da me al quale ho risposto doviziosaMENTE.

    sheranientetimorel’erbagramannmuore(quasi)mai

    • benapfel says:

      Oh sentire che non stai male, a parte un po’ d’immotivata quanto classica paranoia anticipatoria, mi riempie di gioia! 🙂
      Intervento inevitabile. Il tema ancora brucia sottopelle nelle notti di plenilunio!
      🙂
      Un grande abbraccio!

      Ben

    • benapfel says:

      Te la prendi comoda Sherry…! Certo la branda di trinità non sarà stata una limo, e il suo ronzino non era certo un elegante autista, ma lui… trinità se la prendeva comoda con una certa maestria.
      Ma perché vai in ospedale…? non farmi preoccupare.

      Ben

  11. Robbymax says:

    Mi sto costruendo il “mondoLuca” nella testa,come credo hai stia e farai tu, per la costruzione delle puntate….ma non è Roma , è Belleville (si lo ammetto… sono uno sfegatato di Pennac ,al quale dopo alcuni episodi -pochi purtroppo- si è seccata la vena) surreale e profumata -o puzzolente- come anche lo sono Luca e la sua truppa.Credo che il successo di uno scritto ( non di uno scrittore!!) sia quando il lettore “sente” gli odori i suoni e veda le immagini della location .. bello location ormai è tutto location…che viene raccontata.
    Non mi avventuro nelle critiche dei personaggi perchè per questo sei deputato tu Ben, senno’ che scrittore sei!!!
    Ti leggo con vorace affetto e aspiro gli effluvi…

    Robbymax

    • benapfel says:

      Ciao Robby, bello leggere come il blomanzo s’incastona in un cerebellum 😀
      Parlavo della questione “romanzo-uguale-trasmissione di sens-azioni” con un amico scrittore e non concordavamo. e io la penso come te, quindi a sbagliare deve essere lui 😀 (sì, al sillogismo manca una proposizione), ma credo che Aristotele, allo stato dei fatti, non ci negherà uno sconto! 🙂
      Un caro, caro saluto!

      Ben

      • Robbymax says:

        credo che magari troveremo altri che avvalorano la tesi sens-azioni con buona pace di Aristotele …non senti l’odore del cappuccio decaffeinato e del cornetto??? o il profumo di mela acerba di Nico???il colore lilla ha anche profumo di cioccolato?
        voli di fantasia malata.unico difetto del blomanzo ( magari un bovino perso in un blog??!) per chi lo vive come vivo la lettura è la impossibilità di compenetrarsi completamente con quello che leggi…un continuo petting…ma si sa’, i preliminari sono la cosa più stimolante…

      • benapfel says:

        Se la metafora sessuale è azzeccata come sembra dovrei poi confezionare un amplesso di almeno 5 pagine 5.:D
        Credo che sia al di sopra delle mia possibilità. Ma posso provarci.
        🙂

        Ben

  12. Fare fuori la Medusa crea dipendenza…
    Next chapter, please!

    Per quanto riguarda le sfumature, maledette sfumature, siamo circondati da esse, (mia opinione, può piacere così come no) vedo che hanno contagiato persino te.

    • benapfel says:

      E io non conosco rimedi. 🙂 Next chapter in lavorazione;)
      Grazie, cara Lins!
      Ben

      p.s (non so quasi nulla delle famose sfumature, ma fanno parte dell’oggi. bussano alle pareti del nostro immaginario. Io personalmente non apro ma accolgo la suggestione per “aggiornare” una storia e ammiccare al lettore, e, dell’oggi, ridendo insieme a lui! 😀

      • Interessante prospettiva la tua per quanto riguarda le sfumature… e aggiungo meglio così 😉

        Ho aperto adesso twitter e… È una vera figata la grafica della pagina twitter del “Fare fuori la medusa”… è divina!
        Good job!

  13. Non so se continuerò a commentare dicendo sempre le stesse cose… E cioé che mi piace molto questa storia, che una delle poche cose belle che si riescono a leggere sui blog ultimamente. E che secondo me starebbe benissimo anche sugli scaffali delle librerie.
    Se non troverai sempre commenti simili a questo da parte mia in coda ai tuoi post, vorrà dire che li starò pensando.
    Ciao 🙂

    • benapfel says:

      Bene carissima, quindi abbiamo un accordo di regolare contatto telepatico le cui costanti sono il tuo apprezzamento e la mia gratitudine… 🙂
      Ci sto!
      Un abbraccio, icalamari!

