capitolo

10 (Più veloce della luce)

Sapete come si combatte lo stress da attesa? Con la pazienza. Telefonando ripetutamente agli amici per ragioni futili, passando le giornate davanti al computer con il dito sul mouse e il cursore sul tasto postainarrivo. Bisogna premerlo ripetutamente, come nei videogiochi in cui devi far fuori un sacco di mostri assetati di sangue. Questo è un buon metodo.

Poi bisogna darsi un sacco da fare, ciondolare non va bene, strascicare i piedi non va bene, bocciare a priori qualunque motivo di uscita non va bene. Anche se a un certo punto, quando si impara a sguazzare nello stress, il tutto può risultare interessante. Se ci si sguazza da tempo sufficiente a sentirsene padroni, si può pure decidere di esorcizzare scrivendoci su un racconto, ma personalmente suggerisco il romanzo. Si hanno talmente tante cose da dire, se pur di nessun rilievo, che il racconto risulterebbe inadeguato. Immaginatevi se mentre scrivo ora, mentre esorcizzo l’ansia e alimento l’idealizzazione, scoprissi che sono arrivato alla fine, che il racconto è terminato. Ansia, gastrite, colite… Ecco cosa accadrebbe, ma io lo so e scrivo, cari miei, scrivo come un pazzo, sono inarrestabile e se pure dovessi arrestarmi, conosco un sacco di cose che servirebbero ugualmente allo scopo. Il ping pong, Scrubs, la Pleistescion, lavare i piatti, pulire il cesso, litigare con mio padre e se proprio non dovessi farcela c’è sempre il Malox, il Gaviscon, le Benzodiazepine, i sonniferi, la televisione…

Una cosa è certa però, l’amore non bisogna trattenerlo. È un bisogno come un altro, niente più che un escremento, la merda dei sentimenti.

Intanto che la scatola magica si diverte a presentarmi l’amore come un oggetto escrementizio, proprio mentre sono a un passo dal convincermi che lo sto sopravvalutando e che va ridimensionato, il computer produce quel benedetto bip che significa “posta in arrivo”. L’intestazione della email poi recita “Nicoletta”, il che significa che non avrò la gastrite e non avrò la colite ma devo chiamarla.

Attenzione! Chiamare qui

se va bene mercoledì

0333123215

Ho due ore di buco tra le sette e le nove.

Ottime per Chagall!

n.

Eccomi qui, sistemato alla beneemmeglio in un cazzo di interstizio tra i suoi impegni, che cerco di contrastare i muscoli della faccia. Vorrebbero tirar su la bocca, loro. Ma glielo impedisco, cazzo, fosse l’ultima cosa che faccio, perché non c’è un cazzo di bello, niente di cui gioire, ragazzi miei. Così non vale, è troppo facile, è come dice Massi, si approfitta di me! E… è che io sono impressionabile, se no glielo farei vedere io, come si comporta un vero uomo!

* * *

Mercoledì quattordici Marzo. È trascorso un mese esatto da quando l’ho vista la prima volta ma, come dice Massi, non devo interpretare i segnali, perché non c’è nessun segnale. Quindi faccio finta di niente e oggi non leggo neanche l’oroscopo, pensa un po’.

Passeggio su e giù per la super-veranda di casa mia col telefonino in mano. Ho svolto tutti i preliminari. Rubrica> Nico> pollice destro sul tasto verde. Non si tratta di stabilire se chiamarla o meno, è stata lei a darmi il suo numero, è stata lei a dire di chiamarla, è ovvio che devo farlo e poi voglio sentire la sua voce e andare con lei alla mostra e la giornata è magnifica e non ci sono scuse. Sono ben quattro motivi.

Ma non s’è parlato di orari, e qual è il momento giusto? C’è un momento giusto? Perché sono sempre convinto che ci sia? Perché penso sempre a cosa fare per farmi trovare preparato? Preparato a che?

Ogni tanto è il caso che tu agisca senza troppe storie, Luca… Che ci sarà mai da preparare in una cosa del genere?

Date retta a me, in questi casi l’unica cosa è il salto nel vuoto. Chiudi gli occhi invii il segnale al pollice e… Blin! non ci pensi più.

Buongiorno!”

Sembra contenta di sentirti. Sta’ calmo!

Ciao, senti…”

Scusa-adesso-sono-al-lavoro-ho-giusto-un-minuto-che-palle-allora-ci-vediamo-alle-sette-e-mezza-tu-dove-dici-ai-giardini-sul-campidoglio-o-sulle-scale? Dove-ci-sono-le-panchine-va-bene?-Sto-impazzendo-oggi-è-una- giornata-assurda-lavoro-fino-a-tardi-ma-penso-che-un-paio- d’ore-alla-mostra-ci-stiano-bene-sì-sì.”

