capitolo

14 (Cena una volta N.)

Ci vediamo lì”, ha detto. Credete che sia possibile riflettere per più di due, dico due, secondi su queste tre parole? Che ci si possa arrovellare sulle sfumature di tono, registro, volume con cui sono state pronunciate?

Ci. Vediamo. Lì. Dio mio. Perché?

Potrebbe essere tutta una messa in scena per non scoprirsi e non offrire il fianco ai miei attacchi, per non concedermi troppo potere…

Forse Ettore ha ragione, devo stare attento, devo riprendermene un po’, prima che sia troppo tardi, ma senza esagerare. Il potere stanca, devo tenerlo bene in mente.

La richiamo, ecco cosa, e le dico che passo io, che prima che le spiego dove dobbiamo andare si fa inverno. Così le sottraggo la libertà di scegliere il percorso che vuole e ripristino un po’ d’equilibrio.

Menu> Rubrica> Nico> Tastoverde.

È andata! Vado a prenderla.

Adesso devo fare una cosa per lei. Il lampo mentale è quasi istantaneo. Raggiungo un negozietto di cianfrusaglie cool a Testaccio, e prendo uno di quei rivestimenti per casco, in paglia di Vienna. Preserverà i suoi capelli dal sudore e, finché saremo in moto, le starà vicinissimo.

Una volta al Pigneto, scopro che il suo civico non esiste. La chiamo. Lei come sempre non mi fa parlare, è affetta da una sorta di horror vacui verbale e non c’è modo di interromperla. Comunque dice che ha capito, che non mi ha visto dalla finestra ma sa dove sono. Ehi, questa sì che è intelligenza. Non lo so io, dove sono…!

Alla fine anche lei non l’aveva capito subito, dov’ero, ma cerca e cerca ci siamo beccati.

Ha preso il casco, ha guardato l’interno e ha detto.

Wow, cos’è questa cosa sciccosissima?”

Io non ho risposto perché quando la vedo così da vicino mi ritrovo sempre con la lingua in una posizione impossibile e prima che la sbroglio ogni volta ci vuole il suo tempo.

Mentre guido la prima cosa di cui mi rendo conto è che sto pensando a troppe cose tutte assieme, cose che riguardano lei e me, ma soprattutto lei. Per cui lo scooter va da sé. Ma il punto è: dove cazzo va? Faccio mente locale rapidamente, cerco di visualizzare una piantina mentale, di collocarvi il punto A, cioè dove siamo adesso, e il punto B, cioè dove dobbiamo arrivare. Ma nella stronza piantina che visualizzo il punto A non c’è, giuro! Però c’è segnato il McDonald di Piazza di Spagna. È già qualcosa…

Va be’, l’importante è non indugiare, non titubare, va’ dritto e sicuro, anche se dovesse uscire fuori una strada sgorbia non fa niente. Magari lei non conosce Roma o il motorino la disorienta, e poi non sa neanche dove stiamo andando. E se dovesse chiedere fa’ il vago, cambia discorso, inventa una scusa, una roba figa che ti faccia apparire distratto magari, o chessò, stralunato… ecco stralunato è perfetto, sei o non sei uno stracazzo di giovane scrittore? Ci sta tutto: sei un giovane scrittore stralunato che non sa dove sta andando, cioè lo sa ma non sa come arrivarci, non lo sa, per il momento, ovviamente, perché è pur sempre un uomo e un uomo sa sempre dove sta andando! Sa come arrivarci e, cosa ben più importante, lo sa senza chiedere indicazioni a nessuno!

Ma che strada stiamo facendo?”

Eccola. Donne senza rispetto!

Siccome poi la sua voce mi disattiva il cervello rispondo con il cervelletto che peraltro è impegnato a guidare. Ciononostante vi comunico con grande orgoglio che con il solo cervelletto a mezzo servizio anziché uscirmene con un innaturale “sblausch”, riesco ad articolare un magnifico “non lo so.” E un istante dopo addirittura raddrizzo il tiro, perché la disgustosa poltiglia grigiastra che tengo tra le orecchie, macchina meravigliosa in verità, si svuota immediatamente di una serie di pensieri a metà, fantasie futuribili e mondezza varia, e assegna la guida del motorino a un qualche organo periferico, tipo la milza. Il risultato è che non so più come si chiamano l’attore nero di Forrest Gump e il terzo figlio di mio cugino Davide ma sono in grado di dire:

Tranquilla, siamo in anticipo e allungo un po’. Non vado in quel ristorante da un anno (bugiardo, non ci sei mai stato!) per cui mi muovo a senso, senza ansie, ok?”