      Ben

  14. simoeffe says:

    la situazione sta evolvendosi quasi in non- sense ma efficaci per far intendete a chi segue la storia che la sorpresa ci sarà senza meno, csro amatore di meduse! !

    • benapfel says:

      Direi di sì, cara simo, per lo meno stanno per arrivare un bel po’ di novità. 😉
      Grazie mille, cara.
      Tanti cari abbracci.

      Ben

  15. Ehhh…mi sa che Luca ha aspettato un po’ troppo. Il tempismo non è il suo forte. Chissà se riuscirà a prendere la situazione in pugno. E poi ‘sta Nicoletta…è proprio un ti petto difficile! 😉 Ciao Ben!

  16. DanielSEM says:

    Grazie per le risate, amo ridere. Questo blomanzo per come l’hai ideato mette curiosità alla curiosità e poi la vena poetica unita a questo humor è qualcosa di magico. Troppo forte Ben, e un grosso in bocca al lupo per tutto. Sono ormai un consacrato fan di Ben Apfel.

    • benapfel says:

      Ciao Daniel, grazie a te, per il supporto e l’incoraggiamento. sono cose impiagabili!Finché avrò lettori come te qualunque augurio sarà del tutto dispensabile:)
      Grazie.

      Ben

  17. bitchorwise says:

    Ci sono, appena letto tutto e i commenti.. lui là attrae!! !Non vedo l ora di leggere che diavolo fa lui appena esce da questo stato “pietroso”!

    • benapfel says:

      Maledizone! Luca è esattamente in uno stato pietroso! (2minuti) di Momentaneo sconforto per aver perso l’opportunità di usare una magnifica battuta con annesso nelogismo, pur avendo sotto gli occhi l’occasione perfetta…
      Grande bitchorwise, tanto di cappello! 😀
      Grazie carissima. Solenni saluti! (prendila come una onorificenza) 🙂

      Ben

  18. Bravo, veramente bravo…mi piace il ritmo che dai alle pagine..e l’attesa è piacevole…così, poi, mi godo di più la lettura.
    Però mi fa uno strano effetto leggere i commenti che ti fanno…perché a me non interessa sapere se i personaggi sono reali oppure no…o perché lo psichiatra si è comportato in un modo piuttosto che in un altro…Sarebbe un po’ come chiedersi perché nessuno si butta contro l’astronave per catturare di nuovo E.T.
    Luen

  19. ‘MMazza che strega! Beh, se non faceva così tu non ti risvegliavi. Uhm, questa la sa lunga…Comunque la lunghezza e i tempi di pubblicazione a mio avviso sono perfetti.
    Ciao Ciao

    • benapfel says:

      Ciao Gabriella! Certo che tu non le mandi a dire, certe cose… 😀 E sì, potrebbe essere una strategia o il classico eccesso di onestà con effetto boomerang. Staremo a vedere. Grazie infinite per il supporto alla salvaguardia del mio “gulliver”.
      Baci!

      Ben

    • benapfel says:

      Grazie Silvia, grazie per aver tirato fuori la parola “fascino”, che è così densa e lieve. Mi piacerebbe scrivere cose “affascinanti”. Come lo sono certe singolari creature.
      Ti abbraccio.

      Ben

  20. lucywithdiamonds00 says:

    Oddio oddio oddio quando esce il nuovo capitolo?? Non vedo l’ora di leggerlo!!! 🙂
    Chissà se riuscirò a capire come sopportare la distanza e l’allontanamento, proiettandomi nella situazione di Luca… Ancora complimenti, bello bello 😀

    P.s. bellissima la suoneria 😉

    • benapfel says:

      Ciao Lucy!!!
      Grazie mille, gentilissima come sempre. 🙂 Ma anche a te consiglio di spulciare la pagina FB di fare fuori lamedusa perché la sto ingrandendo e arricchendo di contenuti, spero così di alleviare lo stress da attesa 😀