La voce come mezzo di comunicazione è sottovalutata, non avevamo bisogno della stenografia, né delle immagini; questa donna sarebbe capace di descrivere un film scena per scena dialoghi inclusi, e arrivare alla fine con un paio di minuti di anticipo. Le mie orecchie però non sono pronte, sono un modello datato, io, ho tutti e quattro i denti del giudizio. Per cui intendo un quarto di quello che dice e anziché spalancare i padiglioni penso alle cose veloci che conosco e faccio confronti: il suono, la luce, i Tomcat di Top Gun.

Quando smette di parlare taccio per un paio di secondi in attesa di un tuono. Non esiste un essere nell’universo capace di esprimersi a questa velocità. È sola al mondo. Nessuno, nessuno può capirla. E allo stato dei fatti non ho alcuna speranza con lei. Insomma prima di rivederla devo imparare a correre o addio storia d’amore. Alla mostra starò zitto e farò sì sì con la testa. Non deve sospettare nulla. Ci vorrà concentrazione.

Ci sei?”

Sì, certo, Nicoletta, (pronunciare il suo nome mi serve a riprendere il filo) ci sono… scusa… facciamo semplicemente all’entrata, che ne dici?”

Va-bene-a-più-tardi-ciao!”

A più tardi…sì…”

Mio. Dio.

* * *

Ti ricordi quando stavo con… come si chiamava quella matta che si circondava di cose lilla?”

Susanna?”

Susanna, bravo. Ti ricordi che storia…?”

E chi se la scorda…”

Avevo il tuo stesso identico problema.”

Ti confondi, Fra…”

Giuro!”

Giuri il falso.”

Pensaci bene, lo vedi il punto in comune?”

No.”

Ok… ok… cosa vedi?”

Vedo voi due…”

E poi…?”

Mmh… lei ti comanda a bacchetta, tu cerchi di accontentarla in tutti i modi, lei ti lascia alla velocità della luce. Ah, ecco il punto in comune, tutte e due sono veloci in qualcosa”

No, ma grazie per il piacevole amarcord. Ti ricordi che aveva un sacco di vestitini lilla, il cappottino lilla, il portasigarette lilla, le mutandine lilla…”

Be’?”

Io non riuscivo a guardarla, quel colore mi mandava ai matti.”

Cazzo sì… eri pieno di bolle.”

Bravo, e come sono guarito?”

Ti ha lasciato.”

No, dico prima.”

Perché eri guarito?”

Concentrati, abbiamo preso due secchi di pittura lilla. Non puoi averlo scordato. Abbiamo pitturato la mia stanza per due notti. Dai, la vernice era già finita che ancora mancava una parete…”

Sì… ecco perché ti ha lasciato…”

Ne abbiamo già parlato, non aveva tutti i torti: la mia prova d’amore era incompleta…”

Prova d’amore? Costringerti a dipingere di lilla tutta la tua vita, me la chiami prova d’amore???”

Smettila! Aveva un sacco di progetti interessanti. E poi mi stimolava…”

Sì, a restare tre mesi chiuso in casa a mangiare cioccolata.”

Ok ero a pezzi, ma non è questo il punto…”

Quando mi hai permesso di entrare avevi quella barba pazzesca… sembravi Gaspare.”

Gaspare chi?”

Quello dei re magi. Puzzavi di pomodori putrefatti e stavi tappezzando la parete con gli incarti delle tavolette di cioccolato. Saranno state un migliaio.”

Ma erano dello stesso punto di lilla delle altre pareti!”

Certo… il lilla che invoglia!”

Ok, perché non la finiamo di rivangare i miei fallimenti e non passiamo ai tuoi?”

Ma prego…”

Prima che Susi mandasse tutto all’aria, appena finito di passare il colore tu m’hai chiuso a chiave in quella stanza per sei giorni. Per mangiare dovevo uscire sul balcone e aspettare che mi passassi i piatti dalla finestra del bagno…”

Terapia d’urto.”

Non avrei mai creduto di farcela, Lu, ma funzionò.”

Ok. E allora? Vuoi ficcarmi in una stanza dove tutti parlano alla velocità della luce, per una settimana?”

No Lu, ci facciamo una bella compilation di musica italiana a 72x…”

Sarebbe?”

Tutto velocizzato. Le voci saranno più stridule ma perfettamente comprensibili.”

E io che dovrei fare?”

Passare la giornata a cantarci di sopra.”

In falsetto?”

Perché no?”

Mmh… l’idea è buona. Cominciamo!”

Annego nelle angosce e nei cd. Ciccio possiede la peggiore raccolta di lp che abbia mai visto. È un bene. Trascorriamo quattro ore da lui. Auricolari endotimpano all daylong e una sequela di audioschifezze da far rabbrividire un fan di Toto Cutugno. Però funziona! Lo so perché, non sono neanche le sei che già penso più veloce e parlo più veloce, possibile?