Ah… be’, se è proprio una tua filosofia…!”

Yesss!

Intanto sono quasi arrivato a destinazione, in giro non c’è un cane. Non capisco se sia un bene o un male, Ciccio direbbe “Nessuno dei due, Lu…”, direbbe: “in giro c’è poca gente e voi due siete in un locale. Voi siete dentro e la gente fuori…”, direbbe. “Idem se la gente fuori dal locale fosse molta… se invece tutti entrassero improvvisamente a interrompervi mentre vi piacete, quello sarebbe un problema…”

Non so se avrebbe ragione, se il suo è il distacco “giusto” per vedere chiaramente le cose o se invece è un distacco “troppo” per capirle fino in fondo.

Comunque il ristorante lo trovo. Prendo un paio di controsensi e forse un paio di multe ma lo trovo. Proprio come aveva detto Selene; tavolini su una stradina deliziosa del centro. Piccola e poco trafficata. Un tizio straniero suona la fisarmonica e la proprietaria che non riconosce il mio cognome improvvisamente mi fa.

Sei Luca!”

Sono Luca”, dico. Un cameriere smilzo di due metri ci accompagna al tavolo tutto curvo per non sbattere contro l’ombrellone e ci porge i menu. Lei non sa cosa prendere, le dico che qui è tutto buono ma non mi fiderei troppo del pesce, ché a Roma saranno due o tre, i posti dove si può mangiare il pesce. Ci buttiamo quindi su un antipasto assurdo, bucce di patata in pastella, e su un secondo di carne, filetto per me vitello per lei.

È una specie di macchina fotti-imbarazzo, non esistono silenzi, perché lei li riempie tutti, evidentemente è un automatismo. Non che lo apprezzi molto, i silenzi imbarazzati servono a spostare la discussione su registri più confidenziali. Ad ogni modo lei mi spara una serie di aneddoti e considerazioni a velocità inaudite tra i quali archivio solo i più interessanti, quelli cioè che la mia mente da “rincoglionico” ritiene degni di rilettura.

1) Odia chi le fuma in faccia.

2) Di solito non mangia molta carne ma non le dispiace, in fondo.

3) Non sopporta le sue amiche che si lamentano continuamente dei tipi con cui escono, quando sanno, già prima di uscirci, di non avere alcun interesse nei loro confronti.

4) Non uscirebbe mai con uno che non le interessa.

Da quest’ultima traggo alcune verità:

1) Ettore è uno dei più grandi esperti di donne che la nostra società abbia mai prodotto.

2) Io sono un cretino. Perché invece di ascoltare il maestro e approfittare della sua confessione per inchiodare l’argomento su noi due, pur di non scalfire il mio inutile aplomb da superfico, continuo a guardarla con quel mezzo sorriso ebete senza spiccicare una parola.

Quando, dopo una buona mezzora, prende fiato, la interrompo per dire che mi sono scordato del vino e chiedo la lista.

Il solito cameriere mi porta un volume enorme e rilegato in pelle di elefante che pare la bibbia. Comincio a sfogliarlo mentre lei riattacca il suo monologo. Ma la lista è lunghissima, e per fingere di darle retta (quando tutti sanno che non so fare due cose contemporaneamente) rallento vistosamente la lettura.

Ed ecco il primo vero ostacolo della serata. Un ragazzino non più che venticinquenne tuttintiro si presenta al tavolo e dice.

Vi vedo in difficoltà…” (è chiaro che lo stronzetto rischia di mandare in frantumi la mia interpretazione e di vedersi recapitare la bibbia sul grugno).

Non essere polemico, Luca, sii maturo, rispondi con accondiscendenza e soprattutto sta’ calmo!

Sì, ce la prendevamo comoda…”, dico.

Bravo!

Posso aiutarvi? Per favore non fatemi tornare…”, insomma, il pischello è il sommelier del ristorante e, diosapperché, ha una fretta della Madonna.

Ok… aiutaci…”, gli dico, tenendo insieme il mio personaggio.

Lui sbircia sul librone e ci consiglia un Chianti.

Il Chianti non mi piace”, dice Nicoletta, inattesa alleata. Così quando lui ripiega sul Sangiovese è più che naturale per me dire: “il Sangiovese non piace a me… magari un Chianti classico…”

Sorride, lo stronzetto, e mi lancia una stilettata.

Chianti e Sangiovese sono lo stesso vino…”, lo dice con una saccenza che quasi mi alzo a dargli una testata. Ma ho armi più efficaci.