      P.s. Ero certo che avresti gradito la suoneria 😉

  21. Mi pare fosse Ken Follet a dire, anni fa in un’intervista, che lui si fermava alla fine di ogni pagina scritta a chiedersi: “ho invogliato il lettore a voltare pagina e continuare a leggere?”, o qualcosa di simile. Mi parve un po’ un’esagerazione ( o un’iperbole). Hai preso ispirazione da lui? 😉
    Insisto a dire che i capitoli dovrebbero essere un po’ più lunghi (mi pare il 14 lo fosse), però mantieni il ritmo della storia sempre alto, e immagino non sia facile, mi piace, mi ha divertito anche questo capitolo.

    • benapfel says:

      Ciao caro swann! Bello leggerti 🙂
      Di Ken Follet ricordo un intervista in cui dichiarava che il segreto del suo successo stesse nel fatto che durante le scene di sesso, a differenza di altri scrittori, non chiudesse mai la porta in faccia al lettore,lasciandolo libero di aggirarsi nella “stanza del peccato”.
      No, a parte questo ricordo non ho confidenza con Follet, mai letto. Ho provato a iniziare “i pilastri della terra”, una volta, ma ho mollato subito.
      Credo che tu avessi ragione, era certamente un’iperbole, quella di Follet. L’unica cosa che faccio sempre è rileggere a voce alta per assicurarmi che ritmo e suoni funzionino a dovere 🙂 Sulla lunghezza, giuro che sto provando a tararmi su un numero di righe e battute più o meno fisso ma è tostissima e non allungherò mai il brodo per inscatolare il capitolo in una convenzione autoinflitta. Sono disposto a fare tantissimo per i miei lettori ma non questo. Non scambiare le mie parole per un’arringa difenziva, ti prego 🙂 Nella fattispecie questo capitolo era perfettamente autoconclusivo. Passare ad altri luoghi, aprire nuovi nuclei narrativi rompendo così la sua forma mi è sembrato, onestamente, eccessivo.
      E questo è quanto.
      Grazie mille, swann, è sempre stimolante chiaccherare con te.
      Un caro saluto 🙂

      Ben

      • Ah ah, guarda che stavolta il mio non era un vero “appunto”! Tu stai provando, saggiamente, a metterti nei panni del lettore, e quindi ti sarai accorto (con soddisfazione) del disappunto che generi interrompendo e creando la suspense fino alla settimana successiva. Anzi, questo fatto di “usare” il lettore ti aiuta a riguardarti dentro e a capire la tua stessa scrittura, ma non penso che debba condizionarla – altrimenti il tuo blomanzo diventa solo un prodotto commerciale, no? E nessuno vuole questo! 🙂
        Alla prossima settimana!

    • benapfel says:

      Ciao Giusy!
      Ma che catalessi… 😀 La veirità è che siete tornati tutti affamati, altro che! Insomma come diceva agli altri, la cura per lo stress da attesa c’è 😉 sto riempiendo la pagina facebook di farefuorilamedusa di contenuti e link ceh rimandano ad altri social alcuni dei quali gestiti da peronaggi del romanzo, cioé dalle loro controparti in carne e ossa…! 🙂
      spulcialo per bene e se hai idee al riguardo comunicamele. Tanto io son qui e quindi, vi prego, aiutatemiii!
      Un abbraccio grande.

      Ben

  22. Sa says:

    bello bello! Adesso posso affrontare il mio primo giorno di lavoro post ferie.
    Carinissimo il “bacio” alla Bella Addormentata sputacchiato e Nico per favore apri gli occhi!! Lu, coraggio, tieni duro e fermala sta disgraziata ^_^

    Grazie Ben, ora però qualche anticipazione? spoiler? non arrivo a giovedì prossimo, no no!
    Sa

  23. Perfetto fino allo sputo 😉
    Mi spiego: se realmente le cose son andate così (dallo spoiler in un commento ho capito che come me lavori sul “reale”) al risveglio motorio di Luca, la reazione dell’anti-eroina per eccellenza l’avrei preferita più drastica. Si doveva alzare, sguardo stranito, giravolta sui tacchi e con passo deciso puntare lontano.
    A parte questo, la parte del viaggio è spettacolare! Ma dì la verità: l’hai provato in questo modo o, a rischio incidente, te ne sei andato in giro in bici con lo sguardo all’insù?