Non lo so. Ma adesso quando apro bocca nessuno ci capisce un cazzo!

10 Farefuorilamedusa

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155 thoughts on “10 (Più veloce della luce)

  1. Capitolo al raggio laser ( vai dritto al sodo), analisi di paure, attese e quelle terapie strampalate sono davvero capaci di far sorridere e nello stesso tempo riflettere su come sia davvero incisiva ogni grande delusione.
    Accelerare, per stare al passo di una mente che spara parole, che confonde, che faccia sentire inadeguati è davvero tosto!Quante donne sono così?

  2. Ahahah “come nei videogiochi in cui devi far fuori un sacco di mostri assetati di sangue” …chi non lo ha fatto?! Chi non ha fatto entrambi i “giochi”?!
    Ci sta, calza in pieno!

    • benapfel says:

      Vero, Dadie, un po’ come nei video giochi… 🙂
      Grazie, una caro carissimo saluto!
      Ben

      ATTENZIONE! MESSAGGIO SUBLIMINALE. NON STACCARE GLI OCCHI DAL MONITOR! – FARE FUORI LA MEDUSA E’ UN BLOMANZO A PUNTATE. LE NUOVE PUNTATE DI FARE FUORI LA MEDUSA VENGONO PUBBLICATE OGNI MERCOLEDI A MEZZANOTTE PUOI LEGGERE LE ULTIME SUL PROGETTO SU http://www.facebook.com/farefuorilamedusa – E Se vuoi incollare i nostri adesivi nella tua città chiedici come fare! FINE DEL MESSAGGIO SUBLIMINALE. CHIUDERE GLI OCCHI PER UN MINUTO E ALLONTANARSI IMMEDIATAMENTE DAL MONITOR!

  3. ” se proprio non dovessi farcela c’è sempre il Malox, il Gaviscon, le Benzodiazepine, i sonniferi, la televisione…” mitico associare la tv con i farmaci! …. io l’ho sempre detto che è tipo “oppio” 😉

    • benapfel says:

      Il salto nel vuoto è come un pillolone antirimpianto!
      Lo si prende a occhi chiusi e sai che almeno per una malattia sei vaccinato! 😀

  4. Lorenzo says:

    Alle volte sembra che la narrazione proceda più seguendo i pensieri di Luca che un progetto di racconto preciso: per questo ho apprezzato molto la storia del lilla a cui avevi già fatto riferimento alcuni capitoli prima.

    • benapfel says:

      Ciao Zilvya, benvenuta e grazie di cuore.
      Un caro saluto.
      Ben

      ATTENZIONE! MESSAGGIO SUBLIMINALE. NON STACCARE GLI OCCHI DAL MONITOR TROPPO BRUSCAMENTE – FARE FUORI LA MEDUSA E’ UN BLOMANZO A PUNTATE. LE NUOVE PUNTATE DI FARE FUORI LA MEDUSA VENGONO PUBBLICATE OGNI MERCOLEDI A MEZZANOTTE – FINE DEL MESSAGGIO SUBLIMINALE. CHIUDERE GLI OCCHI PER UN MINUTO E ALLONTANARSI IMMEDIATAMENTE DAL MONITOR!

  5. Non so se questa tecnica decriptatoria auricolare sarà fruttuosa… gli ottorini romani ringrazieranno però gli inventori di questa stramba terapia spacca orecchie!
    Ho un po di riserve sugli uomini-sempre-insicuri….spero solo che il nostro lu barrett non si riveli uno di quegli zerbini vaginoplasmabili portaborsettedellamorosa che si vedono in giro!
    Non deludermi eh!
    Continuo la lettura sperimentando una tecnica, quasi avanguardistica futuristica, di lettura superveloce ….legoparoleesuoniallavelocitádellalucee!

  6. Alla fine passo più tempo a leggere i commenti che il racconto ^__^ ma è bello anche così… sull’amore e sull’Amore potrei scrivere un romanzo, magari quando avrò letto i capitoli 11 e 12 tornerò a lasciare qualche pensiero. Intanto vi lascio con una canzone dei Pooh, il mio gruppo preferito: “A Cent’anni non si sbaglia più”, dall’album “Musica Dentro” del 1994.