Be’…”, dico, “l’uva è la stessa, ma il vino, direi di no! Il Chianti Classico è un vino riserva…”

Mi guarda come se gliel’avessi data davvero, quella testata, ed è così credibile che per poco non gli passo il tovagliolo per tamponarsi il naso. Balbetta qualcosa su due Grignolino molto buoni. Non ascolto un granché perché, con la coda dell’occhio, mi godo Nico che mi fissa ammirata.

Comunque, sceglilo tu, il Grignolino…”, gli faccio all’apice del mio ego-trip, “ci fidiamo ciecamente di te.”

Llà… quella punta di paternalismo che non guasta mai.

Dopo essere andato in bagno quattro volte e aver bevuto gran parte del Grignolino, che poi era buono, prendiamo due creme-caramel, paghiamo e ci alziamo.

Facciamo una passeggiata…?”, propongo.

D’accordo…”, dice lei, quasi non ci credo ma mantengo un certo contegno. Mi dico anzi che probabilmente dopo un quarto d’ora mi chiederà di riportarla a casa. E che se così fosse non ho nessun piano B da spendere, questa volta. Invece, non solo passeggiamo per tre ore per una Roma notturna e deserta e silente, ma lei allunga i percorsi allontanandoci dallo scooter.

Non voglio crederci, alla fine la nostra sera è arrivata, e lei è qui con me. Ciccio, Giuliana, Giannina e Selene me l’avevano detto, in circostanze e momenti diversi:

La sera della cena sarà tutto chiaro!”

Comincio a credere che avessero ragione.

Di notte si sente l’odore di Roma, un miscuglio di terra bagnata e detersivo. La brezza è leggerissima e lei cammina accanto a me, mi piace che stia a destra, non credo ci sia un motivo preciso ma mi trovo meglio così. A parlarle, a guardarla. Forse però parlarle è una parola grossa, parla solo lei…

Io la guardo; gli occhi marrone chiaro, il naso perfettamente diritto, le labbra morbide di quel rosso che sulla pelle ambrata ti fanno pensare a certe porcellane dipinte a mano, le orecchie piccole e perfette, la sua voce sottile ma calda. I capelli legati che lasciano scoperto il collo, quel tendine che emerge così lieve che quando si volta ti dici: “Deve essere mio!” E le sue braccia, le sue mani incrociate sul petto ad abbracciarsi sono un invito irrinunciabile a stringerla. E la sua vita, il modo in cui cammina perfettamente eretta sulle gambe snelle. E le spalle rotonde immobili, perfette.

Mi guardo intorno e scopro che siamo in Via dei Condotti. Irriconoscibile. Del tutto spoglia e senza chiasso… solo adesso so quant’è bella, con la sua fuga perfetta su Trinità dei Monti. Anche Nicoletta è in fuga, le sue gambe tengono una andatura insostenibile, allungo una mano ad afferrarle dolcemente la spalla e accade qualcosa di indecifrabile; prendo una piccola scossa, lei si irrigidisce e io ho un lieve capogiro. La mia mano interrompe il contatto all’istante.

Ehi, è una passeggiata…”, le dico.

Sì, scusa…” sorride incerta, rallenta.

Nessuno cammina così, non è solo malinconico questo suo andare diritta senza voltarsi indietro, è di più, è nostalgico. È la bellezza che ti abbandona e il bisogno stringente di raggiungerla. Tutto in un istante. E poi mi manca, mi manca anche mentre è lì perché non sarà lì per sempre. Non è desiderio, è nostalgia. Nostalgia di questo momento tanto incompiuto che è già rimpianto.

Mi racconta cose, parla di sé e del suo passato, non dice nulla sul futuro, nulla sul presente. Perché?

Vuole farmi sapere chi è? Vuole mettermi in guardia? È una richiesta d’aiuto?

Forse non sono alla sua altezza, troppe ansie, e dubbi su cosa sia giusto fare, se aspettare la seconda uscita o baciarla subito, dovrei essere più autentico, vorrei non avere paura, vorrei che esistessero le assicurazioni, per questi momenti. Polizze per il furto, soprattutto, anche per chi è tanto scemo da rubarseli da solo.

Buonasera, lei è…?”

Luca.”

Certo Luca, eccola qua… sì, sì, c’è anche la sua foto, complimenti, chi gliel’ha fatta?”

Macchinetta…”

Ah… lei è qui per un versamento, vero?”

Sì”

Leggo che vuole assicurare un momento…”

Esatto.”

Perfetto, mi deve dire luogo, ora e attori…”

Attori?”