    P.S. Non farti tentare dal finale a super-lieto-fine, per favore 🙂

    • benapfel says:

      Ciao, carissimo, perché le voci non inquinino i fatti, dico subito che, non sono interessato al reale puro. Anzi. Ma di certo anche nel bel mezzo dell’impossibile mi piace ricercare il credibile. La reazione drastica di nico sarebbe suonata teatrale, poco naturale e confesso che lei, il personaggio, di cui conosco bene la personalità, non l’avrebbe fatto. Voglio dire che nico ha fatto esattamente quel che voleva fare 🙂
      Infine non ho nulla contro i lietofine ma è presto per capire che direzione prenderà il finale.
      Buongiorno, eteroclito!

      Ben

      • Mah, sarà una mia impressione, sarà che siamo costretti a navigare nel “buio settimanale”, a me la reazione che hai descritto sembra decisamente surreale.
        Poi è chiaro, potremmo disquisire su questo per ore, ognuno la vive a modo suo ma, dico io, andarsene durate il “risveglio”, scambiando quelle due parole, dopo il fiume emozionale di poco prima, non la vedo una cosa tanto normale 😉
        Ora ho pensato al fatto che sto giudicando una persona reale, e la cosa non mi piace proprio per niente!
        Porca miseria Ben, ho capito che anche se Nico va (è andata) in Spagna, per il cuore del nostro eroe c’è ancora speranza, e che è tutto in divenire e che non sei un surrealista perché ricerchi il credibile ecc ecc, ma tranquillizzami sul fatto che dipanerai l’atteggiamento della Nico virtuale che ti contesto, oppure gira le mie scuse alla Nico reale 😉 lol
        Buona giornata!
        Cristian

      • benapfel says:

        Ah ha ha ha! caspita, non ti intrappolare nella “giara”, Cristian. Io seguo i tuoi fiumi emozionali e capisco perfettamente cosa vuoi dire, tranquillo. Nessuno si sente colpito al fegato per le tue parole. Un romanzo è un romanzo. Il lettore è per questo libero di dire quel che vuole perché i personaggi, verosimili o no, sono e restano personaggi! Se poi accusassi Nico di avere comportamenti surreali risponderebbe con un sorriso. Io per esempio lo prenderei come un gran complimento e me ne andrei istantaneamente in ego-trip! 😀
        Buona giornata a te.

        Ben

      • In coda non mi fa rispondere, quindi lo faccio qui.
        La mia remora nasce dal fatto che cerco sempre di immedesimarmi nella parte dell’altro.
        Ora, è chiaro che qualsiasi cosa venga scritta, a meno che non sia l’elenco della spesa, quando viene letta da qualsiasi persona che non conosca realmente i fatti o i personaggi coinvolti, viene rimodellata cambiando la sua forma: ciò che lo scrittore visualizza come “cubo” e cerca di raccontarne le sei facce, ad un lettore può far venire in mente che invece si tratti di un “cono”, e ad un altro che invece sia un “icosidodecaedro” (lo ammetto, questo l’ho cercato su wikipedia eheheh), e questo è un bene, perché ognuno è diverso e vede le medesime cose con occhi differenti.
        Detto ciò, nella mia stupida tendenza verso la Verità assoluta, mi faccio i problemi di cui sopra e di cui sotto, semplicemente per il fatto che associo al reale un aspetto definitivo, assoluto e incontrovertibile.
        Comunque, già il fatto che tu abbia suscitato un simile ragionamento è degno di lode, quindi fanculo la Nico reale (simpaticamente parlando, s’intende) e vediamo cosa combinerà settimana prossima 😉

    • benapfel says:

      Ah, fantastico, Deb, Evviva! Dai che siete sempre di più ad avere Chagall fra le mani! E so che ne farete buon uso. Nico, la testa a posto? Chissà se a Luca piacerebbe ancora…;)
      Salutissimi!