    A vent’anni è inevitabile
    ogni storia è sempre l’unica
    e ogni volta che ti capita
    giuri sempre questa è l’ultima
    e per quanto fai il romantico
    si risolve tutto in macchina.
    A trent’anni è criticabile
    ma succede spesso e facile
    e fai cose inverosimili
    ma ti piaci e ti giustifichi
    e ti senti tenerissimo
    ma alla fine vai sul pratico.
    E allora avanti,
    navigando e naufragando
    sempre in alto mare
    restando a galla però
    sarà che forse saremo
    inaffondabili, chi lo sa?
    E allora ancora,
    navigando e naufragando
    sotto al temporale
    restando vivi però
    sarà che forse saremo
    invulnerabili, hai visto mai.
    Magari può succedere.
    Cinquant’anni è imperdonabile.
    Per fortuna ancora capita.
    Se succede ti rimproveri
    ma poi in fondo ti congratuli.
    Fai propositi platonici
    ma ti durano pochissimo.
    E allora avanti,
    navigando e naufragando
    fino a che c’è mare
    in buono stato però
    sarà che forse saremo
    inossidabili, chi lo sa?
    E avanti tutta,
    navigando e naufragando
    vecchi marinai
    che non si arrendono mai.
    Sarà che forse saremo
    irriducibili.
    C’è chi predica,
    c’è chi razzola,
    c’è chi dice non lo faccio mai più.
    Tutto inutile
    siamo fatti cosi.
    A cent’anni no.
    A cent’anni non si sbaglia più.

    • benapfel says:

      Ehi, Titti, questa non la conoscevo. E sì che credevo di averle sentite tutte, almeno una volta le loro canzoni. Ma è anche vero che nel 94 ero tutto preso dai pearl Jam e qualcosa deve essermi sfuggito 🙂
      Grazie per la canzone, domani la cerco su youtube e lavoro ak blomanzo ascoltandola!

      Ben

  7. lucywithdiamonds00 says:

    E’ vero, tutto quello che porta emozioni nuove è buono. E poi esiste il Maalox 😉 credo però che la vera felicità sia stasi: tutto è fermo, nulla porta al movimento… Niente turba la quiete che l’equilibrio porta con se… Per me non si raggiunge mai, la felicità, neanche con un sentimento come l’amore. Non so sia in tema (seguo ragionamenti tortuosi) ma come diceva il Buddha “there is no way to happiness. Happiness is the way”. Le emozioni sono lo strada da seguire.
    Un abbraccio
    Lucy

  8. lucywithdiamonds00 says:

    E’ un capitolo denso di sensazioni… prima tra tutte l’indecisione… e devo dire che hai ancora una volta colto nel segno 😉 e poi la guarigione… ma esiste la guarigione dall’amore? Io posso provare a dipingere, a mangiare cioccolato, a capire che there’s nothing to do, ma non funziona. Piacerebbe una terapia d’urto stile Luca XD

    • benapfel says:

      😀 Se non si possiedono i super-poteri o gli ipo-poteri di Luca, Lucy, credo che l’unica via per una guarigione senza “perdite” sia continuare ad amare malgrado tutto. Io continuo a credere che l’entusiasmo da innamoramento così come la sofferenza da innamoramento siano due emozioni straordinarie. L’amore è uno stato di grazia che apre una situazione, come dicono gli anglofoni, “win-win”. è tutto buono. Ma so che non tutti trovano facile viverlo così. 🙂

      Ben

  9. Oh Dio la storia del lilla mi sembra un po’ ESTREMA…
    tutta…
    incluso le carte delle barrette di cioccolato alle pareti O_o
    spero non ci siano riferimenti personali!:);)
    Passando invece a Nicoletta beh’ mi ci ritrovo….anche io parlo VELOCISSIMA e pure super-particolareggiata…parto a razzo e stendo…
    A volte non mi capiscono e mi auto-ricordo la mai professoressa di italiano e storia delle superiori…la capivo solo io e mi fumava la penna mentre prendevo appunti..
    era bravissima e tutti la interrompevano continuamente per dirle: “Piano”
    Che palle!
    Io stessa, a volte, insegno…e devo trattenermi…
    concentrarmi ad andare piano..
    Ma perchè le persone non possono essere + sveglie? 😉 😀
    Bravo Luca che si allena anche se con mezzi non propriamente “elevati” come musiche, da quel che descrivi, orribili!:)

    • benapfel says:

      E Qui ti faccio i miei complimenti per il meraviglioso trittico di divertentissimi commenti.
      Un carissimo saluto, mia cara.

      Ben

      • Noto che ho fatto anche un’errore: “mia” e non “mai” professoressa…
        Mentre scrivo a computer mi capita spesso di invertire le lettere, capita anche a te?
        Sono contenta che i miei commenti ti siano piaciuti: ho scritto solo in maniera super-spontanea e autobiografica come sono solita fare;)
        Complimenti e a presto!:)

      • benapfel says:

        Leggere i vostri commenti e sentire le vostre emozioni è un premio incommensurabile, lo dico e lo ripeto non c’è niente di più gratificante! 🙂 Vi ringrazierò all’infinito.
        E sì, Ale, capita a tutti di invertire le lettere o le sillabe adiacenti. Sia scrivendo che leggendo che parlando. Sono piccoli segni di stanchezza mentale. La concentrazione diminuisce e la lucidità perde un po’ di smalto. Tranquilla.
        😉

        Ben

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