Sì, era da solo o c’era…”

Ho capito… No, non ero solo, c’era Nicoletta…”

Ha una sua foto?”

Eccola”

Carina…!”

Lo so…”

E si rilassi, signor Luca, sta facendo la cosa giusta, ancora pochi secondi e quel momento sarà suo.”

Grazie, sono qui per questo…”

Allora… mi diceva che eravate in…”

Via dei Condotti…”

Ah, Roma… città eterna! Ore…?”

Le… l’una del mattino, all’incirca…”

Perfetto! Lei sa che il momento in questione resterà nei nostri archivi in eterno ma sarà disponibile solo nel momento in cui la signora Nicoletta, sarà uscita definitivamente dalla sua vita…?”

Sì.”

Bene signor Luca, metta una firma qui…”

Qui…?”

Bella fregatura, dovrei essere più sereno, più naturale, lasciare più spazio agli impulsi, invece non ce la faccio, sono ingabbiato in un ruolo che non sono in grado di sostenere. Non da solo, comunque. Vorrei un Bob De Niro che mi lancia le battute, un Ciccio Ingrassia che mi dà l’imbeccata…

È puro terrore, in realtà, mi racconto un mucchio di minchiate e rischio di perdermi quest’altro momento, che è bello perché nessuno dei due sa cosa fare e ci stiamo scoprendo lentamente e non sappiamo cosa succederà l’istante dopo. D’un tratto un uomo alto e ben messo con un giaccone di pelle nera e pochi riccioli bianchi sotto una coppola di panno, mi si fa incontro, mi guarda come se mi conoscesse ma non si ferma.

Ci provi con lei?”, ha una voce profonda e piena di sottintesi. Mi prende alla sprovvista ma riesco, in extremis, a rispondere.

…come un pazzo!”

Ci sorpassa.

E come ci prova un pazzo, sentiamo…?”

Mi volto a guardarlo e anche Nico, ma lui non rallenta, non si gira.

Fa’ in modo di avere la certezza di non farcela!”, gli urlo dietro. Ci fermiamo.

Udiamo le sue risate perfette e forse ci perdiamo qualche parola ma non fa niente.

Nico mi rivolge un sorriso candido e la scatola magica ci affastella sopra tutte le magie che conosce in modo da sommergere l’unica stilla di lucidità che mi rimane e non la sento quando dice: baciala!, o comunque non la sento in tempo perché il mio cuore corre tanto in fretta da suggerire, così, per “simpatia”, l’idea di corsa anche alle gambe che dalle parti delle rotule attualmente sono tutte un brulicare di pruriti che vorrebbero convincere muscoli e tendini ad arrendersi, facendomi collassare con gravi rischi per l’osso sacro che pure, mi pare di capire, sta vibrando. Insomma, volente o nolente, (non so se lo saprò mai) riparte anche lei e non ci fermiamo mai, non ci fermiamo più, gli occhi in avanti, gli sguardi paralleli, camminiamo per tre ore lungo percorsi del tutto casuali, per stradine che non conosco o non riconosco, e piazzette con l’eco che raddoppiano la sua voce così che io possa amarla due volte, e quando tutto è finito, di tutto quello che mi ha detto, mi ricordo solo che un suo amico una volta l’ha invitata a guardare un film di Bergman e prima di metterlo su, le ha fatto una premessa noiosissima e un po’ indisponente su questo grande regista svedese, che poi Nico non se l’è tenuta e gli ha detto che lo conosceva abbastanza, perché la parte della lo-so-ma-non-lo-dico, va bene, però quando è troppo è troppo! E poi questo tipo le aveva anticipato un paio di scene fornendone colte interpretazioni, e lei che non sopporta le si accolli un’aspettativa, che poi frustrarla è quasi maleducazione, s’era ribellata lo stesso e gli aveva confessato che il film non le aveva detto niente e che le scene per cui lui andava pazzo facevano schifo. Il tipo alla fine s’era offeso, m’ha detto Nicoletta, e mentre lo diceva incrociava le braccia, come se ero stato io, a offenderla.

Prima di chiudere la giornata passiamo da San Lorenzo a salutare le sue amiche e poi la riaccompagno a casa. La fregatura è che da San Lorenzo al Pigneto è un attimo e non c’è neanche il tempo di elaborare un piano serio.

Scende dalla moto e si ferma a un passo dal cancello. Da lì al portone vero e proprio ci sono una ventina di metri tra statue, alberi, panchine… l’illuminazione del giardino è scarsa. Ondeggia sulle anche come una bambina che fa la smorfiosa. La sua espressione è fuori luogo, di chi aspetta qualcuno o qualcosa.