      Ben

    • benapfel says:

      No, non dire così Barbara 🙂
      è proprio per questo che ho aperto la pagina facebook con un sacco di contenuti. Ho convinto il vero Massi ad aprire un profilo twitter e a rispondere con onestà alle domande su gli altri “personaggi”. Lui naturalmente li conosce uno per uno. E probabilmente si aggiungerà alla schiera dei personaggi parlanti, anche la vera giuliana… Io mi sto spremendo al massimo per darvi tutto quello che posso, in cambio dovete solo resistere una settimana… chiedetemi tutto, fatevi venire idee su nuovi, possibili contenuti, ma lasciatemi una settimana. Il mercoledì, una settimana sì e una no, arrivo a pubblicare per un pelo, se avessi anche solo un giorno in meno sarebbe un disastro!!!
      Aiutami Barbara, mettiti nelle mie scarpe, sono comodissime. io porto il 45! 🙂
      Un abbraccio.

      Ben

      • Beh, io porto il 37, ma solo perché in seguito a due interventi devo stare larga e comoda, in realtà il mio piede sarebbe un 36, quindi per entrarci ci entro di sicuro. Il problema è che poi ci dovrei anche camminare…

  24. Non so se ce la faccio ad aspettare fino alla prossima settimana.

    Beeeeennn!! Questa Nico ci sta facendo impazzire tutti quanto Luca. Da 10 e lode la scena del trasporto in ospedale sul portapacchi.

    Parlando con i miei amici del tuo romanzo tentavo di definirlo e la cosa meravigliosa è proprio questa, che ad ogni capitolo assume una piega inaspettata, non puoi spiegarlo… So solo che ė una perla rara!

    • benapfel says:

      Ehilà, carissima, hai ragione, è una roba indefinibile, una di quelle caratteristiche che fanno fuggire gli editori, ma a quanto pare non i lettori, per fortuna! 🙂
      Ad ogni buon conto, adoro il tuo entusiasmo e… ah mi sono accorto solo ora che ogni volta che ho a che fare con la locuzione “perla rara” la immagina nera, la perla. vabé, scrivo quel che penso, d’altra parte se scrivessi quel che dico ad alta voce non potrei lavorare in biblioteca… mi ‘spiace credo di essere posseduto dal demone di groucho marx. 😀 Un carissimo saluto, S.
      E resisti!!!

      Ben

  25. Forte!!! Mi sa che questa volta sono il primo a commentare questo piccolo capolavoro surrealista che hai appena pubblicato, mio caro Ben.

    Forte, il colpo di scena: N. lascia L. proprio nel momento peggiore della sua vita, fisicamente parlando.

    N. ha annullato l’istinto materno che porta le donne a mettersi dalla parte del più debole e con grande coraggio prende in mano la sua vita. Quindi con grande sensibilità e giusto tempismo lo comunica ad L. il quale invece di morire sul colpo si rianima come Lazzaro.

    Riuscirà il nostro eroe ha fermare la sua amata in fuga e a far trionfare l’amore?

    Ai posteri l’ardua sentenza.

    By the way, il neurologo non mi sembra un grande genio… non gli è venuto in mente nemmeno di chiamare un’ambulanza. Oppure erano tutte ferme all’Umberto I per mancanza di barelle?

    Ai posteri l’ardua sentenza.

    • benapfel says:

      Ah ha ha 😀
      Sei riuscito a farmi ridere di questa situazione come se mi si presentasse per la prima volta…
      Certo che il neurologo che non chiama l’ambulanza…!!!:D
      Può darsi che, immerso nello studio del problema, in fondo deve essersi trattato di un caso più unico che raro nella sua lunga carriera, abbia dato retta alle idee geniali degli amici di luca per non dover interrompere il suo prezioso (quanto inutile) rimuginare. Poi però, superato il punto di non ritorno, deve averci pensato e il senso di colpa a quel punto l’ha spinto a convincere gli sciagurati che forse era il caso di coprirlo per riparalo dal freddo. A quel punto Luca che già piuttosto annichilito dalla situazione deve aver vissuto l’idea di salvarlo da un possibile assideramente come la trovata del secolo, senza neppure pensare che l’ambulanza sarebbe dovuta essere la prima e unica scelta…. ah ha ha ha. Questa cosa del neurlogo in panne mi fa scompisciare 😀
      Grazie Federico, ben trovato!!!
      Ti abbraccio 🙂

      Ben

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