capitolo

4 (Competenze spendibili)

 

Dopo aver dormito qualche giorno sulla mia nuovissima non-allergia e sul presunto fallimento del piano B, dopo aver somministrato al mio dottore il sogno che ne era seguito ed aver intascato nuove certezze sulla mia virilità, mi sono accorto che non ricordavo più i suoi occhi né la forma del suo viso. Nel pomeriggio non ricordavo neppure che era esistita. La sera bevevo un rum con gli amici e ad ascoltare i discorsi che seguirono si sarebbe detto che nella nostra vita non c’era altro che la casa nuova in cui saremmo andati ad abitare insieme, i lavori che avremmo dovuto fare per renderla decente, i soldi che avremmo dovuto sborsare. Eppure dentro la mia testolina, in incubazione come un virus letale, c’era già lei. E stava in una cartella chiamata “piccoli amori quotidiani” insieme a quella bionda che avevo incontrato tre volte nella stessa mattinata e che, anche quando mi aveva sorriso, avevo lasciato andare via senza nemmeno rivolgerle la parola. Cacasotto! Forse avrei dovuta rinominarla, quella cartella, e chiamarla così, “Cacasotto”. Non posso farlo più perché la mia inettitudine la sera del reading non è stata decisiva. Insomma, essendoci stata concessa una seconda possibilità, mi sono guadagnato il diritto di lasciare la bionda da sola nella sua bella cartelletta degli amorucoli quotidiani, ed aprirne una tutta per lei, che chiamerò “N.”

A seguito di un sogno particolarmente articolato che il mio dottore interpretò come richiesta d’aiuto della mia anima incapace di far fronte allo stress da pessimo-lavoro-scarse- gratificazioni, diedi inizio alla più sontuosa caccia al lavoro dai tempi di “Una donna in carriera” con Melanie Griffith e Harrison Ford. Che poi quella non era esattamente una caccia al lavoro ma nei film americani il tema del lavoro è sempre lo stesso. Nelle varianti: un-cretino-fa-una-carriera-fulminante, e un-barbone-si-ritrova-a-capo-di-una-multinazionale. Ma io che guardo solo film americani non so trovare di meglio, per cui è il caso che vi accontentiate senza tante storie.

Insomma ce l’avrei pure, un lavoro, ma fare da balia a un quasi neonato sette otto volte al mese non è il massimo della vita. Cioè lui è dannatamente noioso, i nonni si aspettano che alla bisogna gli pulisca il culo e tutto ciò non è bello.

Vabè, prendo Portaportese, mi iscrivo a Monster, un sito per i disoccupati che tutti si ostinano a consigliarti come il migliore del genere quando si sa che nessuno è in grado di aiutarti, e parto. Mezzora dopo ho ammonticchiato tutte le mie agendine vecchie e nuove, ho stampato tutti i numeri e i nominativi che avevo sul cellulare e ho compilato un curriculum modello europeo con tutte le cose che ho fatto, comprese quelle che solo con molta fantasia potrebbero essere considerate lavori.

Perché capiate cosa intendo… una volta ho sentito mio zio Ermanno, imprenditore friulano in carriera, dire a suo figlio appena diciottenne: “fa’ vedere a Luca, fallo con trenta monetine!”, mio cugino Davide s’è messo trenta monetine in tre colonne da dieci sul gomito sollevato, e buttando giù il braccio improvvisamente se le è ritrovate tutte in mano senza perderne una. Non vi dico, tutti ad applaudire.

Hai visto?”, disse lo zio, esaltato dalla performance del cuginetto.

Strabiliante…!”, non vedevo l’ora di andarmene.

Non tutti lo sanno fare. Sai che significa questo?” Scossi la testa. “Che è una competenza, una competenza bella e buona. Mi segui? Una abilità spendibile, potrebbe diventare un lavoro, sai? È così che va oggi.”

Mentre cambiavo stanza speravo di risparmiarmi la parte in cui paventava quella dell’acchiappamonete come carriera plausibile. Nessuno può resistere all’immagine di sé che fa un numero di giocoleria perché questo è il talento che gli ha dato Dio. Ma la mazzata arrivò quando zia Paola, sorella zitella di zia Giovanna e quindi di mamma, depressa cronica da vent’anni, disse:

Luca conosce a memoria tutti i film che hanno vinto l’oscar dal 1939 a oggi. Anche questa è una competenza, no?”