Ti accompagno al portone…”, azzardo, “non è saggio rientrare da sola a quest’ora…”

Ehi, non sarai mica uno di quelli che vedono maniaci dappertutto…”

Dovrei rispondere a tono ma la scatola magica non ne vuole sapere.

Non proprio dappertutto, però…!”

Il mondo è un posto meraviglioso, Luca, pieno di gente meravigliosa pronta ad aiutarti…”

Fa una pausa. Dovrei approfittarne per dire qualcosa, per fare qualcosa, abbracciarla, baciarla…

No, non sarei mai in grado di scendere dallo scooter, muovere i tre passi che ci separano, e baciarla senza sembrare goffo. Penso

che se questa è la mia occasione me la sto perdendo,

che sta per andarsene,

che questi pochi secondi che mi concede, me li concede perché io faccia qualcosa

che devo fare qualcosa, qualunque cosa,

ora!

Ma non faccio niente. E forse lei mi legge la sconfitta negli occhi perché accenna un sorriso e dice buonanotte. Mi dà le spalle e si inoltra nel giardino.

Voltati le chiedo senza aprire bocca, voltati.

Mentre sale le scale fino al terzo piano la pedino con lo sguardo attraverso le finestrelle illuminate che danno sui pianerottoli. Il cuore prende a martellare, tiro fuori il cellulare e scrivo un messaggio  tipo…

Torna giù, voglio baciarti…”

Ma non lo invio.

 farefuorilamedusa 14

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113 thoughts on “14 (Cena una volta N.)

  1. Tempo rubato

    Sospeso sul filo del cuore
    ad ammirare la bellezza
    di ogni istante trattenuto
    come scaglie d’oro

    incise nell’anima

    II Sentimento stordisce
    si paralizza e balbetta
    avanza mollemente
    o s’impenna
    come cavallo indomabile

    Resta solo il rimpianto
    dell’attimo fuggito
    delle azioni mai compiute
    come il ricamo sgualcito
    del tempo rubato

    08.09.2014 Poetyca

  2. Pingback: Un piacere ritrovato | Julian Vlad

    • benapfel says:

      Grazie per aver condiviso la coincidenza di eventi 🙂
      e per avermi taggato 🙂
      Spero che il chianti classico fosse davvero buono!
      Ciao julian.

      Ben

  3. “Nostalgia di questo momento tanto incompiuto che è già rimpianto.”
    Da una persona che ha vissuto un momento simile, posso dirti che questa frase è poesia.
    Complimenti.

    • benapfel says:

      Grazie Massi, mi fa piacere sentirtelo dire 🙂
      Mi aspettavo, a dire il vero, che qualcuno trovasse il capitolo 14 retorico. Ma non l’ho modificato perché è vero, è mi aspettavo che questo compensasse in qualche modo. E forse è successo.
      grazie ancora, Massi.
      Un carissimo saluto

      Ben

  4. tateina says:

    Mitico ben!
    Anche questo capitolo mi piacque assai..
    L’unico appunto personale che posso fare, non tanto a te, quanto al nostro indecisissimo e semprepiúdichiaratamentecancro luca è che … per me, as a woman, intendo, sarebbe stata una serata super noiosa..
    Non tanto per l’assenza del (tanto auspicato dai lettori) bacio finale in stile “carrie attende big sull’ultimo gradino degli scalini che portano alla sua fashion little domus newyorkese ..” quanto per la proposta forse un po troppo classicheggiante cena e passeggiatina …sarà che io non ho proprio una passione per il romanticismo espliciti e per gli scambi salivali in pubblico, ma … mi piacerebbe vedere qualcosa che davvero dichiari esplitamente ed esibisca il nostro luca … vorrei vedrlo finalmente in mutande..vorrei vederne qualche aspetto un po pazzariello!
    L’idea del dono del mercatino mi piace, ma sbilanciati, luca, sbilanciatiiiiiii!
    Alle malinconico potrebbe piacere…
    Grazie mille per le parole scritte per noi lettori!
    Attendo il new chapter ..essere in pari mi rrnde un po nevroticaaa

  5. ok, sono arrivato alla fine e ti dico: per i miei gusti, ti prendi troppe licenze (non so se riesco a spiegarlo bene questo concetto). Però è un giudizio personale, mentre a molti uno stile così piace. Va detto che l’ho letto tutto di fila e questo non solo perché non ho voglia di scrivere la relazione che dovrei scrivere stanotte, ma soprattutto perché confermo la S maiuscola dell’altro commento.
    Tutte le considerazioni sul primo appuntamento (magari non quello cronologico ma quello decisivo) sono molto vere, così come le esitazioni e quel senso di sconfitta che si mischia con la speranza, certezza per alcuni, di poter vincere facile al prossimo match. Questo è un ingrediente fondamentale per una storia che merita di essere raccontata

    • benapfel says:

      Ciao Daniele, bentrovato. Ti ringrazio molto per aver speso tante parole sul mio Blomanzo a puntate. Rilievi e considerazioni al riguardo sono il pane di chi scrive e il sale della “sala” commenti. Quindi grazie di cuore. Spero che sia poi riuscito a concludere la Relazione. 🙂
      Un caro saluto.
      Ben

      ATTENZIONE! MESSAGGIO SUBLIMINALE. NON STACCARE GLI OCCHI DAL MONITOR TROPPO BRUSCAMENTE – FARE FUORI LA MEDUSA E’ UN BLOMANZO A PUNTATE. LE NUOVE PUNTATE DI FARE FUORI LA MEDUSA VENGONO PUBBLICATE OGNI MERCOLEDI A MEZZANOTTE – FINE DEL MESSAGGIO SUBLIMINALE. CHIUDERE GLI OCCHI PER UN MINUTO E ALLONTANARSI IMMEDIATAMENTE DAL MONITOR!

  6. Ciao,
    sei il primo iscritto al mio piccolo blog ed ho deciso così di fare un salto nel tuo per vedere che proponevi.Mi son trovato in questa meraviglia. L’ho letto tutto in un colpo e son felice di averlo fatto di Lunedì,così dovrò aspettare solo due giorni per il nuovo capitolo 😛 il problema sarà attendere una settimana per quello successivo… Complimenti davvero,mi ritrovo spesso nel personaggio e che dire,non saprei,i complimenti sono superflui,un GRAZIE mi sembra più appropiato.

    Ps: “La brezza è leggerissima e lei cammina accanto a me, mi piace che stia a destra, non credo ci sia un motivo preciso ma mi trovo meglio così. A parlarle, a guardarla. “.. dimmi la verità,mi hai pedinato durante il primo appuntamento con la mia morosa! un saluto

    • benapfel says:

      Hey Huey! Ciao, felice di averti qui e grazie per il tuo meravigliosamente-lusinghiero commento.
      Mi hai lasciato qualche secondo senza parole 🙂 per la qual cosa ti ringrazio infinitamente.
      Un caro saluto, Huey.

      Ben

    • benapfel says:

      Ciao Miss Trooper, è un vero piacere!
      Grazie di cuore per le belle parole. 🙂
      Un caro saluto!
      Ben
      ATTENZIONE! MESSAGGIO SUBLIMINALE. NON STACCARE GLI OCCHI DAL MONITOR TROPPO BRUSCAMENTE – FARE FUORI LA MEDUSA E’ UN BLOMANZO A PUNTATE. LE NUOVE PUNTATE DI FARE FUORI LA MEDUSA VENGONO PUBBLICATE OGNI MERCOLEDI A MEZZANOTTE – FINE DEL MESSAGGIO SUBLIMINALE. CHIUDERE GLI OCCHI PER UN MINUTO E ALLONTANARSI IMMEDIATAMENTE DAL MONITOR!

  7. Che bello questo capitolo, è il mio preferito in assoluto!!!
    Mi ricorda tantissimissimissimo la mia prima uscita con il mio attuale moroso con il quale sto da 3 anni…
    il mio parlare ininterrotto tutta sera, velocemente come mio solito e guardando pure avanti (seduti sulla panchina nel parco) per l’imbarazzo…
    Le nostre prese in giro….
    il suo imbarazzo nell’avvicinarsi….
    e poi…
    il bacio finale…
    CHE MERAVIGLIA!!!
    Ma…
    QUI MANCA IL BACIO!!!
    No, ci stava proprio 🙁

    • benapfel says:

      Ehi Ale carissima!
      Bello rivederti in giro.
      Eh sì, Ettore ne sa a pacchi ma alla fine manca il bacio. Non si può dire che avere tutti questi consiglieri gli abbia fatto bene. D’altra parte è vero che non è mai sembrato uno sveglio, Luca. 😀
      Bah… per ora ti ringrazio tanto e ti abbraccio forte. 😉

      Ben

  8. Il potere che da subito si esprime all’interno della coppia.
    Non so in quale film, forse in Gang of NewYork, credo De Niro dica al suo pupillo ‘ Vai e ricorda che se quando la riaccompagni e scende e n si volta entro 3 secondi, lasciala perdere non fa per te’.

    sheranonmidirechehaiscrittoproooprioil15?Bravo!