Ad ogni modo sono in camera mia, immerso in una valanga di fogli, tutto intento a inviare curriculum, chiamare gli amici che possono conoscere qualcuno che mi assuma e prendere appuntamenti con tutti i call-center recuperati su Portaportese, quando squilla il telefono.

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37 thoughts on “4 (Competenze spendibili)

  1. Valerie says:

    – Billis…
    – Perché la chiami Billis?
    – Non so…è il soprannome perfetto…a me vengono così…spontaneamente!
    Sto parlando con un ragazzo che ha 15 anni e sua sorella, Billis, ha 14 mesi.
    – Hmm…è anche questa un abilità!, dico io…reduce da certe letture, che restano impresse.
    – Infatti!
    – Eh…dovresti andare nelle nursery e vendere soprannomi per neonati!
    O.o
    Quando una storia si intreccia alle storie di ogni giorno!
    V*

  2. Incredibile… un capitolo tira l’altro. Mi piace questo personaggio 😉
    Sarà che se continuo di questo passo e non mi metto a lavorare anch’io, dovrò fare come Luca e mettermi a cercare un nuovo impiego 😀
    Ultimo capitolo e stacco!

  3. Bel capitolo! Mi piace l’espediente che hai introdotto, quello del cercare lavoro. E devo ancora capire a che pro lo utilizzi nella storia. Corro subito al prossimo capitolo!
    PS la “scatolina” degli amori quotidiani é molto intelligente come idea. Da’ bene l’impressione di come voi uomini vi innamoriate mille volte al giorno e poi altrettanto velocemente vi scordiate della “lei” in oggetto 🙂

    • benapfel says:

      Ciao Umoreumorismo, benvenuta, è un piacere poter leggere i tuoi pensieri sulla storia di Luca 🙂
      Ed è vero, ci innamoriamo di continuum ma, una ogni tanto, interrompe quel continuum e ferma il tempo. A rimanere senza tempo o fuori dal tempo è però un Luca qualunque, 🙂 no?, per lo più.
      Buon proseguimento, umoreumorismo.
      grazie 1000! E un abbraccio.

      Ben

  4. Lorenzo says:

    Ma così non vale! Uno centellina la lettura del tuo blog e tu mi concludi un capitolo che parla d’altro con un telefono che squilla? Non è giusto, non si fa così! Dovrò leggere il seguito al più presto….

  5. Per anni ho subito le meraviglie che suscitava una mia cugina che conosceva a memoria la Divina Commedia,io,capirai,a mala pena ricordo il mio nome,distratta e smemorata all’invero simile . Comunque non lasciarmi così in sospeso , ma come ti arriva una telefonata e tu…? Va beh,ciao Ben alla prossima, sempre bello leggerti. Graziella

    • benapfel says:

      Grazie mille Graziella, sei gentilissima, Graziella. E apprezzatissima, anche. Non distrarti, Graziella, e ricordati sempre il tuo nome, Graziella. Il nome è importante!
      Ben 😀

    • benapfel says:

      Ciao Bachelorette, domanda a bruciapelo, eh? 🙂
      Scrivere su un blog è una semplice azione. Saper scrivere su un blog, dare prova di efficacia comunicativa su un blog come su qulunque altro medium è di certo una competenza. Quanto sia spendibile lo stabilisce il mercato nel periodo dato (e che la rima alleggerisca la seriosità del discorso!), il contesto, le contingenze. Siamo comunque agli esordi. Nonostante i blog esistano da anni io parlerei di pionierismo 🙂
      E tu che ne pensi, Bachelorette?

      Ben

      • Penso che purtroppo sul mio cv non ce lo posso mettere che scrivo su un blog, l’informazione stonerebbe, ma uno come te probabilmente tra un mese sarà in tv e noi tutti compreremmo il tuo libro! 🙂
        Penso anche che mi piacerebbe tanto conoscerti. Sarei curiosa di sentire con che accento dici Apfel! 🙂 In quell’occasione mi presenterei da te con la copia del tuo libro, farei la fila e poi ti chiederei una dedica e l’autografo!