  9. Bella la storia dell’assicurare il momento *sigh*
    Che bello il primo incontro, quelle attese che gli uomini nn sono mai in grado di capire!!! Questo pezzo è stato molto malinconico, mi ha fatto sognare a occhi aperti, ripensare a tante cose iniziate ma nn ancora finite… ed è bello xché, nonostante sia in un limbo di m****, le rivivo ancora come se nn dovessero terminare mai, ma anzi fossero soltanto l’inizio.
    Vabbè, pensieri…
    Luca cmq è un cogl****!!!! XD

  10. Purtroppo sono stata poco costante in queste ultime settimane con la mia presenza nel tuo blog con la Medusa (giornate intense trascorse con Marco uno dei “miei-gemelli-adulti-residente-al.centro-Europa-in-vacanza-in- Italia-cuore di MAMMA”) , ma in questa alba romana che ancora non mi fa capire quali saranno gli eventi metereologici, eccomi a bearmi del tuo blomanzo a puntate. Il tuo . esprimerti in modo immediato e con ritmo e registri inusuali, catturano proprio quella sfera intima di noi che vorrebbe-ma-non.-è-.capacedi-renderti-la-pariglia.
    In questo capitolo ho rivisto il film di situazioni ANALOGHE accadute “miliardi di anni fa”: dichiarare l’amore l’attrazione la passione e provarci “come un pazzo” tentando una sorta di SEDUZIONE. Tu la descrivi come una incredibile capacità di portare a se, di stupire, conquistare e usi le armi semplici e non scontate della seduzione come arsenale per conquistarla, serve però la tua massima abnegazione alla causa, quasi un cavaliere senza macchia e senza paura che ha deciso di combattere il drago per salvare la sua bella! Ed il tuo avvicinarti a LEI a me non appare né fantasy né sdolcinato anzi di una disarmante ed emozionante vena romantica. che non farà fallire miseramente la tua avventura
    AUGURI APFEL…..AL PROSSIMO EXPLOIT

  11. lucywithdiamonds00 says:

    Come ogni santa volta, stupisci. Sei riuscito a rovesciare sulla pagina tante di quelle cose… Capiterà a tutti, non so, ma io mi ritrovo in ogni singola riga.
    Un mega applauso.

  12. Come diciamo noi esimi rappresentanti dell’élite:”Sticazzi!” 🙂
    È la prima volta che leggo un tuo pezzo, mi sono convinto che non esisterà mai un’ultima volta! Complimenti vivissimi! 🙂

    Grazie delle parole,

    OQ

    • benapfel says:

      Grazie a te, OscarQ, e ben trovato. 😀
      Un carissimo saluto
      Ben

      ATTENZIONE! MESSAGGIO SUBLIMINALE. NON STACCARE GLI OCCHI DAL MONITOR TROPPO BRUSCAMENTE – FARE FUORI LA MEDUSA E’ UN BLOMANZO A PUNTATE. LE NUOVE PUNTATE DI FARE FUORI LA MEDUSA VENGONO PUBBLICATE OGNI MERCOLEDI A MEZZANOTTE – FINE DEL MESSAGGIO SUBLIMINALE. CHIUDERE GLI OCCHI PER UN MINUTO E ALLONTANARSI IMMEDIATAMENTE DAL MONITOR!

  13. Intensto! E’ stata la prima cosa che ho pensato alla fine del capitolo.
    Bravo Ben, sempre meglio, continua così!

    P.S. Come Astepoint, mi sono chiesto “ma come ci sarà arrivato sulla mia Baia?”

  14. Eccomi qui! Bel capitolo, personalmente trovo che l’associazione tra il camminare di lei e il sentimento della nostalgia sia una parentesi molto delicata del capitolo. Mi piacerebbe leggere “altri spazi” dello stesso genere.
    Buon lavoro!
    ps rifletto sul concetto di potere!

    • benapfel says:

      Ciao labloggatrice, il momento di cui parli è proprio il cuore del romanzo. L’ho scritto cercando di evitare la retorica dei sentimenti ho provato a sospendere il momento per misurare le emozioni, e non sono ancora convinto che sia buono ma grazie di cuore per averlo apprezzato.

      Ben

  15. Ciao, non so come sei arrivato al mio blog appena nato ma sono felice di aver letto il tuo romanzo… dalla colazione ad ora, tutti i capitoli! E’ piacevole e familiare il modo in cui racconti pensieri e sensazioni. Ben fatto 🙂

    • benapfel says:

      Ciao Asta Point, ben trovato(/a?) a proposito del tuo blog… ho un debole per i “neonati” 🙂
      Un abbraccio.
      Ben

      ATTENZIONE! MESSAGGIO SUBLIMINALE. NON STACCARE GLI OCCHI DAL MONITOR TROPPO BRUSCAMENTE – FARE FUORI LA MEDUSA E’ UN BLOMANZO A PUNTATE. LE NUOVE PUNTATE DI FARE FUORI LA MEDUSA VENGONO PUBBLICATE OGNI MERCOLEDI A MEZZANOTTE – FINE DEL MESSAGGIO SUBLIMINALE. CHIUDERE GLI OCCHI PER UN MINUTO E ALLONTANARSI IMMEDIATAMENTE DAL MONITOR!

  16. bitchorwise says:

    In netto ritardo, causa ferragosto.. Caxxo che bello questo capitolo! Mi sentivo a roma con quella agitazione/eccitazione, emozionante il msg mai mandato! 😉 attendo il prossimo! Buon ferragosto,notte

    • benapfel says:

      Macché… è un piacere leggerti, a qualunque ora di qualunque dannato giorno 😀
      Grazie e buon ferranotte a te, bitchorwise! 😀 😀

      Ben

  17. Con un po’ di ritardo ho letto il tuo romanzo dall’inizio e mi sono goduto le puntate. Uno vicino all’altro, gli episodi mi sono piaciuti sempre di più, forse per un misto di cause: la mia curiosità crescente davanti a un blog che cattura il lettore e la tua bravura che si esplica sempre più mentre la storia prosegue. Per ora questo capitolo è stato il mio preferito!
    Nico è un personaggio che mi ha colpito moltissimo, le sue apparizioni sono una molla per la mia curiosità. E poi Roma…bé, è Roma, la città di cui mi sono innamorato. Sentire parlare di San Lorenzo non sarà vederlo, ma è comunque ricordarselo.
    Lo stile è scorrevole, colloquiale ma comunque piacevole alla lettura.
    Ti seguo da molto, commento poco ma ora è giunto il momento, te lo devo scrivere: complimenti!

    • benapfel says:

      Ciao Federico, benvenuto e grazie infinite, parole come le tue, risplendono di ulteriore lucentezza il 15 di agosto!:D
      Un caro caro saluto.

      Ben

  18. “Torna giù, voglio baciarti” sono convinta che se Luca l’avesse spedito lei sarebbe corsa giù in un attimo, o forse è quello che avrei fatto io, perché queste quattro parole racchiudono tutto! 🙂

    Anche io come altri ho notato un miglioramento dai primi capitoli, sempre più bravo insomma! Alla prossima settimana 😉

  19. Si fanno piccoli progressi a piccoli passi insomma, in fondo sappiamo che Luca non è uno che si butta a capofitto nelle imprese. Lui medita, pondera, analizza e decanta la situazione. Poi lentamente agisce.
    Porta a cena Nicoletta in un locale nel cuore di una Roma sempre capace di reggere il moccolo, dove tutto finisce bene e anche la scelta del vino si rivela alla fine azzeccata.
    La strada un pò impervia e sconosciuta da percorrere in motorino rallenta le emozioni dei ragazzi ma i sampietrini vengono in loro soccorso riequilibrando le attese. Infine loro due si ritrovano sempre e non sono mai così distanti.
    Luca è galante fino al commiato, la segue con lo sguardo allontanarsi, l’avrebbe voluta baciare ma…. ci sono altre puntate in fondo per questo.
    Accadrà, sono sicura che accadrà, lui ha ben in mente il suo piano e poi l’ha scritto pure sul cellulare che vuole baciarla.
    Figuriamoci se se ne scorderà…..

    p.s. un’altra tacca è messa, vai avanti…. 😉

  20. Semplicemente magnifico… Non vedevo proprio l’ora di leggerti oggi!! poi questa spiegazione di provarci come un pazzo mi ha proprio conquistata.. 😉 bravo Ben, vale sempre la pena aspettarti!

  21. Ogni volta che leggo un nuovo capitolo, mi accorgo dei progressi che compi. Se già prima il tuo stile mi piaceva, ora che sta migliorando a vista d’ occhio mi chiedo se alla fine mi ritroveró ad adorarlo. Complimenti di nuovo!

    • benapfel says:

      Ciao Silver Lou, ben trovato.
      Non so come ringraziarti, ce la metterò tutta per mantenere il livello del lavoro all’altezza delle tue aspettative!
      Un caro saluto.

      Ben

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