      • benapfel says:

        Carissima Bache(RO)lette!
        Pensi male. Uno, perché oggi avere un blog significa avere dei lettori. e tu ce li hai, indica una serie di competenze gestionali, visto che gestisci un blog. Connota una persona puntuale e in grado di mantenere un impegno costante nel tempo, persino riguardo quel che dovrebbe essere un semplice hobby. Per non parlare della comunicazione e dei contenuti, la scrittura a metà tra cronaca e narrativa pura. Non scherziamo!
        Ma soprattutto è improbabile che io sia in tv tra un mese, così come tra un anno. A me piace scrivere e raccontare storie, non andare in tv. E, caspita, certo! Anche a me piacerebbe conoscerti e sconsigliarti di farti imbrattare un buon libro con una insulsa firma. Piuttosto Mi piacerebbe al limite trascorrere un weekend con i miei lettori in qualche baita a grigliare lepri e sorseggiare rosso.
        E l’accento con cui dico “Apfel” è davvero 3mendo 😀
        Un carissimo saluto, Ro, metti il blog nel CV contestualizzalo e metticelo! 😉

        Ben

        Ben

      • rispondo qui perchè non trovo altri accessi!
        Bache(RO)lette, il blog è bellissimo, io lo metterei assolutamente nel c.v.!
        concordo con il buon vecchio ben e sostengo le possibilità inventive e comunicative della rete dei blog!
        i media e le forme comunicative cambiano, bisogna che gli uffici assunzioni sappiano leggere le pietre preziose incastonate nei nostri curriculaaa!
        vi saluto, un bacione a tutti voi, assidui frequentatori di schermi e tastiere!!

  6. Direi che il lavoro supera l’amore in questo pezzo. L’ironia con cui scrivi fa passare la tristezza a parlare, cercare ed imprecare a proposito di posto di lavoro. Ti seguo lentamente, ma continuerò a farlo.
    Ciao

  7. Dimmi che si chiama nina!
    Se io mi innamorassi all’istante di una donna fantastica si chiamerebbe sicuramente cosiiii
    Qualcuno disse della sua donna petra (quella, insomma, che la fa annusare ma non te la da, classica del dolce stil novo)…
    ‘C’ogne lingua divien tremando muta
    E li occhi non l’ardiscon di guardar’..
    Qualcun altro disse più semplicemente
    ‘Hello, i love you’
    C’era un bell’haiku in inglese che paragonava la sua amata vista e svomparsa nella folla nel suo impermeabile ad un papavero rosso..
    Insomma..il tema della cattura epifanica del valchrione di turno mi piace un casino!
    Leggerti è un piacere…faccio attendere mardou e cerco di recuperare le puntate il più in fretta possibileeee
    See you

    • benapfel says:

      Ciao Tateina, Anche averti qui è un piacere.
      Sono proprio d’accordo, il tema dei temi, in amore, è proprio quello e nessun altro.
      Perché “più in fretta che puoi”?
      Hai tempo, goditi la lettura, Tataina.
      Un saluto 🙂

      Ben

    • benapfel says:

      Grazie tante a te, Mauro 🙂
      Ben

      ATTENZIONE! MESSAGGIO SUBLIMINALE. NON STACCARE GLI OCCHI DAL MONITOR TROPPO BRUSCAMENTE – FARE FUORI LA MEDUSA E’ UN BLOMANZO A PUNTATE. LE NUOVE PUNTATE DI FARE FUORI LA MEDUSA VENGONO PUBBLICATE OGNI MERCOLEDI A MEZZANOTTE – FINE DEL MESSAGGIO SUBLIMINALE. CHIUDERE GLI OCCHI PER UN MINUTO E ALLONTANARSI IMMEDIATAMENTE DAL MONITOR!

    • benapfel says:

      Bello ricevere messaggi come il tuo.
      Grazie Paola, grazie mille. E bello sentirsi apprezzati.
      Spero allora che resterai da queste parti. Ogni mercoledì a mezzanotte in punto esce un nuovo capitolo.
      Non perderti mai!

      Ben

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